IL “MANIFESTO SOLIDALE” DI ALTROMERCATO PER TUTELARE IL MADE IN ITALY SOSTENIBILE

3 anno fa di in Buoni&Bravi Tagged: , , , , , , ,

Manifesto Solidale Italiano_AltromercatoValorizzare l’agroalimentare “di nicchia”, dare una spinta positiva alle filiere dirette e al km zero, incentivare produzioni rispettose dell’ambiente, garantire al consumatore acquisti d’eccellenza, tracciabili e a prezzi onesti. Sono gli obiettivi, ambiziosi, che si pone il Manifesto del Solidale Italiano lanciato ai primi di ottobre da Altromercato, l’organizzazione che da 25 anni opera per lo sviluppo di un’economia sostenibile nel mondo.

Nato nel 2011 con un piccolo numero di aziende sparse da nord a sud della Penisola, il progetto è destinato ora a crescere grazie alla partnership con tre soci d’eccezione: Slow Food, da sempre impegnata per salvaguardare i cibi “dimenticati” (italiani e non) dal rischio di estinzione, AIAB, l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, e il Gruppo Cooperativo CGM, la più grande rete di imprese sociali presente nella Penisola.

Un’intesa “virtuosa” che intende risollevare le sorti dei piccoli produttori locali, come realtà imprenditoriali a gestione familiare, poderi, botteghe artigiane, artefici di quel made in Italy che il mondo ci invidia, ma che ogni giorno sentono in maniera crescente la difficoltà di portare avanti il proprio lavoro: “La crisi del mondo rurale e artigianale oggi non investe solo agricoltori e allevatori del cosiddetto terzo mondo – si legge nel Manifesto –. Anche qui assistiamo ad una crescente difficoltà nel tenere in vita aziende contadine, imprese cooperative, laboratori di trasformazione. Anche in Italia vediamo, giorno dopo giorno, tantissime piccole aziende di buona qualità, ecologicamente e socialmente responsabili, schiacciate da costi impraticabili, da un credito inaccessibile, da politiche di sviluppo imprevidenti. Ciò rappresenta un danno enorme; per la nostra economia, per l’occupazione, per la coesione sociale, per il futuro delle nuove generazioni. Rappresenta un danno inestimabile anche sotto il profilo ambientale, per le risorse naturali abbandonate, per le occasioni mancate di tutela del paesaggio, per l’incuria del patrimonio nazionale”. Mettere fine anche ad una sola di queste attività vuol dire rinunciare a una parte importante del ricchissimo tessuto agroalimentare del nostro Paese.

Km zero_manifesto solidale italianoIl Manifesto intende agire su più fronti: applicare salari dignitosi per chi lavora e prezzi equi per chi acquista, incoraggiare metodi di coltivazione sostenibili, che non danneggino il territorio, garantire l’accesso al mercato delle imprese minori e, di conseguenza, dare un contributo tangibile per la crescita dell’occupazione. E poi promuovere il consumo di olio, pasta, conserve distribuiti dalle Botteghe del circuito, favorendo l’incontro diretto tra produttori e consumatori, per abbattere i costi intermedi e garantire la tracciabilità degli alimenti.

Se pensiamo che attualmente un italiano su tre (dati dell’Osservatorio Altromercato) si impegna in prima persona a seguire uno stile di vita sostenibile, scegliendo la filiera corta per risparmiare ed essere sicuro della provenienza di ciò che mette nel piatto, il progetto ha ottime possibilità di decollo. Ne è convinto Vittorio Rinaldi, Presidente di Altromercato: “Siamo riusciti a dare vita ad un’inedita alleanza che ci permetterà di realizzare un progetto forte, con prospettive di lungo termine, che auspichiamo possa essere di riferimento per il lavoro futuro e per l’imprenditoria italiana. Siamo convinti che le preziose esperienze maturate dal Commercio Equo e Solidale in 25 anni di storia possano essere utilmente impiegate anche al servizio di tutte quelle realtà produttive di qualità, ecologicamente e socialmente responsabili, che nel nostro Paese si trovano in difficoltà”.

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