“CASEIFICI APERTI”, A SPASSO NEI CASELLI DEL PARMIGIANO REGGIANO

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Avete voglia di trascorrere in maniera diversa il prossimo fine settimana? Se abitate nei dintorni di Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova e Bologna o sarete in una di queste località per il ponte del 25 aprile, non perdete Caseifici Aperti, singolare iniziativa promossa dal Consorzio di Tutela del Parmigiano Reggiano: sabato 26 e domenica 27, oltre cinquanta caseifici sparsi tra le cinque province apriranno le porte – gratuitamente – ai consumatori, per mostrare loro il lungo e laborioso processo di produzione del celebre formaggio a pasta dura tanto amato in Italia e all’estero. Una visita guidata straordinaria che si affianca a quelle che è già possibile effettuare nei giorni feriali, su prenotazione, per tutto l’anno.

Parmigiano ReggianoLa “gita al caseificio” sarà un’ottima occasione per ammirare da vicino i luoghi dove nasce il Parmigiano Reggiano, tra Lombardia ed Emilia Romagna, terre ricche di arte, storia e cultura, ma anche di numerose aree verdi protette che sorgono lungo l’Appennino Tosco-Emiliano. È qui che, nel XII secolo, sorsero i primi “caselli”, piccoli edifici a pianta quadrata o poligonale nei quali i casari lavoravano il latte.

Durante il weekend saranno cinquantuno le strutture – venti a Parma, undici a Reggio Emilia, quattordici a Modena, tre a Mantova e a Bologna – aperte ad estimatori e buongustai, che conosceranno così tutte le fasi di lavorazione del Parmigiano, toccando con mano il “legame esclusivo tra prodotto e territorio” – come sottolinea il Consorzio – che rende questo formaggio un’eccellenza della gastronomia italiana apprezzata in tutto il mondo.

In un tour della durata di circa due ore, i visitatori vedranno all’opera i maestri casari, che producono il formaggio utilizzando soltanto latte della zona di origine, caglio naturale e sale, senza alcun additivo, esattamente come nove secoli fa, quando, nei monasteri benedettini e cistercensi di Parma e Reggio Emilia nacque la prima forma di Parmigiano Reggiano. Dopo aver osservato il procedimento di lavorazione del latte, la “spinatura” o rottura della cagliata e la messa in forma, sarà possibile infine visitare i magazzini in cui le forme vengono conservate e acquistare questa prelibatezza direttamente in loco. Previsti in alcuni stabilimenti anche eventi speciali per adulti e bambini.

I visitatori potranno poi condividere la particolare esperienza attraverso i social network del Consorzio di Tutela – che dal 1928 riunisce tutti i caseifici produttori, verifica l’applicazione del disciplinare di produzione e protegge il Parmigiano dai numerosi tentativi di contraffazione –, tramite l’hashtag #caseificiaperti, da utilizzare su Twitter, Facebook, Istagram e Pinterest.

L’elenco dei caseifici aperti è disponibile all’indirizzo www.parmigianoreggiano.it ed è consultabile tramite un dispositivo di geolocalizzazione, specificando la città e la data.

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