LE GHIOTTONERIE DELLA TAVOLA CALDA CATANESE

2 anno fa di in Street food Tagged: , , , , , , , ,

Se l’arancina è e resta lo street food catanese per eccellenza, la Città etnea vanta una tradizione secolare per la cosiddetta “Tavola calda”. Cipolline, sfinci, cartocciate, bombe e bolognesi, golosissimi cibi di strada che le rosticcerie e i bar della città vendono a qualsiasi ora del giorno, invadendo le strade con un profumo intenso.

La Tavola calda è un vero richiamo per i turisti – visto anche il costo decisamente abbordabile –, che tra una passeggiata e l’altra possono gustare i vari pezzi comodamente in piedi. Per i catanesi, invece, è una ‘voglia’ inarrestabile da soddisfare in qualsiasi momento della giornata, non soltanto a pranzo o a cena, ma persino a colazione, insieme al caffè, o nello ‘spuntino’ di metà mattinata.

E così un viaggio di piacere così come uno di lavoro, o semplicemente un weekend in Città – per visitare il centro storico con gli edifici barocchi, Patrimonio dell’Umanità Unesco, la parte antica, con i resti del teatro romano e delle terme, le spiagge di sabbia dorata che si affacciano sullo Ionio – si trasforma sempre anche in una food experience.

Ognuna delle specialità della tradizione rosticciera catanese è espressione di storia, non solo della cucina, di cultura, di usanze popolari. Cartocciate e cipolline, così come le arancine si trovano in ogni bar, gastronomia ma anche in salumerie e oggi nei banchi del fresco della Distribuzione organizzata. I più noti sono situati lungo la via Etnea, in piazza del Duomo, nei vicoli dello storico mercato, ma anche nei pressi del porto.

Le cipolline  

www.tripadvisor.it

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Fagottini di pasta sfoglia ripieni di prosciutto cotto, fiordilatte e abbondanti cipolle bianche, tagliate a fettine e stufate in padella con olio extravergine e salsa di pomodoro. Le cipolline sono uno street food economico e golosissimo, semplice da preparare anche a casa e ideale per una festa o un aperitivo. Se l’ingrediente che le caratterizza è la cipolla, quello segreto – la cui ricetta è custodita gelosamente dalle rosticcerie – in realtà è l’impasto, più alto e soffice della pasta sfoglia tradizionale.

Simile alla cipollina è il paté – che non ha nulla a che fare con la crema spalmabile a base di fegato d’oca o di olive –, un grosso fagotto di pasta sfoglia friabilissima con un cuore di prosciutto, formaggio e sugo di pomodoro.

Le cartocciate

blog.lasicilia.it

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Arrotolate oppure ripiegate a forma di calzone, le cartocciate sono fagotti di pasta da pane arricchita da zucchero e strutto, che le rende morbidissime. Tradizionalmente vengono farcite con pomodoro fresco, origano e caciocavallo o con prosciutto cotto, mozzarella e olive nere in salamoia, ma oggi le rosticcerie le propongono in mille modi, con melanzane fritte e provola, funghi e besciamella, spinaci e formaggio.

Le bombe fritte

Bombe fritteImpastate con farina, lievito, acqua tiepida, zucchero, olio di oliva e patate lesse e schiacciate, le bombe sono soffici pallottole tonde fritte in abbondante olio di semi, da mangiare caldissime. Le rosticcerie le servono così come sono oppure farcite con prosciutto e formaggio. La bomba per eccellenza è fritta, ma non mancano i locali che propongono anche la variante più leggera al forno.

Le bolognesi

www.pinterest.com

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Sono piccoli scrigni di pasta da pane ricoperti da un coperchio di pasta sfoglia, che all’interno racchiudono un succulento ripieno di ragù alla bolognese, da cui il nome.

Gli sfinci

lestoriedellarcobaleno.blogspot.com

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Diffusi pure con l’appellativo di crispelle, gli sfinci catanesi non vanno confusi con lo sfincione palermitano (la focaccia condita con sugo di pomodoro, acciughe, caciocavallo e cipolle): sono frittelle dalla forma allungata o tonda che al centro racchiudono un’acciuga salata o un cucchiaino di ricotta di pecora. Con la ricetta di Palermo condividono l’etimologia, dal latino spongia (“spugna”), che allude alla consistenza porosa della pasta, o dall’arabo sfang, che significa appunto “frittella”.

Le cipollate

saporisolani.blogspot.com

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Non rientrano tra le pietanze da tavola calda, ma sono tra i punti forti della gastronomia catanese. Le cipollate sono involtini di pancetta fresca che avvolgono un cipollotto e una strisciolina di primo sale (pecorino meno stagionato, dal sapore più delicato), appena scottati sulla brace. I catanesi le mangiano durante le grigliate in compagnia, ma anche a casa, cuocendole in forno o sulla griglia.

La ricetta delle cipolline

Ingredienti per 6 persone

Un rotolo di pasta sfoglia
4-5 cipolle
2-3 cucchiai di passata di pomodoro
200 gr di fiordilatte
200 g di prosciutto cotto
Sale e pepe q.b.
Olio extravergine d’oliva

Procedimento

Tagliate le cipolle a fette sottili e fatele appassire in un tegame con l’olio, unite la passata di pomodoro, il sale e il pepe e fate cuocere per una decina di minuti, aggiungendo un goccio d’acqua se necessario, poi lasciatele raffreddare. Tagliate il fiordilatte a cubetti e il prosciutto a striscioline.
Prendete il rotolo di pasta sfoglia e ritagliate dei quadrati di circa 20/25 cm per lato. Mettete al centro di ciascun quadrato un cucchiaino di cipolle, qualche pezzetto di fiordilatte e di prosciutto. Richiudete gli angoli formando un fagottino; spennellate le cipolline con olio d’oliva, riponetele su una teglia rivestita di carta da forno e infornatele per 10-15 minuti a 200 gradi.

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