DAL MARE ALLA TAVOLA

4 anno fa di in Mangiare sano Tagged: , , , , , , , , , ,

gebratener ThunfischPer 7 italiani su 10 il tonno in scatola, immancabile in ogni dispensa, è l’alimento ideale per chi vuole tenersi in forma o pratica un’attività sportiva ed un ingrediente irrinunciabile nella dieta di tutti i giorni. Tant’è vero che nel 2013, in Italia, sono stati consumati circa 2,3 Kg procapite di tonno in scatola (dati Ancit, l’Associazione Nazionale Conservieri Ittici).

Fresco viene cucinato e arriva sulle tavole grigliato, marinato o stufato. In scatola, al naturale o sott’olio, è impiegato per preparare primi piatti appetitosi, come la pasta al tonno, fresche insalate o gustosi secondi a base di pesce.

Attaccato alla lisca o acquistato già conservato in comode lattine, pronto all’uso, il tonno, “re” degli oceani di tutto il mondo, rappresenta un importante protagonista della tavola, soprattutto durante la stagione calda. Sono proprio le sue proprietà nutritive, che si mantengono anche se conservato, al naturale o sott’olio, a farlo scegliere da tante persone. In particolare il suo notevole apporto proteico (25 g di proteine nobili per 100 g di prodotto), che gli fa detenere in questo modo il primato di alimento preferito dello sportivo.

Ottimo anche per la fase di crescita, per gli adulti, per ottimizzare il metabolismo e per l’alimentazione degli anziani, dato il considerevole apporto di lisina e iodio. E’ inoltre ricco di Omega 3, con effetti benefici sull’apparato cardio-vascolare, con poche calorie, per cui facilmente digeribile.

tuna fishGrazie alla sua “facilità”, alla sua diffusione sul mercato ed alla sua versatilità è in grado di dar vita in cucina a ricette gustose e leggere, dagli antipasti ai primi, fino al tradizionale panino. Secondo la SISA, Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione, il tonno in scatola può essere tranquillamente consumato anche abbinato ai carboidrati, come nel caso di pasta e riso e agli alimenti ricchi di acqua, come le verdure. Rappresenta sicuramente un ottimo snack, se accompagnato da pane, crackers o altri prodotti da forno ed una merenda ideale per i bambini.

La pasta al tonno è un piatto semplice di veloce esecuzione, capace di risolvere pranzi o cene con amici, d’estate invece questo Vitel tonné con julienne di Tacchino Arrosto Snello assicura un pasto saporito e fresco.

La pesca del tonno ha origini antichissime, come attestano i graffiti preistorici ritrovati nella grotta del Genovese, nelle Isole Egadi e le sue indiscusse proprietà nutritive erano già decantate fin dai tempi di Omero. Nell’antichità classica rappresentava una delle più grandi ricchezze e risorse economiche del Mediterraneo, soprattutto nella varietà “Rossa”, per anni fonte di cibo e lavoro per i pescatori. In Italia veniva pescato soprattutto al Sud ed utilizzato per preparare il Garum, una salsa di tonno molto apprezzata nell’antica Roma.

Oggi, seppur venduto fresco, in tranci ed in appetitose varietà, tra cui il “gigante” Tonno Rosso ed il più pregiato Albacore a “pinne gialle”, tutte (o quasi tutte) le tipologie sono destinate all’industria conserviera, che produce, per andare incontro a tutte le esigenze dei consumatori, tonno in scatola (sott’olio o al naturale), bottarga (uova di tonno essiccate e salate), il Core (cuore di tonno essiccato e salato), la Tunnina (Tonno in salamoia), il Mosciame di tonno (tonno affumicato) e la Ficazza (salsiccia di tonno).

In scatola sin dal 1800

Soy Free Albacore Tuna packed in WaterIl momento preciso in cui si diede vita all’industria del tonno risale agli inizi del 1800, quando il francese Nicolas Appert e l’inglese Bryan Donkin scoprirono e brevettarono il modo di sterilizzare le lattine da destinare alla conservazione dei cibi e quindi anche del tonno, che fino a quel momento era stipato, per un tempo limitato, in orci di terracotta, solo con olio e sale.

Nel 1810 Appert  chiese al governo francese la possibilità di brevettare la conservazione di cibi in scatole sterilizzate e gli fu offerta la possibilità di scegliere tra il brevetto o un premio di 12000 franchi. Appert scelse il premio e con quei soldi lo pubblicò il libro “L’Art de conserver les substances animales et végétales che fece in poco tempo il giro del mondo: di fatto il fu il primo ricettario per la conservazione dei cibi.

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