Archivi tag: cannella

MELE, UVETTA E CANNELLA: LO STRUDEL, UN DOLCE MOMENTO DI PIACERE

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Strudel di mele

Nato tra Austria e Germania, è uno dei dolci più diffusi e apprezzati d’Europa. Ma lo strudel non può essere considerato un semplice dessert: la sfoglia sottile e leggera, unita al goloso ripieno di mele, uvetta, pinoli tostati e pangrattato leggermente abbrustolito nel burro, lo rendono un vero comfort food da assaporare in qualsiasi momento della giornata, per regalarsi un piccolo e ‘rassicurante’ momento di piacere. Il merito è soprattutto della cannella, che dona alla farcitura un profumo inebriante e avvolgente, un vero balsamo per l’olfatto e l’umore! Continua a leggere

GLI GNOCCHI DI SUSINE, UN DOLCE PRIMO PIATTO DELLA CUCINA FRIULANA

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Gnocchi di susineA fine estate nelle trattorie e nelle case friulane compaiono gli gnochi de susini, grossi e morbidissimi gnocchi di patate farciti con un ripieno di prugne fresche, zucchero e un pizzico di cannella, che dà loro un profumo intenso. Conditi con una delicata salsina di pangrattato rosolato nel burro fuso, nonostante il sapore dolce non vengono serviti soltanto come dessert ma anche come primo piatto, accanto alle altre sostanziose specialità regionali, per esempio il frico, una frittata fatta con i formaggi di Malga e Latteria prodotti sulle Alpi Carniche, e la mesta, una tenerissima polenta di farina di mais e segale, cotta con burro, latte e ricotta affumicata. Continua a leggere

LE CUDDRIREDDRI DI DELIA

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it.wikipedia.org

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Farina di grano duro, uova fresche, zucchero, vino rosso, un bel po’ di strutto che rende l’impasto morbido e saporito, scorza d’arancia grattugiata e cannella che gli donano un delizioso profumo e il caratteristico colore bruno. Continua a leggere

GINESTRATA TOSCANA, UNA ZUPPA “RINVIGORENTE”

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Una “crema speciale preparata col brodo invece che con il latte”. Così l’enogastronomo senese Giovanni Righi Parenti, nel volume La cucina toscana (1995), descrive la ginestrata, “un’antica pozione” originaria della zona del Chianti e diffusa fino alla Val di Chiana e al Val d’Arno. Continua a leggere

I TORTELLI DI DON PASTA

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“La cucina italiana è lo strumento più prezioso che abbiamo ricevuto per sapere che nella vita non ci si deve omologare mai passivamente alle regole, alle abitudini, alle leggi imposte, alla globalizzazione dei gusti che ogni cosa cancella. Perchè la cucina italiana nel suo esser cucina geniale a partire da poco, ha aiutato a vivere con dignità nella disoccupazione, nelle ingiustizie, nelle emigrazioni, durante regimi infami, nella guerra, nella fame”. Continua a leggere

IL “FAVOLOSO” MONDO DELLE SPEZIE

Cannella, curcuma, cumino, coriandolo, zenzero: le spezie stanno conquistando in misura crescente gli italiani, soprattutto i giovani, più inclini a dare a piatti semplici un tocco etnico. Dato confermato dall’aumento delle vendite: sono 60 su 100 le famiglie che le acquistano regolarmente, privilegiando, oltre a quelle più tradizionali come pepe e zafferano, aromi tipicamente orientali come curry e sesamo.

Spezie indiane

Per secoli le spezie sono state “trascurate” nella preparazione dei piatti più diversi. Riscoperte soltanto in tempi recenti, da qualche anno sono divenute immancabili in paste e risotti, su carne e pesce, per dare un tocco in più ai contorni e nei dolci, ma il loro utilizzo in cucina – e non solo – risale a tempi lontanissimi. Già in epoca romana arrivavano nell’Impero a bordo di navi provenienti dalle coste della Libia; tra il XV e il XVI secolo il loro commercio raggiunse l’apice e lungo la “Rotta delle Spezie” – la via marittima compresa tra Lisbona e l’isola indonesiana delle Molucche – giungevano nel Vecchio Continente chiodi di garofano, noce moscata, pepe e cannella.

PepeL’ampio e diversificato uso che si faceva di esse contribuì a conferire loro un’aura leggendaria, sospesa tra sacro e profano: quello culinario era infatti soltanto uno dei tanti modi in cui erano impiegate; dagli egizi erano utilizzate per i sacrifici alle divinità, per produrre medicinali e antichi “prodotti di bellezza”, persino per proteggere gli schiavi dalle malattie.

L’alone di mistero crebbe nel Medioevo, quando i mercanti europei percorrevano tragitti pericolosi verso i mercati del Medio Oriente per acquistarle e, al loro ritorno, arricchivano i racconti di viaggio con episodi contornati di dettagli “fantasiosi”. L’aspetto nero e “bruciacchiato” del pepe, ad esempio, era spiegato dal fatto che provenisse da un’isola abitata da esseri che pietrificavano gli uomini con lo sguardo; il mercante era costretto a bruciare la foresta cercando di salvare la propria vita e la preziosa spezia. In India, Cina, Marocco, Turchia e altri paesi del Medio ed Estremo Oriente i mercati delle spezie sono tuttora esistenti e in essi si respira ancora un’atmosfera di leggenda, quasi fuori dal tempo.

Ha il sapore della favola anche il romanzo della scrittrice indiana Chitra Banerjee Divakaruni La maga delle spezie (2005), in cui le erbe custodiscono il segreto della vita e i loro poteri vanno ben al di là di quelli medicinali: “Cannella bruna e calda come la pelle per trovare qualcuno che ti prenda per mano. Seme di coriandolo, rotondo come la terra, per farti vedere chiaro. Trigonella contro la discordia. Zenzero per il coraggio profondo di chi sa quando dire no.

Curcuma, cumino & co.

Prima di guardare più da Ingwer - Kurkuma - Koriandervicino alcune delle spezie più note, occorre distinguerle dalle erbe aromatiche, che crescono prevalentemente nell’area mediterranea. Le spezie sono invece tutte provenienti dall’Oriente: dalla Valle del Nilo arriva il cumino, oggi coltivato anche nei Paesi europei a clima temperato, in India e in Cina e utilizzato per insaporire piatti di carne e stufati. Ha proprietà salutari per il corpo, favorendo la riduzione dei livelli di glicemia e colesterolo nel sangue. Con altre spezie – come zenzero, cannella e semi di finocchio – il cumino condivide il potere depurativo, agendo come un disintossicante naturale per l’organismo.

Lo zenzero, invece, è la spezia più antica, e vanta ben tremila anni di storia; originario dell’Estremo Oriente, oggi è protagonista di preparazioni sia salate che dolci, cui conferisce il tipico retrogusto piccante. Tra le spezie che stanno trovando una ritrovata “fortuna” in Italia troviamo poi la curcuma, nota come “zafferano delle Indie” per il colore giallo intenso, dalle virtù antinfiammatorie e impiegata soprattutto nella preparazione di salse; non tutti sanno, infine, che il curry non è una spezia, ma un mix di ben dieci erbe, quali cumino, coriandolo, curcuma, cardamomo, cannella, anice, zenzero, noce moscata, chiodi di garofano, pepe e peperoncino.