L’ARTE DI FOTOGRAFARE IL CIBO

3 anno fa di in Cucina 2.0, Passione in cucina Tagged: , , , , , , , ,

food photographyScattare una foto a una pietanza e renderla appetibile, suscitando in chi la guarda l’irrefrenabile desiderio di assaggiarla. Si chiama Food Photography ed è un genere fotografico che consiste nell’immortalare cibi, dolci e bevande, a scopo pubblicitario o artistico.

Per molti è una professione e non ha nulla in comune con la tendenza amatoriale di fotografare le proprie creazioni culinarie, con la fotocamera digitale o più spesso con lo smartphone, e “postarle” su Facebook, Twitter, Google+, Instagram o Pinterest, per ricevere commenti e like da amici e follower.

Dietro le coloratissime e invitanti immagini che troviamo su libri e riviste di cucina, sui cartelloni pubblicitari e i siti specializzati, si cela la mano esperta di un food photographer, un professionista che ha unito la passione per la gastronomia a quella per le foto e le ha trasformate nel proprio lavoro. In una foto che faccia venire l’acquolina in bocca nessun elemento va lasciato al caso: dal tavolo sul quale viene appoggiato il piatto al contesto – paesaggi, ambienti domestici – in cui le pietanze sono inserite, dagli elementi di contorno e riempimento – che impreziosiscono e arricchiscono il risultato finale – all’illuminazione, fino alla scelta di colori che siano in armonia tra loro, ogni dettaglio è importante per uno scatto perfetto.

L’arte della Food Photography

La Food Photography può essere considerata un sottogenere dello Still life, la raffigurazione pittorica di oggetti inanimati – le cosiddette “nature morte”, sul quale sono impressi fiori ma soprattutto frutta, ortaggi, selvaggina, cibo insomma. L’arte di fotografare gli alimenti nacque nei primi decenni dell’Ottocento, poco dopo l’avvento della fotografia stessa: nel 1827 il fotografo francese Joseph Nicéphore Niépce immortalò un tavolo imbandito, mentre nel 1846 l’inglese William Fox Henry Talbot pubblicò The pencil of nature, un volume fotografico contenente raffigurazioni di frutta corredate da brevi didascalie.

Sul webfood photo

Sono sempre più numerosi i siti che parlano di food&beverage attraverso le foto. In Italia il più noto è senza dubbio Scattidigusto, un magazine che racconta l’enogastronomia attraverso le foto, del Gruppo Dissapore Media, editore specializzato nell’informazione sul food online che dal 2009 edita due siti di successo – Dissapore e Intravino – che proprio nell’arte di immortalare il cibo hanno il loro punto di forza. A questi nel tempo si sono aggiunti Spigoloso, Scattidigusto e Paperogiallo, il blog di Stefano Bonilli, inventore del Gambero Rosso e precursore dell’editoria enogastronomica italiana.

La food photography è un pilastro della comunicazione sul food online. Tanto che Pinterest ha dedicato una sezione intera al cibo dove, tra foto e ricette di amatori, si trovano le foto dei migliori fotografi internazionali. Un altro social network molto noto nel settore è Food gawker.

La pioniera della food photography moderna nel nostro Paese è stata senza dubbio la giornalista e fotografa, poi foodblogger, Sigrid Verbert, che nel 2005 ha lanciato Il Cavoletto di Bruxelles, oggi diventato un blog tematico di Grazia.it.

Pasta & Co. in uno scatto d’autore

Sempre più spesso oggetto di foto d’autore, nella Penisola il cibo in tutte le sue espressioni è protagonista di varie mostre dedicate alla Food Photography. Ecco i prossimi appuntamenti da non perdere per gli amanti del genere: è stata inaugurata il 9 maggio e resterà aperta fino al 13 giugno, nella Pomo Galerie di Milano, Soup of Flies, una serie di scatti surreali realizzati da giovani artisti italiani e stranieri; sotto i Portici del Grano di Parma, invece, fino al 30 maggio è in corso la mostra del Festival International de la Photographie Culinaire, una selezione di trenta opere prese in prestito dalla famosa competizione fotografica che da cinque anni si svolge sullo sfondo della Ville Lumière, in cui pesce, pasta, uova, frutta e cibi di strada diventano autentici capolavori da ammirare.

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