LA DOLCE CASATELLA TREVIGIANA

5 anno fa di in La bottega alimentare Tagged: , , , , , , ,

Sui crostini, nelle insalate con ortaggi di stagione o con le verdure grigliate, all’interno di raffinati antipasti o di ricchi piatti unici, nei risotti e persino nei dolci: sono solo alcuni dei tanti modi in cui è possibile gustare la Casatella Trevigiana DOP. Casatella Trevigiana DOPDalla forma tonda, dal sapore dolce con una gradevole punta di acidità e dalla consistenza morbida, che si fonde al palato, questo formaggio fresco si presta ad essere impiegato nelle preparazioni più diverse.

Nella provincia di Treviso, dove viene prodotta da secoli, la Casatella è stata a lungo la merenda di contadini e pastori, che la mangiavano sulle fette di pane casareccio, tostate, strofinate con aglio e condite con un filo d’olio, oppure sui crostoni di polenta abbrustoliti sulla brace. Col tempo, invece, è diventata protagonista di numerosissime ricette: tagliata a dadini, è un ingrediente privilegiato delle insalatone estive, abbinata ai pomodorini rossi, al radicchio o alla rucola – che con il loro gusto leggermente amaro si sposano alla perfezione con la dolcezza del formaggio –, oppure a lattuga e uova sode, zucchine, peperoni e melanzane arrostite; è utilizzata come ripieno di deliziosi involtini con la bresaola o con lo speck, ottimi come aperitivo o stuzzichino, oppure per farcire tortelli e lasagne, quiche e torte salate; impanata con farina, uovo e pangrattato e poi fritta, rappresenta un golosissimo secondo piatto che mette d’accordo adulti e bambini; stemperata con un po’ di zucchero o miele e poi unita a marmellate e confetture, oppure alla frutta fresca a pezzetti, diventa uno squisito dessert al cucchiaio.

La sua delicatezza ha poi ispirato la creatività degli chef, che sul sito Casatella.it, gestito dal Consorzio di Tutela, propongono una serie di piatti ricercati: Herbert Hintner, del ristorante “Zur Rose” di Appiano (Bolzano), realizza ad esempio un risotto d’autore con ingredienti selezionati come lo Speck dell’Alto Adige IGP tagliato a cubetti e il Radicchio Rosso di Treviso IGP, Risotto con casatella trevigiana e radicchiomentre Alessandro Breda, chef del “Gellius” di Oderzo (Treviso), la utilizza “a tutto pasto”, per preparare un’insalata gourmet con Radicchio di Castelfranco IGP, carciofi scottati e sfoglie di pasta fresca, ravioli ripieni di formaggio e alici fresche, conditi con burro affumicato e, infine, un insolito gelato a base di Casatella servito con cioccolato bianco e liquirizia.

Abbinata a condimenti leggeri, grazie alla contenuta percentuale di grassi (compresa tra il 20 e il 24%) la Casatella è adatta anche nei regimi alimentari ipocalorici ed è altamente digeribile, perché costituita per il 50-60% da acqua.

 

Un formaggio “domestico”

I piccoli caseifici a gestione familiare che sorgevano accanto alle cascine e alle case coloniche nei dintorni di Treviso. È qui che ha avuto origine la Casatella, in una regione dalla forte tradizione casearia, dove sono nati altri formaggi d’eccellenza come l’Asiago, il Montasio e il “Bastardo” del Grappa (un ibrido tra l’Asiago pressato e quello d’allevo). Spesso era preparata direttamente nelle abitazioni dei contadini – e ciò spiega l’origine del nome, che non deriva quindi dal latino caseus, “formaggio”, bensì da casada, “casa” nel dialetto veneto –, nel solo periodo invernale – dal momento che non esistevano i frigoriferi, infatti, sarebbe stato impossibile conservare questo formaggio così delicato durante la stagione calda.

Con il passare degli anni e il sorgere di caseifici più grandi e dei moderni macchinari, la sua produzione – dal 2008 tutelata dal marchio DOP – si è estesa anche al resto dell’anno: oggi la Casatella è prodotta dai tredici caseifici riuniti nel Consorzio di Tutela, che utilizzano esclusivamente latte vaccino proveniente dalle razze Frisona, Pezzata Rossa e Bruna – tutte allevate nella provincia di Treviso –, caratterizzato da una flora microbica che conferisce al formaggio il peculiare gusto acidulo, impossibile da ottenere con altre tipologie di latte.

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