FRUTTA E VERDURA FRESCHE, SE NON C’È SPAZIO SI COLTIVANO IN VERTICALE

1 anno fa di in Buoni&Bravi, Cucina 2.0 Tagged: , , , , , , , , ,

Ha tutto un altro sapore preparare piatti o portare in tavola ortaggi o frutta appena colti come pomodori, melanzane, insalate o agrumi. Con gli orti verticali è una pratica possibile anche per chi vive in una grande città. Oltre lo spazio sul balcone, ci vuole solo un po’ di pazienza e un po’ di tempo da dedicare quotidianamente alle proprie culture.

Orto verticaleIn Italia gli orti verticali sono una tendenza sempre più diffusa che da qualche tempo inizia a produrre, grazie ad alcune start-up, anche soluzioni tecnicamente avanzate. Una soluzione ingegnosa per avere l’orto in balcone arriva dal Trentino Alto Adige: qui Matteo Sansoni, un ragazzo di Rovereto, l’estate scorsa ha lanciato sul mercato “Veve – Vegetali in Verticale”, un orto idroponico dotato di un serbatoio e alimentato dall’energia elettrica – va attaccato alla presa, come un elettrodomestico qualsiasi –, che in un metro quadrato di superficie consente di coltivare fino a 200 piante, producendo frutta e verdura a sufficienza per una famiglia di quattro persone.

I vertical garden si sviluppano in altezza, dando la possibilità a quanti hanno a disposizione una superficie ridotta di coltivare ortaggi ed erbe aromatiche. Con un duplice beneficio: rendere l’aria più respirabile e gustare frutta e verdura freschissime e senza pesticidi. Oltreoceano sono una realtà già da tempo, tanto che gli Stati Uniti, a Expo 2015, hanno trasformato un muro del loro padiglione in un’enorme fattoria verticale, irrigata con l’acqua piovana.

Una best practice che negli USA si è diffusa anche grazie al contributo di architetti e vivaisti che, da diversi anni, offrono ai connazionali col pollice verde tanti spunti per realizzare creativi orti homemade. L’esperta di giardinaggio Fern Richardson, ad esempio, sul suo blog Life on the balcony consiglia di costruirli con i pallet, le pedane di legno utilizzate per il trasporto delle merci, da agganciare al muro e riempire di terriccio e piantine.

E ancora, le designer Rebecca Bray e Britta Riley dal 2009 sensibilizzano i newyorkesi all’adozione di uno stile di vita più sostenibile, costruendo orti verticali con materiali di riciclo da posizionare sui davanzali di uffici e abitazioni: le Window farms, letteralmente ‘fattorie da finestra’, sono fatte con bottiglie di plastica e funzionano con un sistema idroponico – senza terreno –, prendendo l’acqua da un serbatoio posto in superficie da cui si diramano i tubi che raggiungono le piante.

 

Come realizzare l’orto

Per realizzare il proprio orto verticale bastano un balcone e una parete libera, dove fissare uno scaffale o una griglia metallica, che serviranno da supporto per poggiare o agganciare le piante. I semi, oltre che nei classici vasi, possono essere piantati anche all’interno di contenitori particolari o di riciclo, come scatole in plastica colorata, bottiglie, cassette della frutta, innaffiatoi, sacchi di iuta, per creare un orto originale e totalmente ecosostenibile. Per quanto riguarda la scelta delle verdure, infine, non c’è alcuna differenza con gli orti tradizionali: si va dalle erbe mediterranee (salvia, timo, rosmarino, prezzemolo, origano, menta, basilico) agli ortaggi (melanzane, pomodori, zucchine, cetrioli, carote, peperoni), fino alle insalate (lattuga, iceberg).

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