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27Sono i vasetti di yogurt consumati mediamente in un anno da ogni italiano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

young woman at home eating yogurtIn Italia si producono e si consumano 1,6 miliardi di vasetti di yogurt all’anno (Assolatte). Quello più diffuso è lo yogurt di latte vaccino, ma viene prodotto anche con latte di pecora o di bufala, oggi molto apprezzato, e con il latte di soia. E’ un alimento completo che fa bene ai bambini come agli ultra settantenni.

Ricco di fermenti lattici è indicato nelle diete ma anche per il trattamento di alcune patologie. Lo yogurt, che ha una storia millenaria, non è tra i prodotti caseari preferiti dagli italiani, che sono tra i minori consumatori europei, ma il suo consumo è in crescita.

Sempre più utilizzato anche in cucina e per la preparazione dei dolci, che rende soffici e fa mantenere freschi più a lungo, è immancabile nel frigorifero degli italiani che lo mangiano prevalentemente a colazione al naturale o con i cereali, ma anche come spuntino o come merenda pomeridiana. Negli ultimi anni, mutuando una tradizione tutta d’oltralpe, si è affermato anche come dessert a fine pranzo. Ottimo il gelato allo yogurt così come frullati e frappè. Le yogurterie in Italia non sono più così rare come qualche anno fa che lo servono anche su macedonie di frutta, crepes e waffel.

Non tutti gli italiani mangiano yogurt regolarmente, come invece sarebbe buona abitudine fare, e – dunque – il consumo reale è molto maggiore rispetto al dato statistico. Tolti gli intolleranti al latte che non sono pochi, i neonati e gli ultrasettantenni e i tanti italiani che dichiarano di non mangiarlo, il consumo medio reale si aggirerebbe sui 2 vasetti a settimana per persona. Intero, magro o parzialmente scremato oggi si presenta nei banchi del fresco di market e supermercati in decine di varianti.

Fragola, pesca, albicocca, frutti di bosco, banana, ananas e cocco i gusti preferiti dagli italiani assieme al classico “bianco”. Ma non mancano quelli a caffè e cereali. Molto venduti anche gli yogurt per bambini, che oggi sono divenuti un alimento fondamentale della dieta dei più piccoli.

LE “BUONE” MERENDE DA DARE AI BAMBINI IN ESTATE

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merenda estiva bambiniLe mattinate o i pomeriggi al parco con amici e cuginetti, i campi estivi con decine di attività sportive e ludiche, le gite al mare o in piscina tra nuoto e giochi “senza tregua”: l’estate dei più piccini può essere davvero impegnativa! Continua a leggere

NUNA, IL NAVIGATORE NUTRIZIONALE

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nuna_app_dieta mediterraneaCon tutti i cibi e gli alimenti di largo consumo acquistati al supermercato che entrano in cucina non è sempre facile seguire bene la Dieta Mediterranea, il modello nutrizionale più consigliato da dietologi e specialisti dell’alimentazione. Oggi ad aiutarci c’è un’App, NUNA (acronimo di Nutritional Navigator) realizzata dal team di Nunacode Srl, start-up fondata da Alessandro Casini, professore associato di Gastroenterologia e Nutrizione Umana presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università di Firenze, e da Alessandro Tozzi, dirigente in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Asl 11 di Empoli. Continua a leggere

NEI FRUTTI DI BOSCO TUTTE LE TONALITÀ DELLA SALUTE

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frutti di boscoCon loro la natura si è davvero sbizzarrita, donandoci piccole delizie dalle tonalità invitanti, un vero piacere per la vista e il palato. I frutti di bosco sono perfetti per dare un tocco vivace alla macedonia, per arricchire dolci e gelati o preparare squisite marmellate, sciroppi o liquori.

Rappresentano, però, anche un alleato prezioso per la nostra salute perché ricchi di antocianine, i pigmenti che conferiscono alla maggior parte di essi il caratteristico colore blu/viola o rosso scuro: questi composti chimici, appartenenti alla famiglia dei flavonoidi, sono dotati di spiccate proprietà antiossidanti, poiché inibiscono l’avanzata dei radicali liberi – i cosiddetti prodotti di scarto della cellula responsabili dell’invecchiamento – e riducono i danni che questi ultimi provocano ai tessuti. In particolare, svolgono un’azione vaso-dilatatoria, proteggendo il sistema cardiovascolare dai pericoli derivanti dall’eccesso di colesterolo nel sangue e aiutano il sistema nervoso a restare “in forma”. Continua a leggere

BUONA E A CHILOMETRO ZERO, È LA FRUTTA URBANA

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frutta urbana

Tra le strade e i palazzi delle nostre città si nasconde un’autentica ricchezza che può giovare a noi e all’ambiente. Sono i frutteti urbani, alberi che, spontaneamente, grazie al clima mite della Penisola, ci regalano mele, limoni, arance, mandarini, nespole, ciliegie, fichi. Frutta sana e matura, a chilometro zero e buona da mangiare, che nella maggior parte dei casi non viene raccolta e finisce per marcire e cadere, creando problemi di manutenzione e, soprattutto, generando uno spreco di risorse che potrebbero essere, invece, “fruttuosamente” impiegate. Continua a leggere

L’ARTE DI FOTOGRAFARE IL CIBO

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food photographyScattare una foto a una pietanza e renderla appetibile, suscitando in chi la guarda l’irrefrenabile desiderio di assaggiarla. Si chiama Food Photography ed è un genere fotografico che consiste nell’immortalare cibi, dolci e bevande, a scopo pubblicitario o artistico.

Per molti è una professione e non ha nulla in comune con la tendenza amatoriale di fotografare le proprie creazioni culinarie, con la fotocamera digitale o più spesso con lo smartphone, e “postarle” su Facebook, Twitter, Google+, Instagram o Pinterest, per ricevere commenti e like da amici e follower. Continua a leggere

A FIRENZE PER IL RINNOVATO MERCATO CENTRALE

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Dal 23 aprile c’è una ragione in più per recarsi a Firenze: il nuovo Mercato Centrale. Inaugurato nel 1874 per l’Esposizione Internazionale di agricoltura, dalla seconda Guerra mondiale la parte superiore era stata inibita e quella inferiore sempre più limitata. E intanto si era sempre più sviluppato un mercato parallelo nelle strade perimetrali come via dell’Ariento e via Panicale, rinomato in tutto il mondo per la pelletteria. Oggi grazie ad un cospicuo investimento di due imprenditori, Umberto Montano (che gestisce due noti locali: il Caffè Italiano e Alle Murate) e Claudio Cardini (ECVacanze), con la collaborazione di Aldo Settembrini, per il Mercato centrale comincia una nuova era. Quello che un tempo era (ed è) luogo di vendita di generi alimentari di prima necessità si candida a diventare, sulla scia del Mercato di mezzo di Bologna, un vero e proprio luogo del gusto.

Se il primo piano, la vera novità, è destinato solo ad attività eno-gastronomiche anche il pian terreno, con le sue 100 postazioni, è stato ripensato creando al fianco dei banchi di frutta, verdura e alimentari dei posti a sedere per gustare prodotti e piatti preparati al momento. È proprio il caso di dire dal produttore al consumatore!

mercato firenze bancomercato firenze vinomercato firenze carne

E così si possono comprare e assaggiare il pane e i prodotti da forno di Valentina e Lorena, oppure il pesce fresco di Stiven, i funghi secchi di Stefano, la frutta e verdura di Renzo, i dolci di Bruna. Al primo piano, invece, la panetteria del francese David Bedu, i tramezzini di Amblè, carne e salumi della famosa macelleria Savigni di Pistoia e tanti altri. La novità è rappresentata da botteghe e prodotti non fiorentini come la mozzarella di bufala campana dell’Antico Demanio di Pignataro Maggiore, i formaggi di Franco Parola di Saluzzo (Cn) o la cioccolateria Beduschi di Pieve di Cadore, campione del mondo di pasticceria. Tutte eccellenze, naturalmente. Non poteva mancare, ovviamente, il più classico dei cibi locali, il lampredotto, servito da Lorenzo Nigro. Altra importante novità è l’enoteca con 1200 etichette e oltre 4000 bottiglie gestita dal Consorzio di tutela del Chianti Classico.

Un vero e proprio tempio gourmet che funzionerà 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Mentre la zona dei banchi più classici continuerà a rispettare l’orario tradizionale: dal lunedì al venerdì dalle 7.00 alle 14.00. Il sabato dalle 7.00 alle 17.00 (esclusi i mesi estivi).

Il restyling del Mercato centrale di Firenze, così come è accaduto per molte altre città, sulla scia di Eataly di Oscar Farinetti, incarna una nuova filosofia per cui il luogo di vendita di un prodotto alimentare diventa esso stesso luogo di consumo, dove chi vende lavora fianco a fianco con chi cucina o trasforma.

DAL BALCONE ALLA TAVOLA

Orto_balconeCosa c’è di meglio che cucinare con ortaggi e verdure 100% bio del proprio orto? La salsa di pomodoro, il pesto o una bella insalata sono molto più buoni e genuini se fatti con ortaggi e odori (basilico, prezzemolo, timo, salvia) coltivati con le proprie mani. Anche chi vive in città può farlo, coltivando pomodori, zucchine e insalata sul balcone. Non è difficile, basta un po’ di impegno.

Disponete di un terrazzo, un balcone o semplicemente di una finestra con una ringhiera di discreta capienza? Il primo passo per realizzare il vostro piccolo orto home-made è fatto! Non serve infatti un giardino per potersi sbizzarrire nella coltivazione di ogni tipo di frutta e verdura, purchè vi siano i giusti requisiti per garantire successo alla “produzione”.

– Importantissima è la scelta dei vasi, piccoli per le spezie e le piante aromatiche e più grandi per ortaggi e verdure, che vanno preparati con della ghiaia o argilla sul fondo, aggiungendo un po’ di sabbia al terriccio. orta
– Anche se per annaffiare basta un comune annaffiatoio, è importante che le piantine non siano irrigate a pioggia. Meglio versare l’acqua direttamente sul terreno e preferibilmente dopo il tramonto.
Sì al concime, ma senza esagerare, una dose eccessiva potrebbe bruciare le radici. Anche i fondi del caffè sono un ottimo concime naturale.
– Condizione fondamentale è avere luce  a sufficienza per almeno 4 ore al giorno. L’esposizione migliore è a est (dove batte il sole al mattino) o a ovest (batte al pomeriggio).

Orto domesticoLa primavera è il periodo più intenso per i neofiti impegnati a scegliere semi, germogli e terriccio, che gli consentiranno di mettere su con soddisfazione il proprio orticello. Via libera con le piante aromatiche, gli ortaggi (lattuga, zucchine, melanzane, peperoni, pomodorini, sedano) e i frutti di bosco (fragole, more, lamponi). Così potremo garantirci un po’di primavera anche sul nostro balconcino, nel grigio della città, dove timidi spunteranno i primi teneri frutti, che pian piano ci accompagneranno verso l’estate. Tra le coltivazioni più semplici e quindi alla portata di tutti, ci sono proprio i profumati basilico e prezzemolo, carota, rosmarino, salvia, patata, aglio e cipolla. Per chi dispone di uno spazio più grande, le piante che garantiscono risultati migliori sono cavoli, verza, broccoli, broccoletti e rape, in particolare però nel periodo autunnale.

Ormai non è solo una moda, l’orto “domestico” è diventato una vera e propria necessità, per la crisi, per lo spirito e per la qualità del cibo che serviamo in tavola ogni giorno. Come paragonare una marmellata fatta con i frutti coltivati sulla nostra ringhiera, con quella fatta con prodotti da supermercato o ancor peggio già confezionata in vasetto? Per ovviare poi al problema inquinamento è utile utilizzare delle coperture di tessuto/non-tessuto, che terranno lontane le polveri sottili e consentiranno comunque il passaggio di luce ed acqua.

L’orto sul balcone oggi si sta diffondendo sempre più anche nelle attività scolastiche, perché avvicina i bambini alla conoscenza dei cibi che mangiano ed alla scelta di un’alimentazione genuina, a base di frutta e verdura, non sempre accettata di buon grado.

“RISCOPRIAMO GLI ALIMENTI TRADIZIONALI”

La globalizzazione dei consumi minaccia la condizione di equilibrio dell’alimentazione presso la popolazione. Contro questo rischio, sempre maggiore, i nutrizionisti italiani riuniti a Milano in occasione di NutriMI, il VIII Forum di Nutrizione pratica, lanciano l’appello alla rivalutazione degli alimenti della tradizione.

Le difficoltà all’adattamento dietetico e la perdita di identità gastronomica rischiano di rappresentare una confusa serie di proposte culinarie che generano inadeguatezza nelle scelte dietetiche”, ha affermato Vittorio Sironi, Direttore del Centro Studi sulla Storia del Pensiero Biomedico all’Università degli Studi Milano-Bicocca, intervenuto alla prima Sessione del congresso. La nutrizione ha sempre condizionato in maniera profonda la durata e la qualità della vita. Oggi l’effetto è ancora più significativo e risulta condizionato dall’integrazione di diverse culture alimentari. Una pluralità potenzialmente vantaggiosa, ma che “se non gestita in maniera ideale, può rappresentare un limite”, conclude l’esperto.

Il messaggio è chiaro: riscoprire gli alimenti tradizionali e quelli caratterizzanti l’identità alimentare italiana. La pasta, innanzitutto, e il pane. Ma anche il riso e i cereali. E poi i prodotti della terra tipici della Dieta Mediterranea: i legumi, le verdure e gli ortaggi, il pesce azzurro. Tra i grassi è meglio preferire quelli vegetali come l’olio extravergine di oliva. E la frutta. Le proteine oltre a venire dalla carne possono essere apportare anche con le uova, per troppi decenni demonizzate e, ovviamente, dal pesce.

nutrimi pastanutrimi leguminutrimi olio extravergine di oliva

Alimentazione tradizionale significa anche recuperare i piatti più classici come la pasta al pomodoro, quella con i legumi (fagioli, piselli, ceci, lenticchie e fave) o gli ortaggi, come le patate o i cavoli. E ancora verdure lesse o in insalata, come zucchinecarotefinocchibroccoli.

nutrimi - pasta al pomodoronutrimi - frutta e verduranutrimi patate

Incoraggiare il consumo di prodotti e alimenti della tradizione significa anche sostenere le filiere corte e dunque consumo responsabile e sostenibile, un altro tema forte emerso dagli esperti riuniti a Milano.

SINDROME METABOLICA: SI CURA CON LA DIETA MEDITERRANEA

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Si parla molto di sana alimentazione eppure la Sindrome metabolica resta la malattia più diffusa dei nostri tempi. Si caratterizza per la presenza di uno o più effetti di una cattiva alimentazione: obesità, elevata glicemia a digiuno, ipertensione, bassi livelli di colesterolo HDL, alta concentrazione di trigliceridi nel sangue. Si guarisce con la Dieta Mediterranea che, però, deve essere seguita correttamente. Continua a leggere

Il FRUTTO ESOTICO VANTO DELL’EXPORT MADE IN ITALY

Frutto esotico, originario della Cina, per questo chiamato anche “Ribes Cinese”, è uno dei pochissimi esempi di piante esotiche, che hanno raggiunto in pochi anni una notorietà e un’espansione notevole, soprattutto nel nostro Paese.

Fruit kiwi cake isolated on whiteMolto usato nelle decorazioni e nelle guarnizioni soprattutto di dolci, come ad esempio cheesecake, meringate, crostate, il kiwi è ottimo per la preparazione di macedonie, frappè, gelati, sorbetti, ghiaccioli donando un sapore unico, ma anche confetture e gelatine. Ma il kiwi può essere unito anche ad ortaggi come zucchine e peperoni nella preparazione di insalate estive rinfrescanti, così come lo ritroviamo in gustose salse per condire primi piatti, o accanto a formaggi misti, carne e persino pesce! Se volete provare una ricetta davvero originale, con la quale stupire i vostri ospiti provate questi Involtini di Prosciutto Cotto Snello e salsa di kiwi.

In Cina è una pianta spontanea che cresce soprattutto nelle valli del fiume YangTze, conosciuto come il fiume Azzurro, quindi su un suolo piuttosto umido. A partire dagli inizi del XX secolo fu importato in altri contenimenti che ne hanno poi avviato la produzione. In primis la Nuova Zelanda ed è proprio in questa terra, precisamente nel 1959, che il frutto prende il nome “kiwi”. Da cosa? Dal nome dell’uccello simbolo della Nuova Zelanda, perché ne ricorda molto la forma e i colori: ventre arrotondato e piume marrone chiaro.

Ad oggi, le coltivazioni in Veneto, Piemonte e Lazio, fanno del nostro paese, uno dei maggiori produttori ed esportatori di kiwi a livello mondiale. Ma considerando che arriva in Italia intorno agli anni ’70, la coltivazione di questo frutto si è diffusa in maniera davvero esponenziale in pochi decenni. Ciò è stato reso possibile grazie alla riproduzione con mezzi tecnologici, del microclima necessario per la crescita della piante: ombreggiamento con reti che creano anche uno spazio piuttosto umido; nebulizzazione delle foglie con acqua, irrigazione a goccia (le radici sono superficiali e devono essere periodicamente idratate). In particolare, le due varietà più diffuse in Italia sono il kiwi “verde” ed il kiwi “oro”, classificati in base al colore della polpa ma molto simili per forma, dimensioni e proprietà. Il sapore è più o meno acidulo a seconda del livello di maturazione.

Il kiwi può essere considerato uno dei frutti con il maggior contenuto di nutrienti, a dirlo è una ricerca elaborata presso la Rutgers University, sono infatti consigliati nella dieta degli sportivi e per coloro che soffrono di ipertensione per l’elevato contenuto di acqua, di antiossidanti e di potassio. Ricchi di fibre, i kiwi aiutano le funzioni intestinali prevenendo stipsi e alcune forme di irritazione del colon, ma contribuiscono anche a ridurre il livello di colesterolo nel sangue, oltre che ad equilibrare l’assorbimento degli zuccheri durante il processo digestivo. Considerevole anche la presenza di vitamine, soprattutto C, che con i suoi principi antiossidanti, rafforza il sistema immunitario, protegge i vasi sanguigni e riduce lo stress ossidativo nel nostro organismo. Ma il kiwi contiene anche vitamina E, utile per proteggere il nostro corpo dall’invecchiamento dei tessuti e sali minerali, in particolar modo fosforo, calcio, ferro. Tuttavia gli esperti consigliano di non abusarne a causa dell’effetto lassativo che provocano sull’organismo: più il frutto è sodo ed acidulo, quindi poco maturo, e maggiore sarà l’effetto. Gustare il kiwi può inoltre essere d’aiuto per combattere l’asma, studi scientifici hanno dimostrato, infatti, la sua capacità di ridurne i sintomi più tipici, come attacchi di tosse notturni e difficoltà respiratorie.