DISTURBI ALIMENTARI: IL TRATTAMENTO INTEGRATO

5 anno fa di in Mangiare sano Tagged: , , , , , ,

Intervista a Ilaria Carletti – Dietista, specializzata nei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA)

“Nessuno può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene”. Il suo slogan tratto da Virginia Woolf è un vero e proprio manifesto. Cosa significa mangiare bene oggi?

Mangiare bene al giorno d’oggi appare quanto mai difficile. I ritmi frenetici delle nostre giornate spesso ci portano ad alimentarci in modo sbagliato e non solo dal punto di vista strettamente nutrizionale. Spesso quando si pensa al cibo e al mangiare le prime parole che ci vengono in mente sono: dieta, restrizione, fame piuttosto che salute, benessere e prevenzione. Noi crediamo invece che l’atto del mangiare debba rientrare in un’ottica più completa, in un vero e proprio stile di vita sano e mirato anche al godere del cibo come piacere e convivialità.

Qual è il motivo più frequente per cui le persone si rivolgono a voi?

Le persone che si rivolgono a noi lo fanno maggiormente per un Disturbo del Comportamento Alimentare (DCA). Questa categoria racchiude al suo interno manifestazioni differenti come Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa e il Disturbo da Alimentazione Incontrollata. Anche l’obesità è ormai riconosciuta dalla comunità scientifica come un DCA e ne condivide il percorso terapeutico multi-disciplinare. La nostra équipe è infatti composta da figure professionali differenti come dietisti, psicologi psicoterapeutici, infermieri e medici, specializzati nel trattamento di questi disturbi.

In Italia siamo abituati a un rapporto diretto del soggetto col solo dietista. Lei invece propone incontri di gruppo per i pazienti da integrare alla relazione col terapeuta. Dove nasce questa proposta e qual è il suo vantaggio?

La letteratura scientifica è unanime nell’affermare che il trattamento integrato è il più indicato nella cura dell’obesità e dei DCA. All’interno di quest’ottica nascono i gruppi. In un incontro collettivo il soggetto sperimenta l’aspetto relazionale insieme a persone con le quali condivide il disturbo stesso; ha modo di confrontarsi con gli altri soggetti e trarre dal rapporto con loro una motivazione nuova per affrontare la sua problematica.

Quali sono i disturbi del comportamento alimentare più diffusi in età evolutiva e in quella adulta?

Come riportato dai dati del Ministero della Salute, gli studi epidemiologici internazionali mettono in evidenza una incidenza di nuovi casi dei DCA nella fascia femminile tra i 12 e i 25 anni e stimano nei paesi occidentali, compresa l’Italia, la prevalenza dell’Anoressia Nervosa intorno allo 0,2-0,8%, quello della Bulimia Nervosa intorno al 3% e quella dei Disturbi del Comportamento Alimentare Non Altrimenti Specificati (DCA-NAS) tra il 3,7 e il 6,4%. L’età di esordio cade tra i 10 e i 30 anni, con una età media di insorgenza intorno ai 17 anni. La patologia appare dunque in continuo aumento per quanto riguarda la Bulimia e il Disturbo da Alimentazione Incontrollata o BED (Binge Eating Disorders).

Si è modificato anche il rapporto maschi femmine che è stimato pari a 1:9, ma il numero di maschi è in crescita e in particolare è in aumento la patologia maschile in età adolescenziale o pre-adolescenziale. Esiste anche in questi giovani pazienti un continuo tra bulimia e anoressia e la frequente transizione tra un disturbo e l’altro.

Ci sono delle regole basilari, per adulti e per i più piccoli, da seguire per un’alimentazione sana?

Ogni fascia di età ha delle particolari esigenze dal punto di vista energetico, cioè la quantità di calorie da consumare nell’arco di una giornata, e dal punto di vista dei nutrienti, cioè la qualità e la ripartizione di quelle calorie. Se quindi possiamo dire che ogni soggetto ha richieste specifiche per il suo stato, la sua età, il suo sesso ecc. è anche vero però che in uno stato fisiologico, e cioè di assenza di malattie specifiche, sono applicabili delle pratiche generali per mangiar sano. L’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione ha stilato un decalogo chiamato Linee guida per una sana alimentazione italiana consultabili e scaricabili gratuitamente dal sito internet, che rappresentano i pilastri della nostra professione e di un’alimentazione corretta.

Nei centri medici pubblici e privati che si interessano di patologie dell’alimentazione è sempre più presente la figura dello psicologo. Quanto è importante questa figura e qual è il suo ruolo?

La figura dello psicologo psicoterapeuta è estremamente importante e rientra a pieno titolo nella gestione multi-disciplinare dei disturbi alimentari. Una buona équipe che si occupa di questo tipo di soggetti non può esulare dalla sua figura. Errore comune è di considerare questa categoria di disturbi in relazione esclusivamente al cibo, invece che nella sua complessità psichica ed emotiva. Lo psicologo psicoterapeuta aiuta il soggetto a far emergere, elaborare ed affrontare le problematiche alla base del disturbo.

 

Ilaria Carletti

Ilaria CarlettiDietista, specializzata nei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) la dott.ssa Ilaria Carletti (nella foto in alto con il suo team, da sinistra Giada Bellissimo – dietista, Nicola D’Angelo – psicologo psicoterapeuta, Ilaria Friggi – psicologa psicoterapeuta) ha orientato la sua formazione ai disturbi del comportamento alimentare in età evolutiva e disturbi alimentari precoci (0-3 anni) conseguendo un Master presso l’Università degli Studi di Firenze e il titolo di Codificatore Esperto S.V.I.A. (Scala di Valutazione dell’Interazione Alimentare madre-bambino) presso l’Università “La Sapienza” di Roma.

Da più di dieci anni svolge attività libero professionista in collaborazione con gli psicoterapeuti di Via Parma 21 e coordina la squadra di dietisti del Polidietetico di Mantova. Dal 2004 è dietista responsabile unico del trattamento dietetico presso il Servizio specialistico per la cura dei disturbi del comportamento alimentare dell’Azienda Ospedaliera di Mantova.

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