A VERCELLI LUNGO “LA STRADA DEL RISO”

5 anno fa di in Luoghi del gusto Tagged: , ,

rice on wooden spoonIl percorso di 30 km che va da Vercelli fino al paese di Crescentino, è uno degli itinerari del gusto più antichi italiani. Già nota come la strada delle grange da qualche giorno è ufficialmente la prima (e unica) strada del riso. Il 23 dicembre scorso, infatti, la Regione Piemonte sul modello delle Strade del Vino ha approvato il riconoscimento di ‘Strada del riso vercellese di qualità‘, prima di una serie di ‘Strade dei prodotti agricoli e agroalimentari di qualità’ previste dalla Giunta regionale.

La strada si snoda tra riserie aperte al pubblico, le caratteristiche grange, le vecchie cascine sorte in seguito alle opere di bonifica realizzate dai monaci Cistercensi dell’abbazia di Lucedio nel Millequattrocento, risaie, aziende agricole tradizionali, aree protette, fiumi, agriturismi e fattorie didattiche, musei, borghi, edifici storici ma anche ristoranti tipici.

L’itinerario

Si parte da Larizzate (casello autostradale Vercelli Ovest) e si prosegue verso la tenuta Veneria (la cascina in cui, nel 1949, fu girato il film “Riso Amaro”, con Silvana Mangano, Vittorio Gassman e Raf Vallone). Si incontrano, poi, Castelmerlino e Ramezzana, che sono le cascine in cui fu introdotta nel Quattrocento, per la prima volta nell’area vercellese, la coltivazione del riso.
 Sempre in zona, si trovano: Leri, Darola, Lucedio, Montarolo (dove sorge il santuario della Madonna delle Vigne), Castell’Apertole (cascina Colombara), San Genuario e Crescentino.

La “Strada del Riso Vercellese di Qualità” è stata pensata per collegare tutte le risorse presenti in quest’area ad alta vocazione risicola. La strada è, inoltre, uno strumento di divulgazione, informazione e commercializzazione del “prodotto riso” (che diventa, in questo modo, risorsa turistica), poichè si pone tra le strutture di offerta ed il turista/consumatore. In altri termini, la strada serve ad integrare la “risorsa riso” con le altre risorse proprie e tipiche del paesaggio, allo scopo di accrescere e qualificare il flusso dei visitatori delle aree risicole. Alla Strada hanno già aderito circa 140 soggetti tra cui 30 aziende risicole, 39 comuni, 36 enti e associazioni e 26 ristoranti e altre strutture recettive.

foto interna strada del risoLa Strada del riso si inserisce in un contesto produttivo, territoriale, economico, storico in cui il riso è il protagonista assoluto e Vercelli ne rappresenta la capitale piemontese, italiana ed europea. Vercelli e la sua provincia si identificano con il riso e la risicoltura: oltre 70.000 ettari (il 60% della produzione piemontese e il 30% italiana), una parte della quale rientrante nell’area del disciplinare della DOP “Riso di Baraggia Biellese e Vercellese”, che coprono quasi tutta la pianura vercellese, dove la coltivazione del riso ha creato un fascinoso paesaggio agrario e rurale denominato poeticamente “Terre d’acqua” o “Mare a quadretti”, con la sua particolare flora, fauna e microclima; qui si lega anche lo storico canale Cavour e tutto il poderoso sistema idraulico e irriguo, e tutto un indotto, a monte e a valle, legati alla ricerca, alla sperimentazione, alla selezione genetica e varietale, alle innovazioni tecnologiche su macchine, attrezzi, sistemi di coltivazione e lavorazione, strutture e attività per la tutela, la valorizzazione e commercializzazione.

Inoltre su questi territori si trovano le vestigia, le tracce, l’iconografia, l’atmosfera e la memoria storica stratificate dalla risicoltura, compresi i temi politici, sindacali, del folclore, delle tradizioni popolari e dei canti legati alla risaia. 
Ed ancora, una serie di varietà di riso che hanno dato origine ad una vasta gamma di piatti tipici e tradizionali e che hanno contribuito a rendere famosa la cucina e l’enogastronomia vercellese e piemontese.

L’impulso principale alla costruzione della Strada ed alla realizzazione di azioni di sviluppo locale proviene dai giovani agricoltori, consapevoli del grande cambiamento sociale in atto e del fatto che il territorio risicolo vercellese non può più “stare a guardare” cosa fanno gli altri o, peggio, subire irrevocabili decisioni dall’alto! L’esigenza è quella di far conoscere e far comprendere il proprio lavoro e la propria cultura, poiché solo la conoscenza e la condivisione possono farne meglio apprezzare il risultato: il prodotto “riso”, di cui tanto si parla e poco si conosce.

 

 

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