CAVOLO, QUANTE PROPRIETÁ!

5 anno fa di in Mangiare sano Tagged: , , ,

Ma che cavolo!

Una delle esclamazioni di disappunto più ricorrenti potrebbe andar benissimo anche come apprezzamento delle sue proprietà. Costituiti per più del 90% da acqua, i cavoli, vengono usati da sempre anche per le loro proprietà nutrizionali. Se è vero che hanno un basso contenuto calorico, sono ricchi di sali minerali e vitamina “C”, assunti con legumi o pasta vengono facilmente assorbiti dall’organismo. Considerati sacri nell’antichità, venivano consumati crudi dai romani, prima dei banchetti, per far assorbire meglio l’alcool; i greci invece erano soliti utilizzarli come curativo della sbornia.

Ma i cavoli si mostrarono molto utili soprattutto alla fine del ‘400, quando in seguito alla scoperta dell’America iniziò l’epoca dei viaggi esplorativi. Navigando per lunghi periodi senza avere la disponibilità di cibi freschi, i marinai avevano sempre a bordo una grossa scorta di cavoli, molto utili per contrastare lo scorbuto, una malattia causata dalla carenza di Vitamina C. Il Capitano James Cook, uno dei più grandi navigatori ed esploratori della storia, durante tre anni di navigazione, in tutte le latitudini e a tutti i climi, non perse nessuno dei suoi 118 uomini dell’equipaggio, dal momento che faceva mangiare loro cavoli cotti o crudi.

collection cabbage

Usato soprattutto come lassativo nel 1500, un secolo più tardi il brodo di cavolo era consigliato per guarire e prevenire patologie polmonari, ma anche raffreddori, laringiti e reumatismi. Solo tra la metà del ‘700 e l’inizio dell’800 inizia ad entrare in cucina di cui ne diviene uno dei protagonisti indiscussi.

Con la pasta, lessi, in insalata, ma anche fritti in pastella o al forno il cavolo è molto presente nella dieta mediterranea. Pasta e cavoli è uno dei piatti “forti” della cucina napoletana dove, ancora oggi, è oggetto di discussioni familiari, ma anche tra i più rinomati chef, se è meglio cucinarla con il pomodoro o senza. Tante e diverse le varietà di cavoli in Europa tra cui le più conosciute e utilizzate in cucina sono il Cavolfiore o Cavolo Cimone, il cavolo Verza, chiamato semplicemente “verza”, il cavolo Rapa, i famosissimi cavoletti di Bruxelles e il cavolo cinese. Quest’ultimo, come si può facilmente dedurre dal nome, è coltivato ed usato prevalentemente dai cinesi, principalmente come ripieno degli involtini primavera, una delle specialità più conosciute e diffuse. Dalla forma singolare, un po’ allungata, con foglie ricce bianche, può essere consumato crudo o cotto, magari saltato in padella assieme ad altre verdure.

 Perché fa bene mangiare cavoli?

Sicuramente i cavoli sono una ortaggio salutare per molti aspetti: sono degli ottimi depurativi e favoriscono la rigenerazione dei tessuti. Possono essere consumati anche in caso di diabete, avendo un basso contenuto calorico (sono poveri di grassi) e sono una buona fonte di potassio, minerali, acido folico, calcio, ferro, fosforo e vitamina C. I cavoli inoltre non contengono glutine, e sono quindi indicati anche per le persone affette da celiachia. Infine i cavoli aiutano a prevenire il cancro al colon e l’ulcera peptica, come confermato da diversi studi americani e sono molto utili per guarire coliti, ed alleviare dolori gastrici ed intestinali.

Ma quali sono le origini del cavolo?

Il cavolo, il cui nome deriva dal latino “caulis” (fusto, cavolo) e “floris” (fiore), è originario del Medio Oriente e si sostiene che il cavolo fosse gia presente dal VI secolo a.C. Coltivato in Spagna dagli arabi, pian piano fu commercializzato anche in Francia e in Inghilterra nel 1600 e successivamente, nel 1800, in India.

In Italia invece la presenza del cavolo la dobbiamo molto probabilmente ai veneziani, che acquistandolo nell’isola di Cipro, riseminavano i semi delle piante più belle proprio attorno a Venezia. Da quel momento cominciò per tutta Europa la coltivazione di questa pianta, soprattutto nelle aree del Centro e del Nord del continente. Ed è proprio in Europa che oggi si concentra circa l’80% della produzione di cavolo mondiale. L’italia, con una produzione pari all’8% di quella mondiale è il quarto paese produttore al mondo. La coltivazione è più sviluppata nelle regioni della Campania, Sicilia, Lazio, Abruzzo e Puglia. Sin dalla metà del 1700 e per oltre un secolo i territori della zona Vesuviana dove crescevano rigogliosi grazie alle fertilità del terreno lavico, ne sono stati primi produttori europei.

Due suggerimenti utili!

Normalmente il cavolo viene fatto bollire in pentola con molta acqua, ma ciò rischia di impoverirlo di oltre la metà della vitamina C e dell’acido folico: un suggerimento è quello di cuocerlo al microonde o al vapore evitando di affettarlo in piccoli pezzi.

Per attenuare invece l’odore non molto gradevole che emanano i cavoli durante la cottura, si consiglia di immergere un pezzetto di mollica e un pizzico di bicarbonato all’acqua.

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