SUI COLLI BERICI PER RISI E BISI, BACCALÀ E SCORZONE

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La primavera è il periodo migliore per mangiare degli ottimi “risi e bisi”, celebre primo a base di riso, piselli e pezzetti di carne d’oca. E quale luogo migliore per farlo se non i Colli Berici? Qui c’è la tradizione di consumarli il 25 aprile, festa di San Marco, come facevano già i Dogi della Repubblica di Venezia. Risi e bisiMolto buoni, forse i migliori, quelli preparati con i piselli di Lumignano; utilizzati pure come contorno per il cotechino o l’arrosto, insaporiti con pezzetti di pancetta dolce, o per condire le “tajadele”, le tagliatelle all’uovo, i “Bisi” sono una varietà dolcissima e pregiata coltivata, sin dal X secolo d.C., nella fascia che va dall’omonima frazione del comune di Longare fino a San Germano dei Berici, attraversando Castegnero, Nanto e Mossano. Luoghi storicamente noti anche per la coltivazione del riso, avviata nel Cinquecento dalla nobile casata dei Pisani, nei pressi di Bagnolo di Lonigo, sulle pendici meridionali del Berici. Oggi sono due le varietà prodotte: il Vialone Nano, dai chicchi piccoli e tondeggianti, adatto per timballi e supplì, e il Carnaroli, dai chicchi grossi e lunghi, perfetto per i risotti.

I Colli Berici sono un gruppo di rilievi collinari a due passi dal centro storico di Vicenza, dove la natura domina incontrastata, mescolandosi con armonia a costruzioni ricche di fascino e racchiudendo sapori genuini e autentici. Una meta da tenere in considerazione per un weekend all’insegna del relax, magari approfittando delle prossime festività pasquali, per godere del clima dolce di questo periodo dell’anno e assaggiare le prelibatezze offerte da una terra così fertile.

baccalà alla vicentinaQui nei numerosi ristorantini e nelle trattorie della zona si mangia dell’ottimo Baccalà alla Vicentina, preparato secondo un procedimento rimasto inalterato da quasi seicento anni: viene prima rosolato in un soffritto di olio, cipolle, sarde sotto sale e prezzemolo e successivamente cotto per almeno quattro ore, a fuoco dolcissimo, nel latte. È d’obbligo assaggiare inoltre il profumato tartufo nero “Scorzone”, che matura proprio ad aprile, ed è utilizzato nella preparazione di risotti e primi piatti, tagliato a lamelle sottilissime e aggiunto a crudo, per non alternarne le qualità organolettiche. Può essere acquistato da cittadini e turisti nel caratteristico “mercato dei funghi” allestito in prossimità della Basilica Palladiana di Vicenza, oggi sede di mostre d’architettura e d’arte.

Risotti e baccalà vanno accompagnati dai formaggi – come l’Asiago DOP e i caprini di Montegalda,  legati all’antica tradizione pastorizia di questo territorio – e dai salumi – il prosciutto Veneto Berico-Euganeo DOP, che grazie al vento e all’umidità acquista una dolcezza particolare, e la Sòpressa Vicentina DOP, lavorata tra le Piccole Dolomiti, l’Altopiano di Asiago e i Monti Berici, caratterizzata da una pasta morbida e da un aroma delicato. Immancabile infine un buon bicchiere di vini autoctoni come il Barbarano DOC, che assume diversi colori e gradazioni alcoliche a seconda dell’annata, lasciandosi influenzare dal clima, o di Cabernet dei Colli Berici, di un intenso rosso rubino, ottenuto dalle uve dei vitigni Cabernet Franc e Sauvignon.

 

Itinerari

Le stradine dei minuscoli comuni racchiusi nell’Area Berica, i sentieri di collina, la presenza del Lago di Fimon rendono i Colli Berici una destinazione privilegiata dagli amanti delle lunghe passeggiate e del trekking; agli appassionati di arte, il territorio offre invece l’opportunità di visitare alcune delle 60 Ville Palladiane dislocate tra Vicenza e Padova, maestose costruzioni progettate da Andrea Palladio nel XVI secolo, di cui 24 dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Da non perdere poi una visita al Santuario della Madonna del Monte Berico, che sorge sulla collina omonima, alta poco più di 100 metri, dalla quale si può ammirare l’intera città di Vicenza.

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