SLOW FISH 2015, CAMBIARE IL CONSUMO ITTICO PER SALVARE IL MARE

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slow fish 2015

Mangiare pesce fresco fa bene. Farlo spesso ancora di più. Acquistarlo direttamente dai pescatori o verificandone la provenienza fa bene anche all’ambiente. E gli italiani lo hanno capito. Dati alla mano il 2014 ha registrato un aumento del consumo di pesce fresco – in particolare alici (+1%) e polipi (+6%) – da parte delle famiglie (Ismea). Un timido segnale che Slow Fish, la manifestazione internazionale promossa da Slow Food e Regione Liguria, in collaborazione col Ministero delle Politiche agricole, intende incoraggiare con varie iniziative.

L’evento accende ancora una volta i riflettori su tematiche come la tutela delle risorse ittiche e degli ecosistemi marini, invitando a recuperare il piacere di dialogare con i produttori per conoscere la storia e le caratteristiche di ciò che si porta a tavola. La settima edizione è in programma da giovedì 14 a domenica 17 maggio nel Porto Antico di Genova, che per quattro giorni sarà animato da degustazioni, scuole di cucina, laboratori per adulti e bambini e spazi in cui acquistare prodotti freschi e conservati, olio, spezie, alghe e altre eccellenze locali e sostenibili, come il Mercato Ittico e quello della Terra con i contadini provenienti da Sarzana e Cairo Montenotte, i due borghi liguri che ospitano ogni settimana mercati con vendita diretta di frutta e verdura fresca, olio extravergine ligure, salumi e formaggi del territorio.

Slow Fish, organizzato quest’anno in sinergia con Expo 2015, invita tutti a “cambiare rotta”, impegandosi per assicurare un futuro agli oceani e cibo a sufficienza per le future generazioni. Lo chiede ai pescivendoli, che possono decidere di rifornirsi al mercato ittico o direttamente dai pescatori, favorendo in quest’ultimo caso la crescita della pesca locale e agli chef, che con la scelta dei piatti all’interno dei propri ristoranti svolgono un ruolo fondamentale per la salvaguardia della biodiversità agroalimentare. E, naturalmente, lo chiede ai consumatori, che con i loro acquisti quotidiani incidono in maniera significativa sul modello di produzione alimentare e, di conseguenza, sullo stato di salute delle acque. “Acquistare specie a rischio o esemplari sottotaglia, gravare sugli stock in sofferenza o scegliere il pesce azzurro del Mediterraneo, sono semplici alternative che sui grandi numeri possono fare la differenza sul futuro dei nostri mari”, sostengono gli organizzatori. Non solo: anche gesti come l’uso eccessivo di detergenti aggressivi o di stoviglie e contenitori in plastica si ripercuotono negativamente sul mare, inquinando.

Slow Fish_MercatoSlow Fish_bottargaSlow Fish_Master of Food

Tra i 21 Laboratori del Gusto che si svolgeranno nella Piazza delle Feste del Porto Antico, chef italiani e internazionali guideranno i visitatori alla scoperta di pesci e piatti tipici del Mediterraneo: Moreno Cedroni, del Ristorante “La Madonnina” del Pescatore di Senigallia, ad esempio, presenterà le virtù del baccalà, mentre Artur Martinez, stella Michelin per il suo Ristorante “Capritx” di Barcellona, terrà una succulenta lezione sulle tapas marinare catalane, e ancora Antonio Terzano dell’osteria “Dentro le Mura” a Termoli (Campobasso) illustrerà ai partecipanti i segreti del brodetto alla termolese.

Da non perdere, tra i vari appuntamenti, i Master of Food di Slow Food: lezioni per imparare a pulire, sfilettare e cucinare il pesce o apprendere tecniche particolari come l’affumicatura e il confit, tenute dai cuochi nella Cucina didattica di Eataly Genova.

 

Voce ai lupi di mare

Uno spazio particolare all’interno della kermesse sarà riservato ai pescatori, una “specie da salvare” secondo Slow Food. L’Italia, con 24mila “lupi di mare” imbarcati, vanta la seconda flotta più numerosa dell’Unione Europea. Ciononostante, negli ultimi anni in questo settore si sono persi oltre 18mila posti di lavoro.

Il pescatore è “una specie a rischio, che sta invecchiando, che non attrae giovani ma impiegati stranieri che trovano nel duro lavoro dei mari uno sbocco che altri invece non vedono”. A Genova sarà data loro voce nei Laboratori dell’Acqua, dove i pescatori del circuito Terra Madre – la rete che riunisce tutti coloro che fanno parte della filiera alimentare e difendono l’agricoltura, la pesca e l’allevamento sostenibili – racconteranno le loro esperienze e battaglie in difesa del mare.

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