IL PANINO TRA RITO E MITO

6 anno fa di in Notizie golose Tagged: , ,

In principio fu “panis ac perna”, letteralmente “pane con qualcosa in mezzo”, con cui gli antichi romani indicavano quello che è considerato il progenitore di tutti i panini. E su cui il famoso chef Pasquale Torrente ha sviluppato il progetto “pane e coccos” (pane e qualcosa), puntando sul recupero della più autentica tradizione italiana.

Baguette mit Schinken

Il panino è stato uno dei protagonisti indiscussi degli ultimi due millenni di storia dell’alimentazione. Da Leonardo a Lord Sandwich fino ai Simpson, passando per Mc Donald’s, inventore dell’hamburger, quello più venduto al mondo, il panino rappresenta la soluzione ideale per la merenda, ma frequentemente anche la soluzione per il pranzo o la cena, di un bambino come di un adulto da generazioni. Legato ai ricordi dell’infanzia così come alle scampagnate con gli amici o alle gite fuori porta, ma anche alla ricreazione scolastica, è, senza dubbio, uno dei pasti completi più diffusi in assoluto. Lo si trova praticamente dovunque.

La mostra “Tra i due, miti e riti del panino” promossa dall’ Accademia del Panino Giusto, nella sua sede a Milano, fino al 28 febbraio, ne ripercorre la storia raccontandola attraverso centinaia di documenti, film, immagini e oggetti. Il panino, infatti, è il protagonista di centinaia di film, cartoni animati, sketch teatrali ma anche musica. Valga per tutti la fortunata canzone “Felicità” di Al Bano e Romina Power.

Tutti i grandi scrittori, musicisti e artisti si sono confrontati con il panino, da Dalì ad Andy Wharol, da Charlie Chaplin a Walt Disney, da Nanni Moretti ad Alessandro Siani che lo ha inserito in una delle scene più esilaranti del suo Benvenuti al Sud. A Pinocchio piacevano quelli imburrati sopra e sotto, come a Lord Sandwich, inventore del famoso tramezzino, tradotto in italiano, nel periodo ostico agli anglicismi, con l’espressione “tra i due”, che dà anche il nome alla mostra.

panino giusto

Fellini preferiva le rosette con la mortadella; quasi immancabile nei film di Totò, cult quello in Pulp Fiction di Quentin Tarantino. Ma la pietra miliare della storia del cinema sul panino, racconto di un’epoca caratterizzata da estrema povertà, è il dialogo tra il Maresciallo Antonio Carotenuto -Vittorio De Sica e un contadino nella scena di apertura del film “Pane amore e fantasia”:

Maresciallo Antonio Carotenuto «Che te magni?»

Contadino: «Pane, marescià!»

Maresciallo: «E che ci metti dentro?»

Contadino: «Fantasia, marescià!!»

Senza parlare dei significati e delle tradizioni religiose. Famoso è quello del panino di Sant’Antonio che oggi come allora, nel giorno della festa liturgica, il 17 gennaio, spinge centinaia di devoti del Santo in tutt’ Italia a consegnare porta a porta, ma anche per le strade della città, un panino alle persone più bisognose o ai vicini di casa come simbolo. Quella del panino è una delle ritualità più internazionali, ma anche molto italiana. “Ci facciamo un Panino? Non è solo un modo di dire molto diffuso – affermano i curatori della mostra” – Alberto Capatti e Aldo Colonetti -“rappresenta anche un atteggiamento antropologico, come una sorta di intervallo tra un tempo e l’altro nella vita di tutti i giorni”.

Ogni città, paese e addirittura quartiere ha il “suo” panino, non inteso solo come la qualità di pane – anche quella, ovviamente – ma per il ripieno. E così se a Firenze spopola il panino “cu o Lampredotto”, i palermitani difficilmente rinunciano al “panino cu a meuza” (panino con la milza), a Napoli storicamente si mangiava il panino con la ricotta di fuscelle, a Roma c’è quello con la mortazza (mortadella) e a Milano il panino al prosciutto, preferibilmente cotto.  Mitico e ancora oggi uno tra i più apprezzati è il panino con la frittata.

La mostra ripercorre un secolo di storia del panino anche attraverso tante curiosità. Nel 1914, ad esempio, un soldato italiano riceveva e mangiava 700 grammi di pane al giorno. Un lusso per molte reclute. Oggi la razione quotidiana di un panino è di 60-70 grammi. Oppure le 150 varietà italiane, dalla michetta alla rosetta, da quello a olio al panino al burro, senza sale o con i cereali; da cocktail; tondo o schiacciato, a legna o cotto nel forno elettrico.

2 Responses to “IL PANINO TRA RITO E MITO”


[…] di Amalfi. Non si può andar via da Gragnano, infine, senza aver assaggiato il panuozzo, una lungo panino ripieno realizzato con pasta di pizza e cotto in forno a legna: una vera e propria prelibatezza […]

Calimero Bruno
5 giugno 2014 Rispondi

Ehi bell’articolo. Mi è piaciuto davvero, comincio a seguire il blog 🙂

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