Archivi categoria: Crudo o Cotto?

Agretti in insalata

LE VERDURE DI PRIMAVERA: GLI AGRETTI PER DISINTOSSICARSI CON GUSTO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Agretti in insalataI più freschi e croccanti possono essere utilizzati crudi, per preparare insalate leggere e disintossicanti, perfette per ‘risvegliare’ l’organismo dopo la stagione invernale. Ma gli agretti sono buonissimi pure cotti, per condire la pasta o come ingrediente di frittate, torte salate e altre ricette sfiziose. Questa verdura tipicamente primaverile, che al mercato è disponibile da fine marzo ai primi di giugno, si caratterizza per le foglie sottilissime di color verde intenso e il sapore leggermente acre, a cui deve il nome; è famosa pure come ‘barba dei frati’ – una probabile allusione alla forma lunga e affusolata –, un po’ meno come ‘senape dei monaci’, mentre dai toscani è chiamata ‘roscano’ e dagli emiliani ‘liscari’. Continua a leggere

Rapa bianca

PRIMA DELL’ARRIVO DELLE PATATE ERA MOLTO PIÙ DIFFUSA: LA RAPA BIANCA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Rapa biancaCruda è ottima condita con olio e sale, come ingrediente di leggere e depurative insalate; cotta, la rapa bianca è tra i protagonisti della giardiniera, il famoso contorno piemontese a base di ortaggi tagliati a pezzetti e lessati in acqua e aceto. Questa radice dalla polpa croccante e dal sapore leggermente dolce, con un gradevole retrogusto piccante, per secoli ha sfamato le famiglie contadine della Penisola: nutriente e poco costosa, fino al XVI secolo era diffusissima nelle cucine più umili, ma il suo consumo diminuì progressivamente con l’arrivo della patata dal Sudamerica. Continua a leggere

Puntarelle

A ROMA E NON SOLO, LE PUNTARELLE SONO LE PROTAGONISTE DELLA TAVOLA INVERNALE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

PuntarelleTra gennaio e febbraio, sui banchi di frutta e verdura della Capitale compaiono le puntarelle, i germogli della cicoria catalogna, tra gli ingredienti più famosi della cucina di Roma e dintorni, dove da sempre vengono condite con una prelibata salsina di acciughe, aglio, aceto e olio extravergine di oliva. Continua a leggere

Cavoletti di bruxelles

TANTE VIRTÙ NEI PICCOLI CAVOLETTI DI BRUXELLES

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Cavoletti di bruxelles

Sono originari del Belgio, come testimonia il loro nome, ma il Paese in cui vengono apprezzati di più è la Scozia, dove gli abitanti ne mangiano ben tre chili – contro i 600 grammi della loro terra natale – a testa in un anno. I cavolini di Bruxelles sono i più piccoli componenti della famiglia delle Brassicacee, la stessa a cui appartengono cavoli, verze, cime di rapa: un ortaggio invernale poco diffuso sulle tavole della Penisola, ma che come tutti i cavoli è ricco di virtù preziose per l’organismo. La caratteristica forma delle gemme – che rappresentano la parte commestibile –, simile a quella di un cavolfiore in miniatura, e il sapore intenso ma non invasivo li rende un alimento ricercato, da utilizzare sia crudo che cotto per preparare insalate e contorni raffinati. Continua a leggere

cardi al sugo

CRUDI, COTTI, MA ANCHE FRITTI. L’INVERNO È LA STAGIONE DEI CARDI

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

cardi gobbi al pecorinoCrudo insieme ai finocchi, alle carote, ai peperoni, alle zucchine è tra le verdure che accompagnano la bagna càuda, la celebre salsa piemontese a base di olio extravergine d’oliva, aglio e acciughe, così come tagliato a listarelle sottili viene servito con il pinzimonio. Ma è cotto che il cardo trova il maggior numero di impieghi in cucina. Protagonista di prelibate specialità regionali, come la zuppa natalizia diffusa tra Abruzzo e Molise e nel beneventano, in cui viene cotto nel brodo di cappone insieme a rigaglie di pollo e polpettine di manzo, o la parmigiana siciliana, una rivisitazione della più famosa versione con le melanzane, con mozzarella, salsa di pomodoro e formaggio grattugiato, è disponibile al mercato da novembre fino a febbraio. I cardi, di origine antichissima, sono un ortaggio tipicamente invernale che appartiene alla famiglia delle Asteracee, la stessa dei carciofi, con cui condividono il caratteristico sapore amarognolo. La forma, però, ricorda quella del sedano, anche se il gambo – che è la parte commestibile e ha una consistenza croccante – è molto più lungo e può superare il metro di lunghezza.

Nel Centro e Sud Italia lo si mangia fritto, dopo averlo impanato con farina, uovo e pangrattato o passato in tempura, una pastella di farina, acqua e lievito di birra; in Basilicata viene saltano in padella con olio e peperoncino e servito con uova sbattute e una spolverata di pecorino, in uno dei più classici piatti lucani; in Puglia si cucina ricoperto con uova sbattute, pane grattugiato, pecorino, aglio e prezzemolo tritati e poi gratinato in forno. Continua a leggere

taccuinistorici.it

LA MARIOLA DI PARMA, UN CLASSICO DELLA TRADIZIONE NORCINA EMILIANA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

taccuinistorici.it

taccuinistorici.it

La nobiltà del Ducato di Parma e Piacenza non la faceva mai mancare alla propria mensa, ma sceglieva esclusivamente quella cruda, tutt’ora considerata la più ricercata perché sottoposta a una lunga e complessa stagionatura. La Mariola è tra i salumi più longevi della tradizione norcina dell’Emilia: un grosso salame dalla forma tondeggiante o ovale, sapido e dal profumo speziato, con un retrogusto persistente che avvolge il palato. Il nome – che compare nel vocabolario Piacentino-Italiano di Lorenzo Foresti, del 1883 – non è altro che il termine con cui in Romagna si indica l’“intestino cieco di maiale”, nel quale viene insaccata la carne. Continua a leggere

Uva da tavola

UVA, UN BUON RIMEDIO CONTRO LO STRESS DA RIENTRO DALLE VACANZE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Uva da tavola

Una ricerca di qualche anno fa dimostrava che mangiare uva a fine estate, in concomitanza con il rientro dalle vacanze, aiutasse l’organismo a riadattarsi ai ritmi quotidiani grazie alla melatonina presente nella buccia di quella nera, un ormone – nel corpo umano prodotto dall’ipofisi – che agisce come un tranquillizzante naturale, combattendo l’insonnia che spesso si accompagna alla ripresa degli impegni di lavoro (Fonte: Coldiretti/Italfruit). Del resto, le proprietà antidepressive dell’uva erano state accertate già dagli antichi, che ne bevevano il succo per combattere astenia e cattivo umore. Questo dolcissimo frutto disponibile al mercato fino a ottobre può esserci d’aiuto, quindi, per rendere meno ‘traumatico’ il ritorno alla vita di tutti i giorni! Continua a leggere

crudaiola barese

L’AUTENTICA CRUDAIOLA BARESE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Quando le temperature si fanno torride aumenta la voglia di piatti leggeri ma sfiziosi, da preparare a fornelli spenti e senza troppa fatica. Come la crudaiola barese, un semplicissimo sughetto a crudo – come si intuisce dal nome – a base di pomodorini rossi, uno spicchio d’aglio, basilico fresco, una spolverata di ricotta dura e abbondante olio extravergine d’oliva, che accompagna le orecchiette, tipiche della Puglia, o altri formati di pasta corta, come i cavatelli, le penne o i rigatoni. Continua a leggere

Macedonia di frutta

DALLA COLAZIONE AL DESSERT, LA MACEDONIA, PROTAGONISTA DELL’ESTATE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Frutta fresca tagliata a pezzetti, condita con zucchero e succo di limone o arancia, con l’aggiunta o meno di spumante o di un goccio di vino dolce o liquore. Coloratissima e dissetante, la macedonia è tra le protagoniste della tavola estiva. Può essere preparata tutto l’anno con la frutta di stagione, ma è durante i mesi caldi che diventa immancabile a tavola: ideale a fine pasto, si trasforma velocemente in un goloso dessert con l’aggiunta della panna montata, del gelato al fiordilatte o alla vaniglia, della crema di ricotta o del cioccolato fondente; abbinata allo yogurt, invece, diventa perfetta a colazione o per uno spuntino leggero e nutriente. Per un tocco in più qualcuno la insaporisce con un pizzico di cannella, dal profumo irresistibile, o di zenzero, che la rende piacevolmente piccante. Continua a leggere

Gazpacho

IL GAZPACHO ANDALUSIANO, LA ZUPPA D’ESTATE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

GazpachoPomodori maturi, peperoni rossi o verdi – se si preferisce un gusto più deciso – e cetrioli. Combinando questi tre ortaggi estivi, saporiti e nutrienti, nasce una tra le più celebri specialità della cucina spagnola: il gazpacho. Questa semplicissima zuppa fredda di verdure crude, insieme alla paella, rappresenta il piatto iberico più gettonato al mondo: diffusissimo anche nel nostro Paese, nei bar e locali italiani è protagonista di happy hour e aperitivi, servito in bicchieri di vetro – spesso con l’aggiunta di ghiaccio – e accompagnato da crostini di pane, gambi di sedano e fettine di pomodoro. Ma in patria il gazpacho si mangia a pranzo o a cena e i ristoranti di Madrid, Barcellona, Siviglia lo propongono nel menu del giorno, proprio come una normale minestra. Continua a leggere

Insalata con lattuga rossa

RESTARE GIOVANI PIÙ A LUNGO CON LA LATTUGA ROSSA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Cosa c’è di meglio, quando il caldo comincia a farsi sentire, che gustare una leggera insalata di lattuga come contorno o – se arricchita con altri ingredienti – come piatto unico? Se poi scegliamo le varietà rosse aiutiamo anche il nostro organismo a restare giovane più a lungo. Ad affermarlo è una recente ricerca dell’Università di Pisa, che attribuisce preziose virtù antiossidanti a questo ortaggio, tra i più diffusi e apprezzati sulle tavole di tutta Italia. Continua a leggere

www.buonissimo.org

NELL’AGGHIATA TRAPANISA TUTTI I SAPORI DELLA SICILIA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

www.buonissimo.org

www.buonissimo.org

Una profumatissima ricetta che ci porta nella calda terra siciliana, facendoci pregustare il sapore dell’estate. L’agghiata trapanisa, una salsa cruda a base di aglio – da cui il nome –, basilico, mandorle e pomodori freschi, è tra le più famose specialità dell’isola, preparata da tempi lontani dalle famiglie di Erice, Castelvetrano, Marsala, San Vito lo Capo e degli altri splendidi comuni della provincia di Trapani. Con l’arrivo della bella stagione diventa immancabile nel menu di ristorantini e trattorie, frequentati dai tanti turisti italiani e stranieri che ogni anno scelgono questa zona della Sicilia come meta delle loro vacanze. Continua a leggere

Bagnet verd

IL BAGNET VERD, LA SALSA DI CASA SAVOIA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Nettate un pugno di prezzemolo e un po’ di aglio, pestateli nel mortaio con due rossi d’uovo sodi e una noce di mollica di pane bagnata nell’aceto, passate il tutto al setaccio, allungatelo con olio ed aceto, aggiungete un po’ di sale, pepe, un pizzico di zucchero e formate così una salsa liscia e colante”. Continua a leggere

cicoria cotta

IN PRIMAVERA, LA CICORIA PER RIMETTERE IN MOTO L’ORGANISMO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

cicoria cottaA Roma è consumata da sempre ‘strascinata’, ovvero passata in padella con aglio, olio e peperoncino. In inverno la ritroviamo in tante pietanze della tradizione regionale italiana, dalla ’ncapriata pugliese, il millenario purè di fave secche accompagnato dalle erbe di campo lesse, all’acquacotta, una zuppa povera di pane raffermo e uova di origine toscana, fino al ‘martuoffolo’ del Sannio e dell’Irpinia con le patate e alla ricca minestra maritata, piatto natalizio campano in cui la verdura sposa diversi tipi di carne (ossa di prosciutto, cappone, gallina, vitello, salsicce). Continua a leggere

Bietole fresche

LA BIETOLA, UN ASSAGGIO DI PRIMAVERA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Torta pasqualina A Genova è protagonista della Torta Pasqualina, la celebre specialità formata da 33 sottilissime sfoglie – in ricordo degli anni di Gesù – farcite con uova, maggiorana e prescinseua ligure, un formaggio fresco ligure, ma la bietola è da sempre presente sulle tavole degli italiani, cruda o cotta.

Cruda è largamente impiegata nelle insalate, condita con olio, limone e sale, mentre cotta è consumata prevalentemente lessa, condita poi con olio extravergine di oliva e limone. Cotta è anche l’ingrediente di molte zuppe regionali, come la famosa minestra maritata napoletana o quella con le patate. Molto diffusa in tutta la Penisola, fa la sua comparsa sui banchi del mercato solitamente agli inizi di marzo, dandoci un assaggio di primavera. Continua a leggere

topinambur

TOPINAMBUR, IL CARCIOFO DI GERUSALEMME

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Appartiene alla famiglia dei girasoli, ha il sapore di un carciofo e l’aspetto dello zenzero, ma è considerato un tubero perché cresce sottoterra, come le patate. È il topinambur, una radice dalle diverse “identità” che fa la sua comparsa al mercato nel periodo invernale. Continua a leggere

Noci

NOCI, LE GHIANDE DI GIOVE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

NociCrude, all’interno di sfiziosi aperitivi e insalatone, o cotte, per primi insoliti e golosi dessert, le noci sono protagoniste della cucina dell’autunno. Nutrienti e salutari, dolci a un primo assaggio ma dal caratteristico retrogusto amaro, danno un tocco particolare a tanti piatti, tradizionali e non, oltre ad essere uno snack genuino da mangiare in qualsiasi momento della giornata. Continua a leggere

Funghi Porcini

FUNGHI PORCINI, IL PROFUMO DEI BOSCHI IN TAVOLA

[vc_column_text width=”1/2″ el_position=”first”]

Trasformano una semplice bruschetta o un’insalata in pietanze da chef e sono protagonisti di raffinati carpacci, primi piatti e contorni da leccarsi i baffi. I porcini sono tra le più gustose meraviglie che la natura ci regala nei mesi autunnali e in cucina possono essere impiegati in tanti modi, sia crudi che cotti. Dotati di un gambo spesso e dell’inconfondibile “cappello” – che in alcuni casi può raggiungere i 30 centimetri di larghezza –, si caratterizzano per la polpa carnosa, saporitissima, impregnata di tutti i profumi del bosco. Iniziano a spuntare tra settembre e ottobre, con l’arrivo delle prime piogge, sotto a faggi, querce e castagni. Continua a leggere

fichi

I FICHI, UN TOCCO DI DOLCEZZA A OGNI PIATTO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

fichiI più buoni sono i tardivi, che raggiungono la maturazione tra fine agosto e settembre, come il Brogiotto Nero, dalla buccia nerastra e polpa dolcissima, il Dottato, con la buccia verde e adatto all’essiccazione, l’Albachiara o Abate, dalla polpa chiara e delicata, e il Rigato o Panachè (come è chiamato in Liguria), una singolare tipologia dalla buccia striata. I fichi sono tra i protagonisti della cucina italiana dell’estate. Continua a leggere

Insalata di riso

INSALATA DI RISO, MILLE INGREDIENTI E TANTA FANTASIA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Protagonista di pranzi e cene, ma anche di happy hour e aperitivi “rinforzati”, è tra le pietanze preferite dagli italiani per picnic all’aperto e soprattutto per le giornate al mare. Fresca, facile da preparare, “personalizzabile” a seconda dei gusti, l’insalata di riso è uno di quei piatti che non può mancare sulla tavola dell’estate. Nella lista dei “cibi da spiaggia” stilata da Coldiretti, quest’anno si classifica al secondo posto, dopo la macedonia di frutta e prima della Caprese. Continua a leggere

Vorspeise , Jakobsmuschel

IL FRUTTO DI MARE FATTO “SANTO”

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

capesantaÈ uno dei molluschi più ricercati al mondo. E l’estate è il periodo in cui si trova più facilmente sui mercati e dunque diventa anche più accessibile. È la capasanta, uno squisito ma anche prezioso e pregiato frutto di mare per rendere speciale una fresca cena estiva o per dare quel tocco in più alla tavola. Continua a leggere

Condiglione

CONDIGLIONE O CONDIJUN, L’INSALATA ALLA LIGURE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

CondiglioneLattuga, peperoni, pomodori, cetrioli, uova sode e olive taggiasche, con il tocco “esclusivo” del mosciame di tonno, una specialità della Liguria, o della preziosa bottarga di muggine. Sono gli ingredienti principali del Condiglione, una coloratissima e ricca “insalatona” che unisce elementi di terra e di mare ed è perfetta nella bella stagione, per una cena con gli amici o un picnic all’aria aperta.

È una pietanza che profuma d’estate, grazie agli ortaggi e al basilico fresco, ma allo stesso tempo ha un gusto importante conferito dal pesce essiccato. Continua a leggere

ravanelli

RAVANELLI, LA COTTURA INASPETTATA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

ravanelliUna buccia di un bel color rosso carico, una polpa candida e un inaspettato sapore pungente, quasi piccante. Sono le caratteristiche dei ravanelli, piccoli ortaggi di forma tondeggiante che con l’avvicinarsi dell’estate fanno la loro comparsa al mercato e in tavola. La stagione calda è, infatti, il periodo ideale per gustarli. Continua a leggere

sun black 1

SUN BLACK, TUTTE LE PROPRIETÀ DEL POMODORO NERO

sun black 1Un pomo di piccola o media grandezza dalla buccia scura, ma della stessa consistenza dei suoi cugini “rossi”: è così che si mostra il Sun Black, il pomodoro nero da poco entrato in commercio. Il suo aspetto, forse non troppo appetibile, nasconde tantissime qualità: non è infatti geneticamente modificato ed il nuovo colore gli dona proprietà anti-age, avendo un alto contenuto di antociani, sostanze presenti anche nel vino rosso, che proteggono contro la fragilità capillare, l’invecchiamento cellulare, i processi infiammatori e le modificazioni cancerogene.

Messo in commercio proprio in questi giorni il Sun Black nasce da semi ottenuti attraverso la tecnica dell’incrocio tra varietà di pomodoro con caratteristiche contrastanti, che producono antociani nella buccia e nelle foglie, coniugando ai benefici dei pomodori le proprietà salutari della frutta a buccia nera. Ha infatti le qualità nutraceutiche di frutti come le more, l’uva nera e i mirtilli, più costosi dei comuni pomodori e difficili da reperire in quantità consistenti tutto l’anno.

L’ambizioso progetto di ricerca, denominato “Tomantho”, finanziato dal ministero dell’Università e della ricerca scientifica, è stato coordinato dall’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, insieme alle Università Tuscia di Viterbo e agli atenei di Modena, Reggio Emilia e Pisa e si è basato essenzialmente sulla “creazione” di un prodotto dal forte potere antiossidante. Anche se è da considerarsi  “un ritorno al passato” più che una novità, poiché gli antociani erano contenuti un tempo nei pomodori selvatici.

La registrazione del marchio comunitario SunBlack è avvenuta di fatto nel 2009, ma il passo decisivo per permettere la commercializzazione del pomodoro nero nel nostro paese è appena avvenuto. Si tratta della sottoscrizione del contratto di licenza avvenuta da parte del rettore Pierdomenico Perata, coordinatore del progetto Tomantho, grazie a cui ha avuto origine Sun Black.

L’azienda L’Ortofruttifero sarà l’unica che potrà commercializzare il pomodoro non Ogm per i prossimi cinque anni in esclusiva europea, disponibile dallo corso mese sotto forma di piantine da orto, con un circuito vendita costituito prevalentemente dalla grande distribuzione.

Il SunBlack, popolarmente chiamato “Obama”(come il Presidente!), ha un gusto un po’ più acidulo dei pomodori comuni ed è adatto ad una cottura veloce o ad essere mangiato crudo, ad esempio come ingrediente per una pasta fredda.

uova

MEGLIO UN UOVO OGGI…

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

uovaCrudo o cotto da secoli l’uovo (di gallina) è uno dei protagonisti indiscussi dell’alimentazione e della cucina. L’ovetto fresco, che oggi è quasi scomparso dall’alimentazione, demonizzato dalle campagne anticolesterolo degli anni ’90 e 2000, è nell’immaginario collettivo, soprattutto di quarantenni, cinquantenni e sessantenni la soluzione a tanti problemi di salute. Lo si beveva direttamente dal guscio praticando un piccolo foro nella parte superiore. L’alternativa era mangiarlo a zabaione, una crema ancora oggi protagonista della colazione di tanti italiani: il tuorlo si lavora con lo zucchero a cui viene aggiunto un po’ di caffè o vino liquoroso. In cima ai consigli della nonna in caso di malattia o fiacchezza, ma anche dopo sforzi o lavori manuali, è stato per lungo tempo considerato – non a torto – uno degli alimenti più energizzanti e nutrienti. Continua a leggere

anteprima fave

LE FAVE: IL LEGUME DELLA FELICITÀ

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Non sono un vero e proprio street food eppure nel periodo pasquale in molte città del Mezzogiorno ma anche di altri Paesi del Mediterraneo, non è difficile incrociare per strada persone che le mangiano crude passeggiando, magari assieme a qualche pezzetto di pane. Continua a leggere

Zucchine con fiori

LE TANTE FACCE DELLA ZUCCHINA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Zucchine ripieneStufate, al forno, fritte, “alla scapece”, “alla parmigiana”, ripiene, lesse o in insalata. Cotte o anche crude le zucchine – dopo pomodori e patate – sono tra gli ortaggi preferiti dagli italiani. Continua a leggere

Panini

I 10 PIATTI PIÙ DIFFUSI CON IL PROSCIUTTO COTTO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Dopo il pomodoro e il formaggio (compresa la mozzarella), il prosciutto cotto è senza dubbio l’ingrediente più utilizzato in cucina e, dunque, più presente nell’alimentazione quotidiana. L’antropologo alimentare Giovanni Ballarini lo identifica come il “camaleonte della cucina” per la sua capacità, come il noto rettile, di adattarsi alle più diverse preparazioni, da un semplice toast, che per una delle più note catene di fast food è tra i prodotti più venduti, a paste e timballi, risotti, frittate e involtini, fino a raffinati piatti gourmet. Continua a leggere

Gruszki

LA PERA: BUONA ALLEATA DELLA CUCINA E DELLA SALUTE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

pear pieMangiata cruda a pezzetti, oppure cotta con cannella e zucchero, la pera è uno dei frutti più apprezzati da piccoli e grandi, per il suo sapore dolce, la succosità e cremosità.  Continua a leggere

Prosciutto cotto

IL PROSCIUTTO, UNA SPECIALITÀ DALLE ORIGINI ANTICHE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Crudo o cotto, è uno dei simboli della gastronomia italiana nel mondo. Accompagnato semplicemente dal pane o ingrediente principale di golosi manicaretti, a tavola il prosciutto ha sempre un ruolo da protagonista. Continua a leggere

Capperi

CAPPERI, CHE DELIZIA!

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

CapperiPiccoli ma ricchissimi di sapore, sono in grado di valorizzare numerose pietanze e di dare carattere ai piatti più semplici: i capperi – ovvero i boccioli, e non i frutti, della Capparis spinosa – sono un vanto della gastronomia italiana e sono impiegati in molteplici preparazioni, dalla pasta alla carne, dal pesce alle verdure. Continua a leggere

Fresh red onions on table

TANTE SFOGLIE DI SAPORE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Fate rosolare un po’ di cipolla“… non si contano le ricette che cominciano con questa espressione! Bianca o Rossa, Ramata e di Tropea, dolce o borettana, la cipolla, utilizzata cruda o cotta è uno degli ingredienti più impiegati in cucina, come alimento, condimento o come aroma. Continua a leggere

Hühnersuppe

LA SANA LEGGEREZZA DELLA CAROTA

Dall’ inconfondibile sapore a metà tra il dolce e il salato, la carota, cruda o cotta, è uno degli alimenti immancabili nella dieta settimanale. Ingrediente di minestre e minestroni, zuppe e insalate ma anche di tanti sughi e salse, tagliata alla julienne o in insalata, è tra i contorni più diffusi. Poco calorica e praticamente senza grassi, ha tante proprietà nutritive.

HühnersuppeOriginaria della parte centrale del continente asiatico (Afghanistan) venne coltivata in Europa per scopi terapeutici già dai Greci che erano soliti bere lentamente il brodo vegetale delle carote crude per placare dolori addominali e contrastare irritazioni gastriche. Alcune fonti dimostrano il suo impiego anche alcuni secoli prima di cristo. Coltivata in Italia dall’ inizio del 1700 è un prodotto annuale facile da produrre, tanto da diventare popolare anche negli orti domestici. Le varietà più diffuse vengono dall’ Emilia Romagna, il Veneto, il Lazio, l’Abruzzo, che offre la pregiata “Carota dell’Altopiano del Fucino” di denominazione protetta e la Sicilia, terra della carota “novella” seminata in autunno che raggiunge la maturazione alla fine di febbraio.

Non solo la provenienza distingue le diverse tipologie di carote, ma anche il colore, la forma (corte, mezzane e lunghe) e il periodo di maturazione. Tre le varietà più pregiate: la “Rossa lunga di Napoli”, la Flakkee (precoce), la Grelot (corta, precoce).

Molto usata per preparare dolci e biscotti, che spopolano nei Paesi anglosassoni, da alcuni anni si è rivalutato il consumo crudo in pinzimonio servita negli happyhour di tendenza assieme a sedano e finocchio. Le carote sono ottime cotte, in particolare lessate; stufate con un battuto di cipolle, porri e pomodoro e aggiunte nelle zuppe e nelle minestre. Al vapore, lesse o al forno costituiscono uno dei più tradizionali contorni, generalmente condite con buon olio extravergine e l’aggiunta di aglio, prezzemolo o altre erbe aromatiche. Ma la carota è anche molto utilizzata per insaporire piatti con legumi, patate, cereali e verdure. Tuttavia se generalmente si usa mangiare la radice (dalla forma allungata a cono), non tutti sanno che è possibile usare anche le foglie e gli steli, specialmente nelle minestre.Vegetarische Karottensuppe

Le carote sono altrettanto gustose crude, ad esempio tagliate a julienne e associate ad altre cruditées nelle insalate, costituiscono un piacevole antipasto vegetariano.  Senza dimenticare che la carota è la protagonista assoluta dei centrifugati di verdura più apprezzati, salutari e di grande efficacia terapeutica.

Tra tutti i vegetali rappresentano la fonte più ricca di beta-carotene che trasformato in vitamina A dall ’organismo è un toccasana per la nostra salute. In soli 200-300 grammi di carote, infatti, c’è una quantità di beta-carotene pari a circa 5-10 volte il fabbisogno giornaliero raccomandato (20-25 mg). E se comunemente si pensa che l’assunzione di carote favorisca l’abbronzatura, tuttavia va ricordato  che il beta-carotene si deposita solo a livello del derma e non arriva fino allo strato più esposto al sole, l’epidermide. Certo, la vitamina A è comunque da considerarsi “la vitamina della pelle”: molto utile in presenza di pelle secca, acne, dermatosi.

Ma le carote sono anche ricche di sali minerali quali potassio, ferro, calcio, fosforo, sodio, rame e magnesio e vitamine come la C, D, E,  B2 e B6. È molto indicata per curare le infezioni polmonari; e protegge le pareti dello stomaco, scongiurato il rischio di ulcere. Studi recenti inoltre hanno riscontrato che le carote hanno la proprietà di tenere basso il livelli di colesterolo nel sangue e del diabete. Ma non è tutto, le carote stimolano la diuresi, tonificano i reni, e fungono da regolatori delle funzioni intestinali. Infine, mangiare carote fa molto bene alla vista!

In cosmesi

Anche nel settore cosmetico, le carote vengono utilizzate e con ottimi risultati! L’olio essenziale di carota è sfruttato per la produzione, ad esempio, di creme anti-invecchiamento e prodotti che favoriscono la  crescita dei capelli. Inoltre, nell’ industria cosmetica si utilizza la polpa di carota per il trattamento di scottature, foruncoli, grazie alla sua azione idratante, emolliente ed elasticizzante, dovuta alle proteine vegetali che contiene. Infine la radice triturata fresca è utilizzata come maschera di bellezza per nutrire il viso.