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insalata riso feta e pomodorini

IDEE PER INSALATE DI RISO SEMPRE NUOVE

insalata riso feta e pomodoriniL’insalata di riso è una preparazione perfetta per questo periodo dell’anno. Ideale da portare in ufficio per un pranzo veloce nutriente e fresco, da gustare nelle calde serate estive, magari in compagnia di amici e anche per portarla in una borsa frigo in spiaggia e gustarla sotto l’ombrellone.

Le origini dell’insalata non sono molto chiare, ma sembrano legate a vari piatti tipici del mediterraneo. Un piatto unico che ricorda infatti la paella spagnola o il cous cous. Si pensa che venisse preparata, probabilmente dalla popolazione più povera, ma considerata un piatto non sufficiente elegante da essere riportato nei ricettari.

La tradizione, soprattutto quella della famiglia, ricopre un ruolo di grande importanza in questa ricetta. Non ne esiste una, ma tante quante sono le famiglie a prepararla. È il tipico piatto che ha i sapori dei ricordi. La ricetta di solito è quella della mamma o addirittura della nonna. È anche il tipico piatto svuota-frigo che può quindi avere ogni volta un sapore un po’ diverso.

riso venere e gamberiDi certo però se si vuole cambiare e si ha voglia di sperimentare nuovi sapori, le possibilità sono quasi infinite. Si può variare il cereale alla base, quindi sostituire il riso con orzo, farro, grano oppure preparare un mix di cereali, una scelta ricca di gusto e salute. Oppure utilizzare la propria fantasia per trovare nuovi abbinamenti tra gli ingredienti da utilizzare per i condimenti. In molti scelgono come base le preparazioni comunemente in commercio e la arricchiscono con cubetti di formaggio, dadini di prosciutto cotto e, in alcuni casi, uova sode. Ottima anche la versione a base di pesce, con mazzancolle e zucchine oppure dal sapore affumicato con speck e scamorza o anche una versione particolarmente fresca e saporita con feta, pomodorini e fagiolini.

Supermercato

BASTA SPRECARE!

SupermercatoOgni anno in Italia si spreca il 43% del cibo che viene gettato in spazzatura. È importante cercare di limare gli sprechi per numerose ragioni. Per l’economia familiare, riuscire ad utilizzare tutta la propria spesa significa anche risparmiare. Su questo fronte secondo Slow Food ci sono stati degli importanti miglioramenti. Nel 2017 in casa sono stati buttati 36,92 kg di alimenti, per un costo di 250 euro annui, nel 2016 invece sono stati buttati addirittura 80 kg, quindi circa il 40% in più, con un risparmio quantificabile in 110 euro, non male!

Anche i supermercati buttano un’alta quantità della propria merce. Secondo uno studio svedese della Karlstad University, pubblicato sulla rivista Resources, Conservation and Recycling, banane, insalata, mele, pomodori, peperoni, pere ed uva sono i prodotti che più spesso finiscono nella spazzatura ancora prima di essere venduti,  contribuendo da soli a quasi la metà degli scarti di frutta e verdura fresche nei negozi.

BananeLe banane sono il prodotto più sprecato a causa della loro velocissima maturazione e sono anche il prodotto, tra quelli citati, a più alto impatto ambientale. Secondo la ricerca svedese concentrarsi su questi sette prodotti potrebbe fare la differenza sia per l’ambiente sia per l’economia della grande distribuzione. È risultato che l’85% dei costi associabili agli sprechi è riconducibile ai prodotti in sé, sono poi da tenere in considerazione le ore di lavoro dei dipendenti dedicate alla rimozione dei prodotti, allo smaltimento e alla registrazione delle perdite.  Una maggiore supervisione del reparto ortofrutta aiuterebbe i supermercati a valutare meglio gli ordini ai grossisti con evidenti vantaggi.

pappa al pomodoroA casa invece è bene organizzarsi al meglio, preparando magari un menù settimanale prima di fare la spesa per  evitare di acquistare troppo. Una volta arrivati i prodotti freschi in frigorifero invece, è bene tenerlo in ordine per avere ben chiaro cosa si può utilizzare per una cena veloce. È una buona idea anche cercare di sfruttare tutto, anche le parti che si considerano spesso scarti e che si possono in realtà cucinare e trovare molta soddisfazione. Come ad esempio i ciuffi delle carote, ottime per preparare salse verdi o condimenti per la pasta o l’insalata da mangiare subito quando è ancora fresca e croccante, ma quando sembra essere un po’ troppo appassita, invece di buttarla,  si può unire ad una minestra o il pane secco da utilizzare per numerose e golosissime ricette della tradizione.

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INSALATE FRESCHE E NUTRIENTI PER I PRIMI CALDI

Quando le temperature si alzano e arriva il caldo, anche a tavola si iniziano a desiderare piatti freschi e più leggeri.

Le insalate vengono incontro a chi ha poca voglia di accendere i fornelli. Oltre a sfruttare la propria fantasia che può portare ad inventare abbinamenti sempre nuovi, si può provare a preparare ricette celebri.

shutterstock_508377580Ad esempio una Caprese, insalata che prende il nome dall’Isola di Capri dove nel 1920 Filippo Tommaso Marinetti organizzo una cena futurista presso l’Hotel Quisisana. Il fondatore del celebre movimento storico-culturale, si era già scagliato più volte contro la pasta al pomodoro che trovava “passatista di pesantezza” e, per stupire gli ospiti, ideò questa insalata per celebrare i colori della bandiera italiana.

shutterstock_370297748Andando con l’immaginazione negli Stati Uniti, si possono provare due preparazioni conosciutissime e davvero golose. La Ceasar Salad, ideata da Cesare Cardini, uno chef italiano proprietario di un ristorante in California. La servi per la prima volta in occasione delle festività del 4 Luglio e ha riscosso fi da subito un grandissimo successo. La ricetta originale prevede lattuga, crostini di pane tostati, parmigiano, condita con una salsa di limone, uova, aglio e salsa Worchester. Le varianti più frequenti prevedono striscioline di petti di pollo alla griglia e dadini di pancetta saltati in padella. Se poi manca proprio la voglia di stare in cucina e si desidera una versione ancora più fresca e veloce si può utilizzare il Prosciutto di pollo Snello da tagliare a striscioline sottili.

shutterstock_169151321Sempre negli Usa ha origine un’altra famosissima e gustosissima insalata, la Waldorf, inventata dallo svizzero Oscar Tschirki che divenne maitre del ristorante Hotel Waldorf- Astoria a New York e fu proprio in questo periodo che ideò il raffinato contorno a base di sedano rapa, mele, maionese e noci.

Anche l’insalata Nizzarda può essere perfetta per un pranzo fresco e nutriente, ma che non appesantisca in modo eccessivo. Originaria della Provenza e in particolare di Nizza, nella sua ricetta originale prevede l’utilizzo di varie verdure crude arricchite da uova sode e acciughe. Ne esiste una versione molto simile in Liguria, qui però viene chiamata Condiglione e tra gli ingredienti oltre alla verdura cruda si aggiungono anche fagiolini e patate lesse.

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LA PUTIZZA, UN DOLCE ARRIVATO DALLA SLOVENIA

shutterstock_187785785Le tradizioni culinarie della provincia di Trieste si fondono con quelle della vicina Slovenia. In molti piatti della zona si riconoscono influenze slovene. La potica, ad esempio, è un dolce di pasta lievitata farcita con noci, arrotolata e cotta al forno. È un dolce tipico dei giorni di festa la cui ricetta si tramanda tutt’oggi di madre in figlia. Una preparazione importante nella tradizione slovena, tanto che un tempo si riteneva addirittura che tra le qualità principali di una donna da sposare ci fosse proprio quella di saper preparare un’ottima potica.

shutterstock_402131941È un dolce che ha origini molto antiche, le prime testimonianze della sua esistenza risalgono al medio-evo, ma è alla fine del XIX secolo che la ricetta appare nello storico “Manuale di cucina di Katharina Prato” una scrittrice austriaca di libri di cucina.

In Italia viene chiamata putizza e si trova anche ripiena di cioccolato, biscotti secchi o marmellata. Si riconosce il l’influenza slovena anche in un dolce friulano, la gubana, solitamente preparata in occasione delle festività natalizie e che è molto simile alla potica. Secondo una leggenda triestina questo dolce arrivò in Italia nel 1864 in occasione di una festa tenuta dai principi austroungarici Carlotta e Ferdinando Massimiliano d’Asburgo-Lorena presso il Castello di Miramare di Trieste

Ricetta Potica
Ingredienti

1 kg di farina shutterstock_323611619
30 g di lievito di birra fresco
4 tuorli d’uovo
1 uovo intero
450 ml di latte intero tiepido
150 g di burro
1 cucchiaino di sale
100 g di zucchero
600 g di noci
50 g di uvetta
200 g di miele
cannella

Preparazione

Sciogli il lievito in 300 ml di latte e aggiungi due cucchiai di farina e un cucchiaino di zucchero, lascia riposare il composto fino a quando inizierà a fermentare. Aggiungi al composto il resto della farina, il sale, 3 tuorli e 120 g di burro sciolto a bagno Maria. Mescola fino a quando non avrai ottenuto un impasto liscio e fallo lievitare per circa un’ora. Trita le noci e l’uvetta, aggiungi 150 ml di latte, riscalda il miele e uniscilo alle noci insieme a 50 g di zucchero. Aggiungi un uovo intero e mescola con cura. Stendi la pasta e farciscila con il ripieno. Arrotola la putizza e falla lievitare per circa mezz’ora. Al termine della lievitazione spennellala con del tuorlo d’uovo e cuocila in una teglia imburrata a 180° per circa un’ora.

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UN MENÙ DELLA TRADIZIONE PER LA FESTA DELLA MAMMA

shutterstock_373596733La seconda domenica del mese è tradizionalmente la giornata dell’anno che viene dedicata a tutte le mamme. Un giorno durante il quale, solitamente, si pranza in famiglia, i bimbi più piccoli donano il proprio “lavoretto” e recitano la poesia, e come sempre è un’occasione in più per rimpinzarsi di tante squisitezze.

Un’idea carina per festeggiarla potrebbe essere quella di alleggerire la sua giornata cucinando per lei. Delle girelle di sfoglia, prosciutto cotto e formaggio sono un antipasto semplice, veloce da preparare e di sicuro effetto. Un menù tradizionale per rendere la giornata speciale può continuare con lasagne e arrosti i piatti tipici delle grandi occasioni. Le lasagne rappresentano indubbiamente il piatto tipico della domenica, una preparazione piuttosto impegnativa, ma che dà sempre soddisfazioni.

shutterstock_604965410Sono sicuramente un simbolo dell’italianità, una ricetta diffusa un po’ dappertutto con numerose varianti regionali. Un piatto che appare per la prima volta in un ricettario del XIII secolo, l’Anonimo Meridionale e circa un secolo dopo si trova nuovamente una ricetta chiamata De lasanis nel Liber de Coquina, entrambi redatti presso la corte Angioina. Si tratta di due testi che hanno permesso di testimoniare le abitudini alimentari del tardo medio evo presso le corti europee e, in base alle testimonianze ritrovate, si ipotizza che abbia avuto, quindi, origine nel napoletano.

shutterstock_579668866Per prepararla alla perfezione è necessario trovare la giusta proporzione tra besciamella e ragù. Solitamente le sfoglie di lasagne si cuociono direttamente in forno con il condimento, se si utilizzano quelle secche invece è consigliabile però sbollentarle in pentola prima, per scongiurare la possibilità di servire una lasagna ancora cruda.

Se poi ci si sente davvero in forma, ci si può lanciare nella preparazione di un ottimo arrosto con patate al forno e per stupire definitivamente la festeggiata del giorno, si può pensare anche ad un dolce. Un tiramisù alle fragole farà sicuramente un grande effetto senza essere troppo difficile da preparare. Basta infatti alternare agli strati di crema e savoiardi, quelli di fragole per ottenere una versione speciale e delicata, perfetta per l’occasione.