LO SCRIGNO DEI SEMI PER SALVARE GLI ORTAGGI ITALIANI DIMENTICATI

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scrigno semi coldiretti

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Il cetriolo ‘tortarello’ abruzzese, il peperone ‘sigaretta’ di Bergamo e la melanzana violetta di Firenze. Sono alcuni dei tesori racchiusi nello “Scrigno dei semi” che la Coldiretti ha distribuito gratuitamente ai visitatori di Expo durante la Giornata della biodiversità, all’interno del suo padiglione “No farmers No party”. Una piccola e preziosa scatola contenente dieci ortaggi ‘dimenticati’, testimoni dell’eccezionale varietà agricola italiana, che col tempo sono quasi scomparsi dal mercato e sostituiti da tipologie più produttive.

Nel secolo scorso il nostro Paese vantava 8.000 specie di frutta e verdura; oggi ne sono rimaste appena 2.000 e di queste ben 1.500 rischiano di estinguersi. Per questo la Federazione dei Coltivatori Diretti ha incaricato gli agricoltori – ma anche tutti coloro che hanno un piccolo orto in giardino o sul terrazzo – di ‘riportare in vita’ alcune varietà ormai poco diffuse, per valorizzare le piccole produzioni d’eccellenza della Penisola e farle conoscere alle giovani generazioni.

Per aiutarli in questo compito, Coldiretti – in collaborazione con la start-up Grow the Planet – ha attivato il portale Lo scrigno dei semi, contenente consigli e indicazioni per far crescere il proprio orto sostenibile con i dieci semi contenuti nello scrigno. Ecco quali sono:

www.sgaravatti.net

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Cetriolo tortarello abruzzese

Più piccolo e digeribile del comune cetriolo, il tortariello è coltivato in Abruzzo – nella provincia di Chieti e nella Valle del Trigno – e nel vicino Molise. Depurativo e rinfrescante, nel centro Italia viene consumato solitamente in insalata, con i pomodori, condito soltanto con olio extravergine d’oliva e un pizzico di sale oppure con l’aggiunta di aglio, cipolla, origano o sedano.

Spinacio riccio d’Asti

Chiamato così per le foglie arricciate, più saporite e carnose delle varietà comuni, è uno spinacio particolarmente ricco di vitamine (A, C, E, K e del gruppo B) e sali minerali come ferro e rame.

Melanzana violetta di Firenze

Melanzana violetta di Firenze

Conosciuta pure come tonda di Firenze, la melanzana violetta è apprezzata per la sua polpa tenera e compatta, con pochissimi semi. Ha un sapore molto delicato e, a differenza delle altre varietà, è priva del caratteristico retrogusto amaro. Grazie alla sua forma è l’ideale da cucinare ripiena.

Peperone sigaretta di Bergamo

È un peperoncino dolce dalla forma stretta e allungata, molto produttivo, che quando arriva alla maturazione completa diventa di un bel color rosso brillante. Nella bergamasca viene utilizzato crudo nelle insalate, ma soprattutto nella preparazione di sott’oli e sottaceti.

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Catalogna puntarella di Galatina

Questa varietà di cicoria coltivata nel sud della Puglia si caratterizza per il cuore centrale molto tenero, adatto a essere mangiato crudo, in insalata o in pinzimonio. Le foglie sono invece ottime saltate in padella o lessate e condite con olio e sale.

Broccolo calabrese natalino

È un broccolo precoce compatto e gustoso, raccolto tra novembre e dicembre. Nelle cucine calabresi viene “affogato”, ovvero cotto in padella con il suo stesso liquido, olio e peperoncino, utilizzato per condire la pasta – insieme a provola e acciughe – o per preparare sfiziose frittelle.

cicoria mantovana

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Cicoria mantovana

Nell’aspetto più simile alla lattuga che alla cicoria, la mantovana – chiamata anche ‘cappotta’ o ‘bianca a palla’ – si caratterizza per le foglie larghe e tondeggianti di color biondo chiaro, che formano un cappuccio compatto. Croccante e delicata, è ottima da mangiare cruda in insalata.

Cipolla di Bassano

Coltivata sin dal XIV secolo dagli ortolani di Bassano del Grappa, oggi è una produzione di eccellenza del vicentino, coltivata anche nei comuni di Rosà e Cassola. È una varietà di cipolla dal singolare colore rosa, dal sapore dolce, consumata cruda nelle insalate ma anche lessa, fritta e sott’olio.

Pomodori costolutiPomodoro pantano romanesco

Un’antica varietà di pomodoro da insalata, dalla forma costoluta e dal sapore pieno e corposo. Ha proprietà rinfrescanti ed è ricco di vitamine e sali minerali.

Bietola barese

Detta anche ‘vernina’ perché coltivata durante i mesi freddi, è caratterizzata da foglie e coste molto carnose. La bietola barese è buonissima passata in padella – dopo averla lessata per qualche minuto – con olio extravergine, olive verdi e uno spicchio d’aglio.

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