Archivi tag: latte

LATTE E FORMAGGI, OBBLIGATORIO INDICARE L’ORIGINE IN ETICHETTA. IN ARRIVO L’OBBLIGO ANCHE PER IL RISO

shutterstock_559114297Parte oggi, mercoledì 19 aprile 2017, l’obbligo di segnalare sull’etichetta di tutti i prodotti caseari la provenienza della materia prima utilizzata. In questo modo il consumatore potrà scegliere con semplicità quali prodotti acquistare. Da oggi si può sapere con precisione, dunque, da dove proviene il latte, dove è stato munto, condizionato o trasformato. Nel caso in cui fosse stato lavorato nello stesso paese, invece, appare una dicitura unica, segnalando il paese in questione. È un provvedimento che interessa il latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale.

Un novità che Coldiretti definisce “momento storico”, anche perché, avvisa l’associazione, “tre buste di latte a lunga conservazione su 4 contengono prodotto straniero, ma fino ad ora era impossibile riconoscerle”. Un passo importante verso la trasparenza nei confronti del consumatore difendendolo dal falso made in Italy e che esalta il lavoro di molti allevatori italiani.

shutterstock_147192056Si va verso l’indicazione di provenienza anche per un altro prodotto che fa parte in modo importante dell’economia italiana, il riso. Il 49% della produzione europea di questo cereale proviene infatti dall’Italia e a breve sarà possibile per il consumatore sceglierlo anche in base alla sua origine. Coldiretti denuncia che anche in questo caso molto riso in vendita in Italia proviene da lontano, ma non ne esiste traccia sulle confezioni, rendendo impossibile un acquisto consapevole. L’indicazione di provenienza tutelerà un prodotto made in Italy che secondo il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo è un “primato per qualità, tipicità e sostenibilità da difendere”. Ad annunciare il decreto per la sperimentazione dell’obbligo di indicazione di origine in etichetta per il riso made in Italy, è stato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, in seguito a un sit-in organizzato il 14 aprile dalla Coldiretti. Una novità che il ministro ha intenzione di proporre anche al parlamento europeo.

DA PIATTO UNICO AD ANTIPASTO: IL TARTRÀ, IL BUDINO SALATO DEL PIEMONTE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Uno sformato dalla consistenza irresistibilmente soffice, che al palato si scioglie, e dal profumo buono e intenso delle erbe di campagna appena raccolte. È il Tartrà (o Tartra, senza l’accento), un’antica specialità della gastronomia povera piemontese, originaria delle Langhe e del Monferrato, due territori – rinomati per i vigneti secolari che nel 2014 sono diventati Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco – dalla forte vocazione contadina, dove in passato dai pochi ingredienti che la terra metteva a disposizione nascevano piccoli capolavori del gusto, come la panada, una minestra di pane raffermo resa nutriente dall’uovo sbattuto e dal formaggio grattugiato, o i tajarin, sottili tagliatelle che venivano condite con ragù di frattaglie e fegatini di pollo. Continua a leggere

UN CONCENTRATO DI VIRTÙ DIETRO IL SAPORE INTENSO DEL PECORINO TOSCANO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Pecorino toscano

Protagonista indiscusso della cucina italiana, dopo essere stato trascurato per oltre vent’anni sta tornando di prepotenza sulle tavole. Se uno degli usi più noti è come condimento di piatti come l’amatriciana, che l’ha reso famoso in tutto il mondo, il pecorino è sempre più presente nella dieta settimanale, tanto che il consumo continua a crescere, anche negli Stati Uniti (fonte Coldiretti Sardegna). Continua a leggere

AL POLICLINICO DI MILANO MENU A KM ZERO, RISO E LATTE DALLE TERRE DELL’OSPEDALE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Dai campi che circondano Milano alle mense del Policlinico, senza intermediari. Il riso e il latte che da due settimane vengono distribuiti ai pazienti dell’ospedale lombardo sono quelli prodotti nelle antiche cascine che sorgono sui terreni di proprietà della struttura, come avveniva nel XVIII secolo, quando dai possedimenti rurali del Mangiagalli – una superficie di 85 milioni di mq il cui valore attualmente è stimato tra i 500 e gli 800 milioni di euro – proveniva cibo a sufficienza per sfamare non solo le persone ricoverate, ma anche i tanti bisognosi della città. Continua a leggere

I 10 CIBI “AMICI” DEL CERVELLO DELLE DONNE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Donna in ufficioMiele e marmellata, zucchero, frutta fresca e secca, che contengono zuccheri semplici; pane pasta, per la quota di carboidrati; carne bianca, che apporta amminoacidi essenziali soprattutto nell’età dello sviluppo; pesce azzurro e olio extravergine d’oliva, ricchi di Omega 3; latte, dall’azione ‘calmante’. Per proteggere il cervello femminile e tenerlo ‘in forma’ ci sono alimenti che non possono mancare nell’alimentazione quotidiana. Se ne è parlato il 15 settembre a Expo, nel corso del convegno “Donne, cibo e cervello: la mente a tavola”, organizzato dalla Fondazione Atena Onlus, impegnata nella promozione della ricerca nel campo delle neuroscienze. Continua a leggere

RIENTRO A SCUOLA: L’ALIMENTAZIONE PER RIPARTIRE COL PIEDE GIUSTO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Ritorno a scuolaPianificare i pasti, variare spesso, consumare cibi genuini – latte, frutta fresca, pane e marmellata, verdura, legumi, carne bianca – e gratificare il palato con piccole concessioni, come un dolcetto o un gelato. Per cominciare col piede giusto un nuovo anno sui banchi è importante “ripartire” bene anche dalla tavola. Ne è convinto il nutrizionista Pietro Migliaccio, che in vista della riapertura delle scuole ha dato ai genitori italiani alcuni semplici consigli per l’alimentazione dei più piccoli. Continua a leggere

DA CACIO POPOLARE A FORMAGGIO PREGIATO, IL TOMA PIEMONTESE DOP

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

toma piemontese

leddistribuzione.it

Un tempo era considerato un cacio ‘popolare’, perché veniva utilizzato nelle cucine più umili per dare sapore alle minestre di verdura e renderle più sostanziose. Oggi invece il Toma Piemontese – e non ‘la’ Toma, come si potrebbe pensare – figura tra i formaggi più pregiati del Belpaese: è una delle 48 specialità casearie italiane tutelate dal marchio DOP (che ha ricevuto nel 1996) e si distingue per il sapore unico, che deriva dall’utilizzo esclusivo di latte vaccino, e per il processo di produzione, che nelle province di Torino, Cuneo, Vercelli, Biella, Novara e in alcuni comuni dell’astigiano si tramanda da una generazione all’altra da almeno mille anni. Ne esistono due varietà: la tradizionale, ottenuta dal latte intero, morbida, dal sapore dolce e dall’aroma delicato, e la semigrassa, ricavata con il latte parzialmente scremato, dal gusto intenso e dalla pasta semidura. Continua a leggere

DALLA COLAZIONE ALLA CENA, IL MENU DEI BAMBINI PER L’ESTATE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Alimentazione estiva bambiniCibi sani e leggeri, come cereali e pesce azzurro, uniti a condimenti semplici e a metodi di cottura poco elaborati, per assicurare all’organismo il giusto apporto nutrizionale e fare il pieno di energia senza appesantirsi troppo. Questi i consigli che gli specialisti della SIPPS, la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, danno ai genitori per l’alimentazione dei loro bambini nel periodo estivo. Se durante la bella stagione terminano gli impegni sui banchi di scuola, in compenso aumentano le attività fisiche, con i giochi al parco e in spiaggia o i campi all’aperto che, uniti al caldo intenso, richiedono la giusta carica per essere affrontati. Continua a leggere

INSONNIA D’ESTATE: I CIBI CHE FAVORISCONO IL RIPOSO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Dormire beneUn piatto di pasta o riso al pomodoro o con gli ortaggi di stagione, insalate con uova sode o formaggi freschi. E, poco prima di andare a dormire, un buon bicchiere di latte con un cucchiaino di miele, magari accompagnato da una fetta di torta ‘della nonna’. Un’alimentazione genuina, con condimenti leggeri e tempi di cottura brevi, può diventare un valido alleato contro l’insonnia che in estate colpisce numerose persone. Continua a leggere

PESCE, YOGURT E MIRTILLI: COSÌ I BAMBINI FANNO IL PIENO DI IODIO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Pesce_alimentazione bambiniFagioli bianchi con pasta o riso, insalate esotiche con le alghe e pesce fresco del Mediterraneo a volontà, il tutto condito con poco sale, ma iodato. E ancora latte per la prima colazione e yogurt a merenda, magari accompagnato da una manciata di rossi e succosi mirtilli. Questi gli alimenti protagonisti della campagna “Lo iodio non va in vacanza”, promossa dalla Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP) per prevenire o correggere la carenza del prezioso minerale in bambini e adolescenti.

Se tali raccomandazioni sono indicate, naturalmente, anche per gli adulti, in età infantile diventano particolarmente importanti per prevenire i futuri disturbi della tiroide, come il gozzo – l’aumento di volume e peso della ghiandola tiroidea –, una patologia che in Italia colpisce sei milioni di persone (tra questi, il 20% è costituito da ragazzini). Nei più piccoli, poi, una dieta a scarso contenuto di iodio compromette anche le funzioni cognitive e, di conseguenza, il rendimento scolastico. Continua a leggere

L’INSOLITA FORMA CUBICA DEL SALVA CREMASCO, UN FORMAGGIO CONTRO LO SPRECO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

salva cremascoUn tempo, quando non esistevano impianti di refrigerazione e altri strumenti per conservare a lungo il cibo, contadini e pastori mettevano a frutto l’intelletto per evitare di sprecare anche un solo pezzo di pane o una goccia di latte. Così, per ‘salvare’ l’abbondante quantità di latte munto durante la stagione primaverile, che con il caldo estivo rischiava di andare perduto, nella Bassa Pianura Padana secoli fa ebbe inizio la produzione del Salva Cremasco, prelibato formaggio a pasta cruda considerato tra i fiori all’occhiello della tradizione casearia lombarda. Oggi viene lavorato, oltre che nell’intera provincia di Cremona, nella bassa bergamasca, nella pianura bresciana, nel lodigiano, nel milanese e nel lecchese. Continua a leggere

LA “CASCIOTTA” DI MICHELANGELO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

www.consigliaricette.com

www.consigliaricette.com

Prodotta nella campagna marchigiana da almeno cinquecento anni con il latte bovino e ovino dei pascoli locali, la Casciotta d’Urbino è tra i più antichi formaggi del Belpaese, oltre che uno dei 47 tutelati dal marchio DOP. Questa formaggetta tonda di piccole dimensioni, dalla consistenza e dal sapore dolce con un delicato aroma di latte, vanta una “parentela” davvero illustre: i terreni dove in origine veniva prodotta, a Casteldurante – l’attuale Urbania, in provincia di Pesaro Urbino –, infatti, appartennero a Michelangelo Buonarroti. La scoperta, recentissima, è di Rodolfo Coccioni, geologo e docente dell’Università di Urbino, che il 5 maggio ne ha dato notizia ufficiale e il prossimo 13 giugno mostrerà gli atti del ritrovamento a Expo, nel corso di una manifestazione in cui sarà presentato il nuovo corso di Alta Formazione in “Geologia e Gusto” dell’ateneo urbinate. Continua a leggere

PICCOLA E VIVACE: LA MARZOLINA LAZIALE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

www.ulisseland.com

www.ulisseland.com

Un tempo si produceva solo nel periodo di marzo, pratica a cui deve il nome. La Marzolina, un piccolo cacio a pasta dura, appartenente alla tradizione casearia della Ciociaria, è un saporito formaggio ricavato da latte caprino, disponibile sia fresco che stagionato, a secco oppure conservato per sette o otto mesi in olio d’oliva. Con le classiche olive di Gaeta e la lattuga romana rappresenta un connubio gastronomico immancabile sulle tavole laziali, come antipasto o in piatti unici. Molto buono da assaggiare con miele o gelatine. Continua a leggere

I 10 ALIMENTI CHE NON POSSONO MANCARE NELLA COLAZIONE DEGLI ITALIANI

Composition with breakfast on the table. Balnced diet.Biscotti, cornetti, fette biscottate con marmellata o miele, ma anche yogurt, cereali e formaggi, oltre all’immancabile caffè, al cappuccino e al latte. Gli italiani hanno riscoperto il gusto di una colazione sana e nutriente. Per ben 35 milioni di persone, adulti e bambini, quello che viene considerato “il pasto più importante della giornataè tornato ad essere un rito, a cui si dedica il giusto tempo: almeno 15 minuti.

Un quarto d’ora che generalmente si trascorre in compagnia di familiari ma anche amici o se si è da soli leggendo il giornale o davanti la tv. Una svolta epocale rispetto ad appena trent’anni fa, quando la colazione era diventata quasi superflua o le si dedicava al massimo qualche minuto o ancora rispetto al secondo dopoguerra, in cui l’alimentazione mattutina, omologata dalle abitudini dei soldati, si limitava alla zuppa di latte o al caffè con qualche galletta. In questo modo si cerca di cominciare la giornata al meglio, senza quella fretta o stress che accompagnerà la giornata.

La nuova tendenza è emersa dall’ indagine Aidepi/Doxa. Secondo il rapporto dell’associazione delle industrie del dolce e della pasta, che annualmente fotografa i consumi e le abitudini degli italiani, negli ultimi anni i biscotti hanno preso il posto del pane che per secoli ha dominato la colazione: appena sfornato, raffermo nel latte, leggermente tostato.

i 10 alimenti della colazione I biscotti sono scelti da 6 italiani su 10 (58%), seguiti da pane e/o fette biscottate (sempre più presenti), con o senza marmellata, ma anche miele e creme spalmabili alla nocciola o al cacao (19%). La vera novità, oltre all’avvicendamento pane/biscotti è l’introduzione di alimenti “benessere” come i cereali, come Corn flakes, riso soffiato o muesli, caratteristici della colazione anglosassone e d’Oltreoceano, e lo yogurt o altri prodotti “salutistici” (scelti dal 44% degli italiani).

Anche le merendine ormai hanno un posto fisso nella colazione grazie anche ai cornetti confezionati che sono al primo posto in questa categoria, seguiti dalle crostatine. Il dato positivo è rappresentato dal ritorno sulla tavola del mattino di dolci fatti in casa, tra cui torte e biscotti. Tra le bevande è sempre il latte a farla da padrona, dato determinato dal consumo dei bambini (35%). Ma anche gli adulti lo stanno riscoprendo. E poi c’è il caffè (33%) e il cappuccino (28%) e infine il tè (14%). Infine i formaggi freschi come la ricotta e quelli in fiocchi. Da qualche anno, anche nel nostro Paese, fa capolino sulla tavola della colazione il prosciutto cotto consumato assieme ad una fettina di formaggio a pasta filata, preferenzialmente nei toast, magari accompagnato da una spremuta di arance. Una contaminazione del mondo anglosassone effetto della globalizzazione con cui ci confrontiamo principalmente nei ristoranti degli hotel e nei coffe bar di catene di fast food sempre più presenti nelle nostre città. Così come tra i dolci avanzano i Pancake.

La nostra cultura, in fatto di gastronomia, è molto sensibile ai sapori della memoria – afferma il professor Marino Niola dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli – Ci aiuta e ci tranquillizza il fatto di ritrovare sulla tavola della prima colazione i sapori della tradizione. Una volta il pane era un elemento fondamentale della colazione, lo è stato storicamente per secoli. Oggi è affiancato da prodotti da forno, fette biscottate, biscotti, cornetti, pancarré“.

TUTTE LE PROTEINE NOBILI DEL LATTE NELLA GIUNCATA PUGLIESE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

GiuncataÈ l’unico formaggio che va consumato nella stessa giornata in cui è prodotto, al massimo entro un paio di giorni. La Giuncata è un toccasana: un formaggio dalla conistenza spalmabile e dal gusto delicatissimo, a base di latte vaccino, ovino o misto, privo di sale, che conserva tutte le proteine del latte. Conosciuta già nel III secolo a.C., è chiamata così perché tempo fa era prodotta in fascere – gli stampi in cui viene posta la cagliata – intrecciate con il giunco naturale.

Può essere servita come antipasto, al naturale o sui crostini, ed è ottima come secondo piatto leggero, accompagnata da insalatina mista o verdure saltate in padella. Unita a uova e farina, è impiegata anche per preparare deliziosi gnocchetti, da insaporire con un semplice sugo di pomodoro; nella puntata de La Prova del Cuoco del 7 dicembre scorso, poi, lo chef Luigi Gandola l’ha utilizzata per condire gli strascinati (una pasta fresca pugliese), insieme ai funghi carboncelli e ai pomodori secchi. Impanata con farina, uova e pangrattato e fritta diventa uno stuzzichino golosissimo, con la crosticina dorata e croccante che nasconde un cuore cremoso. Continua a leggere

LA ZUPPA DI CASTAGNE, UN CLASSICO AUTUNNALE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Zuppa di castagneEsistono piatti in grado di “rimetterci in pace con il mondo”, specialmente se gustati a cena, dopo un’intensa giornata di studio o lavoro. Le zuppe con le castagne sono uno di questi. Fumanti e buonissime, ideali nelle prime serate fredde dell’autunno, hanno un sapore particolare grazie alla dolcezza di questi frutti, che “ingentiliscono” anche il più importante degli ingredienti. Continua a leggere

IL PASTO È NUDO, VIRTUOSO E RESPONSABILE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Pasto nudoFarine semintegrali ricavate da grani antichi moliti su pietra, Parmigiano Reggiano stagionato fino a dieci anni, ortaggi “biodinamici”, extravergine di qualità, pane impastato con il lievito madre. Sono alcuni dei cibi in vendita su Ilpastonudo.it, una rete che riunisce le aziende agroalimentari “virtuose” sparse da Nord a Sud della Penisola.

Il progetto è stato tra le innovazioni in mostra al Maker Faire European Edition, l’evento internazionale, che si è svolto dal 3 al 5 ottobre all’Auditorium Parco della Musica di Roma, dedicato ai nuovi modelli di business sostenibili, con un ampio spazio riservato al settore food. Continua a leggere

L’IMPORTANZA DEL LATTE NELL’ALIMENTAZIONE DEI BAMBINI

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Child drinks milkBambini e adolescenti bevono sempre meno latte e mangiano pochi latticini. Il motivo principale, secondo una recente ricerca internazionale pubblicata sulla Nutrition Reviews, è nel comportamento dei genitori che ne consumano sempre meno. Continua a leggere

IL PANE FRITTO ALLA ROMANA, LA TRADIZIONE DEL PANDORATO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

klikk.no

klikk.no

Le fette de pagnotte un po’ rifatte / vanno tajate inerte, no a sfojetta / come er’ pane che chiameno a cassetta. / Quelle nun ponno mai rimane intatte. / E mo ve spiego come vanno fatte: / S’hanno da mette in una terinetta / a mollo a no sbattuto d’ova e latte / e ce se fanno stà na mezzoretta. / Quanno ch’er Pane è bene imbeverato, / s’indora fritto all’ojo o a tutto buro / p’avé diritto ar nome ‘Pandorato’. / Certo chi soffre de colesterina / e nun se vò aggravà, rinunci puro, / e vadi a letto con la minestrina”. Continua a leggere

5 IDEE ANTI-SPRECO PER IL LATTE IN SCADENZA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Quante volte è capitato di aver il latte in scadenza e non saper come consumarlo. D’inverno spesso si ricorre alle torte, che richiedono, però, tempo e soprattutto l’accensione del forno, che d’estate è meglio evitare, perché aumenta il calore della cucina e conseguentemente quello corporeo. Continua a leggere

IL PROVOLONE DEL MONACO, UGUALE DAL 1700

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

provolone_del_monaco_dop

www.amalficoastcookingvacations.com

Nel 1700 il Vomero, oggi uno dei quartieri più densamente popolati di Napoli, era una delle colline più fertili del territorio Vesuviano, assieme ai terreni alle falde del vulcano. Continua a leggere

27Sono i vasetti di yogurt consumati mediamente in un anno da ogni italiano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

young woman at home eating yogurtIn Italia si producono e si consumano 1,6 miliardi di vasetti di yogurt all’anno (Assolatte). Quello più diffuso è lo yogurt di latte vaccino, ma viene prodotto anche con latte di pecora o di bufala, oggi molto apprezzato, e con il latte di soia. E’ un alimento completo che fa bene ai bambini come agli ultra settantenni.

Ricco di fermenti lattici è indicato nelle diete ma anche per il trattamento di alcune patologie. Lo yogurt, che ha una storia millenaria, non è tra i prodotti caseari preferiti dagli italiani, che sono tra i minori consumatori europei, ma il suo consumo è in crescita.

Sempre più utilizzato anche in cucina e per la preparazione dei dolci, che rende soffici e fa mantenere freschi più a lungo, è immancabile nel frigorifero degli italiani che lo mangiano prevalentemente a colazione al naturale o con i cereali, ma anche come spuntino o come merenda pomeridiana. Negli ultimi anni, mutuando una tradizione tutta d’oltralpe, si è affermato anche come dessert a fine pranzo. Ottimo il gelato allo yogurt così come frullati e frappè. Le yogurterie in Italia non sono più così rare come qualche anno fa che lo servono anche su macedonie di frutta, crepes e waffel.

Non tutti gli italiani mangiano yogurt regolarmente, come invece sarebbe buona abitudine fare, e – dunque – il consumo reale è molto maggiore rispetto al dato statistico. Tolti gli intolleranti al latte che non sono pochi, i neonati e gli ultrasettantenni e i tanti italiani che dichiarano di non mangiarlo, il consumo medio reale si aggirerebbe sui 2 vasetti a settimana per persona. Intero, magro o parzialmente scremato oggi si presenta nei banchi del fresco di market e supermercati in decine di varianti.

Fragola, pesca, albicocca, frutti di bosco, banana, ananas e cocco i gusti preferiti dagli italiani assieme al classico “bianco”. Ma non mancano quelli a caffè e cereali. Molto venduti anche gli yogurt per bambini, che oggi sono divenuti un alimento fondamentale della dieta dei più piccoli.

LE FRITTELLE DI ERBA MADRE DI MAURO FIORESE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

frittelle fiorese 1

Perchè le frittelle di Erba Madre della madre di mia madre? 

Perché i ricordi associati alla nonna sono sempre dolci.

Perché l’erba Madre nasceva nel nostro giardino e il suo nome evoca la figura che ci ha sempre tramandato questa ricetta.

Continua a leggere

“MANGIASANO”, GIORNATA MONDIALE DELL’ALIMENTAZIONE NATURALE

MANGIASANO-2014-733x1024Poca frutta e verdura e troppi grassi nella dieta di mamme e bambini: l’allattamento naturale è diventato un fenomeno di “nicchia” e aumentano le patologie legate alla cattiva alimentazione. Continua a leggere

LO STRACCHINO, UNA SPECIALITÀ CON OLTRE NOVE SECOLI DI STORIA

Dalla pasta bianca, cremosa, e dal sapore dolce, burroso talvolta leggermente acidulo o piccante nelle forme più mature, è una specialità artigianale dei pascoli della Bergamasca prodotta sin dal ‘200.

Ottimo anche solo spalmato su una fetta di pane, per il suo gusto e la scioglievolezza, lo stracchino è un alimento molto versatile in cucina, anche come ingrediente di altri piatti. Si presta molto bene alla preparazione di primi: squisiti sono il risotto stracchino, zucca e rucola, ma anche i cannelloni spinaci e stracchino. Ingrediente immancabile nella farcitura delle piadine, impreziosisce torte salate, focacce (come quella di Recco, una specialità ligure) ma anche frittate e sformati. Lo ritroviamo negli involtini di salumi e persino sulla pizza accompagnato per lo più da prosciutto cotto o speck in base alle preferenze.

crescenzaProdotto con latte vaccino crudo intero appena munto (per questo motivo rientra tra i formaggi definiti “a munta calda”), vanta origini davvero antichissime. Lo stracchino in effetti nasce in risposta ad una necessità degli allevatori: produrre un formaggio durante le brevi pause di riposo delle mucche “stracche”, ossia stanche (da qui il nome Stracchino) durante i lunghi percorsi di transumanza dagli alpeggi alla pianura. Considerando il poco tempo a disposizione, e il poco latte raccolto a causa dell’affaticamento del bestiame, il formaggio doveva prevedere un processo di produzione rapido, senza fasi di spurgo o una lunga coagulazione.

Ecco che nasce lo Stracchino. Agli inizi del ‘900 fu quello prodotto in val Taleggio ad essere particolarmente apprezzato tant’è che si decise di rinominarlo Taleggio, tuttavia col passare degli anni, diventato un formaggio industriale, si optò inizialmente per il ritorno al vecchio nome “stracchino” e successivamente alla creazione del presidio Slow Food dellostracchino all’antica delle valli Orobiche”, per tutelarlo, preservarlo e valorizzarne l’artigianalità. Ma molto conosciuto è anche lo stracchino di Nesso, in provincia di Como e quello della valle dei Campelli, in provincia di Bergamo.

Quello del presidio si produce nelle Valli Brembana, Taleggio, Serina e Imagna. Una zona in cui le bovine possono nutrirsi di eccezionali essenze foraggere che conferiscono ai formaggi che si producono straordinarie qualità in termini di sapore, profumo e delicatezza. Tra i più apprezzati, oltre allo Stracchino, il Taleggio, lo Strachitunt e il Quartirolo.

Ma al di fuori della zona di origine, lo stracchino viene largamente prodotto dalle industrie casearie con latte pastorizzato e presentato nelle classiche confezioni a panetto di forma rettangolare da consumarsi entro pochi giorni dall’acquisto.

Il processo di produzione

Lo stracchino si produce con latte vaccino crudo intero, appena munto, che si lascia coagulare con caglio di vitello per circa mezz’ora. Dopo la rottura della cagliata in due fasi successive si versa la pasta nelle fascere e inizia la stufatura per circa 1 giorno. Quando lo stracchino si ricopre di muffa bianca, che segnala che ha raggiunto la giusta consistenza, inizia la fase di salatura e successivamente quella di stagionatura. Dopo circa due settimane viene messo in commercio.

IL LATTE VEGETALE, UNA SCELTA DI SALUTE

In comune col latte di origine animale ha solo il colore, ma varia nelle caratteristiche organolettiche e nutrizionali: è il latte vegetale, la scelta “di salute” per chi segue un’alimentazione vegan o semplicemente per chi vuole alleggerire la colazione o evitare le intolleranze.
A differenza del latte animale, infatti il latte vegetale è più digeribile e leggero, perché contiene grassi vegetali “buoni” ed è quindi indicato nei casi di ipercolesterolemia e disturbi cardiovascolari e ovviamente nei casi di intolleranza al lattosio e alla caseina. Si tratta di un alimento sano, ricco di vitamine, amidi e minerali.
Non tutti lo sanno, ma esistono ben 12 alternative vegetali al latte animale, tutte reperibili in negozi specializzati e presso la grande distribuzione. Bisogna però fare sempre attenzione all’etichetta, preferendo quelli di provenienza biologica, senza grassi aggiunti e con un basso contenuto di sodio.

Sojamilch
Il latte di soia

Tra i più diffusi c’è senza dubbio il latte di soia. Tra tutti i tipi di latte vegetale, è quello che possiede meno calorie e più proteine (quasi quante quelle del latte vaccino). Dalla soia eredita la sua importante valenza nel contrastare il rischio di arteriosclerosi, perché gli Isoflavoni che contiene abbassano il colesterolo cattivo. Ha un alto contenuto di ferro ed è indicato anche per i celiaci e per i bambini sotto l’anno di età, perché privo di glutine. La composizione include proteine, carboidrati, grassi e minerali.
E’ vero che il latte di soia non contiene Vitamina D né Calcio, tuttavia in commercio è possibile reperirlo tranquillamente con Calcio addizionato, oltre che arricchito di Vitamina B12.  Per il resto, la quota proteica è pari a quella del latte vaccino.

Il latte di farro

Quello che garantisce il maggior apporto di calcio è senza dubbio il latte di farro. Per questa ragione è indicato per prevenire l’osteoporosi, per sportivi, bambini e chiunque necessiti di un alimento completo e ricostituente. Ideale per preparazioni in cucina, grazie alla sua consistenza particolarmente densa e cremosa.

Il latte di miglio

Il latte di miglio, ancora poco diffuso, possiede molte proprietà benefiche: è rivitalizzante e nutriente, povero di grassi, ricco invece di proteine, ovviamente vegetali, di minerali e di vitamine del gruppo B. Non contiene glutine.

Il latte di riso

Ideale per una dieta ipocalorica è il latte di riso, largamente diffuso ed in assoluto il latte vegetale che contiene meno grassi. La sua ricchezza di zuccheri semplici gli conferisce un gusto molto gradevole e una scorta di energia subito disponibile, caratteristiche che lo rendono indicato anche per i bambini.

Il latte di avena

Importantissimo per il suo alto contenuto di acido folico e la totale assenza di colesterolo è il latte di avena. E’ un alimento energetico, indispensabile per il il turn-over cellulare e fondamentale per le donne in gravidanza. Possiede inoltre qualità tonificanti e rigeneratrici, molto apprezzate dagli sportivi.

almonds drink isolatedIl latte di grano Kamut

Autentico elisir di salute è il latte di grano kamut. Da consumare freddo o caldo, è povero di grassi e vanta un discreto apporto proteico. Viene addizionato con olio di semi di girasole che serve a renderlo più gradevole al palato. Dai chicchi di grano khorasan (kamut) con cui si produce, eredita l’elevato contenuto di sali minerali, soprattutto fosforo e magnesio, che lo rendono consigliabile in periodi di affaticamento o convalescenza. A differenza di altre tipologie però contiene glutine, quindi non è adatto per i celiaci.

Il latte di mandorle

Decisamente più dolce, dal sapore goloso e dal potere dissetante, è il latte di mandorle, una bevanda molto diffusa nel Sud Italia. Ottima fonte di antiossidanti e minerali, contiene un’elevata quantità di grassi “buoni” (polinsaturi) e vitamine, che proteggono il sistema cardiovascolare. Essendo però molto calorico ed energetico, va consumato con moderazione!

Il latte d’orzo

Efficace sollievo per i raffreddamenti della stagione fredda, è il latte d’orzo, una bevanda altamente digeribile e rinfrescante, ricca di vitamine e minerali. Il suo basso indice glicemico lo rende indicato per chi soffre di diabete tipo II e per ridurre il colesterolo cattivo.

Il latte di cocco

Dal gusto un po’ esotico e dal profumo intenso, è il latte di cocco. Non si tratta del liquido contenuto all’interno delle noci di cocco, bensì di una bevanda ottenuta dalla polpa di questo frutto insieme all’acqua. Molto dolce e naturalmente ricco di zuccheri, non contiene lattosio e fornisce un buon apporto di acido laurico, un acido grasso saturo con proprietà antisettiche ed antinfettive.

Il latte di canapa

Ed è dai semi dell’omonima pianta che si produce il latte di canapa. Ricco di acidi grassi essenziali (omega-3), è indicato anche per i bambini, perché rispetto ad altri tipi di latte vegetale contiene una buona percentuale di proteine e di grassi. Occorre però fare sempre attenzione ad acquistare quello senza zuccheri aggiunti e di provenienza biologica.

Il latte di arachidi

Consistente e denso poi c’è il latte di arachidi, l’ideale per la colazione, la merenda o per preparare creme salate e dolci. Le molte proprietà nutrizionali delle arachidi si conservano anche nel latte, che risulta quindi nutriente e sostanzioso, nonchè ricco di aminoacidi indispensabili e di antiossidanti.

Junge Frau trinkt MilchIl latte di noci, nocciole e anacardi

Infine i latti di noci, nocciole e anacardi che rispetto a quello di mandorle non sono facili da trovare in commercio, ma si possono preparare in casa. Come i semi oleosi da cui si ricavano, queste varietà di latte vegetale sono molto nutrienti ed energetiche, oltre che ricche di preziosissimi acidi grassi insaturi. Tra i tre il più leggero è il latte di anacardi.

Nonostante le indubbie proprietà benefiche, l’assenza di alcuni importanti nutrienti implica, nel caso di assunzione esclusiva di latte vegetale, la necessità di introdurli mediante altri cibi, tra cui tofu, legumi, verdure, frutta secca e uova o di optare per bevande vegetali addizionate. Inoltre, rispetto al latte animale l’apporto di calcio e vitamina D è ovviamente inferiore, ma basterà integrare la dieta con altri alimenti che ne sono ricchi.

Tutti i tipi di latte vegetale possono essere più o meno facilmente preparati in casa, utilizzati per una colazione tradizionale e come alternativa al latte vaccino nella preparazione dei cibi e dei dolci. Come per il latte vaccino, il consumo dovrebbe essere moderato (125-250 cc al giorno). Per conservarli possono essere riposti in frigo ed agitati prima dell’uso, ottenendo oltre ad un notevole risparmio economico, un prodotto sicuramente più genuino. E’ sempre preferibile consumarli al naturale, cercando di limitare i prodotti con aggiunta di sostanze aromatizzanti.

RICOTTA, PROTAGONISTA DELLA PASQUA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

ricottaConsiderata per secoli cibo dei poveri, perché prodotta dai pastori, negli ultimi decenni la ricotta è diventata la regina della cucina e nel tempo la vera protagonista della Pasqua. Continua a leggere

LA COLAZIONE NEL MONDO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Prima colazioneSecondo i nutrizionisti è un pasto indispensabile, perché assicura all’organismo il giusto apporto di energia dopo il lungo digiuno notturno. La colazione, però, oltre a essere di fondamentale importanza per il benessere di corpo e mente, è un’esperienza culturale Continua a leggere

SQUACQUERONE DOP, IL “CREMOSO” GUSTO DEL LATTE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Una consistenza cremosissima, un autentico aroma di latte e un sapore dolce ma al tempo stesso deciso, con una leggera punta di acidità. Lo Squacquerone di Romagna è una vera delizia per il palato, Continua a leggere

BAMBINI PIÙ ATTENTI A SCUOLA CON LA COLAZIONE GIUSTA

È un argomento del quale nutrizionisti e dietologi non si stancano di parlare: la prima colazione è di fondamentale importanza per scongiurare il rischio di obesità, un fenomeno che in Italia ha raggiunto proporzioni allarmanti. Se questo discorso è valido per gli adulti lo è in misura ancora maggiore per i più piccoli, che, senza un adeguato pasto mattutino, finiscono inevitabilmente per “spezzare la fame” fuori casa, con alimenti molto calorici come merendine e snack confezionati. Inoltre, al problema del soprappeso, si aggiunge quello del rendimento scolastico.

Bambini e prima colazione

 

[vc_column_text width=”1/2″ el_position=”first”]

Mangi a casa? Sei più ricettivo sui banchi

La colazione è un vero e proprio pasto che dovrebbe fornire il 15-20% delle calorie assunte nel corso dell’intera giornata. Nutrirsi al mattino è indispensabile per affrontare la scuola, dal momento che l’organismo, dopo il lungo digiuno notturno, necessita di energia per rimettersi in moto. Un bambino che consuma una colazione completa, sui banchi è molto più concentrato rispetto a un coetaneo che esce da casa senza aver mangiato e di conseguenza apprende in misura maggiore e ottiene risultati migliori.

La disparità è stata rilevata da alcuni ricercatori del Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova che, mediante un compito/gioco di attenzione, hanno valutato la capacità di concentrazione di 25 bambini tra gli 8 e i 10 anni che di solito non fanno colazione, mettendoli a confronto con i piccoli che invece hanno questa sana abitudine. La differenza si è rivelata evidente e lo studio ha anche messo in luce esiti diversi in base alla tipologia di cibi assunti.

[/vc_column_text] [vc_column_text width=”1/2″ el_position=”last”]

La colazione ideale

Per ottenere il massimo benessere fisico e intellettuale la colazione deve comprendere alimenti specifici, che forniscono al corpo tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno, influenzando positivamente anche l’umore.

L’elemento che non dovrebbe mai mancare nell’alimentazione mattutina di bambini e ragazzi è il latte, ricco di vitamine, proteine e soprattutto di calcio, indispensabile per lo sviluppo delle ossa. A questo vanno poi aggiunti biscotti secchi, fette biscottate o cereali, contenenti i carboidrati complessi, che apportano energia in grado di restare a lungo nell’organismo e, quindi, di favorire il rendimento scolastico – i cereali integrali, in particolare, possiedono fibre benefiche per l’intestino. In alternativa si può scegliere un panino con marmellata o crema al cioccolato, particolarmente gradite al palato dei più piccoli. Al tutto, infine, bisognerebbe unire un frutto di stagione o una spremuta d’arancia, per fare il pieno di vitamine e antiossidanti.

[/vc_column_text]