LA ZUPPA DI CASTAGNE, UN CLASSICO AUTUNNALE

4 anno fa di in Le ricette della nonna, Passione in cucina Tagged: , , , , , , , , ,

Zuppa di castagneEsistono piatti in grado di “rimetterci in pace con il mondo”, specialmente se gustati a cena, dopo un’intensa giornata di studio o lavoro. Le zuppe con le castagne sono uno di questi. Fumanti e buonissime, ideali nelle prime serate fredde dell’autunno, hanno un sapore particolare grazie alla dolcezza di questi frutti, che “ingentiliscono” anche il più importante degli ingredienti.

In passato erano immancabili sulle tavole dei nostri nonni: le castagne erano poco costose e venivano abbinate ai legumi, ai cereali o anche solo al pane bruscato, così con una spesa contenuta ci si assicurava un pasto caldo e nutriente.

Poi, col tempo e con l’arrivo di preparazioni più raffinate, sono state messe da parte per qualche decennio, fino a quando il web, grazie ai sempre più numerosi appassionati della cucina “di una volta”, ha ridato loro la giusta visibilità. Ecco alcuni spunti per abbinamenti semplici ma di sicuro effetto:

Con i fagioli

La zuppa di fagioli rossi e castagne è un piatto dalle origini contadine presente un po’ ovunque nel nostro Paese, soprattutto lungo le regioni appenniniche. La versione di base è preparata soltanto con le castagne e i fagioli, entrambi lessati in precedenza e poi insaporiti in un soffritto di olio, sedano, carota e cipolla, con l’aggiunta dell’acqua di cottura dei legumi. La ritroviamo anche in Sardegna, dove i pisu cun castanza sono invece arricchiti da erbe aromatiche (prezzemolo e alloro), lardo e pomodori secchi. Per tutto l’inverno, quando non sono più disponibili le castagne fresche, viene cucinata con quelle secche.

amicheincucina.blogspot.it

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Con i ceci

È una ricetta che arriva dalle cucine del viterbese, riportata dal blog 2 Amiche in Cucina: dopo aver lessato i ceci e le castagne separatamente, la cottura prosegue in un tegame con olio extravergine d’oliva, aglio e un rametto di rosmarino, che rende questa zuppa profumatissima. Per dare maggiore cremosità al piatto una parte dei ceci va frullata con un po’ d’acqua e unita agli altri ingredienti poco prima di spegnere la fiamma.

Fa parte anche della tradizione culinaria dell’Abruzzo, dove prevede l’aggiunta della salsa di pomodoro e viene consumata solitamente nel periodo natalizio.

Col farro

La minestra di farro e castagne è tipica delle tavole toscane: i due ingredienti vanno cotti insieme, in un soffritto di olio, rosmarino e pancetta a dadini, con del brodo di carne, che dona a questo piatto un gusto corposo e importante. Alcune varianti prevedono l’impiego dei fagioli borlotti.

Con le lenticchie

Il sito Corpodinapoli.it riporta la ricetta di questa antica zuppa preparata dalla Trattoria “La Campagnola” di Piazzetta Nilo, nel centro storico, e tratta da un ricettario del XVIII secolo. Tradizionalmente cucinata con le castagne “spezzate” (essiccate), è molto saporita grazie all’impiego della pancetta. La troviamo anche in Sicilia, arricchita da un gustoso battuto di rosmarino, salvia e lardo.

zuppa porcini e castagneCon i porcini

Questa zuppa unisce la delicatezza delle castagne al profumo e al sapore unico dei porcini. Ieri cibo dei contadini e dei boscaioli, oggi pietanza ricercata, va preparata facendo insaporire insieme le castagne lessate e i funghi, già trifolati, nel brodo vegetale, e poi servita con pane casereccio leggermente tostato. A piacere può essere arricchita ulteriormente con dello speck a listarelle, da cuocere insieme ai funghi.

Con i porri

Una preparazione povera ma davvero golosa, riportata dal sito dell’Accademia della Cucina Italiana, una fondazione che dal 1953 si occupa di salvaguardare la ricca tradizione gastronomica del Belpaese. Le castagne, lessate, spellate e insaporite in un soffritto di olio, burro, porri, sedano, prezzemolo e aglio, vanno ridotte in purea, cotte ancora con l’aggiunta di latte o brodo e servite su crostini di pane fritti.

Alla valdostana

Non è diffusa soltanto in Valle d’Aosta, ma anche in Piemonte e in tutto l’arco alpino: qui il riso (l’altro protagonista di questa zuppa oltre alle castagne) era presente in ogni casa e arrivava dalle risaie del vercellese; le famiglie contadine lo acquistavano barattandolo con il formaggio che producevano nelle loro abitazioni. La zuppa valdostana ha un sapore molto delicato: le castagne vengono lessate in acqua e latte, poi quando diventano morbide si unisce il riso e, poco prima di terminare la cottura, del burro per mantecare.

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