MEDITERRANEA: LA DIETA POPOLARE

4 anno fa di in Mangiare sano, Notizie golose Tagged: , , , , , , , , , , , , ,

Da qualche tempo è diventata una delle tendenze gourmet internazionali, che ha conquistato anche gli chef stellati. Ma la Dieta Mediterranea è, da sempre, un regime alimentare popolare, fatto di cibi e pietanze alla portata di tutti, facilmente reperibili in tutti i Paesi del Mediterraneo: cereali, olio d’oliva, frutta, ortaggi e verdure, latticini, pesce. Domenica 16 novembre in diverse città, non solo italiane, si è celebrata la Giornata Mondiale della Dieta Mediterranea, per ricordarne la valenza alimentare, innanzitutto, ma anche sociale e culturale.

Ancel e Margaret Keys l’hanno teorizzata nel 1951 dopo aver condotto studi sull’alimentazione di tre Paesi europei (Spagna, Italia e Grecia) e uno africano (Marocco), mettendo a punto un modello nutrizionale innovativo ma che affondava le radici nella cultura alimentare contadina del Cilento, dopo essere approdati a Napoli al seguito delle truppe alleate, per studiare gli effetti della Razione K che avevano messo a punto per l’esercito Statunitense.

Italian food ingredientsI pilastri sono la Pasta, innanzitutto, e altri prodotti della trasformazione di cereali, come il pane, rigorosamente consumati con le verdure e gli ortaggi più diffusi come le patate, zucca e zucchine, broccoli o carote. E poi i legumi a zuppa o con la pasta. La famosa pasta e fagioli o pasta e piselli (ma anche il riso) sono due dei capisaldi della Dieta Mediterranea. E, ancora, i latticini: a mozzarella, il fior di latte, la ricotta. Infine il pesce azzurro, di cui il Mar Mediterraneo ne è gran dispensatore. Infine il vero elisir di lunga vita: l’olio extravergine di oliva, ingrediente trasversale ad ogni piatto, ad ogni preparazione, anche la più semplice come il pane, sale e olio, la merenda dei contadini.

I coniugi Keys, dopo sette anni di studi e ricerche sull’alimentazione dei Paesi del Mediterraneo scoprirono che era l’alimentazione il segreto del benessere e della longevità, coniugate alle caratteristiche del territorio ma anche di vita sociale.

Istituita nel 2010, quando la Dieta mediterranea è diventata Patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco, la Giornata è stata celebrata in diverse città italiane con convegni, iniziative e – ovviamente – degustazioni. Gli eventi principali sono stati organizzati a Bologna, a Imperia, nella Riviera ligure, una delle capitali dell’olio extravergine di oliva e a Napoli. “A quattro anni dal riconoscimento della Dieta Mediterranea come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità, si può parlare di “Effetto Unesco” – ha affermato l’antropologo Marino Niola, contributor del Gruppo L’Espresso e La Repubblica – sui temi della sana alimentazione“, aprendo il Seminario Internazionale su “La dieta Mediterranea. Prodotti, Narrazioni, Salute”, che si è tenuto all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

A Bologna dal 14 al 16 novembre il regime alimentare messo a punto da Ancel e Margaret Keys è stato al centro delle “Giornate della Dieta Mediterranea” che hanno visto il susseguirsi di incontri, degustazioni cooking show e l’esposizione di prodotti provenienti dal Cilento, ma anche laboratori dedicati alle famiglie e ai bambini per apprendere le basi del consumo consapevole dei prodotti ittici e la produzione di differenti tipi di pane.“La Dieta Mediterranea – è emerso dal convegno di Bologna – rappresenta un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola e in particolare, il consumo di cibo, sempre nel rispetto delle tradizioni di ogni comunità”.

Dal convegno di Imperia è emerso un dato importante. Gli italiani mangiano prevalentemente alimenti caratteristici della Dieta Mediterranea, acquistandoli al supermercato, tanto che il “brand” dieta mediterranea nella Gdo (la Grande Distribuzione Organizzata) vale 35 miliardi di Euro. “L’importanza della Gdo per la Dieta Mediterranea in cifre si traduce in 34,6 miliardi di euro – affermano Federica Ceccotti, dell’Università Sapienza di Roma, ed Edoardo Fornari, dell’Università di Parma- quasi il 46% del totale delle vendite e ben il 60% del settore food e beverage venduto. Cifre importanti, che non hanno subìto ripercussioni nonostante la flessione generalizzata della distribuzione moderna“.

Due mesi fa, nel settembre scorso, anche Padova aveva ospitato le Giornate sulla Dieta Mediterranea da cui erano emersi suggerimenti concreti su come fare della Dieta Mediterranea uno stile di vita.

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