GIORNATA MONDIALE DELL’ALIMENTAZIONE: LA PROTEZIONE SOCIALE CONTRO LA POVERTÀ RURALE

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Giornata Mondiale Alimentazione 2015

L’alimentazione è il principale fattore di discriminazione sociale. Molte, troppe persone pensano che il problema della fame nel mondo sia stato risolto, anche solo perché non se ne parla più come una volta. È, invece, una delle questioni di maggiore attualità. Chi non ha cibo a sufficienza non può dedicarsi ad altre attività come lavorare, studiare, coltivare la terra. Questa riflessione ha portato la FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, a dedicare la Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2015 al tema della Protezione sociale. “Dobbiamo affrontare la povertà e la fame ma anche le condizioni che le provocano”, affermano dalla FAO. E così il 16 ottobre, all’Expo di Milano, esperti di tutto il mondo si confronteranno sul tema Protezione sociale e agricoltura per spezzare il ciclo della povertà rurale. La protezione sociale è un insieme di politiche, programma e interventi che mirano a proteggere i poveri e le persone che soffrono di insicurezza alimentare e farli uscire dalla povertà e della fame attraverso una serie di programmi che forniscono sostegno finanziario o in natura alle persone povere e vulnerabili, aiutandoli ad accrescere il loro reddito, le capacità e competenze e i loro diritti.

www.improntaunika.it

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Negli ultimi anni, circa 150 milioni di persone sono riuscite a superare livelli di povertà estrema grazie a programmi di protezione sociale. In Brasile, grazie al programma di approvvigionamento alimentare (Programa de Aquisição de Alimentos), negli ultimi dieci anni sono stati acquistati oltre 3 milioni di tonnellate di cibo per garantire il sostegno a 200mila agricoltori; in Messico il programma PROSPERA, che ha raggiunto 32 milioni di persone, negli ultimi 24 mesi ha permesso di ridurre la povertà nazionale del 10 percento. Ma c’è ancora tanto da fare.

L’obiettivo ambizioso di questo ampio programma internazionale, il secondo dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile della nuova agenda dalle Nazioni Unite è “Eliminare la fame e garantire che tutti, in particolare i poveri e i vulnerabili, abbiano accesso a cibo sicuro, sano e sufficiente tutto l’anno” entro il 2030. Una sfida impegnativa dal momento che se da un lato la fame nel mondo è fortemente diminuita negli ultimi anni è anche vero che ci sono ancora 795 milioni di persone nei Paesi in Via di Sviluppo che, oggi, non hanno cibo a sufficienza per sopravvivere.

E in questo quadro le politiche di protezione sociale diventano indispensabili. Oltre il 70 percento di coloro che si trovano in condizioni di assoluta indigenza, infatti, risiede in zone rurali, dove l’agricoltura è l’unica fonte di sostentamento e subisce l’influenza del degrado ambientale, dell’aumento dei prezzi, delle calamità naturali. “Al momento molte famiglie in situazioni di povertà estrema sono costrette a svendere beni produttivi, mettere i bambini a lavorare, sfruttare in eccesso e in modo non sostenibile i loro piccoli campi, o ricorrere a lavori mal pagati – fa sapere l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura in una nota – Eppure, semplici programmi sociali di trasferimento offrono ai poveri un’opportunità di migliorare il proprio potenziale produttivo. Essi hanno anche ricadute positive sulle economie locali, favorendo opportunità commerciali, l’aumento dei salari rurali, e consentendo ai più poveri di acquistare o investire in attività”. In Bangladesh, ad esempio, le contadine del Paese hanno ricevuto il bestiame e uno stipendio mensile, utile per garantire loro la sussistenza fino a quando non sono state in grado di guadagnare in maniera autonoma.

Nel 2013, almeno 146 Paesi, tra cui Etiopia, India, Sudafrica, hanno avviato con successo programmi di assistenza sociale, supportando oltre un miliardo di persone. Ma “la protezione sociale da sola non può sradicare la fame”: solo adeguati investimenti pubblici e privati in agricoltura, combinati con investimenti pubblici nella protezione sociale, potranno garantire una crescita economica inclusiva e un modo sostenibile per rompere il ciclo della povertà rurale”.

 

L’eredità di Expo 2015

Le celebrazioni ufficiali del World Food Day 2015 si terranno a Expo, alla presenza del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon e del Direttore Generale della FAO, Josè Graziano da Silva. Il momento centrale sarà la presentazione ufficiale al Segretario dell’ONU della Carta di Milano, il documento che sintetizza gli obiettivi dell’Esposizione Universale e al tempo stesso ne raccoglie l’eredità, nato dalle proposte discusse durante i tre incontri dell’Expo delle Idee da febbraio a maggio scorso. Un manifesto che coinvolge tutti – dai governi alle istituzioni locali, dalle aziende fino ai singoli cittadini – nella lotta alla malnutrizione e allo spreco. Chiunque può sottoscriverla, firmando sul sito carta.milano.it e dando il proprio contributo per rispondere a una delle maggiori sfide dell’umanità, il diritto al cibo per tutti. Ciascuno di noi, per esempio, può impegnarsi sul fronte degli sprechi domestici, consumando “solo le quantità di cibo sufficienti al fabbisogno”, assicurandosi che “il cibo sia consumato prima che deperisca, donato qualora in eccesso e conservato in modo tale che non si deteriori” ed evitando “lo spreco di acqua in tutte le attività quotidiane, domestiche e produttive”.


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