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RICETTE E CONSIGLI SU COME RICICLARE LE UOVA DI CIOCCOLATA

shutterstock_391635568 (1)Nel periodo successivo ai pranzi pasquali, che si abbiano dei figli o meno, ci si ritrova la casa piena di cioccolata che, per quanto buona, non sempre è facile da finire. Se non è stato sufficiente preparare il salame di cioccolata con gli avanzi di Colomba, potete dare spazio alla fantasia (e alla gola) e preparare tante altre squisite specialità.

Il tempo stringe perché il cioccolato è un alimento che non ama il caldo e l’umidità e l’avvicinarsi della bella stagione che segue la Pasqua, impone un consumo piuttosto veloce degli avanzi.

Se viene esposto alle alte temperature, il burro di cacao si scioglie e provoca quella che viene chiamata la ‘fioritura’ del burro. Si riconosce perché si ricopre di macchie chiare, esteticamente fastidiose, ma che non compromettono in alcun modo il gusto del cioccolato.

Vietato conservarlo in frigorifero perché è un luogo troppo freddo e umido, inoltre ricco di odori forti, capaci di rovinare l’aroma della cioccolata.

L’ideale dunque è consumarlo velocemente. Ecco qualche semplice idea che eviterà di ritrovarselo nella dispensa dopo l’estate.

 

BARRETTE AL CIOCCOLATO

Ingredienti

125 g di riso soffiato

600 g di cioccolato

Preparazione

Sciogli il cioccolato e a bagnomaria e ricopri con una parte di cioccolato un foglio di carta forno appoggiata su una teglia. Unisci il riso soffiato al cioccolato rimasto e stendi il composto sul foglio di carta oleata ricoperta di cioccolata. Metti la teglia in frigorifero per almeno 4-5 ore. Quando si sarà raffreddato e ben indurito taglialo a quadretti.

 

shutterstock_371077001FONDUTA DI CIOCCOLATO

Ingredienti

2 banane

1 cestino di fragole

2 kiwi

2 mandarini

200 g di cioccolata (fondente, al latte o bianca)

100 ml di panna fresca

Preparazione

Sciogli il cioccolato a bagnomaria, aggiungi la panna e amalgama bene, evitando la formazione di grumi. Servi versando la fonduta nell’apposito pentolino sotto al quale posizionerai una piccola candela per mantenere la fonduta fluida. Intingi la frutta nel cioccolato tenendola con un bastoncino o una forchetta.

 

shutterstock_195745736LIQUORE AL CIOCCOLATO

Ingredienti

100 g di cioccolata fondente

300 ml di panna fresca

700 ml di latte

250 g di zucchero

150 ml di alcol puro

Preparazione

Unisci il latte, la panna, lo zucchero e il cacao in una pentola e fai sobbollire il liquido ottenuto per circa dieci minuti senza smettere di mescolare, per evitare la formazione di grumi. Aggiungi il cioccolato e, quando si sarà sciolto, spegni il fuoco. Quando si sarà raffreddato aggiungi l’alcol e amalgama bene. Filtra il liquore con un colino a maglie strette e versalo nelle bottiglie. Lascialo riposare per circa un mese prima di consumarlo.

 

LA MICOOULA VALDOSTANA, IL GOLOSO PANE NATALIZIO CON FICHI E CASTAGNE

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Hône, nella bassa Valle d’Aosta, è un paesino di poco più di 1.100 anime nella Valle di Champocher, circondato dalle montagne e dai boschi. Da secoli i suoi abitanti, a Natale, preparano la Micooula, una pagnotta piccola e scura ma prelibata, che dal giorno dell’Immacolata e per tutta la durata delle feste diventa immancabile nei forni e nelle case del borgo. È impastata con farina di segale – che le conferisce il caratteristico colore marrone – mista a quella di frumento, lievito madre, acqua e resa golosa da castagne lesse, fichi secchi, noci spezzettate, uva passa e scaglie di cioccolato fondente. Continua a leggere

“CHI TROVA IL MAGNESIO TROVA UN TESORO”

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Riso integraleCereali come riso integrale e quinoa, legumi come soia, fagioli e ceci, ortaggi come broccoli e spinaci, frutta secca come anacardi e noci. E, ancora semi di zucca, di girasole e di sesamo e cioccolato fondente. Sono gli alimenti sui quali bisogna puntare per fare il pieno di magnesio, il prezioso minerale che in questo periodo è protagonista della campagna “Chi trova il magnesio trova un tesoro”, promossa da Federfarma Genova in collaborazione con Sanofi e con il portale CucinaMancina.com, dedicato a quanti soffrono di allergie o intolleranze alimentari. Continua a leggere

VACANZE FINITE? ECCO I 9 CIBI PER COMBATTERE LA “SINDROME DA RIENTRO”

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Lenticchie, mandorle, uova, broccoli, salmone fresco e banane. E poi una piccola ‘concessione’ come un pezzetto di cioccolato fondente, da gustare magari al termine della cena. Sono gli alimenti sui quali bisogna puntare per combattere la “sindrome da rientro” spesso associata alla fine delle vacanze estive. A suggerirlo è Alberto Fiorito, medico omeopata che da anni studia la correlazione tra alimentazione e salute: per riprendere al meglio gli impegni di lavoro o studio, lo specialista consiglia di privilegiare alcuni cibi dotati di virtù antidepressive, antiossidanti e rilassanti, che al termine dell’estate si rivelano utili per contrastare il cattivo umore e l’irritabilità tipici del ritorno alla quotidianità. Continua a leggere

LA ROMANTICA CENA DI SAN VALENTINO È “MADE IN ITALY”

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Cena di San Valentino

I carciofi, i gamberi e i legumi, le spezie e l’intramontabile cioccolato, persino la verza e il cavolfiore, che fino a qualche anno fa non avremmo mai immaginato di assaporare durante un romantico tête-à-tête. Saranno loro i protagonisti delle cenette che le coppie della Penisola si concederanno per la festa degli innamorati. Continua a leggere

I DOLCI DELLA BEFANA

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Fino a poco più di 50 anni si riempiva di biscotti, caramelle e qualche quadretto di cioccolato. Ma anche frutta candita o torroncini. Poi c’è stato il boom dei dolciumi industriali e di quelle preconfezionate. Negli ultimi anni la calza della Befana, un vero e proprio rito per un italiano su due (dati Confesercenti), è tornata ad essere riempita con prodotti artigianali e dolcetti particolari. Continua a leggere

I DOLCI DEL GIORNO DEI MORTI

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Zucchero, miele, mandorle, noci, uvetta. Ma anche cacao e cioccolato, canditi, melagrana e uva. È da questi ingredienti che il 2 novembre, da nord a sud dello Stivale, nascono i “dolci dei morti”, un’espressione forse un po’ tetra con cui si indicano le golosità – e sono davvero tante – preparate in tutta Italia nel giorno dedicato alla commemorazione dei defunti. Continua a leggere

DOLCETTO “DI ZUCCA” O SCHERZETTO?

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cupcake di zuccaZucca a colazione, insieme al caffellatte e al cornetto? Oppure per dessert, accompagnata da digestivi e liquori? Non sono scelte per palati “temerari” e amanti della cucina “d’avanguardia”: la zucca è impiegata da sempre nella preparazione di torte, pasticcini e confetture. Continua a leggere

CASTAGNACCIO, IL DOLCE “POVERO” DELL’AUTUNNO

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Castagnaccio In passato, anche durante la guerra, quando scarseggiava la farina di frumento o quella di mais, era considerato una pietanza “sfamafamiglie”, perché con “poca spesa e tanta resa” era in grado di saziare un’intera casa. Nato come dolce ma, al pari del migliaccio, buono anche come pranzo o cena, il castagnaccio è (o meglio è stato) un caposaldo della cucina e dell’alimentazione italiana. Continua a leggere

IL CONO, DESIGN ITALIANO CHE “PIACE” A TUTTI

Non solo un “contenitore” per il gelato, ma uno dei prodotti di food design made in Italy più importanti e famosi nel mondo: il Cono, nei suoi oltre 100 anni di storia ha ricevuto molteplici mutamenti formali, testimoniando intere generazioni sociali. Fatto di wafer, biscotto o altri tipi di cialda, il cono gelato, come siamo abituati a trovarlo, ha un’origine non proprio certa. Quasi sicuramente venne inventato da un italiano, Italo Marchioni, originario del Cadore, che lo brevettò a Washington D.C.  Il 13 dicembre 1903, Marchioni ricevette il brevetto statunitense N. 746971 per l’invenzione del cono gelato che aveva venduto in America sin dal 1896.

ice cream cone and fruitsPare infatti che l’idea nacque da uno stato di necessità, visto che inizialmente il suo gelato veniva servito in bicchieri di vetro. Capitava però di frequente che i medesimi non venissero restituiti al gelataio, o che si rompessero accidentalmente scivolando dalle mani dei clienti, comportandogli dunque una piccola perdita di capitale. Ancor prima del suo brevetto, vi sono delle testimonianze, di suoi golosi antenati, ostie di pane nei primi gelati serviti, confezionate in Italia con Caterina de’ Medici, che attraverso la servitù e i suoi cuochi italiani ne introdusse le ricette in Francia durante il Rinascimento.

In Inghilterra invece, sempre ad opera di Italiani, tale tradizione si diffuse solo nel Sedicesimo secolo. Coni in carta o metallo venivano usati in Francia, Germania e Gran Bretagna, durante il XIX secolo. Uno dei primi riferimenti ad un cono commestibile si può trovare nel libro di cucina “Mrs A. B. Marshall’s Cookery Book”, scritto nel 1888 dalla celebrata scrittrice culinaria Agnes Marshall. Nel descrivere la sua ricetta del cornetto con crema, Mrs Marshall indica che “i cornetti erano fatti con mandorle e cotti al forno, non premuti tra ferri”. E aggiunge: “questi cornetti possono essere riempiti anche con qualsiasi gelato o sorbetto o crema o frutta, e servito a pranzo o a cena”.  Mrs Marshall fu una influente innovatrice e rese molto popolare il gelato in Gran Bretagna. Pubblicò due libri di ricette specifici e brevettò anche una macchina per i gelati. L’idea di mangiare il gelato in contenitori a forma di cono però venne probabilmente ancor prima: Giuseppe Parini ne Il Giorno (1763) parla di “rigidi coni” alludendo ai contenitori nei quali sono servite lebevande odorose e congeste“. Questi coni erano chiaramente bicchieri di vetro o di metallo, che, a parte la forma, poco hanno a spartire con l’immagine che ci sale alla memoria quando sentiamo la parola “cono gelato”.

Il nostro cono è infatti fatto di cialda, più o meno leggera e le cialde sono invenzione antichissima, ne abbiamo notizia fin dal 1400. I “cialdonari” o “cialdai” le confezionavano con impasti leggeri e semiliquidi di acqua, farina, uova, zucchero e aromi, come i semi d’anice, utilizzando i tipici ferri decorati. La storia dell’invenzione del cono gelato ci riporta anche a St. Louis, Missouri, nel 1904 al Louisiana Purchase Exposition, dove la storia dice che un pasticciere siriano, Enrst Hamwi, che stava vendendo lo zalabia, una pasta croccante e gocciolante di sciroppo cotta in una pressa bollente per wafer, andò in aiuto al vicino venditore di gelati, forse Arnold Fornachou o Charles Menches, che stava finendo i piatti, arrotolando lo zalabia ancora caldo a forma di cono in modo che potesse contenere il gelato. Dopo la fiera, il cono gelato divenne molto popolare a St. Louis. C’è da dire però che la storia di Hamwi è esclusivamente basata su una lettera che egli scrisse nel 1928, ben 25 anni dopo il brevetto di Marchioni, allo Ice Cream Trade Journal, dopo aver fondato la Cornucopia Waffle Company, che intanto era diventata la Missouri Cone Company. In quel periodo, l’industria dei coni gelato produceva già circa 250 milioni di coni l’anno in tutta la nazione.

cono gelato panna e cioccolato con noccioleLa produzione su scala industriale dei primi coni, che venivano arrotolati a mano, avvenne intorno al 1912. Frederick Bruckman, un inventore di Portland, Oregon, brevettò una macchina per arrotolare la sfoglia dei coniL’idea che però risultò rivoluzionaria fu quella di vendere coni gelato congelati, da lungo tempo un sogno dei produttori di gelato. Solo nel 1959 un altro italiano, un certo Spica, produttore di gelati con sede a Napoli, risolse il problema del cono che fino ad allora si spugnava a causa del gelato contenuto. Spica inventò un processo in cui l’interno del wafer veniva isolato grazie ad uno strato di olio, zucchero e cioccolato e registrò il nome “Cornetto” nel 1960. Le vendite iniziali furono scarse, ma nel 1976 la Unilever acquistò la Spica e iniziò una massiccia campagna di marketing in tutta Europa, rendendo il “Cornetto” uno dei gelati più popolari del mondo.

Chiunque sia stato il primo a utilizzare un cono di cialda come contenitore del gelato, rimane il fatto che il successo fu enorme: il gelato diveniva un alimento da consumare passeggiando per strada o nel parco. In breve si moltiplicarono le ditte che producevano cialde e wafer per gelato.

ice creamOggi tra stampati e arrotolati, la varietà di coni è estremamente ampia. Le forme disponibili sono le più svariate: dal “classico”, di forma geometrica regolare e bordi lisci o decorati, alla coppa dall’imboccatura più larga e variamente sagomata, al bicchiere o coppa tronca dal fusto tagliato, al cestino (una sorta di ciotola fatta in cialda), alla “conchiglia” (a forma di piattino). Alcuni presentano nel bordo interno una ghiera, che ha lo scopo di trattenere il gelato in superficie evitando che scivoli lungo le pareti interne.
Svariate anche le dimensioni dei coni, che possono differire sia per il diametro della bocca sia per la lunghezza totale, che può andare dai 100 millimetri dei più piccoli agli oltre 200 millimetri dei maxi-coni. Senza dimenticare i conetti mignon (anche in versione colorata) e di dimensioni ridottissime, pensati per abbellire le coppette di gelato ma perfetti anche per offrire ai clienti un piccolo assaggio di un nuovo gusto.
Negli ultimi anni è possibile anche scegliere tra coni più o meno dolci o variamente aromatizzati o decorati, con il bordo rivestito di glassa al cacao, con aggiunta anche di granella di nocciole tostate, scaglie di cocco, piccoli zuccherini bianchi o colorati e ripieno di cioccolato fuso. Lo scopo è quello di rendere il cono sempre più invitante e fantasioso, non più soltanto un semplice “supporto”, ma un vero e proprio prodotto dolciario.

CACAO, TUTTE LE VIRTÙ DEL CIBO DEGLI DEI

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Con un pezzetto di cioccolato fondente o una cioccolata in tazza – meglio fredda ora che siamo in estate –, un cremoso budino o un gelato – perfetti in questa stagione –, un tartufino o un biscotto, un tortino “dal cuore morbido” o un cioccolatino, una fetta della golosissima torta Sacher o un muffin al cacao, o, ancora, un piatto di tagliatelle o di “cjalsons”, i tortelli originari della Carnia – il cioccolato, infatti, è utilizzato anche in numerose ricette salate – possiamo raddrizzare anche la più “storta” delle giornate. Il cioccolato fa bene, basta non esagerare! Continua a leggere

LA VITA È PIÙ SANA CON UN PO’ DI PEPERONCINO

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Ci lu stommicu bonu ole cu staje cipuddhra e tiaulicchiu aje te manciare” (“Se lo stomaco bene vuole stare cipolla e peperoncino deve mangiare”). Quanta saggezza in questo vecchio proverbio salentino, che attribuiva al peperoncino rosso il “potere” di proteggere lo stomaco e il suo funzionamento! Oggi considerarlo un amico della nostra salute non è più soltanto una credenza popolare: numerosi studi negli ultimi anni gli hanno attribuito, infatti, proprietà antibatteriche, antiossidanti e – come evidenziato di recente dall’Università della California – analgesiche e antidolorifiche. Continua a leggere

IL CIBO SI METTE IN MOSTRA

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Luoghi in cui conoscere le vicende dei alimenti che hanno segnato la storia del genere umano o dedicati alle eccellenze gastronomiche italiane; o ancora, come avviene soprattutto negli USA – dove c’è persino quello del “cibo bruciato” –, posti curiosi e insoliti per regalarsi qualche ora di divertimento. Sono i musei del cibo, dove gli alimenti si mettono in mostra, raccontandosi ai visitatori attraverso illustrazioni, oggetti e, in qualche caso, mediante assaggi e degustazioni, per soddisfare – oltre alla vista – anche il palato. Continua a leggere

NEI FRUTTI DI BOSCO TUTTE LE TONALITÀ DELLA SALUTE

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frutti di boscoCon loro la natura si è davvero sbizzarrita, donandoci piccole delizie dalle tonalità invitanti, un vero piacere per la vista e il palato. I frutti di bosco sono perfetti per dare un tocco vivace alla macedonia, per arricchire dolci e gelati o preparare squisite marmellate, sciroppi o liquori.

Rappresentano, però, anche un alleato prezioso per la nostra salute perché ricchi di antocianine, i pigmenti che conferiscono alla maggior parte di essi il caratteristico colore blu/viola o rosso scuro: questi composti chimici, appartenenti alla famiglia dei flavonoidi, sono dotati di spiccate proprietà antiossidanti, poiché inibiscono l’avanzata dei radicali liberi – i cosiddetti prodotti di scarto della cellula responsabili dell’invecchiamento – e riducono i danni che questi ultimi provocano ai tessuti. In particolare, svolgono un’azione vaso-dilatatoria, proteggendo il sistema cardiovascolare dai pericoli derivanti dall’eccesso di colesterolo nel sangue e aiutano il sistema nervoso a restare “in forma”. Continua a leggere

CONFETTATA: LE DOLCI PRALINE VANNO A NOZZE

confettiÈ l’ultima tendenza nel mondo del wedding, un angolo dolce sistemato in sala al termine del ricevimento di nozze, impreziosito con decorazioni che richiamano lo stile della location e ricoperto di confetti dai gusti più diversi. La confettata è una vera e propria degustazione dei prelibati bonbon, presentata su un tavolo dal quale ogni ospite può servirsi liberamente.

Una moda che ha preso il posto di una consuetudine diffusa fino a qualche decennio fa, soprattutto nel Sud Italia, quando gli sposi, alla conclusione del pranzo, passavano tra gli invitati ringraziandoli per aver preso parte alla loro festa con una manciata di confetti: lui teneva in mano il sacchetto, lei con l’aiuto di un cucchiaio porgeva l’omaggio ai commensali.

Ormai lontani i tempi in cui il confetto da matrimonio – presente già nei banchetti nuziali nell’antica Roma, ricoperto di miele – era esclusivamente con la mandorla, oggi il mercato offre una varietà vastissima di queste piccole delizie, diventate sempre più simili a veri e propri cioccolatini. Perché limitarsi, allora, ad offrire un unico gusto?

Il tavolo della confettata fa la sua apparizione in sala – collocato dal personale o dalla wedding planner – soltanto alla fine della cerimonia, poco prima del taglio della torta, insieme a quello delle bomboniere e – se previsto – del buffet dei dolci. confettata_matrimonioSu di esso compaiono almeno sette tipologie di confetti, di diversi colori, posti all’interno di raffinate boule di vetro, alzatine di porcellana, coppe, vasi, sacchetti di iuta o di raso, con l’aggiunta di fiori, nastri, candele e altri ornamenti, in grado di creare un allestimento “scenografico” perfettamente in sintonia con il tema della cerimonia. In alcuni casi, accanto ai recipienti con i confetti vengono posti piccoli contenitori vuoti – scatoline di plexiglass o carta, sacchettini di stoffa – per consentire a ciascuno di portare a casa un dolce ricordo della giornata trascorsa.

Sui gusti, poi, c’è solo l’imbarazzo della scelta: accanto ai classici e bianchi con la mandorla – i più pregiati sono quelli con la “Pizzuta d’Avola”, prodotta a Noto, in Sicilia, utilizzata anche nei celebri confetti di Sulmona –, troviamo una gamma pressoché infinita. Ripieni di frutta – melone, mela, pistacchio, fragola, arancia o banana, per citarne solo alcuni –, di crema alla nocciola, al caffè o al gianduia, di tiramisù o zabaione, di ricotta e pere, wafer o marron glacé, di limoncello o altri liquori e persino – per gli amanti dei sapori audaci – nella variante al peperoncino, alla rosa o alla viola: dentro l’involucro di zucchero, insomma, i confetti racchiudono il meglio della pasticceria italiana, meritando di essere “degustati” come si fa con un bicchiere di buon vino.

Assaggiarli, dunque, non vuol dire più soltanto augurare agli sposi “fertilità, lunga vita, salute, ricchezza e felicità” – il significato delle cinque praline solitamente unite alla bomboniera –, ma anche godere di un autentico momento di piacere.

LA GIUSTA DOLCEZZA AI BAMBINI

Mother and daughter preparing cream puffsPasqua è ormai alle spalle, ma non certo il suo carico di dolci, cioccolato e calorie. Non è difficile trovare per le prossime settimane ancora colombe da “smaltire”, uova di pasqua da scartare, per i bambini una continua tentazione! Si, perché i più piccoli hanno una sorta di predisposizione naturale al gusto dolce, sviluppatasi, come non tutti sanno, proprio dal latte materno.

Ma i pediatri avvertono: non esagerare con le uova di cioccolato, una volta scartati e svanito l’effetto sorpresa, è bene che tutta la cioccolata sia fuori dalla portata dei bambini, e non solo! Piuttosto è preferibile utilizzarla per preparare dolci e biscotti che uniscono alla bontà la genuinità. Inoltre è consigliabile utilizzare, anche per gustose preparazioni fatte in casa, frutta matura al punto giusto, e per questo già più dolce, da offrire ai bambini a colazione o a merenda, al posto di merendine e snack confezionati.

In Italia 9 bambini su 10, al di sotto dell’anno di età, consumano troppo zucchero nella loro dieta. A confermarlo è un recente studio Nutrintake, condotto dal Prof. Gianvincenzo Zuccotti (Direttore Clinica Pediatrica L. Sacco di Milano, Università degli Studi di Milano) realizzato su un campione di oltre 400 bambini italiani dai 6 ai 36 mesi.

littel girl is eating sweetsGli zuccheri sono fondamentali per la crescita e il sostentamento quotidiano – spiega il Prof. Claudio Maffeis, pediatra nutrizionista e Professore Associato di Pediatria all’Università di Verona – ma la nostra dieta ha già a disposizione tanti alimenti naturalmente dolci che aiutano ad assecondare il gusto dei nostri bambini senza forzature e predispongono ad abitudini salutari”.

I rischi derivanti dalla troppa “dolcezza” di mamma e papà sono la predisposizione del bambino a carie, aumento di peso, oltre ad una scorretta educazione alimentare che con grande probabilità si protrarrà da giovani e adulti, con problemi rilevanti per la salute, ad esempio lo sviluppo di patologie cardiovascolari. 

Quali sono gli errori più comuni?

Tra i comportamenti più diffusi nelle famiglie italiane ci sono le ‘dolci’ concessioni come premio per un gesto o un comportamento lodevole, o per consolare un pianto disperato (pratica comune è ad esempio quella di intingere il ciuccio nello zucchero o nel miele).  Così come, altro errore, è quello di considerare l’alimentazione del bimbo dopo il primo anno di età alla stessa stregua di quella degli adulti: il bambino necessita di un’alimentazione specifica.

Per non parlare dell’abitudine di accentuare il sapore dei cibi, spesso la frutta, con l’aggiunta di zucchero perché si pensa siano più apprezzati dal bambino.

Alcuni consigli utili

Certo gli zuccheri sono importanti perché forniscono energia indispensabile per un bambino, ma occorre fare attenzione alla quantità di zuccheri semplici e raffinati introdotti nella loro dieta, contenuti soprattutto nelle merendine e nei biscotti, che oltre ad essere causa delle carie dentarie (soprattutto gli zuccheri più appiccicosi delle caramelle gommose), creano nel bambino un continuo senso di fame dovuto al loro veloce assorbimento.

È preferibile, invece, far consumare zuccheri sotto forma di carboidrati a catena lunga, quelli cioè contenuti nei cereali integrali che liberano il glucosio nel metabolismo in modo lento e continuo.

Le alternative più sane e naturali allo zucchero

HoneyMalto

Per aspetto simile al miele, fra tutti i dolcificanti naturali è forse il migliore. Si ottiene dalla fermentazione del tutto naturale dei cereali come mais, avena, riso, grano, ed è un concentrato di proteine, calcio, magnesio e vitamine del gruppo B.

Sciroppo d’acero

Da sapore caramellato molto gradevole al palato, è ricco di sali minerali: potassio ma anche calcio e ferro. Può essere utilizzato in cucina anche la preparazione di dolci da forno o al cucchiaio.

Sciroppo di mele

Ricco soprattutto di magnesio e potassio, è un dolcificante particolarmente energetico, consigliato anche per i bambini che fanno sport. Si presta alla preparazione di gustose torte e dolci da forno.

Miele

Dal gusto dolcissimo è, per questo, il preferito dai bimbi. Ricco di nutrienti importanti, vitamine e sali minerali, è però consigliabile non abbondare con le quantità, soprattutto per i bambini al di sotto dei 12 mesi, quello grezzo può presentare microrganismi che possono procurare colichette e gonfiori.

L’UOVO DI CIOCCOLATO

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Al latte o fondente, nocciolato o mandorlato, bianco o gianduia, l’uovo di cioccolato è per eccellenza il dolce della Pasqua. Il suo fascino è legato soprattutto al momento dello “scarto”, attesissimo in particolare dai più piccoli, che si divertono a immaginare quale sorpresa troveranno all’interno. Continua a leggere

LE DOLCI BONTÀ DI PASQUA

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Gli ingredienti semplici e golosi della tradizione pasticcera italiana e le forme legate ai segni della Passione e Resurrezione di Cristo l’agnello, che incarna il suo sacrificio sulla croce, la colomba, simbolo di pace, e l’uovo, da sempre associato alla vita che rinasce: sono le caratteristiche dei dolci di Pasqua nella Penisola, che non possono mancare per concludere degnamente il pranzo di questo giorno di festa. Continua a leggere

I 10 DOLCI DEL CARNEVALE

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Semplici e golosi. I dolci del Carnevale italiano, ricette che hanno alle spalle secoli di storia, sono preparati con ingredienti presenti in tutte le dispense, come farina, latte, zucchero, burro, uova e, in alcuni casi, cioccolato fondente o miele. Senza dimenticare l’olio di semi: tranne che in poche eccezioni, infatti, il dolce del Martedì Grasso è per eccellenza fritto. Continua a leggere

IL PRIMO CIOCCOLATINO INCARTATO SINGOLARMENTE

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E’ il cioccolatino più rappresentativo della tradizione dolciaria piemontese, o meglio Torinese. A forma di barchetta rovesciata il gianduiotto o giandujotto (in piemontese giandojòt) è stato il primo cioccolatino ad essere impacchettato singolarmente, nel lontano 1865, una vera e propria novità per quei tempi. Continua a leggere