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PASTA E CECI, UN PIATTO NUTRIENTE E DALLE NUMEROSE VARIANTI

shutterstock_738218566I ceci sono un legume arrivato dall’oriente, diffuso prima in Egitto per nutrire gli schiavi e poi in tutto il mediterraneo.

Consumati in abbondanza già dai Romani che ne attribuivano anche proprietà afrodisiache.  Sono un alimento ottimo e molto nutriente. Ricchi di ferro e proteine, un ottimo alimento da abbinare alla pasta per ottenere un piatto unico gustoso e completo.

shutterstock_216995659Si possono servire come aperitivo, dopo averli ricoperti di spezie come paprika e curcuma e passati in forno per circa 30 minuti a 180°. Con la farina, si può preparare la farinata o delle frittate in forno o in padella, magari arricchite con verdure. Frullandoli e unendoli a limone e thaina si ottiene l’hummus, schiacciandoli si possono preparare polpette o hamburger vegetali.

La tradizione italiana vede i ceci utilizzati per un piatto unico squisito, la pasta e ceci. Ha numerose varianti ragionali oltre a quelle familiari, è infatti il tipico comfort food preparato e tramandato di madre in figlio. Si tratta di un piatto di origine contadina, perfetta per chi aveva bisogno di ritrovare le forze dopo una faticosa giornata tra i campi.

In Puglia si prepara con le fettuccine e dopo aver cotto la pasta se ne prende una parte, la si frigge e si unisce per completare il piatto. In Lazio, a fine cottura viene aggiunta l’acciuga soffritta a parte con uno spicchio d’aglio e pomodoro. Nella tradizione toscana si insaporisce con aglio e pomodoro, quella napoletana, invece è arricchita dalla pancetta e prevede la cottura della pasta insieme ai ceci.

shutterstock_720059803PASTA E CECI ALLA NAPOLETANA

400 g. di ceci secchi
250 g. di ditalini
100 g di pancetta a cubetti
1 carota
1 cipolla
1 gambo di sedano
2 rametti di rosmarino
Olio q.b
Sale q.b.
Bicarbonato q.b.

Preparazione

Lascia in ammollo i ceci per almeno 12 ore in abbondante acqua fredda con un pizzico di bicarbonato. Trita il sedano, la carota e la cipolla e soffriggili con un filo d’olio. Aggiungi i dadini di pancetta, quando sarà rosolata versa i ceci sciacquati insaporisci con il rosmarino e aggiungi l’acqua sufficiente a coprire  ceci. Cuoci per circa un’ora e mezza, e aggiungi il sale verso fine cottura. Frulla circa metà dei ceci fino ad ottenere una crema versala nella pentola. Cuoci la pasta insieme ai ceci e servi ben caldo.

 

 

 

DALLE ZUPPE ALLE FOCACCE: I CECI, IL TERZO LEGUME PIÙ CONSUMATO AL MONDO

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Zuppa di ceci e cipolleGli italiani sono grandi mangiatori di ceci. Da secoli. Uno dei pochi cibi che unisce tutta la Penisola, dal Piemonte alla Liguria, dove la farinata rappresenta ancora oggi uno degli street food più diffusi, alla Sicilia, dove le panelle sono una delle pietanze più popolari. Continua a leggere

UNA CORROBORANTE MINESTRA PER L’INVERNO: IL RISO E SCAROLE ALLA CALABRESE

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Riso e scaroleNelle serate invernali non c’è niente di meglio di una minestra fumante per ritemprare il corpo e lo spirito dalle fatiche della giornata. Come quella di riso e scarole della Calabria, un’antica pietanza originaria della zone più interne della regione, dove si coltivano ortaggi e legumi che diventano protagonisti di zuppe sostanziose e nutrienti. Per prepararla, basta sbollentare la scarola in acqua per qualche minuto, insaporirla in un tegame a parte con olio extravergine di oliva, aglio e un pizzico di peperoncino piccante calabrese – che ne bilancia la dolcezza – e poi aggiungere il riso, cuocendo il tutto con l’acqua utilizzata in precedenza per lessare la verdura oppure con brodo vegetale o di carne, per un risultato più gustoso. Per renderla ancora più buona, c’è chi unisce pure qualche acciuga e completa la pietanza con una spolverata di pepe nero – in alternativa al peperoncino – o di pecorino grattugiato. Continua a leggere

“SEMI NUTRIENTI PER UN FUTURO SOSTENIBILE”: LA FAO PROCLAMA L’ANNO DEI LEGUMI

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anno legumi_logo

Lenticchie, fagioli, ceci, fave, piselli, soia, ma anche varietà oggi quasi scomparse, come lupini, cicerchie e rovigli, antichissimi piselli neri originari del Medio Oriente. I “semi nutrienti per un futuro sostenibile” saranno i protagonisti del 2016, proclamato dalla FAO l’Anno Internazionale dei Legumi: economici e sostanziosi, i semi delle leguminose sono un alimento indispensabile per la salute dell’uomo e una risorsa preziosa per vincere la sfida della fame nei Paesi in Via di Sviluppo. Continua a leggere

SEPPIE IN ZIMINO, LA RICETTA CHE UNISCE LIGURIA E TOSCANA

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Seppie in zimino

È una delle ricette più famose della Liguria e della Toscana, che se ne contendono la paternità da tempi lontani. Le seppie in zimino sono un’antica preparazione che unisce la cucina di mare e di terra delle due regioni: i molluschi, infatti, tagliati a striscioline, vengono prima rosolati in un soffritto di olio extravergine, sedano, prezzemolo, aglio, carota e cipolla e poi cotti con bietole già lessate e qualche pomodoro pelato, che dà colore alla pietanza e forma delizioso sughetto. Immancabili nel menu dei ristoranti di Genova, La Spezia e degli altri comuni della riviera ligure, si trovano anche nei locali di Livorno e Firenze – dove in passato comparivano tra i secondi ‘di magro’ consumati durante la Quaresima –, ma nel capoluogo toscano è diffusa la variante con gli spinaci al posto della bieta. Le seppie in zimino sono un piatto nutriente ma dal sapore delicato, da gustare caldo con il pane fresco o leggermente abbrustolito: una ricetta di pesce ideale per le serate d’autunno. Continua a leggere

“CHI TROVA IL MAGNESIO TROVA UN TESORO”

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Riso integraleCereali come riso integrale e quinoa, legumi come soia, fagioli e ceci, ortaggi come broccoli e spinaci, frutta secca come anacardi e noci. E, ancora semi di zucca, di girasole e di sesamo e cioccolato fondente. Sono gli alimenti sui quali bisogna puntare per fare il pieno di magnesio, il prezioso minerale che in questo periodo è protagonista della campagna “Chi trova il magnesio trova un tesoro”, promossa da Federfarma Genova in collaborazione con Sanofi e con il portale CucinaMancina.com, dedicato a quanti soffrono di allergie o intolleranze alimentari. Continua a leggere

FAVE, FAGIOLI E CECI: I LEGUMI DEL GIORNO DEI MORTI

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Le zuppe con i ceci a Milano, Pavia e Genova, i fagioli con le cotiche a Cremona e a Lodi, le fave con lo stoccafisso nel savonese, oppure cucinate ‘a coniglio’ nel palermitano. In diverse parti d’Italia i legumi sono protagonisti della tavola del 2 novembre. Una consuetudine antichissima, quella di associare ceci e fave al mondo dei defunti, che era già presente in epoca greca e romana: le popolazioni ioniche, prima del VII secolo a.C., credevano che durante la festa delle Antesterie – chiamata così perché cadeva nel mese di Antesterione, tra febbraio e marzo –, celebrata in onore di Dioniso, i morti tornassero sulla terra. Per permettere ai loro cari di rifocillarsi prima di far ritorno nell’aldilà, le popolazioni del tempo preparavano grosse pentole di ceci, fave e fagioli. Continua a leggere

F-MENU, NELLE MENSE AZIENDALI ARRIVANO I PIATTI “AL FEMMINILE”

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Il riso integrale, che vanta un elevato contenuto di fibre, le alici, ricche di Omega 3, le cime di rapa, una preziosa fonte di acido folico. Sono alcuni degli alimenti che da ora in poi compariranno nelle 240 mense aziendali italiane che hanno aderito alla nuova edizione di Okkio alla ristorazione, il progetto del Ministero della Salute avviato nel 2012 per diffondere il consumo di cibi sani nei ristoranti di imprese, uffici, ospedali. Sei le regioni coinvolte: Sicilia, Campania, Lazio, Emilia Romagna, Marche e Veneto. Continua a leggere

LA BIETOLA, UN ASSAGGIO DI PRIMAVERA

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Torta pasqualina A Genova è protagonista della Torta Pasqualina, la celebre specialità formata da 33 sottilissime sfoglie – in ricordo degli anni di Gesù – farcite con uova, maggiorana e prescinseua ligure, un formaggio fresco ligure, ma la bietola è da sempre presente sulle tavole degli italiani, cruda o cotta.

Cruda è largamente impiegata nelle insalate, condita con olio, limone e sale, mentre cotta è consumata prevalentemente lessa, condita poi con olio extravergine di oliva e limone. Cotta è anche l’ingrediente di molte zuppe regionali, come la famosa minestra maritata napoletana o quella con le patate. Molto diffusa in tutta la Penisola, fa la sua comparsa sui banchi del mercato solitamente agli inizi di marzo, dandoci un assaggio di primavera. Continua a leggere

POLPETTE? SÌ, MA DI LEGUMI

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polpette di fagioliNella cucina mediorientale sono presenti da sempre: le troviamo in Egitto, Palestina a Siria, con il nome di falafel, a base di ceci o fave e insaporite con un’esplosiva miscela di aromi – aglio, cipolla, cumino, coriandolo, sommacco – e in Turchia, rosse e invitanti, preparate con lenticchie, burgul – grano duro spezzato –, concentrato di pomodoro e paprika. E da qualche anno le polpette di legumi hanno pacificamente “invaso” anche le tavole italiane, in versione gentile, senza le tante spezie che caratterizzano quelle africane e asiatiche. Una tendenza culinaria nata dal web – come tante altre negli ultimi tempi –, dalla felice contaminazione con tradizioni e culture diverse dalla nostra. Continua a leggere

LA ZUPPA DI CASTAGNE, UN CLASSICO AUTUNNALE

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Zuppa di castagneEsistono piatti in grado di “rimetterci in pace con il mondo”, specialmente se gustati a cena, dopo un’intensa giornata di studio o lavoro. Le zuppe con le castagne sono uno di questi. Fumanti e buonissime, ideali nelle prime serate fredde dell’autunno, hanno un sapore particolare grazie alla dolcezza di questi frutti, che “ingentiliscono” anche il più importante degli ingredienti. Continua a leggere

LA SOIA CONQUISTA IL BELPAESE

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Da quando ha iniziato a diffondersi nel secondo dopo guerra e per quasi quarant’anni la soia in Italia si è consumata principalmente nelle insalate. Poi abbiamo imparato a conoscerla attraverso i ristoranti e la cucina cinese. Oggi è tra i cibi più richiesti e impiegati in cucina. Continua a leggere

LEGUMI IN FIERA

leguminosa napoli

Saranno ben 42 i legumi protagonisti di Leguminosa, il progetto ideato da Slow Food Campania per valorizzare e promuovere l’immenso patrimonio leguminoso come alternativa alla imperante alimentazione a base di carni. Al mercato che sarà allestito nella Galleria Umberto I, uno degli eventi della tre giorni napoletana tutta dedicata ai legumi, si troverà il cece rosa e quello famoso di Cicerale, la cicerchia del Cilento e quella di Serra dei Conti. E poi ben 25 varietà di fagioli. Il pregiatissimo Dente di morto e quello di Controne, il fagiolo di Norcia e il classico cannellino, il “rosso” di Lucca e il fagiolo malato o di San Giuseppe. E ancora il pisello selvatico, il lupino gigante, la Roveya di Civita di Cascia e le lenticchie di Villalba e Rascino.

Organizzato dall’Associazione Slow Food Campania l’evento è il primo in Italia interamente dedicato ai legumi. “In questi ultimi decenni i cambiamenti climatici, le catastrofi naturali, le scelte della società (spinta all’urbanizzazione, trasferimento di tecnologie)” – affermano da Slow Food Campania – “nonché le preferenze dei consumatori e dei produttori (specializzazione colturale, sostituzione degli impianti agricoli tradizionali) hanno provocato una notevole riduzione della diversità naturale e della sua espressione genetica”.

legumi assortitiIn programma dal 7 al 9 marzo nel capoluogo campano, Leguminosa prevede diverse attività rivolte ai consumatori ma anche agli operatori del settore: innanzitutto il mercato con 40 “bancarelle”, 2 convegni tematici, 4 percorsi didattici per bambini e famiglie, 4 laboratori del gusto, 3 laboratori della Terra e 5 teatri del gusto con affermati chef del panorama regionale e nazionale. L’evento è realizzato in collaborazione con il Centro Studi internazionale di Slow Food e il contributo anche operativo della Regione Campania, del Comune di Napoli, dell’ANCI Campania e del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Lo scopo principale è, come sostengono gli organizzatori, aiutare a comprendere e approfondire il legame che c’è tra consumatore, territorio, agricoltura e ambiente. “Un modo nuovo per avvicinare al consumo dei legumi e dunque ad una nuova fruizione anche del nostro territorio”.

“Il motore dell’idea progettuale” – afferma Antonio Puzzi di Slow Food Campania – “è l’ideazione di un percorso partecipato ed integrato di valorizzazione di risorse locali, che possa essere nello stesso tempo prospettiva di sviluppo locale e di crescita civile globale, anche nel senso di una nuova logica di fruizione turistica di un patrimonio di interesse collettivo”. Tra gli obiettivi di Leguminosa si può dunque ascrivere quello di proporre una nuova formula turistica, centrata sulla convivialità e sull’accoglienza in uno spazio a misura d’uomo, che sintetizzi tre elementi specifici:

– promuovere prodotti di territorio e percorsi culturali-ambientali, che favoriscano l’idea di una manifestazione come esperienza di crescita e conoscenza;

– educare giovani e adulti alla cultura del “consumo” consapevole e responsabile;

– tutelare realtà, beni comuni, che rischiamo di perdersi, quindi preservare e promuovere specie ed ecotipi di legumi che costituiscono dei giacimenti di biodiversità inalienabili.

Tutto l’evento ruoterà attorno al tema della biodiversità italiana e internazionale dei legumi. “Proteggere la biodiversità è sempre più un imperativo di spessore internazionale” – affermano i vertici di Slow food Campania – “essa è, infatti, il risultato di lunghi processi evolutivi che da oltre tre miliardi di anni permettono alla vita di adattarsi al variare delle condizioni sulla terra e costituisce il serbatoio da cui attinge l’evoluzione stessa per attuare tutte le modificazioni genetiche e morfologiche che originano nuove specie viventi”.