ORZOTTO, IL RISOTTO DI ORZO

5 anno fa di in Passione in cucina Tagged: , , , , , , , , , ,

orzotto con piselli“Lasciate fondere il burro in un tegame, unite la cipolla tagliata finemente, poi aggiungete il riso e fatelo tostare, bagnatelo con il vino bianco e infine con il brodo, mescolando in continuazione…”.

Avrete sicuramente riconosciuto, in questi pochi ma fondamentali passaggi, il procedimento di base per un ottimo risotto, tra i primi piatti simbolo della cucina italiana. Se si sostituisce l’orzo al riso si ottiene l’orzotto. Non è un gioco di parole ma una nuova pietanza che sta conquistando un numero crescente di appassionati e kitchen addicted pronti a sperimentare ricette inedite e, ovviamente, i foodblogger, che ne stanno facendo il nuovo fenomeno del web, postando procedimento e consigli su blog e portali di cucina.

Va cucinato proprio come il “fratello maggiore”, facendo insaporire aglio o cipolla in una pentola con il condimento (olio extravergine d’oliva o burro, a seconda dei gusti), tostando l’orzo per qualche minuto, sfumando con il vino e proseguendo la cottura con del brodo caldo; dopo 20-25 minuti al massimo l’orzotto sarà pronto e potrà essere mantecato con burro e Parmigiano Reggiano grattugiato oppure, per un risultato più leggero, servito semplicemente con una spolverata di prezzemolo tritato o del pepe nero macinato.

Per l’orzotto è preferibile scegliere l’orzo perlato – sottoposto a un processo di raffinazione durante il quale viene eliminata la parte più esterna –, che cuoce in tempi brevi e non necessita di ammollo; sia quello integrale che decorticato (detto anche “mondo”), ovvero raffinato solo parzialmente, richiedono invece un ammollo di 10-12 ore e soprattutto una cottura di almeno 45 minuti e non si prestano quindi alla realizzazione di questo piatto, ma dopo essere stati lessati possono essere impiegati per arricchire zuppe, insalate miste, verdure saltate e polpette vegetariane.

 

Qualche idea sfiziosa dal web

Orzotto con funghiSe volete cimentarvi con la preparazione dell’orzotto e siete indecisi sui condimenti, potete ispirarvi a quelli impiegati tradizionalmente per il risotto, come carne macinata e funghi, salsiccia e piselli, ortaggi, formaggi, provola e prosciutto cotto, gamberi e zucchine.

In rete sono tantissime le idee da cui prendere spunto: Sonia Peronaci, ad esempio, sul suo seguitissimo blog Giallozafferano.it  ne propone diverse, cucinando orzotti a base di zucca, zucchine (in entrambi i casi con i fiori) e pure con una raffinata crema di capesante.

Salutare e gustosa, invece, la variante suggerita dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) sul sito fondoambiente.it, che abbina l’orzo al radicchio e manteca il piatto con olio e Grana Padano grattugiato grossolanamente. E, ancora, Slow Food riporta la ricetta – con asparagi e zafferano – di Felice e Norma Sozzi, che a Palazzago (Bergamo) gestiscono l’Osteria Burligo, utilizzando solo prodotti a km zero.

 

Le origini ad alta quota

Sembra che il primo orzotto sia stato preparato nella cucina del Rifugio Chierego di Brenzone (comune di 2500 abitanti a 46 km da Verona), un ricovero costruito sul Monte Baldo, a 1910 metri, e gestito dal Club Alpino Italiano: ad alta quota, infatti, il riso richiede tempi di cottura troppo lunghi e proprio per ovviare a tale inconveniente qualcuno ha avuto la felice intuizione di sostituirlo con l’orzo, dando vita alla saporita alternativa.

Al di là di questa curiosa spiegazione sulla sua origine, il successo della pietanza è un dato di fatto: sono in aumento gli italiani che amano alternare i cereali più comuni – frumento e riso – con avena, farro, grano saraceno, orzo, per il piacere di assaggiare cibi nuovi, ma anche per variare la dieta di ogni giorno e fare il pieno di sostanze preziose per l’organismo.

L’orzo in particolare, con l’avena è il cereale con il più basso indice glicemico ed è ricco di fibre; contiene poi vitamine (A, E e del gruppo B), sali minerali (potassio, magnesio, zinco, fosforo) e tocotrienolo, una sostanza in grado di contrastare la formazione del colesterolo cattivo. Grazie alla presenza dell’acido silicico, inoltre, aiuta a rafforzare unghie e capelli.

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