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ARANCINI O ARANCINE? DI SICURO UNA PRELIBATEZZA!

La cucina siciliana è estremamente legata alla cultura del suo territorio e fonde i ricordi della cucina dell’antica grecia con i sapori speziati di quella di origine araba. Il cibo di strada è molto amato nell’isola, tra le preparazioni più gustose c’è quella degli arancini (o arancine), palle più o meno allungate di riso, ripiene di ragù o di prosciutto e mozzarella, impanate e fritte. Una vera goduria per il palato!

shutterstock_338386283È un piatto che viene preparato in tutta la Sicilia e quasi tutte le città ne rivendicano la paternità. Esistono discussioni anche sul nome della ricetta. Secondo lo scrittore Gaetano Basile si dovrebbe parlare di “arancine” perché il nome farebbe riferimento al frutto coltivato in abbondanza in Sicilia, ne ricorda infatti la forma, la dimensione e il colore. Il frutto in italiano è declinato al femminile ed è per questa ragione che anche la stuzzicante preparazione a base di riso dovrebbe essere chiamata appunto arancina. D’altro canto in dialetto siciliano il frutto si chiama “aranciu”, al maschile,  e quindi c’è chi ritiene che si dovrebbe parlare di ‘arancini’, a testimoniarlo ci sarebbe anche il Dizionario siciliano-italiano del palermitano Giuseppe Biundi, e che risale al  1857, dove si trova la definizione di arancinu (arancino): “[…] dicesi fra noi [in Sicilia] una vivanda dolce di riso fatta alla forma della melarancia”.

shutterstock_417485068L’origine dell’arancino è popolare, probabilmente risale al periodo della dominazione araba, nell’alto medio evo, anni durante i quali si iniziò a consumare il riso insaporito con zafferano e spezie. Si  pensa invece che l’impanatura e frittura derivi dalla necessità di preparare pasti che fosse facilmente trasportabili per avere delle provviste durante viaggi e battute di caccia e durante il lavoro nelle campagne.

Assaggiarle durante una vacanza sull’isola è d’obbligo ed è doveroso provare la versione al sugo (con ragù formaggio e piselli) e quella al burro (con mozzarella prosciutto cotto e besciamella)per scegliere la propria preferita!

A FANO IL CARNEVALE PIÙ ANTICO E “DOLCE” D’ITALIA

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Carnevale di FanoCon i suoi oltre 650 anni di storia, il Carnevale di Fano è il più antico d’Italia. Una manifestazione che ogni anno richiama migliaia di turisti, che arrivano qui per assistere al passaggio delle maschere, agli spettacoli delle bande musicali e dei gruppi folkloristici, ma soprattutto al ‘dolcissimo’ rituale che rende il Carnevale fanese un evento unico: il “Getto”, il lancio di caramelle e confetti sulla folla dai carri allegorici che sfilano per le strade della cittadina marchigiana. Continua a leggere

SANTA LUCIA, A PALERMO È IL “GIORNO DELL’ARANCINA”

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ArancinaSanta Lucia, vulissi pani, pani unn’ aiu e accussi mi staiu (“Santa Lucia, volevo il pane, pane non ce n’era e sono rimasto digiuno”), recita un antico proverbio palermitano. Sì, perché il 13 dicembre, nel capoluogo siciliano, è considerato un giorno di digiuno. Ma si tratta di una penitenza del tutto particolare: i palermitani rinunciano, infatti, al pane e alla pasta, ma al loro posto si concedono caldissime e invitanti arancine! Continua a leggere

RAVAZZATA PALERMITANA, LA BRIOCHE CON IL CUORE DELL’ARANCINO

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www.ilcuoreinpentola.it

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All’apparenza sembra una semplice e soffice brioche, quella che i siciliani consumano da sempre a colazione, accanto alle cremosissime granite di mandorle, gelsi neri, pistacchi, o come ‘spuntino’ farcite col gelato. Ma addentandola si scopre che la ravazzata è una specialità del tutto diversa: un grosso fagotto tondo che racchiude un ripieno di ragù di carne e piselli, come il più famoso degli street food dell’isola, l’arancino. È una bontà che conquista al primo morso: la dolce e morbida pasta brioche, infatti, crea un contrasto davvero unico con la farcitura salata. E se già la versione al forno è piuttosto impegnativa, quella fritta – chiamata ‘rizzuola’ – è un’autentica bomba calorica, un peccato di gola a cui cedere almeno una volta nella vita. Continua a leggere

STREET FOOD: LA TRADIZIONE GASTRONOMICA LOCALE SI METTE IN VIAGGIO

street food1Tempo d’estate, di serate con amici, di passeggiate all’aria aperta e di piccole concessioni al palato, tra voglie di dolce e di salato. È l’estate la stagione perfetta per lasciarsi sorprendere da sapori e profumi che ci vengono incontro per le strade dai piccoli locali di un lungomare o dal centro storico di una città. O, ancora,  da furgoncini e Apecar colorate delle cucine itineranti, che attraversano il Paese in lungo e in largo diffondendo le diverse tradizioni gastronomiche locali con il cibo da strada: pizza napoletana, arancini siciliani, lampredotto toscano, tigelle modenesi, panini con la milza siciliani e poi ancora dolci e birre artigianali e tanti altri piatti da scoprire. Pratici spuntini, piccole scoperte, grandi gioie per il palato a prezzi contenuti. Molte le occasioni per lasciarsi tentare dalla varietà di leccornie tipiche di ogni regione.

Lo “Streetfood village” dell’ Associazione Streetfood raggiungerà dal 26 al 28 giugno Vercelli,  Pescara (il 3, 4 e 5 luglio sul Lungomare Colombo) e Belluno, prima di arrivare a Rimini con il sole di agosto. Differente l’itinerario di altri food trucks provenienti da tutta Italia che dal 10 al 12 luglio saranno nel bellissimo Castello di Bardi (Parma) per proporre un’ampia offerta di cibo da strada, tra cui arrosticini di pecora abruzzese, tigelle, pittule salentine, polpette, pizze fritte, fish and chips all’italiana, farinata di ceci, dolci napoletani, le immancabili birre e gelati artigianali.

Dall’8 al 12 luglio lo street food trova spazio  anche nella manifestazione dedicata alla pallacanestro “Basket in the street” a Salerno. Nell’area food venti stand di prodotti locali e provenienti da altre regioni, e ospiti gli  esperti di cibo da strada, come l’ex rugbista Chef Rubio.

Dal 23 al 26 luglio, lo street food tenterà abitanti e turisti di Trapani, nell’antica piazza del Mercato del pesce per la settima edizione di “Stragusto”, una ghiotta occasione per assaporare le migliori ricette della cucina mediterranea italiana e non solo. Tra i must della cucina siciliana, non mancherà u pani ca’ meusa, il pane con la milza, in uso già nel Medioevo. Famosa, oggi, la ricetta dello street food chef Antonio Buffa di Palermo, detto Nino ‘U Ballerino, che da pochi giorni ha ottenuto il riconoscimento anche dalla guida Gambero Rosso per l’edizione 2016.

Cibo da strada anche in versione vegana:  ricette speciali per la terza edizione del Festival Vegano a Novara, dal 3 al 5 luglio, nel Parco dell’Alea e in piazza Puccini , con spettacoli di teatro di strada e musica dal vivo.

 

TUTTI PAZZI PER LO STREET FOOD

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Cibo di stradaLa piadina di Romagna, friabile e delicata, le golosissime olive ascolane, il “mitico” panino con la porchetta dei Castelli Romani. Sono sempre di più gli italiani che amano il cibo di strada, quello da mangiare rigorosamente in piedi o mentre si passeggia tra piazze e vicoli, da nord a sud del Belpaese. Secondo un recente sondaggio di Coldiretti, l’anno che volge al termine ha registrato un vero e proprio boom di focacce e fritti, consumati – almeno una volta nel corso nel 2014 – dal 73 percento dei nostri connazionali. Continua a leggere

FRITTELLE, PANZEROTTI & CO. AD ASCOLI VA IN SCENA IL FRITTO ALL’ITALIANA

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fritto misto_logoMangiarlo o non mangiarlo, questo è il dilemma! Parafrasando Shakespeare, nel dubbio, gli italiani preferiscono mangiarlo, nei modi più diversi, tanto che tra i piatti immancabili nelle diverse tradizioni regionali, nei ristoranti del Belpaese e nelle gastronomie, ci sono il fritto misto e il fritto di pesce. Un crocchè di patate, un’arancina di riso, olive all’ascolana, ciliegine di mozzarella o mozzarella in carrozza e qualche verdura in pastella come zucchine, melanzane, carciofi o cavoli per il primo. Anche nella versione mignon. Alici o la cosiddetta “paranza” per il secondo. Continua a leggere