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A FANO IL CARNEVALE PIÙ ANTICO E “DOLCE” D’ITALIA

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Carnevale di FanoCon i suoi oltre 650 anni di storia, il Carnevale di Fano è il più antico d’Italia. Una manifestazione che ogni anno richiama migliaia di turisti, che arrivano qui per assistere al passaggio delle maschere, agli spettacoli delle bande musicali e dei gruppi folkloristici, ma soprattutto al ‘dolcissimo’ rituale che rende il Carnevale fanese un evento unico: il “Getto”, il lancio di caramelle e confetti sulla folla dai carri allegorici che sfilano per le strade della cittadina marchigiana. Continua a leggere

MAGNALONGA PICENA, UNA PASSEGGIATA DEL GUSTO TRA I COLLI MARCHIGIANI

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filariPasseggiare nel verde dei colli marchigiani, immersi tra campagne e vigneti, e ritemprarsi dalla fatica assaggiando le specialità della cucina regionale. È pensata per gli amanti delle lunghe camminate e della buona tavola “Magnalonga Picena”, una cena itinerante alla scoperta di uno degli angoli più belli delle Marche, dei suoi paesaggi e dei piatti tipici preparati dagli chef locali. Un itinerario da ‘assaporare’ lentamente, percorrendo il tragitto lungo 8 chilometri, che si snoda tra i casali e le masserie della zona. Continua a leggere

A FANO PER IL FESTIVAL DEL BRODETTO

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Più di metà italiani non sa neanche cosa sia. O meglio non lo chiama così. Per l’altra metà è un’istituzione, tanto che a Fano, al Brodetto, gli hanno dedicato un festival internazionale, che raccoglie interesse da tutto il Mediterraneo e la partecipazione di chef dai Paesi costieri, tutti accomunati da questa antica pietanza. Continua a leggere

MARE E TERRA NELLA TRADIZIONE CULINARIA DELLA RIVIERA DEL CONERO

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È la patria del brodetto, la famosa zuppa di pesce ottenuta da 13 varietà tra pesci, molluschi e crostacei, e dei moscioli selvatici di Portonovo (cozze), oggi presidio Slow Food, ma anche di piatti come i Vincisgrassi, simili alle lasagne ma preparati con rigaglie di pollo, carne trita di bovino o agnello e funghi o lo stoccafisso all’anconetana.

La Riviera del Conero, un suggestivo tratto di costa che si affaccia sull’Adriatico, è un paesaggio unico al mondo, nel cuore dell’Italia e nel cuore delle Marche, dove trascorrere un piacevole weekend tra mare e monti. La collina degradante verso il mare si alterna a lunghe spiagge di ciottoli e sabbia bianca, insenature e selvagge calette. La Riviera si estende tra le province di Ancona e Macerata ed è abbracciata da un’ampia fascia collinare appartenente all’Appennino umbro-marchigiano e dal Monte Conero, un promontorio alto poco meno di 600 metri a strapiombo sul mare.

Molto utile e ricco di informazioni il sito ufficiale da cui si può verificare anche la disponibilità degli alberghi e delle strutture ricettive della zona. La Riviera offre diverse possibilità e itinerari turistici: da quello religioso della mistica città di Loreto, dove sorge l’omonimo Santuario, meta di pellegrinaggi da tutto il mondo, che, secondo un’antica tradizione, oggi comprovata dalle ricerche storiche e archeologiche, conserva i resti della casa della Madonna, a Castelfidardo, noto per la produzione artigianale della fisarmonica, uno dei simboli della musica italiana nel mondo, fino a Camerano, famosa per la città sotterranea e per la produzione del Conero Rosso, e Offagna, dove va in scena una delle più belle rievocazioni medievali italiane. Ma tutti i comuni della Riviera del Conero valgono una passeggiata.

La varietà dei territori si riverbera anche sulla tradizione culinaria, in cui convivono la cucina di mare e quella di terra, tenute insieme da grandi vini come il Verdicchio e il Conero Rosso. E se il ruolo da protagonista della tavola spetta al pesce, che nei ristorantini di Ancona (che vanta uno dei porti pescherecci più importanti d’Italia), Numana, Porto Recanati, Sirolo e Potenza Picena – i comuni marittimi della Riviera – è cucinato in tanti modi diversi, non sono da meno piatti di terra come i Vincisgrassi o il ciauscolo, un salume tipico dell’entroterra marchigiano che si ottiene dalla pancetta, costata e spalla di maiale condite con sale, pepe, aglio e vino cotto e poi insaccate, dalla consistenza “spalmabile”. Molto buoni anche i “paccasassi” o finocchi marini, un’erbetta che cresce spontaneamente tra le rocce: condita con aglio, limone e aceto, accompagna solitamente il pesce oppure è utilizzata per dare un tocco in più ai semplici spaghetti aglio e olio.

Moscioli di PortonovoVincisgrassiciauscolo

Camerano, Castelfidardo, Loreto, Osimo, Ostra Vetere, Agugliano, Camerata Picena, Offagna, Polverigi e Santa Maria Nuova, i borghi collinari della Riviera, sono noti invece per il coniglio in potacchio (cucinato con rosmarino, aglio, vino e poco pomodoro). Non si può chiudere un pranzo o una cena senza la lonza di fichi che, a dispetto del nome, è in realtà un dolce dalla forma di un salame, a base di fichi secchi, noci, mandorle impastate con mosto cotto e mistrà – il liquore d’anice marchigiano – e avvolto in foglie di fico.

L’altra istituzione della cucina del Conero – e di tutte le Marche – è lo stoccafisso all’anconitana, che vanta una tradizione secolare: le navi della città, infatti, già nel XVI secolo si spingevano fino alle coste delle Isole Lofoten, in Norvegia, dalle quali importavano grandi quantità di stoccafisso. Il piatto, preparato con il pesce di prima qualità, della varietà Ragno o Westre, richiede una lunga cottura con un trito di sedano, carota, cipolla e rosmarino, vino e patate e la ricetta originale è protetta anche dall’Accademia dello Stoccafisso all’Anconitana.

E da bere? Il Conero Rosso, un vino DOC dal sapore e dall’aroma fruttato a base di Montepulciano, che non ha nulla da invidiare ai più noti rossi italiani. Da non perdere infine due delizie che nascono in questa zona: il vino di visciole, un liquore ideale per accompagnare i dolci secchi, e il vino cotto, dalla tradizione millenaria, prodotto tuttora come facevano un tempo i contadini, cuocendo il mosto cotto in caldaie di rame, con l’aggiunta di qualche mela cotogna e poi lasciandolo fermentare per anni in botti di legno. Il vino cotto del Piceno oggi è tutelato dalla Denominazione di Origine Protetta e ogni anno viene “celebrato” in un festival che si svolge a fine agosto nel comune di Loro Piceno.