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I 20 PIATTI TIPICI REGIONALI DELLA PASQUA ITALIANA

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Easter table setting with spring flowers and cutleryDa Nord a Sud del Belpaese, il protagonista della tavola di Pasqua è sicuramente l’agnello, diffuso quasi ovunque, ma ci sono anche tante pizze e torte salate che vengono consumate a colazione o come antipasto, accanto alle uova sode – che per la loro forma circolare, senza inizio né fine, simboleggiano la Resurrezione – e ai salumi.

E poi ortaggi di stagione, come le puntarelle laziali o le ‘castraure’ venete, la pasta fatta in casa dell’Emilia o i ricchi sformati siciliani: la domenica di resurrezione in ogni località della Penisola c’è una ricetta speciale che non può mancare in questo giorno di festa. Continua a leggere

TASTE, A FIRENZE TRA PRODOTTI TIPICI E SAPORI INEDITI

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Crediti: Francesco Guazzelli

Crediti: Francesco Guazzelli

Dal 12 al 14 marzo alla Stazione Leopolda di Firenze va in scena il meglio dell’enogastronomia italiana, con “Taste”, il salone del gusto promosso da Pitti Immagine, dedicato al cibo e ai vini di eccellenza della Penisola e alle novità del settore food. Una vetrina del made in Italy che quest’anno, per l’undicesima edizione, darà spazio a 340 aziende, venti in più rispetto al 2015: sono imprese di famiglia e realtà locali piccole o medie, che propongono prodotti legati al territorio, tradizionali o innovativi, con un’attenzione particolare alla qualità e a metodi di lavorazione sostenibili. La tre giorni rappresenta anche un’occasione per visitare i luoghi più belli di Firenze, che durante l’evento si animano di degustazioni, cene a tema, spettacoli e dibattiti che si affiancano all’esposizione alla Leopolda. Continua a leggere

A VERONA PER I “BANCHETTI DI SANTA LUCIA”, TRA ARTIGIANATO E SAPORI INTENSI

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Mercatini di Santa Lucia Verona

viaggi.corriere.it

Da secoli, nei giorni che precedono la Festa di Santa Lucia, Verona ospita i Banchéti de Santa Lussia, i suggestivi mercatini allestiti nella zona che circonda l’Arena, tra Via Roma, Piazza Bra e Piazza Cittadella. Una storica manifestazione che dal 10 al 13 dicembre richiama nel capoluogo veneto centinaia di venditori – quest’anno saranno 268 – provenienti da tutta Italia, che espongono decorazioni natalizie fatte a mano, prodotti di artigianato e giocattoli, insieme a salumi e formaggi, oli e vini pregiati, miele, dolci e altre eccellenze enogastronomiche della nostra Penisola. Continua a leggere

UN CONCENTRATO DI VIRTÙ DIETRO IL SAPORE INTENSO DEL PECORINO TOSCANO

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Pecorino toscano

Protagonista indiscusso della cucina italiana, dopo essere stato trascurato per oltre vent’anni sta tornando di prepotenza sulle tavole. Se uno degli usi più noti è come condimento di piatti come l’amatriciana, che l’ha reso famoso in tutto il mondo, il pecorino è sempre più presente nella dieta settimanale, tanto che il consumo continua a crescere, anche negli Stati Uniti (fonte Coldiretti Sardegna). Continua a leggere

BENESSERE A DOMICILIO, IL MEGLIO DELL’ENOGASTRONOMIA MADE IN ITALY DAL PRODUTTORE ALLA TAVOLA

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cesto in legno di formaggi e salameFormaggi e salumi pregiati, pane ricavato da grani antichi, verdura e frutta biologica e biodinamica: da oggi si può decidere di far arrivare sulla propria tavola il meglio dell’enogastronomia di nicchia del Belpaese, grazie al progetto “Delivery Wellness”, lanciato lo scorso 12 novembre dall’omonima associazione romana. L’iniziativa coinvolge una serie di aziende agricole, piccoli produttori di vino e allevatori quasi tutti laziali – ma l’intenzione è di estenderla in futuro alle altre regioni –, impegnati in un lavoro di valorizzazione dei prodotti tipici della loro terra. Continua a leggere

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8 sfondo biancoSono le specialità italiane che nel 2015 hanno ricevuto il marchio DOP o IGP

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Finocchiona Toscana, la Focaccia di Recco col formaggio, la Cipolla Bianca di Margherita di Savoia, la Patata Rossa di Colfiorito e quella Novella di Galatina. E ancora, il Pecorino delle Balze Volterrane, il Salame Piemonte e il Silter bresciano. Cresce la famiglia delle eccellenze italiane tutelate dall’Unione Europea: nel 2015 otto specialità della nostra Penisola hanno ricevuto il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) o DOP (Denominazione di Origine Protetta), che riconosce il profondo legame che le unisce al territorio di provenienza e al tempo stesso le protegge dai numerosi tentativi di contraffazione. Continua a leggere

SEMBRA UNA TORTA MA È UNO DEI CACI PIÙ PREGIATI DELLA TRADIZIONE PIEMONTESE: IL MONTEBORE

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www.mozzakimozza.com

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Fu l’unico formaggio ‘ammesso’ al ricchissimo banchetto organizzato per il matrimonio tra Gian Galeazzo Sforza e Isabella d’Aragona, celebrato nel 1489 a Tortona. Forse Leonardo da Vinci, cerimoniere d’eccezione del nobile pranzo, lo scelse per la sua forma davvero unica, che ricorda quella di una torta nuziale e lo rende ancora oggi uno dei caci più pregiati della tradizione piemontese e italiana. Il Montebore è una formaggetta di latte vaccino e ovino, nata almeno mille anni fa nell’omonima frazione del comune di Dernice (Alessandria), nella Valle del torrente Curone, in un territorio al confine tra Piemonte e Lombardia con pochissime abitazioni, dominato da una natura rigogliosa e incontaminata. Continua a leggere

A VOLTERRAGUSTO PER SCOPRIRE I SAPORI DELLA MAREMMA PISANA

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Volterra - Toscana - ItaliaVigneti_ToscanaVolterra_lavorazione alabastro

Due fine-settimana per immergersi tra i sapori, i profumi e i colori dell’autunno, nel caldo scenario della Maremma Pisana. Nel weekend del 24 e 25 ottobre e in quello successivo del 31 ottobre e 1° novembre torna Volterragusto, la manifestazione dedicata all’enogastronomia del borgo più antico della Toscana, che per quattro giorni diventa meta dei buongustai di tutta Italia che arrivano qui per una breve vacanza tra storia, natura e gusto. Continua a leggere

LE MELE E LE ALTRE MERAVIGLIE DEL TRENTINO A POMARIA 2015

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Dolomiti di BrentaSudtiroloTrentino - Val di Sole

Due giorni per ritemprare corpo e mente tra le meraviglie del Trentino, alla scoperta di sapori genuini e paesaggi incantevoli. Sabato 10 e domenica 11 ottobre a Cles, cittadina della provincia di Trento capoluogo della Val di Non, torna Pomaria, la grande festa del raccolto delle mele. Un’occasione per assaggiare i frutti appena colti, ma anche per concedersi una breve vacanza autunnale ai piedi delle Dolomiti di Brenta, in una terra che in questo periodo si veste dei colori caldi dell’autunno. Continua a leggere

IL MELONE DALL’ANTIPASTO AL DOLCE

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Melone estivo

L’abbinamento più famoso è con il prosciutto crudo, immancabile nelle cene informali tra amici così come nelle occasioni importanti, dai pranzi di lavoro fino a quelli di nozze. Ma il celebre antipasto non è l’unica ricetta salata che ha per protagonista il melone: il goloso frutto estivo, oltre che per macedonie, sorbetti e gelati, viene utilizzato sempre più spesso come ingrediente di insalate, carpacci, persino paste fredde e risotti. Gustare il melone a tutto pasto, al contrario di quanto si può pensare, non è una tendenza degli ultimi anni: già gli abitanti della Roma antica lo tagliavano a pezzetti e lo condivano con sale e aceto; più tardi, nell’Ottocento, Alexandre Dumas padre consigliava di mangiarlo “con pepe e sale, e berci sopra un mezzo bicchiere di Madera, o meglio di Marsala”. Continua a leggere

DA CACIO POPOLARE A FORMAGGIO PREGIATO, IL TOMA PIEMONTESE DOP

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toma piemontese

leddistribuzione.it

Un tempo era considerato un cacio ‘popolare’, perché veniva utilizzato nelle cucine più umili per dare sapore alle minestre di verdura e renderle più sostanziose. Oggi invece il Toma Piemontese – e non ‘la’ Toma, come si potrebbe pensare – figura tra i formaggi più pregiati del Belpaese: è una delle 48 specialità casearie italiane tutelate dal marchio DOP (che ha ricevuto nel 1996) e si distingue per il sapore unico, che deriva dall’utilizzo esclusivo di latte vaccino, e per il processo di produzione, che nelle province di Torino, Cuneo, Vercelli, Biella, Novara e in alcuni comuni dell’astigiano si tramanda da una generazione all’altra da almeno mille anni. Ne esistono due varietà: la tradizionale, ottenuta dal latte intero, morbida, dal sapore dolce e dall’aroma delicato, e la semigrassa, ricavata con il latte parzialmente scremato, dal gusto intenso e dalla pasta semidura. Continua a leggere

LA “CASCIOTTA” DI MICHELANGELO

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www.consigliaricette.com

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Prodotta nella campagna marchigiana da almeno cinquecento anni con il latte bovino e ovino dei pascoli locali, la Casciotta d’Urbino è tra i più antichi formaggi del Belpaese, oltre che uno dei 47 tutelati dal marchio DOP. Questa formaggetta tonda di piccole dimensioni, dalla consistenza e dal sapore dolce con un delicato aroma di latte, vanta una “parentela” davvero illustre: i terreni dove in origine veniva prodotta, a Casteldurante – l’attuale Urbania, in provincia di Pesaro Urbino –, infatti, appartennero a Michelangelo Buonarroti. La scoperta, recentissima, è di Rodolfo Coccioni, geologo e docente dell’Università di Urbino, che il 5 maggio ne ha dato notizia ufficiale e il prossimo 13 giugno mostrerà gli atti del ritrovamento a Expo, nel corso di una manifestazione in cui sarà presentato il nuovo corso di Alta Formazione in “Geologia e Gusto” dell’ateneo urbinate. Continua a leggere

SLOW FOOD PLANET: TUTTI I LOCALI “SLOW” ALLA VELOCITÀ DELLE NUOVE TECNOLOGIE

slow food planetC’è tutto il cibo “Buono, pulito e giusto” dei quattro angoli del pianeta in Slow Food Planet, la nuova applicazione per smartphone e tablet appena nata in casa Slow Food.

Uno strumento che unisce alla velocità della tecnologia la filosofia “lenta” della storica associazione fondata da Carlo Petrini, per offrire ai viaggiatori in giro per il mondo l’opportunità di scovare osterie, negozietti, ristorantini tipici che non sono ancora sotto i riflettori delle guide gastronomiche internazionali, ma che sanno raccontare molto del posto in cui si trovano e lo rendono unico. Si va dalla “Pratkit Bakery” di Barcellona, un hotel a tre stelle con annessa una panetteria che sforna pane, brioche e croissant impastati a mano, al “Restaurante do Bira” di Rio de Janeiro, con vista sulla costa di Marambaia, che serve prodotti ittici freschissimi pescati direttamente dal cuoco, Ubiratan de Souza Leal, dall’“Espressofabriek” di Amsterdam, dove i clienti possono gustare il caffè appena tostato al piano di sopra, al “Civaiolo” di Firenze, il bottegaio che nel suo locale di Via Taddea, accanto a legumi e baccalà, vende ogni genere di oggetti per la casa, dai chiodi alle guarnizioni per la moka.

L’app vuole essere anche un modo per accogliere in Italia i visitatori stranieri che arriveranno a Milano per Expo e guidarli alla scoperta delle eccellenze del Bel Paese.

Realizzata da Slow Food Editore con il supporto di Lavazza e disponibile in italiano e in inglese, Slow Food Planet è stata lanciata il 16 aprile scorso ed è scaricabile gratuitamente da Apple Store e Google Play con un territorio a scelta (10 per i soci); entro novembre 2015 conterà 12.500 segnalazioni – di cui 4.000 in Italia – in 22 Paesi, dalla Francia al Messico, dalla Spagna agli Stati Uniti, dal Brasile al Giappone. “Vogliamo che entro la fine del 2018 tutto il mondo sia mappato, dalle grandi città alle aree più remote del Sud del mondo”, sostiene Carlo Petrini.

Il database viene alimentato grazie al lavoro di 150 coordinatori, redattori e traduttori; le segnalazioni, invece, arrivano da 2.000 soci Slow Food sparsi per il mondo, persone che conoscono bene il territorio, frequentano i locali, parlano con i gestori e sanno indicare ai turisti e a chi è in viaggio per lavoro dove bere una buona birra artigianale, gustare la colazione del luogo, comprare i formaggi tipici oppure la frutta e la verdura a km zero. Proprio come un amico “che vive nella città dove ci si sta per recare chiedendo un consiglio su dove andare a cena”, commenta il curatore del progetto Eugenio Signoroni.

Slow Food PlanetCome funziona? Dopo aver specificato l’“Area Slow Food” in cui ci si trova, è possibile trovare il locale giusto in base alla “tipologia”, al “prodotto” o all’“atmosfera” – cena romantica, gita, pranzo informale – desiderata, oppure utilizzando il dispositivo di geolocalizzazione. Ogni segnalazione è corredata da tutte le informazioni utili visualizzate in un’unica scheda: descrizione, foto, indirizzo, numero di telefono, fascia di prezzo e costo medio di un pasto, collegamento al sito web, orario di apertura e mappa.

Ma la parola chiave di Slow Food Planet è “tempo”, che troviamo nelle tre sezioni principali dell’app: “Tempo per Mangiare” offre una selezione di ristoranti, osterie, pizzerie, bistrot, burgherie e bar, compresi quelli che propongono menù per celiaci o vegetariani, take away, locali aperti 24 ore al giorno; “Tempo per me” riunisce brunch cafè, sale da tè, cocktail bar, tutti quei luoghi, insomma, in cui rilassarsi dimenticando l’orologio; “Tempo per comprare”, infine, seleziona mercati contadini, botteghe e piccoli produttori, per portare a casa salumi, formaggi, cioccolato, vini e altre specialità.

IL SEGRETO DEL BAGÒSS, IL FORMAGGIO DI BAGOLINO

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www.ricette20.it

www.ricette20.it

Un sapore intenso, quasi piccante, dovuto alla lunga stagionatura, unito a un profumo forte e persistente, in cui si mescolano sentori di fieno e spezie. Il Bagòss è un formaggio dal carattere deciso, che non lascia indifferente: il suo segreto è lo zafferano che dona alla pasta il caratteristico colore giallo paglierino e la rende particolarmente aromatica. Viene prodotto da tempi lontani a Bagolino, delizioso borgo medievale in provincia di Brescia, nella Valle del fiume Caffaro, circondata dalle vette alpine. Continua a leggere

IL CARNEVALE DI SAURIS TRA RITO E GUSTO

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SaurisSauris, Lago, Diga e dintorni -94Lago di Sauris

Come ogni anno, da diversi secoli, a Sauris, un borgo di appena 429 abitanti delle Dolomiti Friulane, il Carnevale ha preso il via sabato con la Notte delle Lanterne, un antico rito che si sviluppa lungo il suggestivo percorso che si snoda tra i boschi della Carnia. Portato qui da un piccolo gruppo di persone proveniente dalla vicina Austria, che si insediò nella valle tra il XIII e il XIV secolo, ogni anno attira centinaia di turisti. Continua a leggere

ITALIA, IL PAESE DEI 403 FORMAGGI

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Formaggi mistiParmigiano reggiano, mozzarella di bufala campana, gorgonzola, grana padano, caciocavallo, tome fresche e stagionate, squacquerone di Romagna, quartirolo, giuncata, burrata, asiago, taleggio, pecorino: l’Italia è sicuramente il paese del formaggio. Ben 403, in base alle stime dell’Istituto di Sociologia Rurale, i prodotti caseari che nascono entro i confini della Penisola, tra cui si contano 48 specialità a marchio DOP o IGP, che portano in alto il nome della gastronomia italiana nel mondo. Continua a leggere

I 10 ALIMENTI CHE NON POSSONO MANCARE NELLA COLAZIONE DEGLI ITALIANI

Composition with breakfast on the table. Balnced diet.Biscotti, cornetti, fette biscottate con marmellata o miele, ma anche yogurt, cereali e formaggi, oltre all’immancabile caffè, al cappuccino e al latte. Gli italiani hanno riscoperto il gusto di una colazione sana e nutriente. Per ben 35 milioni di persone, adulti e bambini, quello che viene considerato “il pasto più importante della giornataè tornato ad essere un rito, a cui si dedica il giusto tempo: almeno 15 minuti.

Un quarto d’ora che generalmente si trascorre in compagnia di familiari ma anche amici o se si è da soli leggendo il giornale o davanti la tv. Una svolta epocale rispetto ad appena trent’anni fa, quando la colazione era diventata quasi superflua o le si dedicava al massimo qualche minuto o ancora rispetto al secondo dopoguerra, in cui l’alimentazione mattutina, omologata dalle abitudini dei soldati, si limitava alla zuppa di latte o al caffè con qualche galletta. In questo modo si cerca di cominciare la giornata al meglio, senza quella fretta o stress che accompagnerà la giornata.

La nuova tendenza è emersa dall’ indagine Aidepi/Doxa. Secondo il rapporto dell’associazione delle industrie del dolce e della pasta, che annualmente fotografa i consumi e le abitudini degli italiani, negli ultimi anni i biscotti hanno preso il posto del pane che per secoli ha dominato la colazione: appena sfornato, raffermo nel latte, leggermente tostato.

i 10 alimenti della colazione I biscotti sono scelti da 6 italiani su 10 (58%), seguiti da pane e/o fette biscottate (sempre più presenti), con o senza marmellata, ma anche miele e creme spalmabili alla nocciola o al cacao (19%). La vera novità, oltre all’avvicendamento pane/biscotti è l’introduzione di alimenti “benessere” come i cereali, come Corn flakes, riso soffiato o muesli, caratteristici della colazione anglosassone e d’Oltreoceano, e lo yogurt o altri prodotti “salutistici” (scelti dal 44% degli italiani).

Anche le merendine ormai hanno un posto fisso nella colazione grazie anche ai cornetti confezionati che sono al primo posto in questa categoria, seguiti dalle crostatine. Il dato positivo è rappresentato dal ritorno sulla tavola del mattino di dolci fatti in casa, tra cui torte e biscotti. Tra le bevande è sempre il latte a farla da padrona, dato determinato dal consumo dei bambini (35%). Ma anche gli adulti lo stanno riscoprendo. E poi c’è il caffè (33%) e il cappuccino (28%) e infine il tè (14%). Infine i formaggi freschi come la ricotta e quelli in fiocchi. Da qualche anno, anche nel nostro Paese, fa capolino sulla tavola della colazione il prosciutto cotto consumato assieme ad una fettina di formaggio a pasta filata, preferenzialmente nei toast, magari accompagnato da una spremuta di arance. Una contaminazione del mondo anglosassone effetto della globalizzazione con cui ci confrontiamo principalmente nei ristoranti degli hotel e nei coffe bar di catene di fast food sempre più presenti nelle nostre città. Così come tra i dolci avanzano i Pancake.

La nostra cultura, in fatto di gastronomia, è molto sensibile ai sapori della memoria – afferma il professor Marino Niola dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli – Ci aiuta e ci tranquillizza il fatto di ritrovare sulla tavola della prima colazione i sapori della tradizione. Una volta il pane era un elemento fondamentale della colazione, lo è stato storicamente per secoli. Oggi è affiancato da prodotti da forno, fette biscottate, biscotti, cornetti, pancarré“.

TUTTE LE PROTEINE NOBILI DEL LATTE NELLA GIUNCATA PUGLIESE

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GiuncataÈ l’unico formaggio che va consumato nella stessa giornata in cui è prodotto, al massimo entro un paio di giorni. La Giuncata è un toccasana: un formaggio dalla conistenza spalmabile e dal gusto delicatissimo, a base di latte vaccino, ovino o misto, privo di sale, che conserva tutte le proteine del latte. Conosciuta già nel III secolo a.C., è chiamata così perché tempo fa era prodotta in fascere – gli stampi in cui viene posta la cagliata – intrecciate con il giunco naturale.

Può essere servita come antipasto, al naturale o sui crostini, ed è ottima come secondo piatto leggero, accompagnata da insalatina mista o verdure saltate in padella. Unita a uova e farina, è impiegata anche per preparare deliziosi gnocchetti, da insaporire con un semplice sugo di pomodoro; nella puntata de La Prova del Cuoco del 7 dicembre scorso, poi, lo chef Luigi Gandola l’ha utilizzata per condire gli strascinati (una pasta fresca pugliese), insieme ai funghi carboncelli e ai pomodori secchi. Impanata con farina, uova e pangrattato e fritta diventa uno stuzzichino golosissimo, con la crosticina dorata e croccante che nasconde un cuore cremoso. Continua a leggere

I PROFUMI E I SAPORI DELLA FIERA DEL TARTUFO BIANCO D’ALBA

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Serralunga d'AlbaVigneti delle LangheLanghe

Tra i tartufi è quello più ricercato e, ovviamente, tra i più cari. Anche se quest’anno, a causa delle piogge abbondanti, è cresciuto in grandi quantità che ne hanno fatto calare il prezzo sensibilmente, da 300-500 € all’etto a circa 200 €. Il tartufo bianco di Alba fino al 16 novembre sarà protagonista dell’84° edizione della Fiera Internazionale. L’occasione per programmare un weekend nelle Langhe. Continua a leggere

DOLCETTO “DI ZUCCA” O SCHERZETTO?

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cupcake di zuccaZucca a colazione, insieme al caffellatte e al cornetto? Oppure per dessert, accompagnata da digestivi e liquori? Non sono scelte per palati “temerari” e amanti della cucina “d’avanguardia”: la zucca è impiegata da sempre nella preparazione di torte, pasticcini e confetture. Continua a leggere

IL PASTO È NUDO, VIRTUOSO E RESPONSABILE

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Pasto nudoFarine semintegrali ricavate da grani antichi moliti su pietra, Parmigiano Reggiano stagionato fino a dieci anni, ortaggi “biodinamici”, extravergine di qualità, pane impastato con il lievito madre. Sono alcuni dei cibi in vendita su Ilpastonudo.it, una rete che riunisce le aziende agroalimentari “virtuose” sparse da Nord a Sud della Penisola.

Il progetto è stato tra le innovazioni in mostra al Maker Faire European Edition, l’evento internazionale, che si è svolto dal 3 al 5 ottobre all’Auditorium Parco della Musica di Roma, dedicato ai nuovi modelli di business sostenibili, con un ampio spazio riservato al settore food. Continua a leggere

FUNGHI, ZUCCA E FORMAGGIO PROTAGONISTI DEI 10 PIATTI AUTUNNALI PIÙ DIFFUSI

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Con l’autunno tornano in cucina alcuni dei prodotti alimentari caratteristici del Paese: i funghi, la zucca, le castagne, i formaggi. Sono loro i protagonisti dei primi dell’autunno: piatti profumati e succulenti che portano in tavola l’atmosfera di questa stagione così ricca di colori caldi e sapori intensi. Continua a leggere

LA CONFETTURA DI CIPOLLE PER ABBINAMENTI INSOLITI E RAFFINATI

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Non sarà indicata a colazione, con il caffellatte, ma è sicuramente perfetta per fare un figurone con gli ospiti durante un pranzo o una cena importante. La confettura di cipolle – e non “marmellata”, dal momento che secondo l’UE con questo nome va indicata esclusivamente quella di agrumi – sta conquistando un numero sempre crescente di palati, che ne apprezzano il gusto agrodolce e si divertono ai fornelli sperimentando abbinamenti insoliti e raffinati.

Per assaporare appieno l’unicità di questa confettura, l’ideale è stenderne un velo sottilissimo sul pane tostato, realizzando delle bruschette diverse dal solito da servire come antipasto. Ma l’abbinamento più “gettonato” è sicuramente con i formaggi, sia freschi che a media o lunga stagionatura: se da un lato, infatti, l’agrodolce esalta la delicatezza di ricotta e caprino, dall’altro bilancia il carattere importante di pecorino e tome stagionate. Un’accoppiata gourmet è quella con il Gorgonzola morbido, da spalmare sulle tartine e completare con un cucchiaino di composta. Continua a leggere

“CANTINE APERTE” PER IL RITORNO DELLA VENDEMMIA

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cantine aperte_logoSettembre è il mese ideale per trascorrere un week-end tra vigneti e cantine, per vivere l’esperienza della vendemmia, un rito che conserva inalterato un fascino d’altri tempi, tra i colori caldi delle prime giornate autunnali e le viti cariche di grappoli giunti alla piena maturazione. Continua a leggere

I FICHI, UN TOCCO DI DOLCEZZA A OGNI PIATTO

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fichiI più buoni sono i tardivi, che raggiungono la maturazione tra fine agosto e settembre, come il Brogiotto Nero, dalla buccia nerastra e polpa dolcissima, il Dottato, con la buccia verde e adatto all’essiccazione, l’Albachiara o Abate, dalla polpa chiara e delicata, e il Rigato o Panachè (come è chiamato in Liguria), una singolare tipologia dalla buccia striata. I fichi sono tra i protagonisti della cucina italiana dell’estate. Continua a leggere

RITORNO A SCUOLA. 10 CONSIGLI PER L’ALIMENTAZIONE DEI NOSTRI BAMBINI

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Frutta e verdura di stagione presentate in maniera stuzzicante, lettura delle etichette, porzioni non troppo abbondanti e, soprattutto, una “rigorosa” pianificazione dei pasti. Sono i semplici consigli che la Food and Drug Administration (FDA), l’ente governativo USA per gli alimenti e i medicinali, dà alle mamme e ai papà in vista dell’imminente rientro a scuola dei piccoli. Continua a leggere

IL CUORE DI PANNA CHE RENDE “SEXY” LA BURRATA

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Gli americani la chiamano sexy cheese. Mentre Alberto Marcomini, tra i maggiori esperti e affinatori di formaggio, unico italiano ad essere insignito in Francia del titolo di maitre fromager, il prestigiosissimo diploma di cavaliere dei «Taste-fromages de France», già dieci anni fa definì la Burrata il formaggio ideale degli innamorati, per quel contrasto tra il “sacco” esterno e il “cuore di panna”. Continua a leggere

ORZOTTO, IL RISOTTO DI ORZO

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orzotto con piselli“Lasciate fondere il burro in un tegame, unite la cipolla tagliata finemente, poi aggiungete il riso e fatelo tostare, bagnatelo con il vino bianco e infine con il brodo, mescolando in continuazione…”. Continua a leggere

IN CARNIA PER RISCOPRIRE ANTICHI SAPORI

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Carnia_SaurisCarnia - Passo VolaiaCarnia_case

Una vacanza o un weekend in Carnia significa godere di paesaggi montani incantevoli ma anche mangiare genuino. Questo territorio, al pari di paesi e città meridionali, è la patria di piatti sostanziosi. Semplici ma gustosissimi, che nascono e oggi ben si adattano al clima delle montagne friulane. Come il famoso frico, una frittata senza uova, preparata unicamente con i formaggi d’alpeggio come il Montasio, il Malga e il Latteria, dal sapore forte e aromatico. Un tempo cibo dei boscaioli, il frico è una delle pietanze tipiche della zona e nel tempo si è arricchito dei prodotti più diversi, come le patate, lo speck, la zucca o le mele. Continua a leggere

INSALATA DI RISO, MILLE INGREDIENTI E TANTA FANTASIA

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Protagonista di pranzi e cene, ma anche di happy hour e aperitivi “rinforzati”, è tra le pietanze preferite dagli italiani per picnic all’aperto e soprattutto per le giornate al mare. Fresca, facile da preparare, “personalizzabile” a seconda dei gusti, l’insalata di riso è uno di quei piatti che non può mancare sulla tavola dell’estate. Nella lista dei “cibi da spiaggia” stilata da Coldiretti, quest’anno si classifica al secondo posto, dopo la macedonia di frutta e prima della Caprese. Continua a leggere

MANGIARE POCO MA “BUONO”

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pretty woman is cooking on the kitchenIl proverbio storico che ripetevano soventemente i nostri nonni, che di crisi economiche ne avevano vissute almeno tre, durante e dopo la prima e la seconda guerra mondiale e la grande depressione del 1929, è quanto mai attuale: “mangiare poco ma buono”. Continua a leggere

IL PANNERONE DI LODI, UN FORMAGGIO “DOLCEAMARO”

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Su una fetta di pane casareccio o sui crostoni di polenta: il Pannerone di Lodi in Lombardia viene gustato semplicemente così. Questo formaggio a pasta morbida, ottenuto esclusivamente da latte vaccino intero, ricco di panna – panèra in dialetto lodigiano vuol dire infatti “crema di latte” –, vanta caratteristiche uniche nel panorama caseario italiano: dolce e amabile ad un primo assaggio, nasconde in realtà un fondo quasi amaro, che ricorda il sapore della mandorla. Continua a leggere

LA DOLCE CASATELLA TREVIGIANA

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Sui crostini, nelle insalate con ortaggi di stagione o con le verdure grigliate, all’interno di raffinati antipasti o di ricchi piatti unici, nei risotti e persino nei dolci: sono solo alcuni dei tanti modi in cui è possibile gustare la Casatella Trevigiana DOP. Casatella Trevigiana DOPDalla forma tonda, dal sapore dolce con una gradevole punta di acidità e dalla consistenza morbida, che si fonde al palato, questo formaggio fresco si presta ad essere impiegato nelle preparazioni più diverse. Continua a leggere

LA BRUSCHETTA, DA PIATTO POVERO AD ANTIPASTO GOURMET

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bruschetta olio e aglioLe origini del pane “bruscato”, ovvero abbrustolito sulla brace – che rilascia sulla mollica un sapore che i forni odierni non possono riprodurre – sono da ricercare, come per molti altri piatti celebri, nelle abitazioni dei contadini, che, per dare “nuova linfa” a pagnotte e filoni raffermi, li scottavano sulla legna ardente del forno o del camino, rigorosamente presenti in ogni casa, anche le più povere, strofinandoli con un po’ di aglio, aggiungendo pomodoro, ma anche pezzettini di lardo, o nei casi migliori cospargendoli con un filo di prezioso olio e un po’ di sale. Chissà se quei contadini che per primi hanno fatto le bruschette immaginavano che un gesto così semplice, sorto dalla necessità di sfamarsi con ciò che c’era in dispensa e di non sprecare un alimento prezioso come il pane, avrebbe dato vita a uno dei capolavori più riusciti della cucina italiana. Continua a leggere

IL BARBECUE ALL’ITALIANA

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Barbecue tra amiciChe sia per una piacevole serata in giardino o per una giornata all’aria aperta, ritrovarsi con gli amici per gustare carne (o pesce) alla brace è per molti uno dei “riti” irrinunciabili dell’estate. La passione per il barbecue sta conquistando un numero crescente di italiani, tanto che sono ben 24 milioni le grigliate organizzate ogni anno del nostro Paese, a casa o nelle aree verdi attrezzate sparse da Nord a Sud della Penisola. Continua a leggere

DA ENNA IL PECORINO “PIACENTE” ALLO ZAFFERANO

piacentinu enneseIl Piacentinu ennese è tanto buono quanto introvabile. Sono solo tre i casari che producono il famoso piacentinu ennese, e riescono a malapena a soddisfare le richieste. Il formaggio “gustoso”, cioè piccante (piacente nel dialetto siciliano), ottenuto da latte di pecora a cui è aggiunto zafferano e grani di pepe, è unico nel suo genere. Formaggio di nicchia, dato anche l’alto costo dello zafferano, il Piacentinu Ennese, rappresenta quel tocco segreto per impreziosire molti primi piatti tipici siciliani. Immancabile nella preparazione del tipico “ciarbiddùzzu abbuttunàtu”, ovvero il capretto imbottito, questo speciale pecorino può essere consumato come formaggio da tavola, abbinato ad esempio a fave fresche o alla tipica caponata di melanzane, pomodori, olive e capperi, ma anche a gocce di miele o alla frutta come pere, fichi. E va rigorosamente accompagnato da tipici vini rossi siciliani come il Nero d’Avola, Merlot, Syrah, e il Cerasuolo di Vittoria che ne esaltano il sapore.

Dal 2007 Dop a livello nazionale, nel 2011 ha ottenuto anche il riconoscimento europeo. Nel rispetto della certificazione, il PIACENTINU ENNESE D.O.P. viene prodotto esclusivamente nella provincia di Enna, artigianalmente e con tecniche tradizionali immutate nel tempo, come previsto dal disciplinare del Consorzio di Tutela. In particolare, sono nove i comuni che lo producono: Aidone, Assoro, Barrafranca, Calascibetta, Enna, Piazza Armerina, Pietraperzia, Valguarnera, Villarosa, utilizzando il latte di razze di pecore autoctone, nella fattispecie: comisana, pinzirita, valle del Belice.

Il segreto di questo formaggio dal caratteristico colore giallo, oggi Presidio Slow Food, è nello zafferano e nel pepe, che conferiscono al pecorino un gusto dolciastro ma con note piccanti, ma anche nel latte utilizzato. Il nome “Piacentinu” che deriva dal dialetto siciliano “piacentì”, ossia “gustoso” o meglio ancora “piccante”, cioè che accende la passione, è dovuto proprio alla presenza del pepe.

Il processo produttivo

Secondo la tradizione le pecore sono alimentate nei periodi estivi principalmente con foraggi freschi, fieni e paglia, durante la stagione fredda il disciplinare di produzione impone che i foraggi siano prodotti in loco: per garantire agli stessi quelle sostanze nutritive che rendono caratteristico l’aroma del latte, e quindi del formaggio.

Naturalmente maggiore è il periodo stagionatura e più intenso sarà il sapore: la versione semistagionata (45-90 giorni) ha infatti un gusto leggermente piccante, mentre nella versione maturata, per più di 4 mes,i lo zafferano contribuisce, insieme al pepe a dare note aromatiche molto più pungenti.

Nel rispetto della tecnica casearia tradizionale, il latte viene lavorato a crudo, arricchito di zafferano sciolto in acqua tiepida e quindi fatto coagulare con caglio in pasta di agnello e capretto. La cagliata viene poi rotta e disposta in appositi canestri chiamati “fascedde” (che danno alla crosta del formaggio il tipico aspetto striato). In questa fase si aggiunge l’altro ingrediente fondamentale, cioè il pepe nero in grani, tenuto in ammollo in acqua calda dalla sera prima. Alla fine le forme salate a secco per circa un mese, vengono lasciate a stagionare per almeno sessanta giorni in locali freschi e ventilati.

Tra storia e leggenda

Molte sono le storie sulle sue origini. Una leggenda vuole che questo pecorino sia nato grazie a Ruggero I, il Normanno, conte di Altavilla, già nell’XI secolo, quando un bel giorno decise di curare la depressione della sua amata consorte Adelasia con lo zafferano. La spezia era rinomata sin dall’antichità per le sue qualità ricostituenti e rinvigorenti e così chiese ai casari del luogo di aggiungere un pizzico di zafferano (“Crocus sativus”) nella preparazione del pecorino.

Certo, si tratta di una leggenda, tuttavia è confermato che le origini del Piacentinu sono comunque molto antiche: alcuni riferimenti storici attestano la produzione del Piacentinu Ennese già qualche secolo prima. Si parla, infatti, della lavorazione di questo speciale pecorino e in particolar modo del sistema di salatura, nel libro “le venti giornate dell’agricoltura e dei piaceri della villa”, scritto dallo storico Agostino Gallo nella seconda metà del ‘500.

“MANGIASANO”, GIORNATA MONDIALE DELL’ALIMENTAZIONE NATURALE

MANGIASANO-2014-733x1024Poca frutta e verdura e troppi grassi nella dieta di mamme e bambini: l’allattamento naturale è diventato un fenomeno di “nicchia” e aumentano le patologie legate alla cattiva alimentazione. Continua a leggere

A FIRENZE PER IL RINNOVATO MERCATO CENTRALE

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Dal 23 aprile c’è una ragione in più per recarsi a Firenze: il nuovo Mercato Centrale. Inaugurato nel 1874 per l’Esposizione Internazionale di agricoltura, dalla seconda Guerra mondiale la parte superiore era stata inibita e quella inferiore sempre più limitata. E intanto si era sempre più sviluppato un mercato parallelo nelle strade perimetrali come via dell’Ariento e via Panicale, rinomato in tutto il mondo per la pelletteria. Oggi grazie ad un cospicuo investimento di due imprenditori, Umberto Montano (che gestisce due noti locali: il Caffè Italiano e Alle Murate) e Claudio Cardini (ECVacanze), con la collaborazione di Aldo Settembrini, per il Mercato centrale comincia una nuova era. Quello che un tempo era (ed è) luogo di vendita di generi alimentari di prima necessità si candida a diventare, sulla scia del Mercato di mezzo di Bologna, un vero e proprio luogo del gusto.

Se il primo piano, la vera novità, è destinato solo ad attività eno-gastronomiche anche il pian terreno, con le sue 100 postazioni, è stato ripensato creando al fianco dei banchi di frutta, verdura e alimentari dei posti a sedere per gustare prodotti e piatti preparati al momento. È proprio il caso di dire dal produttore al consumatore!

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E così si possono comprare e assaggiare il pane e i prodotti da forno di Valentina e Lorena, oppure il pesce fresco di Stiven, i funghi secchi di Stefano, la frutta e verdura di Renzo, i dolci di Bruna. Al primo piano, invece, la panetteria del francese David Bedu, i tramezzini di Amblè, carne e salumi della famosa macelleria Savigni di Pistoia e tanti altri. La novità è rappresentata da botteghe e prodotti non fiorentini come la mozzarella di bufala campana dell’Antico Demanio di Pignataro Maggiore, i formaggi di Franco Parola di Saluzzo (Cn) o la cioccolateria Beduschi di Pieve di Cadore, campione del mondo di pasticceria. Tutte eccellenze, naturalmente. Non poteva mancare, ovviamente, il più classico dei cibi locali, il lampredotto, servito da Lorenzo Nigro. Altra importante novità è l’enoteca con 1200 etichette e oltre 4000 bottiglie gestita dal Consorzio di tutela del Chianti Classico.

Un vero e proprio tempio gourmet che funzionerà 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Mentre la zona dei banchi più classici continuerà a rispettare l’orario tradizionale: dal lunedì al venerdì dalle 7.00 alle 14.00. Il sabato dalle 7.00 alle 17.00 (esclusi i mesi estivi).

Il restyling del Mercato centrale di Firenze, così come è accaduto per molte altre città, sulla scia di Eataly di Oscar Farinetti, incarna una nuova filosofia per cui il luogo di vendita di un prodotto alimentare diventa esso stesso luogo di consumo, dove chi vende lavora fianco a fianco con chi cucina o trasforma.

“CASEIFICI APERTI”, A SPASSO NEI CASELLI DEL PARMIGIANO REGGIANO

campagne di ParmaCastello dei Bardi_Emilia Romagnalavorazione parmigiano reggiano

Avete voglia di trascorrere in maniera diversa il prossimo fine settimana? Se abitate nei dintorni di Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova e Bologna o sarete in una di queste località per il ponte del 25 aprile, non perdete Caseifici Aperti, singolare iniziativa promossa dal Consorzio di Tutela del Parmigiano Reggiano: sabato 26 e domenica 27, oltre cinquanta caseifici sparsi tra le cinque province apriranno le porte – gratuitamente – ai consumatori, per mostrare loro il lungo e laborioso processo di produzione del celebre formaggio a pasta dura tanto amato in Italia e all’estero. Una visita guidata straordinaria che si affianca a quelle che è già possibile effettuare nei giorni feriali, su prenotazione, per tutto l’anno.

Parmigiano ReggianoLa “gita al caseificio” sarà un’ottima occasione per ammirare da vicino i luoghi dove nasce il Parmigiano Reggiano, tra Lombardia ed Emilia Romagna, terre ricche di arte, storia e cultura, ma anche di numerose aree verdi protette che sorgono lungo l’Appennino Tosco-Emiliano. È qui che, nel XII secolo, sorsero i primi “caselli”, piccoli edifici a pianta quadrata o poligonale nei quali i casari lavoravano il latte.

Durante il weekend saranno cinquantuno le strutture – venti a Parma, undici a Reggio Emilia, quattordici a Modena, tre a Mantova e a Bologna – aperte ad estimatori e buongustai, che conosceranno così tutte le fasi di lavorazione del Parmigiano, toccando con mano il “legame esclusivo tra prodotto e territorio” – come sottolinea il Consorzio – che rende questo formaggio un’eccellenza della gastronomia italiana apprezzata in tutto il mondo.

In un tour della durata di circa due ore, i visitatori vedranno all’opera i maestri casari, che producono il formaggio utilizzando soltanto latte della zona di origine, caglio naturale e sale, senza alcun additivo, esattamente come nove secoli fa, quando, nei monasteri benedettini e cistercensi di Parma e Reggio Emilia nacque la prima forma di Parmigiano Reggiano. Dopo aver osservato il procedimento di lavorazione del latte, la “spinatura” o rottura della cagliata e la messa in forma, sarà possibile infine visitare i magazzini in cui le forme vengono conservate e acquistare questa prelibatezza direttamente in loco. Previsti in alcuni stabilimenti anche eventi speciali per adulti e bambini.

I visitatori potranno poi condividere la particolare esperienza attraverso i social network del Consorzio di Tutela – che dal 1928 riunisce tutti i caseifici produttori, verifica l’applicazione del disciplinare di produzione e protegge il Parmigiano dai numerosi tentativi di contraffazione –, tramite l’hashtag #caseificiaperti, da utilizzare su Twitter, Facebook, Istagram e Pinterest.

L’elenco dei caseifici aperti è disponibile all’indirizzo www.parmigianoreggiano.it ed è consultabile tramite un dispositivo di geolocalizzazione, specificando la città e la data.

NEL FRICO FRIULANO IL SAPORE DEI PASCOLI D’ALPEGGIO

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Una ricetta che ci porta tra i paesaggi incontaminati delle Alpi Carniche, nel Friuli Venezia Giulia, in un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato e le giornate sono scandite dai ritmi della natura. Il frico è un piatto semplicissimo, una sorta di frittata di formaggio, Continua a leggere