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CLEMENTINE… ED È SUBITO NATALE!

ClementineQuando si apre una clementina, si sprigiona in tutta la stanza un inconfondibile profumo che fa pensare subito al Natale. È appena iniziata la stagione di questi frutti colorati e squisiti. Si trovano ormai facilmente sui banchi di mercati e  supermercati. Proprio durante le festività natalizie si toccherà l’apice della produzione.

Sono simili ai mandarini dai quali differiscono per il colore più aranciato della buccia e della polpa, per la forma più rotonda e per l’assenza di semi. È conosciuto anche con il nome mandarancio proprio perché è un agrume appartenente al gruppo degli ibridi tra mandarini e arance.

Clementine -NataleDifficile mangiarne solo uno, sono il tipico alimento “uno tira l’altro”. È spesso preferito all’arancia perché ha un sapore meno aspro.

Le origini del suo nome clementina sembra risalgano a Fra Clément Rodier che scoprì in modo accidentale un albero di mandarino nel giardino del suo orfanotrofio in Algeria. Secondo altre fonti  la scoperta fu di un altro religioso francese, Pierre Clément e che le scoprì decenni prima, ma in modo decisamente intenzionale. .Anche se è probabile che questo ibrido provenga dalla Cina o dal Giappone il merito di Fra Clément potrebbe essere quello di averlo introdotto nel Mediterraneo.

È un frutto che solitamente viene consumato fresco e in purezza. Si trova però spesso anche nelle macedonie, si può utilizzare per spremute, marmellate, sorbetti e sciroppi. I più coraggiosi potranno provare interessanti abbinamenti con la carne bianca e con i crostacei.

Spremute clementineGrazie al meteo favorevole per questo frutto, si prevede un’annata molto buona, con una produzione abbondante di clementine dolci e saporite. Per questo si potranno fare golose  scorpacciate di questo frutto senza spendere troppo e senza fare troppa fatica a trovarle buone. Non sarà necessaria cercare le clementine più grandi e costose, anche quelle di dimensioni più ridotte dovrebbero essere più che soddisfacenti per questo inverno.

Per essere sicuri di comprare delle clementine fresche è sempre meglio scegliere quelle con le foglie ancora attaccate perché sono garanzia di freschezza, ma se non ci fossero è bene scegliere quelle con la rosetta che rimane dove si stacca il picciulo ancora verde e non secca o marroncina, in questo caso la freschezza non è più garantita.

LE TRADIZIONI DI NATALE NEL MONDO

Tavolo NataleIl giorno di Natale è vicino e nelle nostre case si prepareranno e serviranno i tipici piatti della tradizione natalizia. Salumi italiani, pasta ripiena o al forno, lesso e tanti, tanti dolci nei prossimi giorni saranno serviti in abbondanza nelle case delle famiglie italiane. Ma Natale è una festività che si festeggia in tutto il mondo attorno ad un tavolo con le persone a cui si vuole più bene. Tanti sono i piatti tipici del periodo natalizio, preparati per festeggiare in famiglia.

La tradizione inglese non prevede festeggiamenti per la vigilia, i bimbi però appendono le proprie calze che verranno poi riempite da Babbo Natale e gustano il Mince Pie, una tortina di pasta frolla o sfoglia e ripiena di frutta secca, spezie e liquore. Il 25 dopo aver aperto i regali si pranza in famiglia con il tacchino arrosto e come dolci si serve il Christmas cake e il Christmas Pudding, un dolce morbido e molto speziato composto da 13 ingredienti che simboleggiano Gesù e i suoi discepoli e per preparare il quale è importante che ogni componente della famiglia mescoli l’impasto rigorosamente in senso antiorario. Due dolci immancabili così come lo sono il pandoro e il panettone da noi.Mince Pie Qui però il Natale non finisce con il pranzo, non può mancare il tradizionalissimo afternoon the, che in questa occasione viene servito alle 18.00 con dolcetti vari tra cui il Mince Pie della vigilia.  Un dolce che si trova anche nella tradizione statunitense qui però viene posizionato vicino al camino per dare modo anche a Babbo Natale di assaggiarlo.

In Francia il pranzo di Natale si chiama Reveillon e il menù varia parecchio da regione a regione, ma solitamente in tavola non possono mancare ostriche, salmone affumicato, foie gras, tanti formaggi e come  dolce il tradizionale buche de Noel, un rotolo dalla consistenza gelatinosa ricoperto di cioccolato fatto di gelato e macarones.

RisalamandeIn Spagna si servono antipasti a base di pesce e come portata principale invece piatti a base di carne o di pesce. il momento migliore arriva quando si servono i dolci e quando si possono gustare vari tipi di turròn, torroni più o meno duri a seconda della zona di provenienza e dolci di marzapane.

In Danimarca durante la cena della vigilia non possono mancare l’anatra farcita con mele e prugne, l’arrosto di maiale con pancetta e squisite patate caramellate. Il dolce tipico invece è il Risalamande, un dolce a base di riso, panna fresca, latte e zucchero, servito di solito con una marmellata di ciliegie.

In Brasile l’atmosfera è completamente diversa perché il Natale cade nel pieno della stagione estiva, ma anche qui si usa stare in famiglia. Di solito ci si riunisce per la vigilia e si aspetta la mezzanotte per cenare. Il menù prevede tacchino, maiale affumicato, farofa (un contorno fatto di farina di manioca, con tanto aglio, pancetta, burro e prezzemolo) e Salpicao, una sorta di insalata russa con pollo, prosciutto cotto, piselli, mela, carota, sedano, peperoni e maionese. Il pranzo il giorno successivo di solito è composto dagli avanzi della cena di Natale.

IDEE E DOLCI RICETTE PER IL GIORNO DELLA BEFANA

Domani si concludono le lunghe feste natalizie con l’arrivo della Befana nelle case con i bambini. L’allegra vecchina brutta e gobba che, in groppa alla sua scopa, riempie di dolciumi le calze appese, passando dai camini delle abitazioni pone fine al lungo periodo dell’anno tradizionalmente dedicato alla famiglia e ricco di occasioni durante le quali stare in compagnia e gustare ottimi menù preparati con tanto amore.

Il 6 gennaio è una giornata di festa in tutta Italia. In tante città è possibile assistere a spettacoli e fare una piacevole passeggiata tra le bancarelle. Se avete voglia di una gita fuori porta potete ad esempio andare al Castello di Gropparello, in provincia di Piacenza, dove con i bambini si potrà visitare il maniero e vivere una grande avventura nel bosco per combattere orchi e streghe e combattere la Befana con formule magiche e continuare a giocare fino ad arrivare al Castello dove i bimbi consegneranno un buon proposito per il nuovo anno.

shutterstock_531739540A Camerino in provincia di Macerata, presso il teatro Filippo Marchetti invece, si potrà ascoltare ad un meraviglioso concerto. Oppure a Montagnana in provincia di Padova sarà possibile assistere all’arrivo dei Re Magi, un falò della Befana e ci saranno anche calze piene di dolci e animazione per i più piccoli e queste sono solo alcune delle tante possibilità.

A Pistoia invece la Befana alle 16.00 scenderà dal campanile in piazza del Duomo e porterà dolci, caramelle e carezze ai bimbi.

La tradizione infatti, suggerisce che I bambini “buoni” ricevano caramelle, biscotti e cioccolatini, quelli birichini invece dovrebbero trovare nella propria calza il carbone. Se avete voglia di realizzare a casa il carbone dolce sarete sicuramente soddisfatti prepararlo è semplicissimo e il risultato è davvero goloso.

 

Carbone dolce

Ingredienti

300 g di zucchero a velo

1 albume

10 grammi colorante alimentare nero

300 g di zucchero semolato

1 bicchiere di acqua

shutterstock_531739564Preparazione

Monta gli albumi a neve ferma, aggiungi lo zucchero a velo e circa metà colorante e continua a montare finché non avrai ottenuto un composto denso e scuro. In un pentolino prepara il caramello facendo fondere per circa 15 minuti lo zucchero semolato con l’acqua e aggiungi il resto del colorante. Versa un paio di cucchiai di glassa nel caramello e mescola energicamente. Versa il composto in uno stampo per plumcake foderato con carta forno.  Lascia raffreddare e indurire il carbone a temperatura ambiente , quando sarà freddo lo potrai rompere e consumare.

IL TIPICO PRANZO DI NATALE ITALIANO

Il pranzo di Natale è un momento di immancabile riunione delle famiglie.  Anche chi partecipa alla cena della vigilia spesso, il giorno successivo, ancora stanco per la serata, si prepara ad un’altra giornata all’insegna del calore dei parenti, risate dei bimbi, pacchetti da scartare e tante, tante delizie da gustare. shutterstock_454867477Ogni famiglia ha le proprie tradizioni personali che, naturalmente, sono legate ai gusti personali dei componenti della famiglia. Ci sono però dei piatti presenti con particolare frequenza sulle tavole degli italiani.

Un menu che rispetti la tradizione inizia con gli antipasti. Non possono certo mancare i deliziosi salumi italiani. Soppressa e salsiccia di Luganega in Veneto, mocetta in Valle d’Aosta, culatello in Emilia Romagna.

shutterstock_376069093Tra i primi piatti, la pasta ripiena è protagonista di questi giorni con gli anolini, i cappelletti o i tortellini in brodo, spesso la pasta ripiena viene servita asciutta e condita da semplice pomodoro, come ad esempio i tortelloni verdi ripieni. Anche il ragù, usato per condire tagliatelle o lasagne, si trova frequentemente sulle tavole degli italiani il giorno di Natale. Sono tutte preparazione ricche e gustose. E quando si sente di non poterne già più, arrivano i sontuosi secondi.

Il protagonista, in gran parte delle regioni italiane, sembra essere il cappone. shutterstock_403377529In Campania si serve ripieno, ma è un piatto che fa parte anche della tradizione Lombarda, dove viene accompagnato da mostarda di Cremona. Il cappone si trova, inoltre, sulle tavole friulane e quelle marchigiane, dove però viene servito arrosto. Il lesso è un’altra preparazione presente con frequenza sulle tavole italiane di tutta Italia, in Veneto ad esempio si serve accompagnata dal cren (una salsa di rafano) oppure dalla pearà (una salsa a base di pan grattato, uovo, midollo e tanto pepe) o con polenta che può accompagnare anche il baccalà o le salsicce in Valle d’Aosta e il cotechino in Friuli Venezia Giulia.

E per finire, dopo i dolci, non può mancare la frutta secca. Noci, arachidi e noccioline da sgranocchiare  continuando a chiacchierare con i parenti e le bucce diventano perfette per giocare all’immancabile tombola!

LA VIGILIA DI NATALE A NAPOLI

Mancano pochi giorni a Natale e dunque anche alle giornate da passare in famiglia, solitamente seduti attorno ad un tavolo dove mangiare fino a non poterne più.

In molti, soprattutto al sud Italia, ma non solo, usano festeggiare la sera delle Vigilia, assaporando insieme i piatti della tradizione e aspettare la mezzanotte, quando finalmente arriva il moneto di aprire i pacchetti regalo. In alcune famiglie c’è anche l’usanza che un nonno, uno zio o un papà si travesta da Babbo Natale per far vivere la magia a tutti i bambini.

shutterstock_224209732A Napoli la tradizione prevede una cena di magro, nel resto d’Italia invece non è una regola così seguita, anzi spesso sulle tavole si trovano succulenti piatti a basa di carne.

Ma rimaniamo a Napoli, dove la sera della vigilia non può mancare la cosiddetta insalata di rinforzo. Un piatto a base di cavolfiore lessato al quale vengono aggiunte olive, vari tipi di sottaceti tra cui cetriolini, cipolline, giardiniera, peperoni dolci o piccanti, e qualche acciuga sotto sale. Una preparazione utile per ‘rinforzare’ appunto la cena (anche se a dirla tutta solitamente non ce ne sarebbe affatto bisogno perché solitamente già molto abbondante), se dovesse avanzare poi, si usa consumarla il giorno successivo, quando risulterà ancora più buona e saporita perché i numerosi ingredienti si saranno amalgamati al meglio.shutterstock_369535340-1 Gli spaghetti alle vongole sono indubbiamente il primo piatto della tradizione partenopea, sempre presente sulle tavole della vigilia.

Sulle tavole dei napoletani si trova sicuramente il capitone. Fritto, al forno, in carpione, in umido, mangiarlo a Natale è una tradizione che viene considerata di buon auspicio. Inoltre non c’è vigilia di Natale senza baccalà fritto o la squisita pizza di scarola.

Infine è molto lunga la lista di dolci tipici della tradizione partenopea: struffoli, roccocò, susamielli, divino amore e i mustacciuoli, tutte delizie da provare!

E dopo cena, finalmente, dopo aver scartato i regali, si gioca tutti insieme in famiglia!

TORRONE, UN DOLCE CHE NON PUÒ MANCARE DALLE TAVOLE A NATALE!

shutterstock_88270657Il torrone è uno dei numerosissimi dolci tipici del bacino del Mediterraneo e consumato tradizionalmente durante il periodo di Natale.

Gli ingredienti principali sono albume d’uovo, miele, zucchero e mandorle, noci o nocciole tostate. Esistono poi numerose varianti tutte da scoprire. Il nome fa proprio riferimento alla tostatura necessaria per la frutta secca che lo compone, deriva infatti dal latino torreo che significa appunto abbrustolire.

Duro o morbido, sono queste le due principali varietà tra le quali si può scegliere il proprio preferito. Ma esistono anche ricette che prevedono la presenza del cacao nell’impasto oppure, i più golosi, possono gustare quelli ricoperti di cioccolato. In ogni caso il risultato è meraviglioso!

shutterstock_125348600A Benevento la tradizione della preparazione di questo dolce tanto particolare, risale all’epoca sannita e anche nella sua provincia viene prodotto da secoli.  A San Marco dei Cavoti, si svolgerà anche quest’anno la tradizionale Festa del torrone e del croccantino. Si dice che proprio da queste parti sia nata l’intuizione che ha portato alla ricetta del torrone e che risale alla fine dell’ottocento, quando il cavalier Innocenzo Borrillo ebbe l’idea di aprire nella città un piccolo laboratorio artigianale dove iniziò a produrre una variante del torrone classico. La specialità di questo paese, infatti, è un torroncino ricoperto di cioccolato.  Il 17 e il 18 dicembre continuano i festeggiamenti iniziati durante il week end dell’Immacolata, volti a celebrare questo particolare dolce con due giorni ricchi di eventi, degustazioni, mercati e spettacoli di artisti di strada.

Sabato, presso il Palacrok sarà possibile partecipare all’interessante workshop gastronomico organizzato da Unesco. Nella stessa location, alle 18 si potrà assistere a Winter tales, un’imperdibile performance di tribal fusion. La manifestazione si chiuderà domenica con lo spettacolo teatrale Mettimmece d’accordo e ce vattimme a cura della compagnia teatrale amatoriale “Teatroamico” del centro culturale Calvi.

Una festa da non perdere per passare una piacevole giornata alla scoperta dell’affascinante lavoro dei maestri ‘torronari’ tra spettacoli, mercatini e tante specialità tutte da gustare!

DOLCE NATALE! UN VIAGGIO TRA LE DELIZIE DELLA TRADIZIONE ITALIANA

shutterstock_361442507Si avvicina il Natale e arriva anche il momento di preparare, comprare  e assaggiare i dolci tipici di questo periodo dell’anno. Il Panettone milanese e gli struffoli napoletani sono le due preparazioni più famose, ma la tradizione delle regioni italiane offre tantissime leccornie, tutte da scoprire e assaggiare.

Facciamo insieme un immaginario viaggio dal Nord a Sud  della penisola per scoprirne un po’. ATTENZIONE! Forte rischio acquolina!

In Piemonte a Natale, non può mancare il tipico Tronchetto Piemontese un dolce fatto con Pan di Spagna farcito e ricoperto di cioccolata, arrotolato e decorato in modo che ricordi appunto il tronco di un albero. Si dice simboleggi il tronco di albero che, nei secoli scorsi, veniva utilizzato dalla famiglie piemontesi per scaldarsi il giorno di Natale.

shutterstock_357514040In Liguria  il panettone difficilmente può sostituire il Pandolce. Una preparazione non troppo diversa perché anche questa ricca di uvette, canditi , ma meno soffice e impreziosita anche da pinoli e pistacchi.

Il Veneto è la patria del Pandoro. Soffice, profumato e dal sapore delicato, solitamente viene servito così com’è. I più golosi però lo mangiano con una squisita crema al mascarpone.

Se passate le vostre feste di Natale in Friuli Venezia Giulia conoscete sicuramente la Gubana un dolce che fa parte anche della tradizione della confinante Slovenia e che è farcito con frutta secca, uva passa, amaretti ed è inumidito da una bagna di grappa. shutterstock_359550176In Trentino Alto Adige, invece potete assaggiare lo Zelten una profumatissima preparazione ricca di noci, mandorle, fichi secchi e canditi.

Immaginate ora di andare in Emilia Romagna dove trovereste il Panspeziale, detto anche Certosino, in Toscana invece durante le feste natalizie si offre il Panforte, un dolce ricoperto di mandorle e farcito con arance e cedri canditi e che è diventato famoso anche fuori da confini regionali. Molto originale invece è il Panpetato umbro, caratterizzato da un sapore molto speziato e particolare.

In Abruzzo invece si serve il Parrozzo dolce che ha ispirato anche Gabriele D’Annunzio che compose ‘La Canzone del Parrozzo’. Sulle tavole di Basilicata e Puglia non possono mancare le cartellate delle sfoglie saporitissime e ricoperte di miele. In Calabria non potreste fare a meno di assaggiare i Pretrali dei biscotti tradizionalmente a forma di mezzaluna ripieni di frutta secca. Arrivati in Sicilia trovereste il Buccellato, una ciambella farcita di frutta secca e aromatizzata con cannella e agrumi. Infine la Sardegna, dove durante le feste natalizie si offrono dei biscotti, solitamente a forma di rombo, con frutta secca nell’impasto e ricoperti di glassa.

CAPODANNO A MATERA, TRA IL FASCINO DEL PRESEPE VIVENTE E I SAPORI INTENSI DELLA LUCANIA

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Sassi Di Matera in Basilicata

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Matera sotto la neve

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www.rievocare.it

www.rievocare.it

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La visita ad uno dei presepi viventi più suggestivi del mondo, quello allestito nei Sassi di Matera, dall’1 al 3 gennaio, è una buona occasione per conoscere la città che sarà Capitale della Cultura nel 2019. La rappresentazione della Natività, infatti, dopo il successo ottenuto nei weekend tra il 4 e il 20 dicembre, andrà in scena nuovamente ad inizio anno. Continua a leggere

IL MENU NATALIZIO DI PELLEGRINO ARTUSI

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Cappelletti all’uso di Romagna, crostini di fegatini, cappone lesso accompagnato da un delicato sformato di riso verde, pasticcio di lepre e faraona arrosto. E per dessert Panforte di Siena, Pane certosino di Bologna e gelato alla crema, perché “oltre ad appagare il gusto, avendo la proprietà di richiamare il calore allo stomaco, aiuta la digestione”. Sono le ricette suggerite da Pellegrino Artusi per il pranzo del giorno di Natale, riportate nelle ultime pagine del celebre volume La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene (1891), considerato il primo manuale ‘italiano’ di gastronomia. Un menu interamente a base di carne, nel rispetto della tradizione regionale: fino a non molti decenni fa, infatti, per le famiglie più umili il Natale era spesso l’unico giorno dell’anno in cui ci si concedeva questo alimento così costoso, perciò da Nord a Sud della Penisola le tavole erano dominate da capponi, agnelli, vitelli, per celebrare la nascita di Gesù, ma anche per assicurarsi un futuro più prospero con una sorta di rito propiziatorio. Continua a leggere

IL PRANZO DEL NATALE 2015: UN MIX DI TRADIZIONE E ORIGINALITÀ

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Pranzo di NataleNatale all’insegna dei prodotti locali, sia a tavola che per i regali. Quello del 2015 segna definitivamente il ritorno al tradizione. I primi segnali c’erano stati già negli ultimi due anni, ma quest’anno, da Nord a Sud della Penisola, sarà un trionfo delle ricette regionali e locali e dunque dei cibi tipici. Tortellini in brodo rigorosamente fatti a mano in Emilia Romagna, il Cappone lesso o arrosto in Lombardia, Friuli e Toscana. La pasta con le sarde in Sicilia. Le lenticchie accomunano tutti così come Pandoro e Panettone che si affiancano ai dolci tipici come gli struffoli per la Campania o il panpepato per Lazio e Umbria. Tra le ‘novità’ del Natale 2015 c’è un interessante ritorno al passato con la riscoperta di cibi e piatti dei nostri antenati, dalla storia millenaria. Come la manna, che sfamò gli israeliti durante il loro viaggio verso la Terra Promessa e che ancora oggi viene prodotta nelle Madonie, grazie a un gruppo di agricoltori siciliani che l’hanno salvata dall’estinzione estraendola dal tronco del frassino. O il vino cotto pugliese, erede dell’antica bevanda romana già citata da Apicio nel De re coquinaria (I secolo d.C.): preparato facendo ridurre a lungo, a fiamma dolcissima, il mosto fresco d’uva, fino a raggiungere la consistenza di uno sciroppo, accompagna i dolci natalizi regionali come le cartellate e i mustazzoli. Continua a leggere

LUCI D’ARTISTA E RICETTE PRELIBATE PER IL NATALE A TORINO

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TorinoPiazza San Carlo, TorinoGalleria Subalpina, Torino

Durante il periodo natalizio Torino si trasforma in un grande museo a cielo aperto rischiarato dalle “Luci d’artista”, 20 opere d’arte luminose firmate da artisti italiani, che fino al 10 gennaio 2016 faranno brillare le principali piazze e strade del capoluogo piemontese. Un appuntamento – quest’anno alla 18esima edizione – che richiama numerosi turisti dal resto della Penisola e dall’estero, che arrivano per vedere per la prima volta la città o per riscoprirla sotto una ‘luce’ diversa e molto suggestiva. Continua a leggere

I NATALINI IN BRODO, LA RICETTA GENOVESE PER IL PRANZO DEL 25 DICEMBRE

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www.manuelina.it

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Nei pastifici artigianali di Genova, durante il periodo delle feste compaiono i natalini o maccheroni di Natale, un formato – come si intuisce già dal nome – preparato apposta per il pranzo del 25 dicembre. Sono una sorta di lunghe penne – misurano una ventina di centimetri –, simili agli ziti napoletani ma un po’ più larghi. Possono essere acquistati anche tra Savona, La Spezia e Imperia, mentre fuori dai confini della regione sono quasi introvabili. Continua a leggere

CREATIVO E SOLIDALE: IL PANETTONE ARTIGIANALE DEL NATALE 2015

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Panettone dolce natalizio lombardo su  tavola addobbataÈ il panettone il dolce che accomuna gli italiani da Nord a Sud del Paese durante le festività. E se continua l’ascesa di quelli artigianali rispetto al classico industriale, il panettone del Natale 2015 coniuga la tradizione con la creatività e la solidarietà. Il minimo comun denominatore è l’impiego di ingredienti genuini, a chilometro zero: farine biologiche e uova di galline allevate a terra e all’aperto, grassi naturali e prodotti tipici del territorio. Ogni pasticciere, forno o gastronomia propone gusti originali e sorprendenti, come quello al tè verde con sette spezie, canditi e frutta secca, del maestro pasticciere Luigi Biasetto di Padova, o alle olive e all’olio d’oliva, un’invenzione di Federico Anzellotti, presidente della Conpait, la Confederazione Pasticceri Italiani. È quanto emerge da un’indagine dell’Osservatorio Sigep (promosso dal Salone Internazionale di gelateria, pasticceria e panificazione artigianali di Rimini Fiera), che ha individuato le dolci tendenze delle prossime feste intervistando alcuni dei più famosi pasticceri della Penisola. Continua a leggere

LA DOGGY BAG DIVENTA “FAMILY BAG”, IL CONTENITORE DI TENDENZA CONTRO LO SPRECO

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Nel 2015, 7,3 milioni di italiani festeggeranno il Natale fuori casa, prediligendo menu fissi con sei o sette portate (dati Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi), per assaggiare paste ripiene, arrosti, capponi farciti e altre delizie tipiche della tradizione regionale. Quanti trascorreranno il 25 dicembre in un ristorante padovano, avranno un’occasione in più per evitare che gli avanzi di pranzi così abbondanti vadano sprecati: lo scorso 10 dicembre, Ministero dell’Ambiente, Unioncamere Veneto e CONAI hanno presentato la “Family Bag”, la prima doggy bag “all’italiana” per portare a casa ciò che non si riesce a consumare al ristorante. Il progetto pilota prevede la distribuzione dei contenitori all’interno di un centinaio di locali di Padova, ma l’intenzione è di estendere l’iniziativa all’intera regione e in futuro al resto della Penisola. Continua a leggere

LA PASTICCIATA, LO STUFATO NATALIZIO ALLA PESARESE

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scrivilatuaricetta.it

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A Pesaro, Fano, Cartoceto e nei borghi vicini, il secondo piatto tradizionale del pranzo natalizio è la “pasticciata”, uno stufato di vitellone dal gusto intenso e dalla consistenza tenera, dovuta alla sapiente e lunga cottura della carne con olio extravergine, brodo, vino rosso e qualche pomodoro pelato, che danno un tocco di colore. Insaporita con pancetta o pezzetti di lardo e profumata con cannella, chiodi di garofano e maggiorana, viene servita con le erbe selvatiche che crescono spontaneamente nei campi marchigiani – pimpinella, strigoli, lupinella, ruchetta –, passate in padella con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio, oppure con bietole o spinaci. Continua a leggere

UN’ANTICA RICETTA DEL NATALE ROMANO: LA MINESTRA DI BROCCOLI IN BRODO DI ARZILLA

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pastaforte.it

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Nella Capitale, la protagonista del cenone della Vigilia di Natale è una ricetta antica e umile, fatta con ingredienti poco costosi ma saporiti: la minestra di broccoli in brodo di arzilla. “Un piatto della grande cucina popolare romana che si fa sempre più raro”, come lo descrive Livio Jannattoni nel suo libro La cucina romana e del Lazio: se fino a qualche decennio fa, infatti, per assaggiarlo bastava sedersi in una delle tante osterie di Trastevere, Testaccio e degli altri Rioni della città, oggi nelle trattorie è diventato quasi introvabile. Sopravvive, però, nelle case, dove non può mancare sulla tavola del 24 dicembre, accanto alle altre pietanze “di magro”: l’anguilla marinata, il pesce arrostito e le numerose e succulente fritturine (cavolfiori, carciofi, zucchine, cardi, filetti di baccalà, patate e ricotta), servite caldissime. Continua a leggere

IL “NOBILE” PAMPEPATO FERRARESE

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Panpepato ferrareseGià apprezzato alla mensa degli Estensi nel XVI secolo, il Pan Pepato (o Pampepato) è il dolce simbolo di Ferrara e al tempo stesso una delle più golose specialità che la nostra Penisola offre nel periodo natalizio. Chiamato anche “Pampapato” – il suo aspetto ricorda infatti quella della papalina, il copricapo dei pontefici –, è da sempre considerato un dolce nobile, perché fatto con ingredienti pregiati che in passato soltanto le famiglie più agiate potevano permettersi: mandorle tostate, cacao, cedro candito, scorze di arancia, limone e mandarino, zucchero o miele, che vengono mescolati con farina e acqua fino a ottenere un composto dalla consistenza robusta. Continua a leggere

A VERONA PER I “BANCHETTI DI SANTA LUCIA”, TRA ARTIGIANATO E SAPORI INTENSI

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Mercatini di Santa Lucia Verona

viaggi.corriere.it

Da secoli, nei giorni che precedono la Festa di Santa Lucia, Verona ospita i Banchéti de Santa Lussia, i suggestivi mercatini allestiti nella zona che circonda l’Arena, tra Via Roma, Piazza Bra e Piazza Cittadella. Una storica manifestazione che dal 10 al 13 dicembre richiama nel capoluogo veneto centinaia di venditori – quest’anno saranno 268 – provenienti da tutta Italia, che espongono decorazioni natalizie fatte a mano, prodotti di artigianato e giocattoli, insieme a salumi e formaggi, oli e vini pregiati, miele, dolci e altre eccellenze enogastronomiche della nostra Penisola. Continua a leggere

PARROZZO PESCARESE, IL DOLCE NATALIZIO AMATO DA D’ANNUNZIO

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www.visitterredeitrabocchi.it

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A dicembre, nelle pasticcerie e nelle case d’Abruzzo fa la sua comparsa un dolce che non può mancare sulle tavole natalizie della regione: il parrozzo. È una torta dalla forma caratteristica ed elegante, che ricorda quella di una cupola, impastata con farina di grano tenero e fecola di patate – talvolta sostituiti dal semolino –, mandorle dolci pestate nel mortaio, zucchero, burro, uova e la scorza grattugiata di un’arancia o di un limone, per un tocco di freschezza. Ma l’ingrediente che dà a questa specialità l’inconfondibile retrogusto è la mandorla amara – se ne utilizzano non più di sette o otto –, tritata assieme a quelle dolci: rara e difficile da trovare, può essere sostituita da un bicchierino di liquore all’amaretto oppure dalle armelline, i semi racchiusi nel nocciolo dell’albicocca. Quando è cotto, il dolce viene ricoperto da una golosa glassa al cioccolato fondente. Continua a leggere

ENERGIA E DOLCEZZA A NATALE CON I DATTERI

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Datteri freschi

Sono tra i protagonisti della cucina delle feste. Ma, a differenza delle altre varietà di frutta secca – per esempio mandorle e noci, ormai consumate tutto l’anno –, sulle tavole italiane i datteri compaiono quasi esclusivamente nel periodo natalizio. Un vero peccato, perché i frutti della Phoenix Dactylifera, una pianta appartenente alla famiglia delle palme, oltre ad essere buonissimi sono dotati di proprietà preziose per l’organismo, antinfiammatorie e ricostituenti. Ottimi come snack energetico a metà mattina o pomeriggio, frullati possono essere utilizzati anche per dolcificare il tè nero – secondo una consuetudine diffusa nei Paesi arabi – o altre bevande. Continua a leggere

FICCILATIDD, IL TARALLO MATERANO PER LA FESTA DELL’IMMACOLATA

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www.cittaslow.org

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A Matera c’è un pane speciale che i forni locali vendono soltanto una volta l’anno: è il ficcilatidd o “tarallo dell’Immacolata”, una grossa ciambella biscottata che nelle case della Città dei Sassi è consumata tradizionalmente la vigilia dell’8 dicembre. Meno famoso del Pane di Matera IGP, a differenza di questo non viene impastato con la semola di grano duro ma con la più costosa farina di grano tenero: per questo in passato era considerato un cibo da riservare alle occasioni importanti. Viene lavorato con olio extravergine d’oliva, un po’ di strutto e semi di finocchietto, che gli danno un profumo particolare e lo rendono davvero saporito. I materani lo chiamano pure turtanjille, “tortanello”, che nel dialetto lucano significa semplicemente “pane a ciambella”. Continua a leggere

LE GRISPELLE CALABRESI DELL’IMMACOLATA

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www.silaedintorni.it

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L’8 dicembre, verso mezzogiorno, per le strade delle città e dei borghi della Calabria si sparge un intenso odore di fritto: in tutte le abitazioni comincia la preparazione delle grispelle, le deliziose frittelle che nell’intera regione sono protagoniste del pranzo della festa dell’Immacolata. Il nome deriva dal latino crispus, ‘arricciato’, un termine che richiama evidentemente i bordi tipicamente increspati della zeppola; a Vibo Valentia, però, le grispelle diventano i zippuli, mentre nel cosentino sono chiamate cullurielli o cuddrurieddri, dal greco kollura, che significa “pane a forma di anello”. Continua a leggere

LA MICOOULA VALDOSTANA, IL GOLOSO PANE NATALIZIO CON FICHI E CASTAGNE

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Hône, nella bassa Valle d’Aosta, è un paesino di poco più di 1.100 anime nella Valle di Champocher, circondato dalle montagne e dai boschi. Da secoli i suoi abitanti, a Natale, preparano la Micooula, una pagnotta piccola e scura ma prelibata, che dal giorno dell’Immacolata e per tutta la durata delle feste diventa immancabile nei forni e nelle case del borgo. È impastata con farina di segale – che le conferisce il caratteristico colore marrone – mista a quella di frumento, lievito madre, acqua e resa golosa da castagne lesse, fichi secchi, noci spezzettate, uva passa e scaglie di cioccolato fondente. Continua a leggere

GLI AVANZI DELLE FESTE SI RICICLANO CON CREATIVITÀ

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Riciclare gli avanziIl 2015 si apre con una buona notizia sul fronte della sostenibilità: tra Natale e Capodanno gli italiani hanno ridotto sensibilmente la quantità di cibo sprecato. È quanto emerge da un’indagine realizzata da Coldiretti e dall’Istituto Ixè, che hanno analizzato il comportamento dei nostri connazionali a tavola durante le feste di fine anno, appena concluse. Continua a leggere

ALBEROBELLO, CAPODANNO TRA I TRULLI ILLUMINATI E LE SPECIALITÀ DELLA PUGLIA

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Alberobello

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www.charmingtrulli.com

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tipicoresort.it

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Fasci di luce colorata che si proiettano sui trulli e i vicoli di Alberobello, creando un’atmosfera quasi fuori dal tempo. Fino al 6 gennaio 2015 è in corso la prima edizione dell’Alberobello Light Festival, evento patrocinato dall’Unesco che per un mese trasforma la cittadina in provincia di Bari in un luogo incantato e carico di suggestione. Continua a leggere

IL NATALE A TAVOLA DEL BELPAESE È ALL’INSEGNA DELLA TRADIZIONE

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PrPranzo/Cena di Nataleanzi e cenoni in famiglia; menu rigorosamente home made e a base di prodotti a km zero; un budget più cospicuo per il cibo che per i regali. È quanto emerge dal sondaggio di Coldiretti/Ixe “Il Natale sulle tavole degli italiani”, che fotografa le tendenze gastronomiche del Belpaese nel periodo delle feste. Continua a leggere

MENU DI PESCE, IL PROTAGONISTA INDISCUSSO DELLA VIGILIA

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cenone di pesceMinestra di arzilla nella Capitale, spaghetti “a vongole” a Napoli, baccalà “in tutte le salse” da nord a sud del Belpaese: in diverse regioni il Cenone della Vigilia di Natale ha un solo protagonista, il pesce. Questa sera, in particolare, saranno tre su quattro gli italiani che porteranno in tavola specialità a base dei frutti del mare, come rende noto Federcoopesca, la federazione delle cooperative ittiche della Penisola. I prezzi, infatti, rispetto allo scorso anno si mantengono stabili – 3 euro al chilo per le cozze, 9 per le vongole, tra gli 8 e i 10 per spigole e orate d’allevamento, raggiungendo tuttavia i 45 euro per i gamberoni freschi –, consentendo alle famiglie di onorare la tradizione e preparare almeno una pietanza di mare. Continua a leggere

I 20 PIATTI TIPICI DEL NATALE ITALIANO

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Tavola di Natale

La tavola del 25 dicembre nella Penisola è un trionfo di pasta fatta a mano, ricche minestre e sostanziosi secondi di carne. Sebbene molti piatti siano comuni a diverse località, ogni regione ha una ricetta caratteristica e unica – più o meno nota – che non può mancare durante il pranzo natalizio. Continua a leggere

LE RICETTE DEL NATALE: PANONE DI MOLINELLA

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Panone di MolinellaTra le bontà della tradizione natalizia emiliana ce n’è una golosissima, originaria di Molinella, nella bassa pianura bolognese, e tutelata dalla Denominazione Comunale di Origine (De.C.O.). Continua a leggere

LE RICETTE DEL NATALE: AGNELLO “A CUTTURIEDDE”

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stufato di agnelloÈ una pietanza dal gusto unico e importante l’agnello “a cutturiedde” o alla “pignata”, uno dei protagonisti del ricco pranzo natalizio pugliese. Continua a leggere

NATALE A GUBBIO, TRA LA MAGIA DELL’ALBERO E I SAPORI DELL’UMBRIA

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Gubbio, la Loggia dei Tiratori con l'albero di Natale di nottePanorama GubbioGubbio_Palazzo dei Consoli

Si è acceso domenica 7 dicembre, sulle pendici del Monte Ingino, il maestoso Albero di Natale che domina Gubbio con i suoi 350 metri di larghezza e 650 di altezza e con centinaia di luci colorate. Sono numerosissimi i turisti che in questo periodo dell’anno si concedono qualche giorno di vacanza nella cittadina in provincia di Perugia, per ammirare il suggestivo albero, ma anche per immergersi nella calda atmosfera natalizia dell’Umbria, tra i pittoreschi scenari medievali e i presepi – viventi e non – allestiti tra piazze e stradine. Continua a leggere

LE RICETTE DEL NATALE: ZUPPA DI CARDI ABRUZZESE

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La mattina del 25 dicembre, le strade dell’Aquila, Teramo, Isernia e Campobasso – e dei borghi vicini – sono invase dall’avvolgente profumo della zuppa di cardi che arriva da finestre e balconi: a Natale non c’è casa abruzzese o molisana in cui non venga preparata, seguendo la ricetta che qui si tramanda da una generazione all’altra da tempi lontani. La ritroviamo anche in Campania, a Benevento, ereditata dal vicino Molise. Continua a leggere

IL PANE SOSPESO, UNA INIZIATIVA DEI FORNI DI MATERA PER IL NATALE

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pane sospeso locandinaSi è ispirata alla nobile tradizione partenopea del “caffè sospeso” la Camera di Commercio di Matera, che per Natale ha lanciato l’iniziativa benefica Anche tu buono come il pane, in collaborazione con l’associazione dei panificatori materani, Confcommercio, Confesercenti e Caritas Diocesana di Matera-Irsina.

A Napoli qualcuno ha ancora l’abitudine di entrare in bar per un caffè, berne una sola tazzina ma pagarne due, offrendo la seconda a uno sconosciuto beneficiario. Allo stesso modo, nei forni e nelle panetterie dalla Città dei Sassi, ogni martedì e venerdì fino all’8 gennaio 2015, sarà possibile lasciare un pezzo di pane sospeso”, pagando due pagnotte del pregiato pane materano (oggi tutelato dal marchio IGP) e portandone via una sola, regalando così l’altra a quanti, ancora oggi, hanno difficoltà ad acquistare i generi alimentari di prima necessità. Saranno poi i volontari della Caritas a ritirare il pane e a consegnarlo direttamente a casa di chi ne ha bisogno. I clienti delle panetterie potranno decidere di donare anche biscotti e altri prodotti da forno. Continua a leggere

IL PASTICCIOTTO LECCESE PER ADDOLCIRE IL NATALE SALENTINO

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PasticciottoFarina, uova, strutto, latte, zucchero: dalla combinazione di questi ingredienti semplici, presenti in tutte le dispense, nasce uno dei dolci più golosi – e famosi – della pasticceria pugliese, il “pasticciotto” del Salento. A Lecce e dintorni questo bocconcino di pastafrolla di piccole dimensioni ripieno di crema pasticcera viene gustato, caldissimo, in ogni momento della giornata: dalla colazione, al posto di cornetti e brioche, fino al dopocena, per “coccolarsi” un po’ dopo le fatiche quotidiane. Continua a leggere

ZAMPONE DI MODENA, IL SALUME DELL’ALLEGRIA

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ZamponeSe volete allegria, mangiate modenese, lo zampone dà gioia ad un animo triste”, consigliava Émile Zola ai suoi lettori. Evidentemente lo scrittore francese apprezzava molto la cucina romagnola, in particolare il robusto insaccato – dal 1999 tutelato dal marchio IGP – che qui viene prodotto da oltre cinquecento anni, con parti magre e cotenna di maiale accuratamente selezionate, insaporite con aromi naturali e infilate dentro la pelle della zampa anteriore suina. Continua a leggere

LO SFRATTO DEI GOYM, UNA DOLCE SPECIALITÀ DI PITIGLIANO

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Sfratti di PitiglianoUn dolce dalla sfoglia sottile e leggera, che racchiude uno squisito ripieno di noci, miele, scorza di arancia e noce moscata. Lo “sfratto” dei Goym è una specialità di borghi di Pitigliano e Sorano (Grosseto), nel cuore della Maremma toscana, dove viene gustato soprattutto nel periodo natalizio, tagliato a fettine. Meno famoso di panpepato, cantucci, ricciarelli e buccellato, non ha nulla da invidiare alle più famose bontà della pasticceria regionale. Continua a leggere

SEMBRA UN PASTICCIO MA È LA ZUPPA ALLA VALPELLINESE

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È una delle pietanze più golose della cucina valdostana, a cui è riservato un posto speciale sulla tavola del giorno di Natale. La seuppa à la valpelleunentze (zuppa alla Valpellinese) è il piatto di uno dei più piccoli borghi italiani, Valpelline, a pochi chilometri da Aosta, incastonato tra i monti delle Alpi Pennine, in una valle incontaminata che sembra appartenere a un’epoca lontana.Un villaggio di appena 620 anime. Continua a leggere

ESPLORARE I VERI SAPORI DEL MONDO CON NEW GUSTO

new gusto

L’autentica paella spagnola preparata da Alvaro, nella sua casa di Madrid, la ratatouille parigina di Federica, il tradizionale Yorkshire pudding con il roast beef di Alex, che vive a Manchester, o il lomo saltado, un antico piatto della cucina peruviana a base di carne di manzo saltata in padella con cipolle e peperoni gialli, da assaggiare nella cucina di Jecchu, a Lima.

Sono alcune delle specialità internazionali che compaiono – insieme a tante altre del nostro paese – nel “menu” di New Gusto, la piattaforma di social eating che permette di provare la vera cucina della località in cui si è in vacanza, mangiando a casa delle persone del posto. Per coloro che trascorreranno fuori il ponte dell’Immacolata oppure si concederanno un viaggetto durante le prossime feste di Natale o Capodanno, quindi, uno strumento prezioso per non imbattersi in ristoranti turistici e gustare a prezzi contenuti le pietanze della gastronomia locale.

cena tra amiciEsplorare il mondo alla scoperta di piatti e ricette sconosciute, lasciandosi sorprendere da nuovi sapori e da cibi mai assaggiati”. Questa la filosofia della start-up tutta italiana – più precisamente, abruzzese – nata alla fine del 2011 da un’idea di Cristiano Mazzocchetti, amante dei viaggi e della buona tavola, che l’ha fondata insieme a Graziano Romanelli  (visual designer), Giovanni Di Gregorio (sviluppatore web) e Antonio Ruscitti (sviluppatore mobile).

Oggi il sito conta 15mila utenti distribuiti tra l’Europa (Francia, Spagna, Germania, Olanda, Regno Unito), gli Stati Uniti (New York, Chicago) e il Sud America (numerosissimi quelli argentini). Molti gli iscritti italiani, pronti ad accogliere nelle proprie case i turisti desiderosi di conoscere un po’ meglio le città della Penisola attraverso le sue tante prelibatezze culinarie, ma anche di vivere un’esperienza decisamente insolita – condividere la tavola con sconosciuti – e incontrare gente nuova.

Per entrare nella community e cercare un home restaurant in cui mangiare è sufficiente registrarsi al sito scegliendo il profilo “free”, completamente gratuito, poi andare nell’area “explore” e selezionare la località desiderata: a questo punto compariranno i piatti e gli home chef che li cucinano, con l’indirizzo delle loro abitazioni, e sarà già possibile prenotare un pranzo o una cena dall’altra parte del pianeta, pagando a colui che offre il pasto solo un rimborso per le spese. Gli aspiranti home chef, invece, possono iscriversi a New Gusto scegliendo il profilo “pro” (19 euro l’anno), per ospitare fino a dodici persone e caricare le foto delle loro creazioni con i relativi prezzi; la community è aperta pure ai ristoranti – con il profilo “stunning” ad un costo di 89 euro annui –, dando la possibilità ai gestori dei locali di far conoscere la propria attività oltreconfine.

PAN DI SORC, LA PAGNOTTA SPEZIATA DEL FRIULI

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Una crosta scura e croccante che racchiude una mollica gialla e compatta, che profuma di polenta, di fichi secchi e di finocchietto selvatico. Il pan di sorc – termine dialettale che indica il mais – è una specialità che a Gemona del Friuli, nella provincia di Udine, viene preparata da lungo tempo. Da quando, all’epoca della dominazione austro-ungarica – siamo nella seconda metà dell’Ottocento –, tanti friulani si spostavano dalla loro terra nella capitale Vienna, in cerca di lavoro, e nel far ritorno a casa ne importavano le usanze, anche gastronomiche. Continua a leggere

CAPODANNO A MERANO, TRA MERCATINI E BUONA TAVOLA

Un luogo che sembra fuori dal mondo, dove trascorrere qualche giorno per ricaricare il corpo e la mente e prepararsi al meglio all’arrivo del nuovo anno. Merano, in Trentino Alto Adige, è la meta ideale per godersi una vacanza rilassante e – perché no – per festeggiare il Capodanno, accogliendo il 2014 tra incantevoli paesaggi innevati, lunghe passeggiate e buona tavola. Nel periodo natalizio la cittadina in provincia di Bolzano, come molti altri comuni altoatesini, ospita i suggestivi mercatini, che grazie alle luci, alle bancarelle e alle delizie gastronomiche creano un’atmosfera quasi magica.

Circondata dai monti delle Dolomiti e da quattro valli trentine – Val Venosta, Val Passiria, Val d’Adige e Val d’Ultimo –, grazie al suo clima mite Merano era frequentata spesso da Franz Kafka e amata dall’imperatrice Elisabetta d’Austria, che trascorse qui gli inverni del 1870 e del 1889. Oggi a Sissi è dedicato il sentiero che collega il centro storico della città a Castel Trauttmansdorff, una costruzione medievale famosa soprattutto per i giardini omonimi, che si estendono su una superficie di 12 ettari e racchiudono una ricchissima varietà di piante – mediterranee ed esotiche –, tale da renderli uno degli orti botanici più belli d’Italia.

Knodel con lo speck in brodo - primi Trentino Alto AdigeTra un’escursione e l’altra, non può mancare una sosta nei ristoranti e nelle caratteristiche locande, per gustare le specialità gastronomiche dell’Alto Adige. Il primo piatto del periodo delle feste è costituito dai canederli – knödel in tedesco –, polpettine preparate con pane raffermo, latte, uova, noce moscata e speck, condite con burro e salvia oppure cotte in brodo di carne. E proprio lo speck è un’altra specialità del Tirolo, riconosciuta con il marchio IGP e protetta dal Consorzio Tutela Speck Alto Adige. L’ideale è accompagnarlo con i due tipi di pane tipici della regione, lo Schüttelbrot, a base di farina di segale e croccante, e il Paarl, realizzato con farina di segale e di frumento, con semi di finocchio e cumino. Da assaggiare poi il Gröstl tirolese, patate arrostite in pentola con carne, prosciutto o speck.

E, per concludere il pasto, oltre all’immancabile strudel fatto con le mele locali, il dolce di Natale e Capodanno in Trentino è rappresentato dallo Zelten, Sweet Fruite breaduno squisito pane preparato con fichi secchi, uvetta, mandorle, noci, canditi, cannella, chiodi di garofano e miele, di colore scuro grazie alla presenza della farina di segale nell’impasto.

In inverno Merano – così come i vicini Marlengo, Nalles, Tirolo e Scena – è naturalmente una destinazione privilegiata dagli amanti delle alte quote e degli sci, ma offre anche la possibilità di camminare nella natura incontaminata, di pattinare sulle piste ghiacciate, di fare il pieno di benessere nel grande complesso termale e di soddisfare la propria sete di conoscenza visitando i numerosi castelli della zona, antiche costruzioni sorte tra il X e il XVI secolo. Infine, è d’obbligo una tappa al Kurhaus, l’edificio in stile Liberty simbolo della città, inaugurato nel 1874 come luogo di cura, di svago e intrattenimento, con aree dedicate alla conversazione, al gioco, il teatro, sale da ballo. Con l’apertura della seconda ala, il Kursaal, nel 1914, il palazzo è diventato sede di convegni e ancora oggi ospita concerti, feste, banchetti e sfilate.