IL FRICO, GOLOSA SPECIALITÀ FRIULANA DALLE ANTICHE ORIGINI

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Frico friulanoIl frico è una preparazione tipicamente friulana, in particolare della Carnia, un territorio montano i cui comuni fanno parte della provincia di Udine.

Il nome originale era fricò con l’accento sull’ultima sillaba, nel ‘900 però la lingua italiana ha contaminato  il friulano stretto e ha spostato l’accento dalla o finale alla i.

Esistono due diverse versioni di frico, una più croccante composta solo da formaggio, solitamente Montasio, fritto in olio bollente tipicamente consumata in passato dai boscaioli e accompagnata da polenta fredda. Un pasto nutriente perfetto per chi faceva lavori pesanti al freddo delle montagne alpine. Probabilmente per prepararlo si utilizzava la crosta del formaggio, un modo per non sprecare importanti fonti di nutrimento.

Esiste poi una versione più morbida. In questo caso l’aspetto ricorda quello della frittata, ma non ci sono uova tra gli ingredienti. La ricetta tradizionale prevede l’utilizzo di Montasio a cubetti, patate, cipolle e burro o lardo. Ultimamente però nei ristoranti e anche alle sagre dedicate a questa specialità, è sempre più facile trovare anche la versione più delicata che non prevede l’utilizzo della cipolla. Nei ristoranti della zona è possibile trovare anche varianti che prevedono l’aggiunta di altri ingredienti come, ad esempio,  zucca o speck.

FricoIl frico è stato descritto per la prima volta intorno alla metà del XV secolo da Martino da Como, cuoco del Patriarca di Aquileia Lodovico Trevisan, nella sua opera De Arte Coquinaria.

La leggenda però vuole che quando Sant’Ermacora andò a predicare il vangelo ad Aquileia passò anche dai paesi della Carnia e quando il viandante chiese di essere ospitato da una famiglia del luogo gli fu offerta  solo una fettina di formaggio con un po’ di polenta. Il padrone di casa sembra che fosse dispiaciuto per la povertà del piatto. Così il santo viandante gli disse: “Provate a riporre un’altra volta il siero sul fuoco! E fatelo riscaldare: noi intanto pregheremo il Signore affinché ci esaudisca!”. Si narra che a questo punto, preoccupati per il risultato finale, aggiunsero acqua e aceto per ottenere un formaggio morbido e compensare la mancanza del caglio e che il santo benedì la caldaia. Si dice che il risultato fu eccezionale e che il frico nacque proprio in questo modo.

Un piatto semplice e gustoso facile da preparare anche a casa grattugiando le patate e facendole cuocere con Motasio e cipolla in una padella antiaderente unta con burro.

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