LE ORIGINI DELLA CUCINA (II PARTE)

6 anno fa di in Storie&Racconti Tagged: , ,

di Giuseppe Rovera – Presidente ANSISA e Giovanni Orlando – Specialisti in Scienza dell’Alimentazione.

Tutto cambiò quando una parte dei Greci d’Oriente si trasferì in Occidente. Da allora, i Greci della Madre Patria, li chiamarono i fratelli della Hellenes Esperas, della Grecia dove tramonta il sole. Qui, in Occidente, gli ellenici trovarono tutto ciò che poteva essere utile per sviluppare, sia una agricoltura eccellente in qualità che in quantità, che la zootecnia, sempre ad alto livello. Ciò volle dire sviluppo del commercio con tutte le popolazioni del mediterraneo allora conosciute, ma anche disponibilità di tempo che venne investito in cultura, a 360°, riportando successi dei quali ancor oggi non possiamo fare a meno. Elenchiamo solo alcuni di coloro che furono il frutto di tale opportunità: Pitagora, Archimede, Archita, Filolao, Icco. L’alimentazione, a sua volta, si trasformò da sussistenza in arte portando alla ribalta gastronomi dei quali ancor oggi se ne ricorda il nome: Archestrato di Gela, autore del trattato in versi Hedypàtheia, Mithekos, e poi Lamprias, i due Eraclide di Siracusa, Dimbrone altro siculo, il dietologo Acrone di Agrigento, Glauco di Locri, Erasistrete ed Egesippo di Taranto, fino ad un Archita di Taranto ed il dietologo Filolao anch’egli di Taranto.

foto storia della cucinaE a dimostrazione di quanto fossero avanti in genio e cultura ieri, come oggi, i dietologi non si limitavano a dare indicazioni specifiche o generiche alla popolazione ma seguivano, da medici, coloro che ne avessero avuto bisogno. Non per nulla gli atleti olimpici avevano un loro dietologo. Icco, ad esempio, oltre ad essere medico era anche un campione olimpico e seguiva una dieta parca e vegetariana. Al contrario “L’Atleta”, i cui resti sono presenti presso il Museo Archeologico di Taranto, aveva una sua dieta iperproteica, documentata scientificamente. Per quanto riguarda gli alimenti, tra i tanti, il sale che si produceva a Taranto era reputato di altissimo livello terapeutico, il migliore in assoluto dell’intero mondo conosciuto e raccomandato anche per l’aromatico gusto. Anche questo tecnicamente e scientificamente dimostrabile, visto la composizione del particolare mare dal quale si traevano le acque che servivano le saline. Ma si è andati ben oltre, prova ne sia che i medici, come Filolao, avevano già posto un connessione alimentazione e psiche giungendo a toccare branche mediche plurispecialistiche rinate ufficialmente solo a partire dagli anni ’80 sotto il nome di terapia cognitivo-comportamentale. Filolao enunciava: Mangia un po’ di tutto ma mangia senza saziarti. Mangia prima la verdura e la frutta,  poi il latte, i formaggi e la carne: così ne trarrai maggior beneficio. Mastica bene i cibi. Mangia a ore fisse. Mentre mangi, sta’ comodo. Quando sei turbato, adirato o angosciato, non mettere cibo in bocca.”

Tra i dietologi, va menzionato Egesippo di Taranto tra l’altro medico dello sport, codificatore di ricette sì, ma soprattutto di regimi alimentari.

Ma se questa era la scienza dell’Alimentazione al servizio della salute e dello Sport, la bravura e l’arte dei gastronomi puri si estese ben oltre i confini della Polis se, come i documenti affermano, si proponevano gare tra i migliori maestri di ogni città-stato di quel territorio ora definito come “Magna Grecia” soprattutto tra Taranto, Siracusa e Sibari. Concludendo questo piccolo acquerello vorrei ricordare il disappunto di Platone che, visitando Taranto, si lamentò poiché nella Polis si facevano tre pasti al giorno: colazione (akràtisma), pranzo (àriston) e cena (déipnon).

 

Autori

Giuseppe Rovera

Medico, Presidente dell’ ANSISA (Associazione Nazionale degli Specialisti in Scienza dell’Alimentazione

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Giovanni Orlando

Medico, Specialista in Scienza dell’Alimentazione, associato ANSISA

 

ansisa

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