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CASTAGNE E CASTAGNE MATTE, IMMANCABILI A TAVOLA E… NELLA GIACCA

shutterstock_520121803Autunno: periodo di castagne e castagnate. In queste settimane è tradizione andare nei boschi in compagnia di amici o della famiglia a raccogliere i frutti, racchiusi in pungenti ricci, che cadono spontaneamente dai castagni. Una rilassante passeggiata nel verde alla fine della quale si potrà fare una bella scorpacciata di castagne.

Prima di tutto è importante però imparare a distinguere le castagne che si possono consumare tranquillamente dalle cosiddette castagne matte. Queste ultime infatti sono i frutti degli ippocastani si riconoscono perché più grandi e tondeggianti, inoltre sono contenute ognuna in un suo riccio e non in gruppi. Non si devono mai mangiare perché tossiche per l’uomo.

shutterstock_499610089La leggenda vuole però che siano protettive nei confronti del raffreddore. Si dice che si debba tenere una castagna matta nella giacca invernale per assicurarsi buona salute durante i mesi freddi. Una superstizione che nasce dall’abitudine dei contadini che un tempo le davano da mangiare ai cavalli per curare asma e raffreddore e ne avevano sempre in tasca qualcuna da poter offrire ai propri cavalli quando mostravano segni di influenza.

Le castagne sono frutti ricchi di fibre, minerali e acido folico, utili in caso di anemia e stanchezza e sono inoltre ricche di potassio e vitamine soprattutto del gruppo B.

shutterstock_500561737Sono molto versatili in cucina, ottime mangiate arrosto o bollite, si ricavano marmellate e farine, si possono anche seccare per conservarle a lungo. Sono un  ingrediente capace di rendere speciali primi e secondi piatti. Si abbinano benissimo ad esempio alla zucca con la quale si può preparare un’ottima vellutata resa poi perfetta da qualche foglia di prosciutto crudo croccante. Oppure ai funghi, uniti a quali si possono ottenere ottimi arrosti. Sono tante e squisite anche le torte che le vedono protagoniste.

Assolutamente da provare la cottura in microonde per servirle in tavola in pochi minuti. Dopo averle tagliate e lasciate a mollo per almeno 10 minuti si cuociono per solo 5 minuti direttamente sul piatto del microonde e poi lasciarle riposare in un sacchetto di carta al chiuso per altri 5 minuti.

LA MICOOULA VALDOSTANA, IL GOLOSO PANE NATALIZIO CON FICHI E CASTAGNE

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Hône, nella bassa Valle d’Aosta, è un paesino di poco più di 1.100 anime nella Valle di Champocher, circondato dalle montagne e dai boschi. Da secoli i suoi abitanti, a Natale, preparano la Micooula, una pagnotta piccola e scura ma prelibata, che dal giorno dell’Immacolata e per tutta la durata delle feste diventa immancabile nei forni e nelle case del borgo. È impastata con farina di segale – che le conferisce il caratteristico colore marrone – mista a quella di frumento, lievito madre, acqua e resa golosa da castagne lesse, fichi secchi, noci spezzettate, uva passa e scaglie di cioccolato fondente. Continua a leggere

IL PANE DI CASTAGNE, DA RICETTA POVERA A PRODOTTO GOURMET

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Marocca di CasolaOggi non è difficile trovarlo nelle migliori panetterie o nei banchi dedicati della Grande distribuzione. Ma è considerato un prodotto gourmet. È il Pane di castagne, che per secoli ha rappresentato il sostitutivo di quello di grano nei mesi invernali. Conosciuto anche come “Pane Martino”, è chiamato così perché in molte regioni viene tradizionalmente preparato per festeggiare la cosiddetta estate di San Martino, l’11 novembre. È molto gustoso con i pomodori e con i formaggi freschi come le caciotte di pecora o la ricotta, prodotti che non mancavano mai nelle case dei contadini. Ottimo per la colazione perché molto nutriente, ancor di più se consumato con del burro, marmellate o il miele. Secco lo si utilizzava e lo si utilizza nelle zuppe. Ancora oggi il consumo è molto legato alle tradizioni locali e ai prodotti tipici del territorio. Continua a leggere

A SPASSO PER SAGRE ALLA SCOPERTA DEI SAPORI D’AUTUNNO

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Mercato km zeroUva, funghi, castagne e tartufi, ma anche specialità regionali, come l’amatriciana o i fritti di pesce, il vino o i formaggi. L’autunno, non meno dell’estate, è tempo di sagre. E a sette italiani su dieci piace frequentarle. Secondo un’indagine Coldiretti/Ixè oltre il 70% di cittadini e turisti nel periodo estivo hanno preso parte ad un evento gastronomico locale e hanno confermato di farlo anche nei prossimi mesi, per gustare e acquistare le eccellenze del territorio a un costo contenuto. Continua a leggere

IL PANE: IL VERO RE DELLA TAVOLA

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Il pane e il vero alimento italiano. Più della pasta. Nessuno ha il culto del pane come noi. Certo, i francesi, ma se fate un giro del mondo, non necessariamente in ottanta giorni, anche nel luogo più sperduto, gli unici che chiederanno, prima di tutto, il pane saremo noi. Continua a leggere

LA ZUPPA DI CASTAGNE, UN CLASSICO AUTUNNALE

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Zuppa di castagneEsistono piatti in grado di “rimetterci in pace con il mondo”, specialmente se gustati a cena, dopo un’intensa giornata di studio o lavoro. Le zuppe con le castagne sono uno di questi. Fumanti e buonissime, ideali nelle prime serate fredde dell’autunno, hanno un sapore particolare grazie alla dolcezza di questi frutti, che “ingentiliscono” anche il più importante degli ingredienti. Continua a leggere

FUNGHI, ZUCCA E FORMAGGIO PROTAGONISTI DEI 10 PIATTI AUTUNNALI PIÙ DIFFUSI

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Con l’autunno tornano in cucina alcuni dei prodotti alimentari caratteristici del Paese: i funghi, la zucca, le castagne, i formaggi. Sono loro i protagonisti dei primi dell’autunno: piatti profumati e succulenti che portano in tavola l’atmosfera di questa stagione così ricca di colori caldi e sapori intensi. Continua a leggere

CASTAGNACCIO, IL DOLCE “POVERO” DELL’AUTUNNO

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Castagnaccio In passato, anche durante la guerra, quando scarseggiava la farina di frumento o quella di mais, era considerato una pietanza “sfamafamiglie”, perché con “poca spesa e tanta resa” era in grado di saziare un’intera casa. Nato come dolce ma, al pari del migliaccio, buono anche come pranzo o cena, il castagnaccio è (o meglio è stato) un caposaldo della cucina e dell’alimentazione italiana. Continua a leggere

INSALATA CON FRUTTA: UN PIATTO DI TENDENZA

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Lattuga, qualche fogliolina di rucola o radicchio, mais, pezzetti di formaggio e striscioline di prosciutto crudo o bresaola. Una “normale” insalatona che può diventare davvero speciale unendo mele, noci o acini d’uva. Continua a leggere

I CIBI “PORTAFORTUNA” PER IL NUOVO ANNO!

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Le lenticchie e il marzapane auspicano l’entrata di soldi, il maiale (nella forma del cotechino o dello zampone) e l’uva simboleggiano abbondanza, la melagrana è propiziatoria di fecondità, le noci sicurezza e forza, come altri frutti secchi in guscio, e le castagne portano prosperità. Continua a leggere

CASTAGNE, IL “SEME” DELL’AUTUNNO

In autunno, spesso il tempo è grigio e cupo, cosa c’è di meglio che rimanere a casa in compagnia di caldarroste e un bicchiere di vino, proprio come vuole la tradizione? Questo “seme” autunnale, in passato rappresentava un alimento essenziale del popolo, tanto da essere definito “il pane dei poveri”. Perché seme? Perché, contrariamente a quel che comunemente si pensa, il frutto del castagno è rappresentato dal riccio che contiene le castagne e queste ultime ne sono il seme, decisamente più apprezzato del frutto!

Le origini

Difficile stabilire precisamente le origini del castagno, ma quello che si sa certamente è che ha circa 10 milioni di anni e che si è diffuso prima in Asia, poi in Europa, e per finire nelle Americhe.

Numerosi scritti confermano, già nell’antichità, la presenza della castagna in Grecia: Ippocrate nel IV sec. a.C. parla di “noci piatte”, Senofonte, nei suoi scritti parla della “noce piatta senza fessure”. Ma le castagne erano conosciute anche nell’antica Roma, le testimonianze sono di Catone il censore (II sec. a.C.) che nel suo trattato De Agricoltura parla di “noci nude” e di marco terenzio Varrone (I sec.a.C.)  che nel suo manuale De re rustica menziona la castanea, che venduta nei mercati frutticoli della Via Sacra a Roma, veniva donata dai giovani innamorati alle donne amate. Persino Virgilio, nelle Bucoliche, elogia le qualità e il gusto della “castanea”.

Le proprietà 

Chestnut harvest in wicker basketTantissime le proprietà delle castagne, innanzitutto sono senza glutine e dunque possono essere consumate anche dalle persone che ne sono intolleranti. Da un punto di vista nutrizionale, la castagna contiene un’alta percentuale di amidi (che durante la cottura si trasformano in zuccheri semplici che conferiscono il tipico sapore dolciastro) abbinata ad un discreto contenuto di grassi. Le castagne, inoltre, sono una buona fonte di proteine, sali minerali (soprattutto potassio, fosforo, zolfo, magnesio, sodio, calcio, ferro) e vitamine (C, B1, B2 e PP).

Grazie al loro elevato valore nutritivo sono indicate in caso di anemia, stanchezza e stitichezza data anche l’abbondante presenza di fibre. La presenza dell’acido folico (in grado di prevenire l’insorgere di alcune malformazioni del feto) rende le castagne ideali per le donne in gravidanza.

Ma oltre a possedere eccellenti qualità salutari, le castagne sono molto utilizzato anche nel campo beauty. In particolare vengono usate nelle preparazioni di maschere, lozioni e impacchi. Nelle SPA si adoperano anche negli esfolianti, gommage, pediluvi o per praticare massaggi rinvigorenti e tonificanti per le gambe.

La varietà 

Le regioni in Italia in cui è particolarmente diffusa la coltura del castagno, sono: la Campania, la Sicilia, il Lazio, il Piemonte e la Toscana. Numerosissime le varietà, tra cui: la Castagna della Madonna di Canale d’Alba, la Bracalla (di grosse dimensioni), la Garrone rosso (pregiata per il sapore della polpa e la pezzatura), la Pistoiese, la Reggiolana, la Castagna di Montella (ottima per le castagne secche), la Gabbiana. Attenzione, però, a non confondere le castagne con i “marroni” i quali sono più grossi, di forma ovale e dalla buccia più chiara.

Come consumarle

grilled chestnutLe castagne si consumavano e si consumano tuttora soprattutto arrostite (caldarrosta), lesse (ballotta) o caramellate. Un piccolo accorgimento: vanno incise prima della cottura, per evitare che “scoppino” .

Ma vengono usate anche per preparare piatti dolci (il famoso montebianco, o il castagnaccio fatto con la farina di castagne) come creme, marmellate, torte, crepes, e piatti salati (per farcire tacchini, polli), ma anche per preparare pasta fresca (tagliatelle, ravioli, gnocchi), minestre o zuppe.