LA MELAGRANA. QUANDO STORIA, MITO E BENESSERE SI INCONTRANO

6 anno fa di in La bottega alimentare Tagged: ,

L’albero a cui tendevi la pargoletta mano… “, in Italia se conosciamo bene la melagrana lo dobbiamo ad una poesia, Pianto antico di Giosuè Carducci, una tra le più note agli italiani. Poi, però, ne consumiamo poche di melagrane nonostante il nostro Paese ne sia un gran produttore. Simbolo di longevità ed abbondanza, conosciuta sin dall’ antichità, è un frutto dai mille effetti benefici.

Sommerlicher Salat mit Mango und Granatapfel

Ricca di vitamine (A, C e del gruppo B) e di sali minerali come potassio, fosforo, sodio e ferro, la melagrana rinforza il sistema immunitario. Per questo è consigliabile consumarne tante in questo periodo (novembre), anche più di una al giorno, perché i suoi principi attivi ci proteggono come un vaccino dai malanni da freddo. Il basso contenuto calorico (circa 63 calorie per 100 grammi di frutto) rende la melagrana molto consigliata ai soggetti che soffrono di diabete o che seguono una dieta dimagrante.

Negli ultimi anni si è rivalutato il suo uso in cucina e non solo come frutto. E’ sempre più presente nelle insalate, ma non meno come ingrediente in primi piatti tra cui il delizioso risotto alla melagrana, o impiegata nella preparazione di secondi di carne, anche bianca come il pollo.

Breakfast Of YogurtE per preparare gustosissimi dolci e biscotti oltre che di sciroppi, yogurt, cocktail, marmellate, gelatine e sorbetti. Il succo ottenuto dalla premitura dei semi di questa bacca è un toccasana perché esalta la presenza di potenti antiossidanti, più del vino rosso e del tè verde, che contrastano i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare, ma anche diverse malattie tra cui i tumori. Agirebbe inoltre da barriera contro le cellule cancerogene nel tumore alla prostrata come rivela uno studio recente dell’Università del Wisconsin, negli Stati Uniti. Le melagrane svolgono anche una funzione protettiva sul cuore e sulle arterie, grazie alla forte presenza di flavonoidi, che fanno abbassare la pressione sanguigna e consentono di mantenere l’elasticità dei vasi sanguigni e prevenire le patologie cardiovascolari.

Originario dell’Asia Minore (Persia ed Afghanistan) il melograno e i suoi frutti giunsero in Europa grazie ai mercanti Fenici. Il nome deriva da “mela” perché ne ricorda la forma e il colore e “grana” per la consistenza interna dei semi, molto simili al mais.

Raffigurata fin dal terzo millennio a.C. su numerose tombe egizie, è considerata da millenni il simbolo della fertilità. Protagonista di innumerevoli storie e leggende, si racconta che il succo della melagrana fosse il sangue del dio Dioniso e che proprio in suo onore, Afrodite, dea dell’amore, lo piantò sulla terra. Proserpina, figlia di Cerere e Zeus, rimase per sempre legata a Plutone, proprio grazie alla melagrana, che rendeva inseparabile l’unione matrimoniale. Nel mondo greco questa pianta era sacra a Giunone, moglie di Giove, e a Venere, mentre le spose romane erano solite intrecciare tra i capelli rami di melograno, simbolo di fertilità e ricchezza. Anche nella simbologia cristiana, il melograno rispecchia la fecondità, l’umiltà, l’unione tra i figli della Chiesa. Non a caso i pittori del XV e XVI secolo come Piero della Francesca e Donatello, disegnavano spesso una melagrana nella mano di Gesù Bambino, con il significato della vita donataci da Cristo.

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