LE ARACHIDI, FRUTTA SECCA O LEGUMI?

1 anno fa di in La bottega alimentare, Mangiare sano Tagged: , , , , , ,

semi di arachide

Conosciute come “noccioline americane” – perché originarie del Sud America –, un po’ meno come “spagnolette” e “ceci di terra”, sono da sempre associate all’aperitivo: immancabili sui banconi dei bar, accanto a patatine, salatini e olive, quelle salate accompagnano Spritz, bitter e cocktail alcolici e analcolici. Le arachidi, comunemente considerate frutta secca, con mandorle, noci e nocciole condividono la consistenza croccante, oltre all’elevato contenuto d’olio e alla presenza di sostanze benefiche per l’organismo, come la vitamina E e gli antiossidanti. Appartengono, invece, alla famiglia dei legumi, anche se, al contrario di fagioli, lenticchie e piselli, non sono protagoniste di zuppe e minestre ma si mangiano essiccate o tostate, come spuntino o ‘spezzafame’.

In cucina sono un ingrediente versatile, che si presta a tante preparazioni dolci e salate. Pestate nel mortaio con olio extravergine e acciughe, le arachidi si trasformano in una saporita crema, ideale per condire trofie o bavette; possono poi essere utilizzate al posto delle mandorle nel pesto tradizionale di basilico o in quello di rucola, o ancora aggiunte come tocco finale alla pasta – spaghetti o linguine – condita con panna o con crema di formaggio. Sono ottime per rendere più particolari le insalate, abbinate a lattuga e scaglie di grana, avocado e gamberetti o, come suggerisce la giornalista Jeanne Perego sul suo blog Insalatamente.com – a feta, mela verde e barbabietola. Oppure per insaporire i bocconcini di maiale o pollo saltati in padella, una ricetta diffusa in Tailandia, Cina e in altri Paesi orientali, dove la carne viene cotta con l’aggiunta delle tipiche salse locali, come quella di soia e di pesce. Naturalmente sono indicate anche per preparare sfiziosi stuzzichini e antipasti: è possibile salarle facilmente in casa, scaldandole per qualche minuto in una padella senza condimenti e poi passandole subito nel sale fino oppure – per chi ama i sapori forti – nella paprika.

Le noccioline americane sono buonissime pure in versione dolce, pralinate o caramellate – come vengono vendute di solito alle sagre e alle feste patronali dagli ambulanti –, o ancora mescolate sul fuoco con miele, mandorle, uvetta e riso soffiato, per realizzare barrette energetiche e golosissime che piaceranno ad adulti e bambini.

Burro di arachidiDal burro all’olio

Dalle arachidi, tostate, macinate ed emulsionate con miele, zucchero e olio si ottiene il celebre burro, amatissimo dagli americani – come si vede nei telefilm e nelle sitcom –, che in un anno arrivano a consumarne un chilo e mezzo a testa! Negli Stati Uniti viene consumato in ogni momento della giornata, dalla colazione – nel sandwich assieme alla marmellata – alla merenda, sui muffin, nelle torte, persino sulla frutta fresca. I semi dell’Arachis hypogaea sono impiegati pure per ricavare un olio vegetale particolarmente indicato per la frittura, perché ha un punto di fumo elevato.

 

Una fonte di antiossidanti

Considerate un alimento molto calorico – in 100 grammi di arachidi ci sono 585 calorie, una quantità comunque inferiore a quella delle noci, che a parità di peso ne forniscono 628 –, le noccioline americane sono però anche una fonte di sostanze salutari per l’organismo. Racchiudono vitamina E, che protegge le cellule dall’invecchiamento e svolge un’azione antiossidante sul cervello, la vista e la pelle; acido oleico, un grasso insaturo contenuto nell’olio extravergine, che abbassa il colesterolo cattivo e ha una funzione vaso-dilatatoria, e resveratrolo – il prezioso antiossidante associato al vino rosso –, che protegge il sistema cardiovascolare. Al pari della soia, poi, contengono genisteina, un isoflavone che si rivela particolarmente utile per le donne, per contrastare i disturbi della menopausa.

Origini brasiliane

Originarie del Brasile, le arachidi giunsero in Europa nella seconda metà del Cinquecento grazie a Ferdinando Magellano e per molto tempo furono utilizzate esclusivamente come foraggio per il bestiame. Gli europei diedero alla pianta il nome di Arachis, dal greco arachos, che significa “sorta di legume”. In Italia la coltivazione delle noccioline cominciò a diffondersi dalla fine dell’Ottocento e raggiunse l’apice nel secondo dopoguerra, per poi diminuire progressivamente. Oggi è limitata solo alle campagne del Veneto e le arachidi che troviamo nei supermercati della Penisola arrivano prevalentemente dall’Africa e dal Sud America.

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