DIGERIBILE E AMICO DELLA LINEA. UN ITALIANO SU DUE A TAVOLA SCEGLIE IL PESCE FRESCO

4 anno fa di in Mangiare sano, Notizie golose Tagged: , , , , , , , , , ,

Alici alla scapece o alla pizzaiola, nasello al forno, merluzzo al vapore condito con olio e limone, polpo in insalata o con la pasta: per un italiano su due, nell’alimentazione dell’estate non può mancare il pesce fresco. Oltre il 50% dei nostri connazionali porta in tavola regolarmente i prodotti del mare, apprezzati per la digeribilità e considerati ‘amici’ della linea (dati Federcoopesca), con un aumento dei consumi di pescato fresco del 20% rispetto al periodo invernale. Una porzione di pesce contiene, infatti, circa 230 calorie contro le 640 di un’uguale porzione di carne rossa e un’analoga quota proteica, pari al 18% del peso. Non tutti i pesci però possono essere considerati magri, ma la percentuale di grassi tra una specie e l’altra cambia di molto.

filetti di pesce con verdureÈ preferibile scegliere, secondo Federcoopesca, la Federazione delle cooperative ittiche, acciughe, calamari, merluzzi, naselli, polpi, seppie, sogliole e spigole, che hanno un contenuto di grassi inferiore al 3% e sono dunque più adatti per chi segue un regime a ridotto contenuto calorico, ma anche le specie più digeribili, indicate per coloro che durante la stagione estiva amano tenersi leggeri con gusto.

Il pesce fresco non solo fa bene all’organismo, ma permette di variare spesso la dieta portando in tavola piatti sempre diversi: le alici, ad esempio, sono ottime sulla pasta, gratinate, alla pizzaiola; sogliole e merluzzi, oltre che lessi e conditi con olio e limone, possono essere cucinati al forno, accompagnati dalle patate – per un piatto unico light ma sostanzioso – oppure da pomodorini e olive nere; i filetti di nasello – che con il loro gusto delicato piacciono molto ai bambini – sono buonissimi ‘alla mediterranea’, ovvero conditi con erbe aromatiche (prezzemolo, basilico, erba cipollina, maggiorana), qualche cappero, olive nere, olio extravergine e passati in forno per un quarto d’ora; la spigola dà il meglio di sé al cartoccio (tutto il suo sapore rimane racchiuso nella carta) oppure all’acqua pazza, cotta in un tegame con poca acqua, olio, vino bianco, aglio, pomodori maturi, cipolla, prezzemolo e peperoncino.

E, ancora, in estate il modo migliore per gustare i molluschi come seppie, calamari e polpi è in insalata, accompagnandoli con le patate, con carote e sedano a julienne o asparagi bianchi – un abbinamento davvero raffinato –, zucchine grigliate o peperoni saltati in padella.

A sorpresa, anche i saporitissimi frutti di mare si rivelano amici della linea, perciò un goloso piatto di spaghetti con le vongole o un’impepata – ricette protagoniste di tante cene estive con gli amici – possono essere gustati senza sensi di colpa. Via libera infine ai gamberi, superbi non solo fritti o in pastella, ma pure al forno, in padella (con aglio, olio, vino bianco e peperoncino) o alla piastra, oltre che con le zucchine per condire la pasta.

Un altro punto a favore del pesce fresco, specialmente quando le temperature sono elevate e si preferisce puntare su alimenti leggeri, è la “digeribilità, ‘dote’ che spetta più alle proteine delle carni ittiche piuttosto che quelle dei mammiferi, per la minore quantità di tessuto connettivo. Tra i prodotti più digeribili ci sono razza, nasello, sogliola, spigola, trota, dentice, orata, sarago, cernia”, spiega Federcoopesca. Naturalmente per beneficiare di queste caratteristiche è fondamentale puntare su condimenti semplici; bene la cottura al forno o al vapore – per mantenere inalterate le proprietà del pesce –, al cartoccio o in una padella coperta.

Una buona notizia, infine, sul fronte dei prezzi, che in questa estate 2015 sta permettendo ai consumatori di portare in tavola i prodotti ittici anche più volte a settimana: “quest’anno le quotazioni sono inferiori ai 10 euro al kg per acciughe, sardine, cozze, vongole, cefali, carpe e trote, mentre per una spesa che va tra i 10 e i 20 euro si possono acquistare calamari, seppie, polpi, merluzzi, spigole, orate, razza e coregoni”, conclude l’associazione.

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