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LENTICCHIE, BUONE E VERSATILI IN CUCINA

zuppa di lenticchieLe lenticchie sono un legume spesso relegato a ruolo di portafortuna a Capodanno, ma che grazie delle sue numerose virtù, dovrebbe essere un protagonista frequente della nostra tavola. Buone e molto versatili in cucina sono l’ideale per preparare ottime zuppe, sono squisite come contorno, perfette per preparare hamburger o polpette, da usare anche sotto forma di farina per preparare pratiche frittate. Abbinate al cotechino sono una grande classico, ma sono ottime anche insaporite da cubetti di speck o pancetta, o da cubetti di zucca.

contorno con lenticchieSono un legume noto per il suo elevato potere nutritivo. Una buona fonte di proteine e carboidrati complessi, ricche di ferro, fosforo e vitamine del gruppo B, ottima fonte di fibre e per questo indicate in caso di stitichezza. Grazie a tutte queste caratteristiche nutrizionali si sono guadagnate l’appellativo di carne dei poveri.

Esistono diverse qualità di lenticchia, quelle di Castelluccio di Norcia sono tra le più conosciute e pregiate. Sono piccole e delicate, non serve ammollo e hanno ottenuto la certificazione IGP.

Le lenticchie rosse, conosciute anche come “lenticchie egiziane”, sono veloci da cuocere usate molto nei paesi medio orientali, ideali per quando si ha poco tempo in cucina, in quanto si cuociono in pochi minuti e molto digeribili in particolare nella versione decorticata.

hamburger di lenticchieLa lenticchia verde di Altamura è chiamata anche lenticchie gigante a causa delle sue dimensioni è infatti più grande rispetto alle altre. È tornata in auge negli ultimi anni e ha ottenuto la certificazione IGP nel 2017.

La lenticchia di Rascino è coltivata nell’Altipiano omonimo ad un’altitudine di 1150 metri. Sono caratterizzate da una dimensione ridotta e un colore non uniforme che va dal rossiccio al marrone scuro. Prodotte in modo naturale senza l’uso di diserbanti, concimi o altre sostanze chimiche molto spesso da aziende a conduzione familiare o da privati per consumo proprio.

Le lenticchie di Onano sono anche in questo caso prodotte all’interno del comune omonimo che si trova nella provincia di Viterbo. I semi hanno origine in Siria e in paesi del Medio Oriente come Palestina, Giordania, Iran. Una volta giunte nel Mediterraneo hanno trovato un terreno molto favorevole per la loro diffusione.

A CAPODANNO? LENTICCHIE!

Si avvicina l’ultimo giorno dell’anno, quando per tradizione si usa passare una divertente serata in compagnia degli amici più cari. I più festaioli cercano un locale dove rimanere fino a tarda notte e ballare fino allo sfinimento, in molti casi si tratta di posti in cui si può anche cenare. Le persone che invece amano maggiormente la tranquillità, organizzano una serata in casa. In ognuna di queste situazioni però c’è una certezza: le lenticchie!

L’ultimo dell’anno nei ristoranti e nelle case degli italiani indubbiamente si brinda a mezzanotte, ma con altrettanta sicurezza si può affermare che consumano questi piccoli e saporitissimi legumi. Una tradizione antica, fin dai tempi dei romani infatti si usava regalare la scarsella, un borsa di cuoio da legare in vita e piena di lenticchie, con l’augurio che si trasformassero in monete sonanti. Ecco perché ancora oggi a capodanno si dice che le lenticchie ‘portino soldi’.

shutterstock_532086724Le più conosciute sono quelle di Castelluccio, un  piccolo borgo in Umbria. Sono piccole, saporite e particolarmente comode da utilizzare in cucina perché non necessitano di ammollo.

L’abbinamento più frequente è con il cotechino e lo zampone, spesso però quando si arriva a questo punto della cena ci si trova ad aver già esagerato con antipasti e primi e si finisce con il rifiutare proprio il piatto più tradizionale o di assaggiarne solo qualche boccone per superstizione.

Le lenticchie si possono però proporre ai propri commensali seguendo ricette più originali e che permettano di gustarsele al meglio. Proporle già come ingrediente del primo piatto potrebbe essere una soluzione. Una zuppa vi pare una preparazione troppo poco festosa? Provate con un risotto con cotechino e lenticchie. Davvero goloso!

shutterstock_304765235Si può anche preparare un ottimo ragù con le lenticchie. Preparando un soffritto con sedano carote e cipolla e qualche cubetto di pancetta e facendole cuocere salsa di pomodoro, quando saranno cotte bisognerà frullarle una parte, se necessario allungarle con brodo o pomodoro e condire le tagliatelle, il risultato vi stupirà!

Le lenticchie si possono usare anche per ottenere degli ottimi hamburger, frullandole e impastandole con uova e pangrattato. Ma se volete davvero lasciare a bocca aperta i vostri ospiti potete preparare un dolce con le lenticchie. In rete si possono trovare numerose ricette che prevedo nell’impasto l’utilizzo di questo legume.

LENTICCHIE UN LEGUME ANTICO, GUSTOSO E SALUTARE!

Secondo i rinvenimenti archeologici le lenticchie rappresentano il primo legume utilizzato dagli uomini preistorici per la propria alimentazione. Le testimonianze della loro esistenza e coltivazione risalgono addirittura al 7000 a.C. Il suo uso viene testimoniato anche da una citazione all’interno della Bibbia.shutterstock_353506178

Sono sempre state molto economiche e facili da reperire. Caratterizzate da un alto valore nutritivo, grazie al quale vengono considerate la carne dei poveri. Hanno rappresentato nei secoli un’ottima fonte di proteine con le quali anche le popolazioni meno abbienti, e per le quali riuscire a consumare della carne era molto difficile e raro, potevano riuscire a cucinare un pasto completo.

Sono ricche di ferro, ma anche potassio, fosforo e magnesio. Dal punto di vista delle vitamine invece, mangiando le lenticchie si fa il pieno di quelle del gruppo B. In particolare si trovano interessanti quantità di vitamina B1, B2, B3, B4, B6, B9. Sono inoltre un’importante fonte di vitamine A, C ed E.

Completamente prive di glutine e per questo adatte ai celiaci, che possono consumarle anche sotto forma di pasta. In commercio è, infatti, possibile trovarne alcuni tipi composti proprio dalla loro farina. Sono indicate anche per chi ha problemi di stitichezza perché ricche di fibre insolubili.

La tradizione italiana vuole che siano consumate nella notte di San Silvestro, perché simbolo di prosperità e denaro. Secondo la cultura ebraica invece, la loro forma tonda simboleggia il ciclo della vita.

shutterstock_138502061A seconda delle varietà, il tempo di cottura può essere di pochi minuti, per le lenticchie rosse decorticate, fino a circa 40 minuti per le prestigiose Lenticchie di Castelluccio che hanno meritato l’Indicazione geografica protetta (I.G.P) e la Denominazione di origine Protetta (D.O.P.).  E per essere sicuri di ottenere un ottimo risultato, evitando che rimangano un po’ dure, si consiglia di aggiungere il sale solo a fine cottura.

Sono davvero tante le preparazioni che si possono realizzare con questo prezioso legume. Spesso vengono consumate in umido come contorno o sono le protagoniste di ottime minestre con pasta o riso. Infine tritate e unite all’uovo, formaggio grattugiato, patate e pangrattato, possono diventare delle ottime polpette. Un alimento così salutare dovrebbe essere presente sulle tavole tutto l’anno, d’estate potrebbero diventare l’ingrediente di una insalata di riso.

Insalata di riso alla libaneseshutterstock_361211066 copia

Per 4 persone

30 minuti

Ingredienti

2 tazze di riso di riso basmati

2 tazze di lenticchie

1 fetta di Prosciutto Cotto Snello tagliata spessa

Peperoncino

Curcuma

Sale q.b.

Olio q.b

Preparazione

Preparare il riso pilaf facendolo bollire in due tazze d’acqua salata con un cucchiaio d’olio, e un cucchiaino di curcuma in una pentola coperta, fino al completo assorbimento dell’acqua. Lessare le lenticchie per circa mezz’ora. Tagliare a cubetti il Prosciutto Cotto Snello, unire gli ingredienti e insaporire con peperoncino fino a raggiungere la piccantezza desiderata

 

TORNARE IN FORMA DOPO LE FESTE CON LE INSALATE D’INVERNO

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Le insalate invernali sono preziose “tornare alla normalità” dopo gli abbondanti cenoni e pranzi natalizi a base di paste ripiene, capponi, fritti e dolci: l’ideale è prepararle scegliendo frutta e ortaggi di stagione dal potere depurativo e drenante – finocchi, carciofi, arance, rucola – e condirle con un filo d’olio extravergine e poco sale, aggiungendo succo di limone, aceto balsamico o salsa di soia per renderle più saporite. Continua a leggere

“SEMI NUTRIENTI PER UN FUTURO SOSTENIBILE”: LA FAO PROCLAMA L’ANNO DEI LEGUMI

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Lenticchie, fagioli, ceci, fave, piselli, soia, ma anche varietà oggi quasi scomparse, come lupini, cicerchie e rovigli, antichissimi piselli neri originari del Medio Oriente. I “semi nutrienti per un futuro sostenibile” saranno i protagonisti del 2016, proclamato dalla FAO l’Anno Internazionale dei Legumi: economici e sostanziosi, i semi delle leguminose sono un alimento indispensabile per la salute dell’uomo e una risorsa preziosa per vincere la sfida della fame nei Paesi in Via di Sviluppo. Continua a leggere

VACANZE FINITE? ECCO I 9 CIBI PER COMBATTERE LA “SINDROME DA RIENTRO”

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Lenticchie, mandorle, uova, broccoli, salmone fresco e banane. E poi una piccola ‘concessione’ come un pezzetto di cioccolato fondente, da gustare magari al termine della cena. Sono gli alimenti sui quali bisogna puntare per combattere la “sindrome da rientro” spesso associata alla fine delle vacanze estive. A suggerirlo è Alberto Fiorito, medico omeopata che da anni studia la correlazione tra alimentazione e salute: per riprendere al meglio gli impegni di lavoro o studio, lo specialista consiglia di privilegiare alcuni cibi dotati di virtù antidepressive, antiossidanti e rilassanti, che al termine dell’estate si rivelano utili per contrastare il cattivo umore e l’irritabilità tipici del ritorno alla quotidianità. Continua a leggere

LA BIETOLA, UN ASSAGGIO DI PRIMAVERA

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Torta pasqualina A Genova è protagonista della Torta Pasqualina, la celebre specialità formata da 33 sottilissime sfoglie – in ricordo degli anni di Gesù – farcite con uova, maggiorana e prescinseua ligure, un formaggio fresco ligure, ma la bietola è da sempre presente sulle tavole degli italiani, cruda o cotta.

Cruda è largamente impiegata nelle insalate, condita con olio, limone e sale, mentre cotta è consumata prevalentemente lessa, condita poi con olio extravergine di oliva e limone. Cotta è anche l’ingrediente di molte zuppe regionali, come la famosa minestra maritata napoletana o quella con le patate. Molto diffusa in tutta la Penisola, fa la sua comparsa sui banchi del mercato solitamente agli inizi di marzo, dandoci un assaggio di primavera. Continua a leggere

DALLA SARDEGNA IL MENU CHE ALLUNGA LA VITA

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Dieta di lunga vitaAgnello con i carciofi, favata alla barbaricina, cavolata, minestra di lenticchie. In questi antichi piatti si nasconde uno dei segreti della lunga vita del popolo sardo. Di recente un team di giovani cuochi ha deciso di riportarli in vita, sotto l’attenta supervisione dei nonni e delle nonne della Barbagia e dell’Ogliastra, due zone della regione dove si concentra un altissimo numero di centenari (pari a tre volte quelli di tutti i paesi occidentali).

Gli chef hanno realizzato un menu completo con pietanze della tradizione locale, sottoponendole poi al giudizio di Angela, Mario, Luigi, Elvira, gli “allievi” – tutti ultra 80enni – che frequentano i corsi della “Scuola di formazione dei promotori della longevità e dell’invecchiamento attivo di successo”, nata nel dicembre scorso dalla partnership tra l’Associazione Medicina Sociale e la Comunità Mondiale della Longevità, che ha sede presso l’Istituto di Formazione al Lavoro di Assemini (Cagliari). Continua a leggere

LA VELLUTATA, IMMANCABILE SULLE TAVOLE INVERNALI

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vellutata di carote e patateCon gli ortaggi, il pollo, i legumi, le vellutate sono protagoniste della tavola invernale. Perfette per la stagione fredda, quando si ha voglia di gustare piatti caldi e corroboranti, piacciono agli adulti per il loro gusto delicatissimo, ma anche ai bambini per la consistenza cremosa. Molte mamme, infatti, le adottano come escamotage per ‘mascherare’ lenticchie, fagioli, cavolfiori e renderli appetibili agli occhi dei più piccoli. Vanno servite con crostini di pane – magari riciclando pagnotte e sfilatini un po’ raffermi – scaldati in padella o leggermente tostati nel forno, per un tocco croccante. Continua a leggere

ZAMPONE DI MODENA, IL SALUME DELL’ALLEGRIA

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ZamponeSe volete allegria, mangiate modenese, lo zampone dà gioia ad un animo triste”, consigliava Émile Zola ai suoi lettori. Evidentemente lo scrittore francese apprezzava molto la cucina romagnola, in particolare il robusto insaccato – dal 1999 tutelato dal marchio IGP – che qui viene prodotto da oltre cinquecento anni, con parti magre e cotenna di maiale accuratamente selezionate, insaporite con aromi naturali e infilate dentro la pelle della zampa anteriore suina. Continua a leggere

LO SFRATTO DEI GOYM, UNA DOLCE SPECIALITÀ DI PITIGLIANO

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Sfratti di PitiglianoUn dolce dalla sfoglia sottile e leggera, che racchiude uno squisito ripieno di noci, miele, scorza di arancia e noce moscata. Lo “sfratto” dei Goym è una specialità di borghi di Pitigliano e Sorano (Grosseto), nel cuore della Maremma toscana, dove viene gustato soprattutto nel periodo natalizio, tagliato a fettine. Meno famoso di panpepato, cantucci, ricciarelli e buccellato, non ha nulla da invidiare alle più famose bontà della pasticceria regionale. Continua a leggere

POLPETTE? SÌ, MA DI LEGUMI

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polpette di fagioliNella cucina mediorientale sono presenti da sempre: le troviamo in Egitto, Palestina a Siria, con il nome di falafel, a base di ceci o fave e insaporite con un’esplosiva miscela di aromi – aglio, cipolla, cumino, coriandolo, sommacco – e in Turchia, rosse e invitanti, preparate con lenticchie, burgul – grano duro spezzato –, concentrato di pomodoro e paprika. E da qualche anno le polpette di legumi hanno pacificamente “invaso” anche le tavole italiane, in versione gentile, senza le tante spezie che caratterizzano quelle africane e asiatiche. Una tendenza culinaria nata dal web – come tante altre negli ultimi tempi –, dalla felice contaminazione con tradizioni e culture diverse dalla nostra. Continua a leggere

ORZO, IL CEREALE “AMICO DEL CUORE”

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Con l’arrivo dei primi freddi sono tante le persone che lo utilizzano per arricchire zuppe di legumi e verdure, all’interno di polpette e sformati e nell’orzotto, un’alternativa al classico risotto – va preparato allo stesso modo – sempre più apprezzata dagli appassionati di cucina. L’orzo è diffusissimo sulle tavole italiane, perché regala una consistenza piacevole e corposa a pietanze calde e fredde. Continua a leggere

BIODIVERSITÀ E MADE IN ITALY: ECCO I 20 NUOVI PRESIDI SLOW FOOD

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Legumi pregiati e semisconosciuti, frutta e ortaggi, vini, insaccati e dolci: c’è il meglio dell’agroalimentare italiano tra i nuovi presidi – ben venti – che da oggi Slow Food proteggerà dal rischio di estinzione. Continua a leggere

LA SOIA CONQUISTA IL BELPAESE

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Da quando ha iniziato a diffondersi nel secondo dopo guerra e per quasi quarant’anni la soia in Italia si è consumata principalmente nelle insalate. Poi abbiamo imparato a conoscerla attraverso i ristoranti e la cucina cinese. Oggi è tra i cibi più richiesti e impiegati in cucina. Continua a leggere

IL FRUTTO DI MARE FATTO “SANTO”

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capesantaÈ uno dei molluschi più ricercati al mondo. E l’estate è il periodo in cui si trova più facilmente sui mercati e dunque diventa anche più accessibile. È la capasanta, uno squisito ma anche prezioso e pregiato frutto di mare per rendere speciale una fresca cena estiva o per dare quel tocco in più alla tavola. Continua a leggere

LEGUMI IN FIERA

leguminosa napoli

Saranno ben 42 i legumi protagonisti di Leguminosa, il progetto ideato da Slow Food Campania per valorizzare e promuovere l’immenso patrimonio leguminoso come alternativa alla imperante alimentazione a base di carni. Al mercato che sarà allestito nella Galleria Umberto I, uno degli eventi della tre giorni napoletana tutta dedicata ai legumi, si troverà il cece rosa e quello famoso di Cicerale, la cicerchia del Cilento e quella di Serra dei Conti. E poi ben 25 varietà di fagioli. Il pregiatissimo Dente di morto e quello di Controne, il fagiolo di Norcia e il classico cannellino, il “rosso” di Lucca e il fagiolo malato o di San Giuseppe. E ancora il pisello selvatico, il lupino gigante, la Roveya di Civita di Cascia e le lenticchie di Villalba e Rascino.

Organizzato dall’Associazione Slow Food Campania l’evento è il primo in Italia interamente dedicato ai legumi. “In questi ultimi decenni i cambiamenti climatici, le catastrofi naturali, le scelte della società (spinta all’urbanizzazione, trasferimento di tecnologie)” – affermano da Slow Food Campania – “nonché le preferenze dei consumatori e dei produttori (specializzazione colturale, sostituzione degli impianti agricoli tradizionali) hanno provocato una notevole riduzione della diversità naturale e della sua espressione genetica”.

legumi assortitiIn programma dal 7 al 9 marzo nel capoluogo campano, Leguminosa prevede diverse attività rivolte ai consumatori ma anche agli operatori del settore: innanzitutto il mercato con 40 “bancarelle”, 2 convegni tematici, 4 percorsi didattici per bambini e famiglie, 4 laboratori del gusto, 3 laboratori della Terra e 5 teatri del gusto con affermati chef del panorama regionale e nazionale. L’evento è realizzato in collaborazione con il Centro Studi internazionale di Slow Food e il contributo anche operativo della Regione Campania, del Comune di Napoli, dell’ANCI Campania e del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Lo scopo principale è, come sostengono gli organizzatori, aiutare a comprendere e approfondire il legame che c’è tra consumatore, territorio, agricoltura e ambiente. “Un modo nuovo per avvicinare al consumo dei legumi e dunque ad una nuova fruizione anche del nostro territorio”.

“Il motore dell’idea progettuale” – afferma Antonio Puzzi di Slow Food Campania – “è l’ideazione di un percorso partecipato ed integrato di valorizzazione di risorse locali, che possa essere nello stesso tempo prospettiva di sviluppo locale e di crescita civile globale, anche nel senso di una nuova logica di fruizione turistica di un patrimonio di interesse collettivo”. Tra gli obiettivi di Leguminosa si può dunque ascrivere quello di proporre una nuova formula turistica, centrata sulla convivialità e sull’accoglienza in uno spazio a misura d’uomo, che sintetizzi tre elementi specifici:

– promuovere prodotti di territorio e percorsi culturali-ambientali, che favoriscano l’idea di una manifestazione come esperienza di crescita e conoscenza;

– educare giovani e adulti alla cultura del “consumo” consapevole e responsabile;

– tutelare realtà, beni comuni, che rischiamo di perdersi, quindi preservare e promuovere specie ed ecotipi di legumi che costituiscono dei giacimenti di biodiversità inalienabili.

Tutto l’evento ruoterà attorno al tema della biodiversità italiana e internazionale dei legumi. “Proteggere la biodiversità è sempre più un imperativo di spessore internazionale” – affermano i vertici di Slow food Campania – “essa è, infatti, il risultato di lunghi processi evolutivi che da oltre tre miliardi di anni permettono alla vita di adattarsi al variare delle condizioni sulla terra e costituisce il serbatoio da cui attinge l’evoluzione stessa per attuare tutte le modificazioni genetiche e morfologiche che originano nuove specie viventi”.

I CIBI “PORTAFORTUNA” PER IL NUOVO ANNO!

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Le lenticchie e il marzapane auspicano l’entrata di soldi, il maiale (nella forma del cotechino o dello zampone) e l’uva simboleggiano abbondanza, la melagrana è propiziatoria di fecondità, le noci sicurezza e forza, come altri frutti secchi in guscio, e le castagne portano prosperità. Continua a leggere

LEGUMI, LA SALUTE NEL PIATTO

Mix di legumiSono un alimento vecchio come il mondo: in Medio Oriente circa 5000 anni prima della nascita di Cristo si coltivavano già le lenticchie, da lì poi importate in Europa; nello stesso periodo, dall’altra parte del mondo gli Aztechi e gli Incas consumavano i fagioli, giunti nel nostro continente dopo la scoperta delle Americhe. Parliamo dei legumi, i preziosissimi semi delle Fabacee o Leguminose, piante diffuse sia nelle zone a clima temperato che in quelle più calde, grazie a una notevole capacità di adattamento a diverse tipologie di clima.

Fagioli, piselli, lenticchie, fave e ceci sono soltanto i membri più noti della numerosa famiglia dei legumi, oltre che i più utilizzati sulle tavole degli Italiani: in realtà, se ne contano altre quattro tipologie commestibili, ovvero i lupini, di solito consumati come aperitivo, le cicerchie, le arachidi – spesso incluse erroneamente nella frutta secca – e la soia.

Alcuni di essi si dividono a loro volta in tante varietà: limitando il campo ai fagioli, al mondo se ne contano circa sessanta tipi commestibili, di cui quindici coltivati sul territorio italiano – per ricordarne solo alcuni, il borlotto, il tondino di Villaricca (Napoli), lo zolfino toscano, il fagiolo di Sarconi della Basilicata, che gode della denominazione di Indicazione Geografica Protetta (IGP).

Anche le lenticchie sono uno dei punti di forza dell’agricoltura nazionale e da nord a sud della Penisola se ne producono una decina di varietà, dalla piccola e gustosa lenticchia di Castelluccio di Norcia, che gode dei riconoscimenti DOP e IGP, a quella pregiatissima di Ventotene (che arriva anche a 30 € al Kg), alla più grossa lenticchia di Altamura, fino a quella di Onano, nel Viterbese, coltivata sin dal Cinquecento e inserita tra i presidii di Slow Food – un riconoscimento che protegge le eccellenze territoriali dal rischio di estinzione.

Il legume più coltivato al mondo, invece, è la soia, protagonista delle più diverse preparazioni, dolci e salate. Nata in Asia, ormai è diffusa in tutto il mondo, sia “pura” che sottoforma di altri alimenti che da essa si ricavano – farina, latte, olio, formaggio (tofu). In Italia, il Veneto è la regione che ne produce la maggior quantità – 250mila tonnellate l’anno, pari al 50% dell’intera produzione nazionale.

 

[vc_text_separator title=”Un concentrato di benessere” title_align=”separator_align_center” width=”1/1″ el_position=”first last”]

Preziosi alleati della nostra salute, i legumi sono un autentico concentrato di proprietà benefiche. Vediamo in breve quali sono:

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Fagioli
Sono i legumi con la più alta concentrazione di fibre – circa 17 grammi per 100 grammi di prodotto.

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Lenticchie
Ricche di proteine – 28 grammi per 100 di prodotto –, magnesio e fosforo – rispettivamente 900 mg e 450 mg –, contengono anche calcio, fibre, ferro e vitamine.

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Piselli
Ricchi di sali minerali, racchiudono vitamina C in dosi importanti – 30 mg per 100 grammi – e vitamine del gruppo B in misura minore.

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Ceci
Sono composti da una percentuale di carboidrati elevatissima – 55 percento – e sono invece poveri di grassi – 6 percento. Contengono, inoltre, Omega3, un grasso insaturo che abbassa il livello di trigliceridi nel sangue.

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Soia
La loro caratteristica peculiare è la presenza degli isoflavoni, fito-estrogeni dalle proprietà antiossidanti, e del prezioso Coenzima Q10, che protegge dall’attacco dei radicali liberi.

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Cicerchie
Seppure di origine molto antica e ricche di proteine, sono poco consumate dagli italiani. Di consistenza farinosa, sono utilizzate per la preparazione di gustose zuppe e minestre.

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Fave
Possono essere consumate sia crude che cotte e contengono ferro, fibre e vitamina C. Sono, inoltre, poco caloriche.

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Arachidi
Come la soia, anche le arachidi vantano la presenta del Coenzima Q10 e sono inoltre una fonte di polifenoli, dalla funzione antiossidante.

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Lupini
Hanno una quantità elevata di proteine – 38 grammi per 100 grammi di prodotto – e sono privi di colesterolo.

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A tavola si consumano a zuppa, sottoforma di creme, come contorni o con la pasta. E se pasta e piselli o pasta e fagioli sono piatti simbolo della cucina italiana, le lagane con i ceci, con molta probabilità, sono stati il primo modo di cucinare la pasta con i legumi. Tra i legumi i più consumati nel mondo ci sono i fagioli. La loro diffusione in Europa fu rapidissima tanto che Annibale Carracci nel 1585, per fare un quadro in cui chiunque si riconoscesse scelse come protagonista il mangiafagioli, che rappresentava uno dei piatti popolari più diffusi.

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