Archivi categoria: Buoni&Bravi

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PORTIAMO IN TAVOLA IL COLORE!

Assumere abbondanti quantità di frutta e verdura ogni giorno, è il primo passo per mantenersi in salute. Ai diversi colori corrispondono anche diversi nutrienti. Per questo, al fine di seguire un’alimentazione sana, è importante portare sulla propria tavola un’ampia varietà di cibi. In questo modo sarà più facile combattere i radicali liberi, responsabili dello sviluppo di numerose malattie.

Al gruppo blu-viola, di cui fanno parte ad esempio le melanzane, il radicchio, i fichi, sono ricche di antocianine, carotenoidi, vitamina C, potassio e magnesio, tanto utili d’estate o quando si fa molta attività fisica.

Del gruppo verde fanno parte ad esempio asparagi, zucchine, uva bianca e kiwi. Portarli a tavola significa fare il pieno di clorofilla, carotenoidi, magnesio, vitamina C, luteina, utile per la salute degli occhi, e acido folico, tanto importante in gravidanza.

shutterstock_108527423Le verdure bianche, come cavolfiore, cipolla, finocchio, funghi, mele e pere permettono di assumere polifenoli e flavonoidi che sono importanti antiossidanti utili per mantenerci in salute.

Il gruppo giallo-arancione (agrumi, meloni, albicocche, nespole, carote, zucca, mais) assicura buoni apporti di flavonoidi, carotenoidi e vitamina C. Elementi utili ad esempio, per rinforzare il sistema immunitario e mantenere in salute in nostro cuore.

Infine, il gruppo rosso, di cui fanno parte pomodori, rape, ravanelli, peperoni, barbabietole, anguria, ciliegie, fragole, è ricco di antiossidanti importanti per la salute del nostro cuore.

shutterstock_141112216Gli esperti suggeriscono di assumere cinque porzioni di frutta e verdura ogni giorno, per riuscire a soddisfare il fabbisogno del nostro organismo. Ma a cosa corrisponde una porzione? Per quanto riguarda la frutta, una coppetta di macedonia, ad esempio, oppure un frutto medio o un bicchiere di frutta. Quando si parla di verdura invece, gli esperti si riferiscono ad un piatto d’insalata o di verdure cotte. Il consiglio dunque, è quello di accompagnare sempre il nostro piatto di pasta o carne con della verdura e non dimenticare mai di assumere anche adeguate quantità di frutta, magari come spuntino tra i pasti principali della giornata.

La cucina italiana prevede un abbondante utilizzo di frutta e verdura nelle preparazioni. Un piatto fresco e veloce da preparare e davvero immancabile sulle nostre tavole estive, è prosciutto e melone o prosciutto e fichi. Scegliendo il Prosciutto Crudo Snello si ha la sicurezza di portare in tavola tutto il gusto della tradizione con il 60% di grassi in meno. Vengono infatti scelti solo tagli magri e maestri stagionatori qualificati monitorano periodicamente la consistenza, il profumo e il grado di stagionatura di ciascun prosciutto crudo, per ottenere un prodotto davvero unico!

Se invece volete scegliere qualche accostamento un po’ più originale, provate il Prosciutto Cotto Snello con i kiwi o la Mortadella Snello con melagrana, non ve ne pentirete!

Pasto in ospedale

“EAT RESTAURANT”: A MILANO L’ALTA CUCINA ARRIVA IN OSPEDALE

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Pasto in ospedaleA Milano l’alta cucina arriva in ospedale: ad aprile, nella casa di cura “La Madonnina” – del Gruppo ospedaliero San Donato – ha aperto i battenti l’EAT Restaurant, il primo ristorante che porta in corsia le creazioni firmate dai giovani chef stellati dell’JRE (Jeunes Restaurateurs d’Europe), prestigiosa associazione che riunisce i nomi più promettenti del panorama culinario internazionale. A promuovere l’iniziativa Paolo Rotelli, presidente del Gruppo ospedaliero San Donato (GSD), insieme a Gilda Gastaldi, fondatrice del progetto EAT Alimentazione Sostenibile, lanciato nel 2009 dal GSD, che porta i principi dell’alimentazione sana all’interno di scuole e mense aziendali. Continua a leggere

Turisti

CON EXPLOREAT ALLA SCOPERTA DELL’ITALIA DEL GUSTO

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TuristiÈ un’Italia tutta da ‘gustare’ quella raccontata da Exploreat.eu, la nuova piattaforma online nata per valorizzare le eccellenze – storiche, culturali, paesaggistiche – della Penisola partendo dal cibo, dai prodotti e dalle ricette regionali che sono il simbolo della nostra gastronomia nel mondo. Exploreat si propone di “fornire un nuovo modello di relazione e originali prospettive dalle quali scoprire l’Italia”, come dichiarano gli ideatori. Partendo da una destinazione, che l’utente inserisce nel motore di ricerca, vengono proposti itinerari che coniugano l’offerta culturale, turistica o ambientale a quella enogastronomica. Come ad esempio il tour in bici nelle campagne alle porte di Milano, tra le cascine in cui viene prodotto il formaggio, per scoprire un’inedita oasi di tranquillità a due passi dalla grande metropoli; oppure passeggiate nel centro storico di Altamura, per visitare uno degli antichi forni dove nasce il suo famoso Pane DOP e assaggiare bruschette e focacce calde; o ancora, cavalcate tra le colline del Chianti, per sorseggiare il vino direttamente in cantina. Continua a leggere

Orto verticale

FRUTTA E VERDURA FRESCHE, SE NON C’È SPAZIO SI COLTIVANO IN VERTICALE

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Ha tutto un altro sapore preparare piatti o portare in tavola ortaggi o frutta appena colti come pomodori, melanzane, insalate o agrumi. Con gli orti verticali è una pratica possibile anche per chi vive in una grande città. Oltre lo spazio sul balcone, ci vuole solo un po’ di pazienza e un po’ di tempo da dedicare quotidianamente alle proprie culture. Continua a leggere

www.comieco.org

LA DOGGY BAG DIVENTA “FAMILY BAG”, IL CONTENITORE DI TENDENZA CONTRO LO SPRECO

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Nel 2015, 7,3 milioni di italiani festeggeranno il Natale fuori casa, prediligendo menu fissi con sei o sette portate (dati Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi), per assaggiare paste ripiene, arrosti, capponi farciti e altre delizie tipiche della tradizione regionale. Quanti trascorreranno il 25 dicembre in un ristorante padovano, avranno un’occasione in più per evitare che gli avanzi di pranzi così abbondanti vadano sprecati: lo scorso 10 dicembre, Ministero dell’Ambiente, Unioncamere Veneto e CONAI hanno presentato la “Family Bag”, la prima doggy bag “all’italiana” per portare a casa ciò che non si riesce a consumare al ristorante. Il progetto pilota prevede la distribuzione dei contenitori all’interno di un centinaio di locali di Padova, ma l’intenzione è di estendere l’iniziativa all’intera regione e in futuro al resto della Penisola. Continua a leggere

cesto in legno di formaggi e salame

BENESSERE A DOMICILIO, IL MEGLIO DELL’ENOGASTRONOMIA MADE IN ITALY DAL PRODUTTORE ALLA TAVOLA

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cesto in legno di formaggi e salameFormaggi e salumi pregiati, pane ricavato da grani antichi, verdura e frutta biologica e biodinamica: da oggi si può decidere di far arrivare sulla propria tavola il meglio dell’enogastronomia di nicchia del Belpaese, grazie al progetto “Delivery Wellness”, lanciato lo scorso 12 novembre dall’omonima associazione romana. L’iniziativa coinvolge una serie di aziende agricole, piccoli produttori di vino e allevatori quasi tutti laziali – ma l’intenzione è di estenderla in futuro alle altre regioni –, impegnati in un lavoro di valorizzazione dei prodotti tipici della loro terra. Continua a leggere

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RISTORANTI CONTRO LA FAME: 30 CHEF ITALIANI PREPARANO I “PIATTI SOLIDALI”

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orecchiette e pomodoriniRiso allo zafferano con ossobuco di bovinoPancotto

Le orecchiette e i minchiareddhi – una pasta fresca tipica del Salento dalla forma di un maccheroncino allungato – conditi con pomodorini, olive celline e provola piccante, da assaggiare nella Trattoria “La Vecchia Botte” di Ugento (Lecce); le uova en meurette – affogate in una salsina di burro, cipolla e vino rosso – cucinate nel Ristorante “Ora d’aria” di Firenze; il risotto alla milanese con l’ossobuco, storica pietanza meneghina da gustare nella “Taverna del Verziere” di Milano. Continua a leggere

zucca in saor

“CUCINA LA CRISI”: RICETTE POVERE MA RICCHE DI TRADIZIONE

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zucca in saorLa zucca in saòr alla veneziana, cotta al vapore e condita con una salsa di aceto, cipolle stufate, pinoli e uva passa; i bigoli, grossi spaghetti impastati a mano, con il ricco ragù di anatra; il sostanzioso codeghin coi fasoi, ideale per la stagione fredda, e la torta di pane e mele o torta moia, un dolce umile ma goloso fatto con ingredienti di recupero. Sono soltanto alcune delle “Ricette dei nonni” veneti che, fino a luglio 2016, saranno protagoniste di “Cucina la crisi”, progetto promosso dall’UNPLI (Unione Nazionale delle Pro Loco Italiane) Veneto in collaborazione con la Regione e le Associazioni dei consumatori. Continua a leggere

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“SEMI NUTRIENTI PER UN FUTURO SOSTENIBILE”: LA FAO PROCLAMA L’ANNO DEI LEGUMI

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Lenticchie, fagioli, ceci, fave, piselli, soia, ma anche varietà oggi quasi scomparse, come lupini, cicerchie e rovigli, antichissimi piselli neri originari del Medio Oriente. I “semi nutrienti per un futuro sostenibile” saranno i protagonisti del 2016, proclamato dalla FAO l’Anno Internazionale dei Legumi: economici e sostanziosi, i semi delle leguminose sono un alimento indispensabile per la salute dell’uomo e una risorsa preziosa per vincere la sfida della fame nei Paesi in Via di Sviluppo. Continua a leggere

www.viviconstile.org

A SCUOLA SI INSEGNA IL VALORE DEL CIBO CON LA GOOD FOOD BAG DI LEGAMBIENTE

www.viviconstile.org

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Portare a casa la doggy bag quando si pranza o si cena al ristorante, per evitare di sprecare pasta, carne, verdure che rimangono nel piatto, è un gesto che sta lentamente entrando a far parte dei costumi degli italiani; talvolta sono gli stessi locali a consegnarla ai clienti senza aspettare la loro richiesta, per evitare imbarazzi. Ma cosa succede alle grandi quantità di alimenti che ogni giorno avanzano nelle mense scolastiche? Dalle scuole proviene una larga fetta degli sprechi nel nostro Paese, con una percentuale di cibo che finisce tra i rifiuti che si aggira attorno al 13% (dati Cittadinanzattiva, XII Rapporto nazionale “Sicurezza, qualità, accessibilità a scuola”). Una cifra enorme, se si pensa che i pasti distribuiti ogni mese agli studenti, da nord a sud della Penisola, sono 49 milioni.

Da qualche mese un’iniziativa di Legambiente sta cercando di ridurre il fenomeno e sensibilizzare i più piccoli al valore del cibo: è la “Good Food Bag”, una doggy bag che consente a bambini e ragazzi di portare via ciò che non riescono a consumare a mensa, mangiandolo poi a casa con la propria famiglia. Il sacchetto anti-spreco firmato dall’organizzazione è di plastica lavabile, riutilizzabile e riciclabile ed è fatto per contenere pane, prodotti da forno, frutta non sbucciata, merendine e budini, insieme a cibi già cucinati ma ancora chiusi nelle vaschette. Morbido e richiudibile, riesce a reggere fino all’equivalente di due litri di latte in cartone. È pensato principalmente per le scuole, ma può essere richiesto anche da ristoranti e bar, mense aziendali, amministrazioni pubbliche e semplici consumatori, sui siti www.legambiente.it e www.viviconstile.org.

Nel mondo, secondo i dati della FAO, un terzo del cibo prodotto finisce nella spazzatura – spiega Laura Primerano di Fondazione Legambiente Innovazione –. In Italia, secondo le stime di Last Minute Market, ogni famiglia getta nella spazzatura almeno un chilo di cibo al mese. La Good Food Bag nasce proprio per contrastare questo spreco di cibo e per fare in modo che portarsi a casa il cibo avanzato sia un motivo di orgoglio”.

Mensa scolasticaL’altro scopo del progetto, infatti – oltre a far diminuire la quantità di pane, pasta, frutta e altri alimenti sprecati – è quello di far comprendere ai giovanissimi che recuperare gli avanzi è un gesto necessario e intelligente. Necessario nei confronti dell’ambiente – perché riducendo gli sprechi cala anche la quantità di rifiuti – e di quanti non hanno cibo a sufficienza per vivere (oltre sei 6 milioni di persone in Italia, 795 milioni nel mondo). Intelligente per la propria famiglia, dal momento il cibo buttato via viene pagato due volte, prima come alimento da acquistare, poi come rifiuto da smaltire.

Per questo l’organizzazione unisce alla distribuzione delle bag una campagna di educazione allo spreco, invitando coloro che utilizzano lo speciale sacchetto a entrare a far parte della community “Noi usiamo la Good Food Bag” su Viviconstile.org, il portale che riunisce i cittadini che adottano comportamenti ‘virtuosi’ come riciclare gli avanzi, coltivare un piccolo orto sul balcone di casa, condividere l’auto, bere l’acqua del rubinetto o fare la raccolta differenziata. E su Legambiente.it dà alcuni consigli pratici ai dodici milioni di persone che ogni giorno, in Italia, pranzano fuori casa, come quello di “evitare porzioni eccessive rispetto al proprio appetito” e, se non si mangia in mensa, portare al lavoro o a scuola una schiscetta ‘sostenibile’, “magari preparata a casa con gli avanzi della sera prima”.

Menu ospedale

AL POLICLINICO DI MILANO MENU A KM ZERO, RISO E LATTE DALLE TERRE DELL’OSPEDALE

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Dai campi che circondano Milano alle mense del Policlinico, senza intermediari. Il riso e il latte che da due settimane vengono distribuiti ai pazienti dell’ospedale lombardo sono quelli prodotti nelle antiche cascine che sorgono sui terreni di proprietà della struttura, come avveniva nel XVIII secolo, quando dai possedimenti rurali del Mangiagalli – una superficie di 85 milioni di mq il cui valore attualmente è stimato tra i 500 e gli 800 milioni di euro – proveniva cibo a sufficienza per sfamare non solo le persone ricoverate, ma anche i tanti bisognosi della città. Continua a leggere

Lettura etichette

LE “STRATEGIE” DEGLI ITALIANI CONTRO LO SPRECO DI CIBO

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Lettura etichetteGli italiani sono sempre meno spreconi di cibo. Riutilizzano gli avanzi di pranzo o cena, al ristorante richiedono la doggy bag per portare a casa il cibo o la pizza rimasta nel piatto e sono sempre più attenti alle date di scadenza presenti in etichetta! Il dato emerge da un’indagine Coldiretti/Ixè presentata qualche giorno fa a Expo, durante il convegno “Surplus Food Managemente Waste. Il recupero delle eccedenze alimentari: dalle parole ai fatti”, promosso dal Politecnico di Milano e dal Banco Alimentare. Ben il 60% della popolazione adotta ‘strategie anti-spreco’ per evitare di far finire nel cassonetto pane, latte, frutta, verdura, alimenti già cotti. Continua a leggere

www.improntaunika.it

GIORNATA MONDIALE DELL’ALIMENTAZIONE: LA PROTEZIONE SOCIALE CONTRO LA POVERTÀ RURALE

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Giornata Mondiale Alimentazione 2015

L’alimentazione è il principale fattore di discriminazione sociale. Molte, troppe persone pensano che il problema della fame nel mondo sia stato risolto, anche solo perché non se ne parla più come una volta. È, invece, una delle questioni di maggiore attualità. Chi non ha cibo a sufficienza non può dedicarsi ad altre attività come lavorare, studiare, coltivare la terra. Questa riflessione ha portato la FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, a dedicare la Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2015 al tema della Protezione sociale. “Dobbiamo affrontare la povertà e la fame ma anche le condizioni che le provocano”, affermano dalla FAO. E così il 16 ottobre, all’Expo di Milano, esperti di tutto il mondo si confronteranno sul tema Protezione sociale e agricoltura per spezzare il ciclo della povertà rurale. La protezione sociale è un insieme di politiche, programma e interventi che mirano a proteggere i poveri e le persone che soffrono di insicurezza alimentare e farli uscire dalla povertà e della fame attraverso una serie di programmi che forniscono sostegno finanziario o in natura alle persone povere e vulnerabili, aiutandoli ad accrescere il loro reddito, le capacità e competenze e i loro diritti. Continua a leggere

Mercato km zero

A SPASSO PER SAGRE ALLA SCOPERTA DEI SAPORI D’AUTUNNO

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Mercato km zeroUva, funghi, castagne e tartufi, ma anche specialità regionali, come l’amatriciana o i fritti di pesce, il vino o i formaggi. L’autunno, non meno dell’estate, è tempo di sagre. E a sette italiani su dieci piace frequentarle. Secondo un’indagine Coldiretti/Ixè oltre il 70% di cittadini e turisti nel periodo estivo hanno preso parte ad un evento gastronomico locale e hanno confermato di farlo anche nei prossimi mesi, per gustare e acquistare le eccellenze del territorio a un costo contenuto. Continua a leggere

Ortaggi

VACANZE IN AGRITURISMO PER RITROVARE I SAPORI DI UNA VOLTA

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Marmellate fatte in casa sul pane appena sfornato, pasta tirata a mano ed extravergine di qualità, sughi fatti con verdure e pomodori raccolti direttamente dall’orto, pietanze saporite e popolarissime come la parmigiana di melanzane e i peperoni ripieni: per riscoprire la cucina “di una volta”, questa estate ben 3 milioni di persone – secondo le stime della Coldiretti – hanno scelto di trascorrere le proprie vacanze in agriturismo. Non solo italiani, ma anche turisti stranieri in visita nei luoghi d’arte della Penisola, che hanno deciso però di soggiornare in strutture più tranquille fuori città, per rilassarsi e assaggiare le specialità regionali. Continua a leggere

Spesa al supermercato

UBO, “UNA BUONA OCCASIONE”: L’APP PER LA CORRETTA GESTIONE DEL CIBO

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Spesa al supermercatoFare la spesa in maniera intelligente, lasciandosi guidare dalle reali necessità più dall’istinto; conservare correttamente gli alimenti nella dispensa e in frigorifero, per farli durare più a lungo; riciclare gli avanzi in maniera creativa, cucinando piatti nuovi e gustosi. Per diventare consumatori “virtuosi”, che con le proprie scelte di ogni giorno contribuiscono a ridurre gli sprechi alimentari, basta seguire poche e semplici regole: questa l’idea che ha spinto le regioni Piemonte e Valle d’Aosta, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale piemontese, a sviluppare UBO – acronimo di Una Buona Occasione –, un’applicazione per smartphone e tablet pensata per guidare gli utenti a una corretta ‘gestione’ del cibo, dal momento dell’acquisto fino al riutilizzo di quello in eccedenza. Continua a leggere

grow the future

GROW THE FUTURE: LE BUONE AZIONI ANTISPRECO PER “NUTRIRE IL PIANETA”

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grow the futureAbbiamo acquistato al mercato i piselli freschi? Con i baccelli, invece di buttarli via, prepariamo una gustosa salsina per i crostini, lessandoli e frullandoli insieme a qualche cucchiaio di panna o besciamella. Approfittando delle offerte al supermercato abbiamo fatto scorta di alimenti che difficilmente riusciremo a consumare prima della scadenza? Condividiamoli con i vicini di casa. E con l’acqua con cui abbiamo lavato frutta e verdura innaffiamo le piante del nostro balcone. Questi suggerimenti per uno stile di vita senza sprechi arrivano dal portale Grow the future, lanciato a fine aprile da Syngenta – gruppo mondiale che opera nell’agribusiness per lo sviluppo dell’agricoltura sostenibile – per la terza edizione dell’omonima iniziativa, nata per sensibilizzare i cittadini a un utilizzo consapevole delle risorse idriche e alimentari. Continua a leggere

salva cremasco

L’INSOLITA FORMA CUBICA DEL SALVA CREMASCO, UN FORMAGGIO CONTRO LO SPRECO

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salva cremascoUn tempo, quando non esistevano impianti di refrigerazione e altri strumenti per conservare a lungo il cibo, contadini e pastori mettevano a frutto l’intelletto per evitare di sprecare anche un solo pezzo di pane o una goccia di latte. Così, per ‘salvare’ l’abbondante quantità di latte munto durante la stagione primaverile, che con il caldo estivo rischiava di andare perduto, nella Bassa Pianura Padana secoli fa ebbe inizio la produzione del Salva Cremasco, prelibato formaggio a pasta cruda considerato tra i fiori all’occhiello della tradizione casearia lombarda. Oggi viene lavorato, oltre che nell’intera provincia di Cremona, nella bassa bergamasca, nella pianura bresciana, nel lodigiano, nel milanese e nel lecchese. Continua a leggere

scrigno semi coldiretti

LO SCRIGNO DEI SEMI PER SALVARE GLI ORTAGGI ITALIANI DIMENTICATI

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scrigno semi coldiretti

www.infoitaliaspagna.com

Il cetriolo ‘tortarello’ abruzzese, il peperone ‘sigaretta’ di Bergamo e la melanzana violetta di Firenze. Sono alcuni dei tesori racchiusi nello “Scrigno dei semi” che la Coldiretti ha distribuito gratuitamente ai visitatori di Expo durante la Giornata della biodiversità, all’interno del suo padiglione “No farmers No party”. Una piccola e preziosa scatola contenente dieci ortaggi ‘dimenticati’, testimoni dell’eccezionale varietà agricola italiana, che col tempo sono quasi scomparsi dal mercato e sostituiti da tipologie più produttive. Continua a leggere

slow fish 2015

SLOW FISH 2015, CAMBIARE IL CONSUMO ITTICO PER SALVARE IL MARE

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slow fish 2015

Mangiare pesce fresco fa bene. Farlo spesso ancora di più. Acquistarlo direttamente dai pescatori o verificandone la provenienza fa bene anche all’ambiente. E gli italiani lo hanno capito. Dati alla mano il 2014 ha registrato un aumento del consumo di pesce fresco – in particolare alici (+1%) e polipi (+6%) – da parte delle famiglie (Ismea). Un timido segnale che Slow Fish, la manifestazione internazionale promossa da Slow Food e Regione Liguria, in collaborazione col Ministero delle Politiche agricole, intende incoraggiare con varie iniziative. Continua a leggere

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SLOW FOOD PLANET: TUTTI I LOCALI “SLOW” ALLA VELOCITÀ DELLE NUOVE TECNOLOGIE

slow food planetC’è tutto il cibo “Buono, pulito e giusto” dei quattro angoli del pianeta in Slow Food Planet, la nuova applicazione per smartphone e tablet appena nata in casa Slow Food.

Uno strumento che unisce alla velocità della tecnologia la filosofia “lenta” della storica associazione fondata da Carlo Petrini, per offrire ai viaggiatori in giro per il mondo l’opportunità di scovare osterie, negozietti, ristorantini tipici che non sono ancora sotto i riflettori delle guide gastronomiche internazionali, ma che sanno raccontare molto del posto in cui si trovano e lo rendono unico. Si va dalla “Pratkit Bakery” di Barcellona, un hotel a tre stelle con annessa una panetteria che sforna pane, brioche e croissant impastati a mano, al “Restaurante do Bira” di Rio de Janeiro, con vista sulla costa di Marambaia, che serve prodotti ittici freschissimi pescati direttamente dal cuoco, Ubiratan de Souza Leal, dall’“Espressofabriek” di Amsterdam, dove i clienti possono gustare il caffè appena tostato al piano di sopra, al “Civaiolo” di Firenze, il bottegaio che nel suo locale di Via Taddea, accanto a legumi e baccalà, vende ogni genere di oggetti per la casa, dai chiodi alle guarnizioni per la moka.

L’app vuole essere anche un modo per accogliere in Italia i visitatori stranieri che arriveranno a Milano per Expo e guidarli alla scoperta delle eccellenze del Bel Paese.

Realizzata da Slow Food Editore con il supporto di Lavazza e disponibile in italiano e in inglese, Slow Food Planet è stata lanciata il 16 aprile scorso ed è scaricabile gratuitamente da Apple Store e Google Play con un territorio a scelta (10 per i soci); entro novembre 2015 conterà 12.500 segnalazioni – di cui 4.000 in Italia – in 22 Paesi, dalla Francia al Messico, dalla Spagna agli Stati Uniti, dal Brasile al Giappone. “Vogliamo che entro la fine del 2018 tutto il mondo sia mappato, dalle grandi città alle aree più remote del Sud del mondo”, sostiene Carlo Petrini.

Il database viene alimentato grazie al lavoro di 150 coordinatori, redattori e traduttori; le segnalazioni, invece, arrivano da 2.000 soci Slow Food sparsi per il mondo, persone che conoscono bene il territorio, frequentano i locali, parlano con i gestori e sanno indicare ai turisti e a chi è in viaggio per lavoro dove bere una buona birra artigianale, gustare la colazione del luogo, comprare i formaggi tipici oppure la frutta e la verdura a km zero. Proprio come un amico “che vive nella città dove ci si sta per recare chiedendo un consiglio su dove andare a cena”, commenta il curatore del progetto Eugenio Signoroni.

Slow Food PlanetCome funziona? Dopo aver specificato l’“Area Slow Food” in cui ci si trova, è possibile trovare il locale giusto in base alla “tipologia”, al “prodotto” o all’“atmosfera” – cena romantica, gita, pranzo informale – desiderata, oppure utilizzando il dispositivo di geolocalizzazione. Ogni segnalazione è corredata da tutte le informazioni utili visualizzate in un’unica scheda: descrizione, foto, indirizzo, numero di telefono, fascia di prezzo e costo medio di un pasto, collegamento al sito web, orario di apertura e mappa.

Ma la parola chiave di Slow Food Planet è “tempo”, che troviamo nelle tre sezioni principali dell’app: “Tempo per Mangiare” offre una selezione di ristoranti, osterie, pizzerie, bistrot, burgherie e bar, compresi quelli che propongono menù per celiaci o vegetariani, take away, locali aperti 24 ore al giorno; “Tempo per me” riunisce brunch cafè, sale da tè, cocktail bar, tutti quei luoghi, insomma, in cui rilassarsi dimenticando l’orologio; “Tempo per comprare”, infine, seleziona mercati contadini, botteghe e piccoli produttori, per portare a casa salumi, formaggi, cioccolato, vini e altre specialità.

Strangolapreti spinaci e ricotta Primi piatti del Trentino A. A.

GLI GNOCCHI DI PANE RAFFERMO, UNA BUONA RICETTA CONTRO LO SPRECO

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Strangolapreti spinaci e ricotta Primi piatti del Trentino A. A.A Praga accompagnano da sempre il Gulasch, il corposo spezzatino di carne bovina che i mandriani ungheresi cuocevano all’aperto, all’interno di grossi paioli posti sul fuoco, durante i lunghi periodi in cui portavano a pascolare il bestiame. Ma gli gnocchi di pane non sono una ricetta soltanto ungherese: diffusi in diverse regioni nel nord Italia, rappresentano un piatto del riciclo, nato nelle case più povere per dare una seconda vita alle pagnotte non più freschissime. Continua a leggere

Bambina al mercato

DAL SEME ALLA TAVOLA: I BAMBINI IMPARANO A DARE VALORE AL CIBO

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Dal seme alla tavolaEducare i giovanissimi a uno stile di vita sobrio, nel rispetto di chi ancora oggi non ha cibo a sufficienza per sopravvivere: questo l’obiettivo di Dal seme alla tavola, un incontro rivolto agli alunni delle scuole elementari e medie della Penisola in programma giovedì 30 aprile negli spazi di Explora, il Museo dei Bambini di Roma. L’iniziativa è promossa dalla ONG Green Cross Italia e dal World Food Programme delle Nazioni Unite e gode del patrocinio del Progetto Scuola Expo Milano 2015 del Ministero dell’Istruzione, pensato per avvicinare gli studenti italiani alle tematiche dell’Esposizione Universale. Continua a leggere

www.eurofishmarket.it

20 CHEF STELLATI PROMUOVONO I “PESCI SOSTENIBILI” CON SAVE THE OCEANS

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Sardine, aringhe, acciughe: sono i pesci sostenibili” che, dall’estate prossima, compariranno nei menu di alcuni tra i migliori ristoranti del pianeta. Li cucineranno i 20 chef che hanno aderito alla campagna Save the Oceans: Feed the World di Oceana – la più importante organizzazione internazionale per la conservazione dell’ambiente marino – per fermare la pesca eccessiva ed educare le persone a un consumo responsabile dei prodotti del mare. In Italia l’iniziativa è promossa da Eurofishmarket, azienda leader nella ricerca e formazione nel settore ittico. Continua a leggere

Picnic sull'erba

IL PICNIC DI PRIMAVERA? È AMICO DELL’AMBIENTE

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Picnic sull'erbaCon la Pasquetta e con l’arrivo del primo, tiepido sole, torna la voglia di trascorrere qualche ora all’aria aperta in compagnia degli amici, assaporando specialità dolci e salate. E quest’anno, tramontata ormai da tempo l’epoca delle scampagnate con menu improvvisati e stoviglie abbandonate in giro, il picnic diventa ‘green’ e rispettoso dell’ambiente. Una tendenza che rispecchia i dati del Dossier pubblicato da Coldiretti in occasione del “Sana”, il Salone internazionale del biologico e del naturale a Bolognafiere, che nel 2014 ha visto il 45% degli italiani mettere nel carrello della spesa prodotti biologici. Continua a leggere

www.barillacfn.com

DAGLI USA LA DIETA A BASSO IMPATTO CHE FA BENE ALL’ORGANISMO E ALL’AMBIENTE

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Frutta e verduraNociPesce

Frutta e verdura, cereali integrali, legumi e noci, pochi zuccheri raffinati e un moderato consumo di alcol. Seguire una dieta di questo tipo non fa bene soltanto all’organismo, ma anche all’ambiente. A confermarlo un team di consulenti del Governo degli Stati Uniti – formato da medici ed esperti di nutrizione – nelle nuove Linee guida per l’alimentazione, appena pubblicate sul sito www.health.gov/dietaryguidelines/2015.asp. Dal 1980, negli USA, ogni cinque anni l’Office of Disease Prevention and Health Promotion emana indicazioni per incoraggiare i cittadini a mettere nel piatto alimenti poveri di grassi, allo scopo di mantenere un peso corretto e di prevenire le patologie croniche. Per la prima volta gli specialisti strizzano l’occhio alla sostenibilità, fornendo istruzioni per un regime dietetico a “basso impatto ambientale”. Continua a leggere

pesce fresco

TAVOLA BLU: INSEGNARE AI FUTURI CHEF COME VALORIZZARE LE RISORSE ITTICHE

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La tavola blu

Pagello, orata, palamita, pesce sciabola, tonnetto, cefalo, sarago, polpo: sono soltanto alcune delle numerosissime varietà di pesce che popolano il Mediterraneo. Il nostro mare, secondo il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, offre ben 719 specie commestibili, una ricchezza che ci consentirebbe di variare ogni giorno l’alimentazione, seguendo una dieta sana ed equilibrata. Eppure nelle pescherie, e di conseguenza in tavola, arrivano appena 29 o 30 tipologie, ormai sfruttate in maniera insostenibile dall’industria della pesca, con danni gravissimi per l’eccezionale biodiversità mediterranea. Continua a leggere

mercato del contadino

FARE LA SPESA A KM ZERO? CI PENSA LA TECNOLOGIA

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L'orto in tasca

L’orto in tasca

Nel 2014 ben 15 milioni di italiani, facendo la spesa, hanno messo nel carrello alimenti e prodotti a chilometro zero, quelli della cosiddetta “filiera corta”. Prodotti e alimenti che non devono percorrere lunghe distanze per viaggiare da un paese all’altro, inquinando e facendo lievitare i prezzi. Continua a leggere

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PER UN PUGNO DI SEMI, GLI STUDENTI ITALIANI VERSO EXPO 2015

semiProteggere e ripristinare gli ecosistemi terrestri e arrestare la perdita di biodiversità; porre fine alla fame, realizzare la sicurezza alimentare e garantire adeguato nutrimento per tutti, promuovere l’agricoltura sostenibile; sradicare la povertà estrema, ovunque e in tutte le sue forme”: sono alcuni degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che le Nazioni Unite intendono realizzare entro il 2030, per assicurare un futuro al pianeta e alle prossime generazioni. E sono anche quelli posti da Immagini per la terra, il concorso ideato per sensibilizzare bambini e ragazzi alle tematiche ambientali, che quest’anno segue la strada tracciata da Expo, invitando i giovanissimi a riflettere su argomenti come l’alimentazione responsabile e la tutela del suolo.

Promosso dalla ONG Green Cross Italia in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, il contest si rivolge agli studenti delle scuole italiane di ogni ordine e grado – da quelle dell’infanzia fino alle superiori –, invitati ad attuare pratiche ‘virtuose’ di agricoltura sostenibile e valorizzazione del territorio, o a presentare idee e progetti innovativi. Come hanno fatto gli alunni dell’Istituto Agrario “Egidio Lanoce” di Maglie (Lecce), che hanno realizzato un impianto di irrigazione goccia a goccia nel frutteto della scuola.

per un pugno di semiIl tema scelto per l’edizione 2015 – la 23esima – è Per un pugno di semi: questi piccoli e preziosissimi granelli cardine dell’alimentazione umana, infatti, sono sempre più a rischio, minacciati da inquinamento, riscaldamento globale, processi industriali e battaglie legali, che compromettono in maniera gravissima la ricchezza della biodiversità sulla terra.

Secondo la FAO, delle 10mila specie vegetali adatte all’alimentazione e all’agricoltura che esistono al mondo oggi se ne commercializzano soltanto 120, e anche questo numero è in calo: “Abbiamo già perso più del 75% della biodiversità delle sementi per colpa delle monocolture e delle pratiche industriali. E le previsioni per il futuro non sono tranquillizzanti. Si prevede che entro il 2055 a causa dei cambiamenti climatici scompariranno tra il 16 e il 22% dei parenti selvatici di colture importanti come arachidi, patate e fagioli, che costituiscono il cibo delle comunità locali”. Un fenomeno che non solo comporta la perdita di una straordinaria ricchezza, frutto di millenni di esperimenti e selezioni, ma contribuisce irrimediabilmente a impoverire i terreni, rendendoli più fragili e vulnerabili al dissesto idrogeologico. Negli ultimi anni, poi, con l’introduzione dei brevetti, i semi stanno diventando oggetto di proprietà privata, “mettendo un freno al libero scambio tra contadini, con buona pace delle varietà antiche, rare e locali, espressione di biodiversità indispensabili per una sicura sovranità alimentare”.

Il quadro mondiale è compromesso in maniera preoccupante, ma un modo per correre ai ripari esiste e si chiama “agricoltura familiare”: orti urbani, piccole aziende che promuovono colture tradizionali, gruppi di acquisto solidale, fattorie biologiche, abbinati a politiche specifiche di protezione e valorizzazione del territorio, rappresentano le nuove sfide per garantire un domani alla terra e ai suoi abitanti.

E noi, attraverso le scelte di ogni giorno, contribuiamo in maniera determinante al benessere dell’intero ecosistema: di qui la necessità di educare le nuove generazioni al consumo responsabile delle risorse disponibili. I ragazzi potranno partecipare al concorso con articoli, reportage, inchieste, fotografie, spot e brani musicali; gli otto progetti migliori riceveranno un premio in denaro del valore di 1000 euro, che la scuola impegnerà in iniziative ambientali in Italia o all’estero.

Riciclare gli avanzi

GLI AVANZI DELLE FESTE SI RICICLANO CON CREATIVITÀ

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Riciclare gli avanziIl 2015 si apre con una buona notizia sul fronte della sostenibilità: tra Natale e Capodanno gli italiani hanno ridotto sensibilmente la quantità di cibo sprecato. È quanto emerge da un’indagine realizzata da Coldiretti e dall’Istituto Ixè, che hanno analizzato il comportamento dei nostri connazionali a tavola durante le feste di fine anno, appena concluse. Continua a leggere

giornalemio.it

IL PANE SOSPESO, UNA INIZIATIVA DEI FORNI DI MATERA PER IL NATALE

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pane sospeso locandinaSi è ispirata alla nobile tradizione partenopea del “caffè sospeso” la Camera di Commercio di Matera, che per Natale ha lanciato l’iniziativa benefica Anche tu buono come il pane, in collaborazione con l’associazione dei panificatori materani, Confcommercio, Confesercenti e Caritas Diocesana di Matera-Irsina.

A Napoli qualcuno ha ancora l’abitudine di entrare in bar per un caffè, berne una sola tazzina ma pagarne due, offrendo la seconda a uno sconosciuto beneficiario. Allo stesso modo, nei forni e nelle panetterie dalla Città dei Sassi, ogni martedì e venerdì fino all’8 gennaio 2015, sarà possibile lasciare un pezzo di pane sospeso”, pagando due pagnotte del pregiato pane materano (oggi tutelato dal marchio IGP) e portandone via una sola, regalando così l’altra a quanti, ancora oggi, hanno difficoltà ad acquistare i generi alimentari di prima necessità. Saranno poi i volontari della Caritas a ritirare il pane e a consegnarlo direttamente a casa di chi ne ha bisogno. I clienti delle panetterie potranno decidere di donare anche biscotti e altri prodotti da forno. Continua a leggere

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RI-GUSTAMI A CASA, LA DOGGY BAG FA BENE ALL’AMBIENTE

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bragonline.org.uk

All’estero chiederla è una consuetudine consolidata ormai da anni, tanto che persino la first lady Michelle Obama, nel 2009, quando era a Roma per il G8 – evidentemente abituata a fare così in patria – portò via tranquillamente gli avanzi della cena dal ristorante “I maccheroni” della Capitale. In Italia, al contrario, la doggy bag è guardata ancora con sospetto, o meglio, con imbarazzo.

E invece uscire dal locale con il sacchetto o la vaschetta contenente il cibo rimasto nel piatto non solo rappresenta un diritto del cliente – sancito addirittura da una sentenza della Cassazione nel luglio scorso –, ma anche un gesto decisamente green, che fa bene all’ambiente.

rigustami a casaLa Provincia autonoma di Trento lo ha capito già tre anni fa, lanciando l’iniziativa Ri-gustami a casa, nata per diffondere la cultura del riciclo del cibo avanzato sui tavoli di bar e ristoranti. Nei locali trentini sono i ristoratori stessi a proporre ai clienti di portare a casa quello che non sono riusciti a mangiare, riponendo il tutto all’interno di una speciale “eco-vaschetta”, fabbricata con la carta proveniente da foreste certificate FSC (Forest Stewardship Council), un’organizzazione internazionale che promuove la gestione responsabile dei boschi.

In questo modo, al consumatore viene evitato il disagio della richiesta e portare con sé la doggy bag diventa molto più naturale: una strategia che, dal 2011 a oggi, ha fatto aumentare di quattro volte – dal 20 si è passati all’80% – la percentuale di persone che, una volta terminato il pranzo o la cena fuori, torna a casa con il sacchetto “virtuoso”, con oltre 50mila eco-vaschette distribuite.

Vivere a spreco zero

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A beneficiare della campagna sono i ristoratori, che riducono significativamente la quantità di rifiuti organici da smaltire, gli stessi clienti, che così evitano di spendere più di quanto abbiano effettivamente consumato, e l’ambiente, con una diminuzione importante degli sprechi.

Le stime parlano di un risparmio notevole, con 4,6 chilogrammi – in media – di avanzi recuperati da ciascun locale in un mese. Se il recupero divenisse sistematico, ogni ristorante eviterebbe di gettare via oltre 55 chili di cibo l’anno.

A conferma del successo di Ri-gustami a casa è arrivato, il 24 novembre, il riconoscimento di Last Minute Market, società nata nel ’98 come spin-off dell’Università di Bologna che opera sul territorio recuperando beni invenduti (alimenti in eccedenza nei supermercati, pasti pronti nelle mense scolastiche e aziendali, farmaci da banco) e destinandoli a Onlus ed enti caritativi. Alla presenza del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, il progetto altoatesino ha ricevuto il premio “Vivere a spreco zero” nella categoria “Enti pubblici”, per l’impegno e il contributo tangibile dato in questi anni nella lotta allo spreco alimentare. Un altro piccolo passo verso un mondo più sostenibile.

Sugarello

DALLA TOSCANA IL PROGETTO PER RIVALUTARE IL “PESCE DIMENTICATO” DEL TIRRENO

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Sugarelloalici frittepolpette di pesce

Alici, sardine, pesce sciabola, sugarello, palamita. Sono alcune delle varietà di “pesce dimenticato” che, da qualche settimana, stanno arrivando sulle mense scolastiche della Toscana. Gli allievi delle scuole dell’infanzia e primarie potranno gustarle grazie a Mens(a) sana in corpore sano, la campagna promossa dalla Regione in collaborazione con Unioncamere Toscana per incentivare il consumo di specialità agroalimentari del territorio e dare una spinta positiva all’economia locale, ma anche per evitare i lunghi viaggi del pescato dall’Atlantico alle coste italiane, con inevitabili e negative ripercussioni sull’ambiente. Continua a leggere

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ABRUZZO IN EATALY, SOLIDARIETÀ ENOGASTRONOMICA PER LA RICOSTRUZIONE DELL’AQUILA

L'Aquila ricostruzione post-terremotoL’aglio rosso di Sulmona, una varietà unica al mondo, ricca di oli essenziali, dall’aroma penetrante e dal sapore forte, coltivata nella selvaggia Valle Peligna, a cinquecento metri sul livello del mare; le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio – un borgo dell’aquilano di appena 120 abitanti –, Presidio Slow Food, dal diametro di pochi millimetri e dal gusto inconfondibile, talmente piccole da non necessitare di ammollo prima della cottura; e ancora, il pecorino di Farindola (Pescara), un cacio pregiato ottenuto da latte ovino e caglio suino, secondo un antichissimo metodo in uso sin dall’epoca romana.

Sono alcune delle eccellenze gastronomiche della terra d’Abruzzo, di recente apparse sugli scaffali di Eataly, negli store divenuti un punto di riferimento per quanti vogliono portare in tavola il meglio dell’enogastronomia del Belpaese a prezzi competitivi e far crescere le piccole aziende agroalimentari del territorio che lavorano con procedimenti sostenibili e responsabili. Con un obiettivo nobile e importante: contribuire alla rinascita del centro storico dell’Aquila, che porta ancora su di sé i segni del terremoto dell’aprile 2009. Acquistando un prodotto abruzzese in uno degli undici store Eataly sparsi nella Penisola, infatti, il 25 percento del ricavato sarà devoluto per la ricostruzione della città.

aglio rossolenticchie di santo stefanoConfetti di Sulmona

Una cinquantina i prodotti in vendita, tra cui i celebri confetti di Sulmona con la pregiata mandorla pizzuta d’Avola siciliana, qui lavorati sin dal XV secolo e oggi esportati in tutto il mondo, e l’olio “gentile” di Chieti, un extravergine dalle qualità organolettiche sopraffine, armonico e fruttato, ideale da assaporare a crudo, sul pesce, le insalate, i carpacci o le carni grigliate.

www.ansa.it

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A Oscar Farinetti, l’idea di creare uno spazio “solidale” in cui dare, attraverso i cibi e le bevande di alta qualità abruzzesi, una spinta alla ricostruzione è venuta a luglio, quando, visitando il capoluogo abruzzese accompagnato da Raffaele Cavallo, segretario regionale di Slow Food Abruzzo, ne è rimasto profondamente colpito: “È la prima volta che facciamo una cosa così”, ha dichiarato a fine ottobre, alla conferenza stampa di inaugurazione del corner dedicato ai prodotti abruzzesi, nello store di Roma a cui era presente anche il sindaco della città Massimo Cialente.

La facciamo per L’Aquila e l’Abruzzo convinti che il valore del rispetto può passare dal senso del dovere alla sfera del piacere. Nel nostro piccolo vogliamo dare una mano non tanto in termini economici ma per dare il via ad un circolo virtuoso: oltre quindi ad attirare le persone con la bontà dei prodotti abruzzesi collocati negli appositi corner in ogni punto vendita, le sensibilizziamo anche sul fatto che a cinque anni dal sisma il centro storico de L’Aquila non è ancora stato restaurato. Ci vuole innanzitutto un cambio di marcia della coscienza civica”.

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ANGELI CONTRO LO SPRECO DEL CIBO. OBIETTIVO “FAMEZERO”

famezero

L’hanno chiamata Fame Zero, come la sfida lanciata nel 2012 dal segretario dell’ONU Ban-Ki Moon affinché “tutti abbiano accesso a cibo nutriente durante tutto l’arco dell’anno” in ogni angolo della terra. In particolare, dei cinque obiettivi posti dalle Nazioni Unite (zero bambini con deficit di sviluppo sotto i due anni; 100% accesso a cibo adeguato, sempre; sostenibilità dei sistemi alimentari; 100% aumento della produttività e del reddito dei piccoli contadini; zero perdite o sprechi di cibo) condivide l’ultimo, una condizione necessaria perché si realizzino gli altri quattro.

Famezero.com è la community che favorisce l’incontro tra donatori e centri di distribuzione territoriali, per creare un circolo virtuoso in cui il cibo in esubero non vada più sprecato, ma possa essere fruttuosamente impiegato a favore di chi ne ha bisogno. “Ci scandalizza il fatto di sapere che esiste cibo sufficiente per tutti e che il flagello della fame si aggrava nel mondo a causa della pratica generalizzata dello spreco”: questa la motivazione che ha spinto il team di Famezero Onlus a sviluppare la piattaforma, presentata il 16 ottobre scorso a Palazzo Chigi, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, alla presenza del Cardinal Oscar Rodriguez Maradiaga, presidente della Caritas internazionale e stretto collaboratore di Papa Francesco, e di Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari Europei.

Lo scopo è quello di creare un’applicazione che permetta di aiutare la popolazione inizialmente italiana ma, successivamente, anche mondiale a sfruttare la tecnologia presente sui dispositivi mobile al fine di migliorare la gestione dei rifiuti e degli sprechi alimentari sul territorio” spiegano gli ideatori del progetto, che diventerà pienamente operativo a partire dall’8 dicembre prossimo, quando sul proprio smartphone o tablet sarà possibile scaricare l’app multilingue Famezero, disponibile sia per sistemi Android che per iOS.

Sin da ora però è possibile registrarsi sul sito web, già attivo, scegliendo uno dei tre profili: il “donatore”, cittadini, enti, ristoranti, negozi o supermercati che mettono a disposizione degli altri il cibo avanzato (che nel caso di locali ed esercizi commerciali raggiunge quantità davvero enormi) in perfette condizioni; il “centro di raccolta”, associazioni di volontariato o altre realtà locali che smistano gli alimenti alle persone del territorio che ne fanno richiesta; l’“angelo”, una figura preziosa, che ritira personalmente il cibo offerto dal donatore e lo porta al centro di raccolta. A quanti decideranno di donare sarà sufficiente iscriversi e controllare i punti di raccolta più vicini, pubblicando un annuncio che verrà automaticamente indirizzato all’angelo di zona.

Manifesto Solidale Italiano_Altromercato

IL “MANIFESTO SOLIDALE” DI ALTROMERCATO PER TUTELARE IL MADE IN ITALY SOSTENIBILE

Manifesto Solidale Italiano_AltromercatoValorizzare l’agroalimentare “di nicchia”, dare una spinta positiva alle filiere dirette e al km zero, incentivare produzioni rispettose dell’ambiente, garantire al consumatore acquisti d’eccellenza, tracciabili e a prezzi onesti. Sono gli obiettivi, ambiziosi, che si pone il Manifesto del Solidale Italiano lanciato ai primi di ottobre da Altromercato, l’organizzazione che da 25 anni opera per lo sviluppo di un’economia sostenibile nel mondo.

Nato nel 2011 con un piccolo numero di aziende sparse da nord a sud della Penisola, il progetto è destinato ora a crescere grazie alla partnership con tre soci d’eccezione: Slow Food, da sempre impegnata per salvaguardare i cibi “dimenticati” (italiani e non) dal rischio di estinzione, AIAB, l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, e il Gruppo Cooperativo CGM, la più grande rete di imprese sociali presente nella Penisola.

Un’intesa “virtuosa” che intende risollevare le sorti dei piccoli produttori locali, come realtà imprenditoriali a gestione familiare, poderi, botteghe artigiane, artefici di quel made in Italy che il mondo ci invidia, ma che ogni giorno sentono in maniera crescente la difficoltà di portare avanti il proprio lavoro: “La crisi del mondo rurale e artigianale oggi non investe solo agricoltori e allevatori del cosiddetto terzo mondo – si legge nel Manifesto –. Anche qui assistiamo ad una crescente difficoltà nel tenere in vita aziende contadine, imprese cooperative, laboratori di trasformazione. Anche in Italia vediamo, giorno dopo giorno, tantissime piccole aziende di buona qualità, ecologicamente e socialmente responsabili, schiacciate da costi impraticabili, da un credito inaccessibile, da politiche di sviluppo imprevidenti. Ciò rappresenta un danno enorme; per la nostra economia, per l’occupazione, per la coesione sociale, per il futuro delle nuove generazioni. Rappresenta un danno inestimabile anche sotto il profilo ambientale, per le risorse naturali abbandonate, per le occasioni mancate di tutela del paesaggio, per l’incuria del patrimonio nazionale”. Mettere fine anche ad una sola di queste attività vuol dire rinunciare a una parte importante del ricchissimo tessuto agroalimentare del nostro Paese.

Km zero_manifesto solidale italianoIl Manifesto intende agire su più fronti: applicare salari dignitosi per chi lavora e prezzi equi per chi acquista, incoraggiare metodi di coltivazione sostenibili, che non danneggino il territorio, garantire l’accesso al mercato delle imprese minori e, di conseguenza, dare un contributo tangibile per la crescita dell’occupazione. E poi promuovere il consumo di olio, pasta, conserve distribuiti dalle Botteghe del circuito, favorendo l’incontro diretto tra produttori e consumatori, per abbattere i costi intermedi e garantire la tracciabilità degli alimenti.

Se pensiamo che attualmente un italiano su tre (dati dell’Osservatorio Altromercato) si impegna in prima persona a seguire uno stile di vita sostenibile, scegliendo la filiera corta per risparmiare ed essere sicuro della provenienza di ciò che mette nel piatto, il progetto ha ottime possibilità di decollo. Ne è convinto Vittorio Rinaldi, Presidente di Altromercato: “Siamo riusciti a dare vita ad un’inedita alleanza che ci permetterà di realizzare un progetto forte, con prospettive di lungo termine, che auspichiamo possa essere di riferimento per il lavoro futuro e per l’imprenditoria italiana. Siamo convinti che le preziose esperienze maturate dal Commercio Equo e Solidale in 25 anni di storia possano essere utilmente impiegate anche al servizio di tutte quelle realtà produttive di qualità, ecologicamente e socialmente responsabili, che nel nostro Paese si trovano in difficoltà”.

Pasto nudo

IL PASTO È NUDO, VIRTUOSO E RESPONSABILE

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Pasto nudoFarine semintegrali ricavate da grani antichi moliti su pietra, Parmigiano Reggiano stagionato fino a dieci anni, ortaggi “biodinamici”, extravergine di qualità, pane impastato con il lievito madre. Sono alcuni dei cibi in vendita su Ilpastonudo.it, una rete che riunisce le aziende agroalimentari “virtuose” sparse da Nord a Sud della Penisola.

Il progetto è stato tra le innovazioni in mostra al Maker Faire European Edition, l’evento internazionale, che si è svolto dal 3 al 5 ottobre all’Auditorium Parco della Musica di Roma, dedicato ai nuovi modelli di business sostenibili, con un ampio spazio riservato al settore food. Continua a leggere

Teff

DALL’ERITREA UN CEREALE PREZIOSO PER I CELIACI: IL TEFF

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TeffI suoi semi sono talmente piccoli che una mano riesce a contenerne una quantità sufficiente per riempire un intero campo. E presto il teff, da millenni cardine dell’alimentazione delle popolazioni etiopi ed eritree, potrebbe entrare a far parte in maniera stabile delle colture made in Italy.

Completamente privo di glutine, questo minuscolo cereale è indicato per la dieta dei celiaci: per questo il CRA (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura) da alcuni mesi ne sta testando la resa sui terreni di Montelibretti, nel cuore della Sabina Romana, in un territorio dalla forte vocazione agricola, rinomato per la produzione di olive – dalle quali si ricava l’Olio Extravergine DOP della Sabina Romana – e di frutti tipicamente mediterranei, come ciliegie, pesche, prugne, fichi e albicocche. Continua a leggere

Agricoltura sostenibile

BIODIVERSITÀ E MADE IN ITALY: ECCO I 20 NUOVI PRESIDI SLOW FOOD

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Legumi pregiati e semisconosciuti, frutta e ortaggi, vini, insaccati e dolci: c’è il meglio dell’agroalimentare italiano tra i nuovi presidi – ben venti – che da oggi Slow Food proteggerà dal rischio di estinzione. Continua a leggere

Refrigerator with healthy food

5 IDEE ANTI-SPRECO PER IL LATTE IN SCADENZA

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Quante volte è capitato di aver il latte in scadenza e non saper come consumarlo. D’inverno spesso si ricorre alle torte, che richiedono, però, tempo e soprattutto l’accensione del forno, che d’estate è meglio evitare, perché aumenta il calore della cucina e conseguentemente quello corporeo. Continua a leggere