BUONA E A CHILOMETRO ZERO, È LA FRUTTA URBANA

5 anno fa di in Buoni&Bravi Tagged: , , , , , , , , ,

frutta urbana

Tra le strade e i palazzi delle nostre città si nasconde un’autentica ricchezza che può giovare a noi e all’ambiente. Sono i frutteti urbani, alberi che, spontaneamente, grazie al clima mite della Penisola, ci regalano mele, limoni, arance, mandarini, nespole, ciliegie, fichi. Frutta sana e matura, a chilometro zero e buona da mangiare, che nella maggior parte dei casi non viene raccolta e finisce per marcire e cadere, creando problemi di manutenzione e, soprattutto, generando uno spreco di risorse che potrebbero essere, invece, “fruttuosamente” impiegate.

Ma le cose stanno, finalmente, cambiando e la valorizzazione di questi polmoni verdi – che in Inghilterra e USA è una pratica già diffusa da diversi anni – sarà presto una realtà anche nello Stivale. È partito da Roma, infatti, Frutta Urbana, il primo programma italiano di mappatura, raccolta e distribuzione dei frutti che crescono negli spazi cittadini, nei parchi e nei giardini pubblici. L’ambizioso progetto è stato ideato da Linaria, un’organizzazione no profit formata da un team di architetti, paesaggisti ed esperti di botanica che lavorano per promuovere la cultura del paesaggio e dell’ambiente.

La Capitale, scelta come sede pilota dell’iniziativa, ospita ben venti tipologie di piante e alberi da frutto: meli, aranci, ulivi, cachi, capperi, mandorli, ciliegi, gelsi, persino corbezzoli e melograni – per citarne solo alcuni – sono disseminati tra l’Eur, i quartieri di Trastevere e Monteverde Vecchio, il Villaggio Olimpico e altre “oasi” comunali.

frutteto urbanoDopo essere stata raccolta, la frutta in perfetto stato è distribuita gratuitamente a banchi alimentari e mense sociali del luogo; una minima percentuale del raccolto è venduta ai GAS (Gruppi di Acquisto Solidale), a piccoli ristoranti e negozi; un’altra parte è infine trasformata in marmellate, succhi, sciroppi, liquori.

Tra gli obiettivi di Frutta Urbana, oltre all’utilizzo delle risorse che la città ci regala, c’è poi la progettazione di nuovi frutteti – che rispetto agli orti sono più semplici da curare e richiedono minor manutenzione – all’interno di aree abbandonate, scuole, centri sociali, piazze, vie centrali e periferiche. Un intervento mirato a incentivare il consumo di frutta, fondamentale per il benessere dell’organismo, e a valorizzare gli spazi verdi nel paesaggio cittadino, importanti per creare un ambiente più sano e vivibile.

La frutta cittadina è sicura per l’organismo?

Le mele, le arance e tutte le altre varietà di frutta che crescono in città sono, naturalmente, esposte a un’elevata dose di inquinamento atmosferico. Sono, quindi, sicure per la nostra salute? La risposta è sì. A confermarlo – come riporta il team di Linaria sul sito Fruttaurbana.org – ci sono gli studi del Dipartimento di Animal & Plant Sciences dell’Università di Sheffield: le particelle inquinanti si depositano sulla buccia ma non penetrano all’interno dei frutti e possono essere facilmente rimosse con un lavaggio accurato. Anche se nel suolo sono presenti tracce di metalli pesanti non ci sono pericoli per l’organismo, dal momento che – a differenza della verdura – la frutta non è a contatto diretto con il terreno, perciò non rischia la contaminazione.

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