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LA NOCCIOLA PIÙ BUONA ARRIVA DAL PIEMONTE

 

shutterstock_424176997Il Piemonte, e in particolare Le Langhe, può essere considerata la patria della nocciola italiana, produce circa 150.000 quintali di nocciole, cioè circa il 9% della produzione italiana. Qui viene coltivata una qualità che si è guadagnata la denominazione I.G.P. ed è particolarmente apprezzata dall’industria pasticceria, la Tonda Gentile Trilobata. È caratterizzata dalla forma tonda, un gusto eccellente che viene esaltato dalla tostatura, è facile da pelare e si conserva a lungo.

shutterstock_110110394E’ la provincia di Cuneo la zona in cui viene maggiormente coltivata. Ben 7000 ettari sono infatti dedicati a questa coltura riuscendo a coprire ben l’85% dell’intera produzione piemontese. Prima della seconda metà dell’800, in questa zona veniva preferita la coltivazione della vite, nonostante fosse una pianta poco adatta a queste terre. Il nocciolo si è dimostrato più adatto e durante il ‘900 si è registrato un aumento della produzione con relativa fortuna di questo tipo di coltura, grazie all’aumentata richiesta da parte dell’industria dolciaria che ha intuito subito le potenzialità della Tonda Gentile.

shutterstock_446733019Come tutta la frutta secca è molto calorica, apporta infatti circa 700 Kcal per 100g di prodotto, ma è anche un’ottima alleata della salute. Per il 40% è formata da grassi monoinsaturi e in particolare da acido oleico, elemento molto importante per combattere il colesterolo cosiddetto “cattivo” e in grado di alzare i livelli di quello “buono”. Rappresenta inoltre un’ottima fonte anche di potassio e fosforo.

Una torta tipica della zona di provenienza delle nocciole della Tonda Gentile è la Torta alle nocciole, deliziosa e semplice, dalle origini contadine, preparata tradizionalmente durante il periodo natalizio, per sfruttare gli avanzi del raccolto.

 

Torta di nocciole

250 g di nocciole

2 uova intere + 2 albumi

300 g zucchero di canna

150 g di farina

200 g di burro

1 bustina di lievito

1 pizzico di sale

Preparazione

Preriscalda il forno a 180°. Monta a neve gli albumi con 50 g di zucchero. Trita le nocciole, unisci la farina, lo zucchero  i tuorli, il burro fuso e il sale. Aggiungi gli albumi montanti e amalgama il tutto con delicatezza. Versa il composto in una teglia unta e infarinata e cuoci per circa 30 minuti.

DIETA MEDITERRANEA CON NOCI E MANDORLE PER UNA MEMORIA PIÙ GIOVANE

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La Dieta Mediterranea ‘rinforzata’ dalla frutta secca e dall’uso quotidiano dell’olio extravergine d’oliva aiuta a mantenere una memoria acuta e lucida a ogni età. Continua a leggere

LA NUTRIZIONISTA LEE HOLMES SVELA I 10 CIBI CONTRO LA STANCHEZZA DI PRIMAVERA

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NoccioleNocciole, yogurt, salmone e uova. E poi verdure e ortaggi freschi, come spinaci, patate dolci e funghi. Per combattere la spossatezza che in primavera colpisce molte persone si comincia dalla tavola. Ad affermarlo è la nutrizionista australiana Lee Holmes, che in un articolo pubblicato sul quotidiano britannico Daily Mail ha elencato i dieci cibi da privilegiare in questo periodo dell’anno, per fare il pieno di energia e allontanare la fatica. Continua a leggere

ALLO ZAFFERANO, SENZA GLUTINE, HOME-MADE: LA COLOMBA DELLA PASQUA 2015

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Materie prime a chilometro zero e legate al territorio, ma anche farciture ‘inedite’ come crema alla liquirizia o allo zafferano, noci pecan e albicocche caramellate. Nelle colombe della Pasqua 2015 l’innovazione sposerà la più squisita tradizione artigianale italiana. Ad affermarlo è l’Osservatorio Sigep, promosso dal Salone Internazionale di gelateria, pasticceria e panificazione artigianali di Rimini Fiera, che ha individuato le ‘nuove frontiere’ del dolce pasquale per eccellenza visitando alcuni tra i più famosi laboratori di pasticceria del Belpaese. Continua a leggere

I PROFUMI E I SAPORI DELLA FIERA DEL TARTUFO BIANCO D’ALBA

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Serralunga d'AlbaVigneti delle LangheLanghe

Tra i tartufi è quello più ricercato e, ovviamente, tra i più cari. Anche se quest’anno, a causa delle piogge abbondanti, è cresciuto in grandi quantità che ne hanno fatto calare il prezzo sensibilmente, da 300-500 € all’etto a circa 200 €. Il tartufo bianco di Alba fino al 16 novembre sarà protagonista dell’84° edizione della Fiera Internazionale. L’occasione per programmare un weekend nelle Langhe. Continua a leggere

CASOLA VALSENIO, IL PAESE DELLE ERBE E DEI FRUTTI DIMENTICATI

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Casola Valseniogiardino erbe_emiliaromagnaturismo2strada lavanda_verdepaesaggio2

Giuggiole, sorbe, melagrane, azzeruoli, corbezzoli, ma anche pere volpine, mele da rosa, corniole, prugnoli selvatici e mele cotogne, da cui si ricava la famosa cotognata. Sono alcuni dei “frutti dimenticati” protagonisti delle cucine e delle tavole dei nostri nonni e bisnonni e oggi quasi scomparsi. Per trovarli e assaggiarli bisogna mettere in programma un finesettimana a Casola Valsenio, un borgo medievale di poco più di 2600 anime in provincia di Ravenna al confine tra l’Emilia e la Toscana, immerso nel verde dell’Appennino Faentino, punteggiato da chiese e costruzioni dal fascino lontano, che l’11 e il 12 ottobre e il 18 e 19 ottobre ospita la “Festa dei frutti dimenticati”, un appuntamento che da 24 anni va in scena ogni autunno nel centro storico. Continua a leggere

IL LATTE VEGETALE, UNA SCELTA DI SALUTE

In comune col latte di origine animale ha solo il colore, ma varia nelle caratteristiche organolettiche e nutrizionali: è il latte vegetale, la scelta “di salute” per chi segue un’alimentazione vegan o semplicemente per chi vuole alleggerire la colazione o evitare le intolleranze.
A differenza del latte animale, infatti il latte vegetale è più digeribile e leggero, perché contiene grassi vegetali “buoni” ed è quindi indicato nei casi di ipercolesterolemia e disturbi cardiovascolari e ovviamente nei casi di intolleranza al lattosio e alla caseina. Si tratta di un alimento sano, ricco di vitamine, amidi e minerali.
Non tutti lo sanno, ma esistono ben 12 alternative vegetali al latte animale, tutte reperibili in negozi specializzati e presso la grande distribuzione. Bisogna però fare sempre attenzione all’etichetta, preferendo quelli di provenienza biologica, senza grassi aggiunti e con un basso contenuto di sodio.

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Il latte di soia

Tra i più diffusi c’è senza dubbio il latte di soia. Tra tutti i tipi di latte vegetale, è quello che possiede meno calorie e più proteine (quasi quante quelle del latte vaccino). Dalla soia eredita la sua importante valenza nel contrastare il rischio di arteriosclerosi, perché gli Isoflavoni che contiene abbassano il colesterolo cattivo. Ha un alto contenuto di ferro ed è indicato anche per i celiaci e per i bambini sotto l’anno di età, perché privo di glutine. La composizione include proteine, carboidrati, grassi e minerali.
E’ vero che il latte di soia non contiene Vitamina D né Calcio, tuttavia in commercio è possibile reperirlo tranquillamente con Calcio addizionato, oltre che arricchito di Vitamina B12.  Per il resto, la quota proteica è pari a quella del latte vaccino.

Il latte di farro

Quello che garantisce il maggior apporto di calcio è senza dubbio il latte di farro. Per questa ragione è indicato per prevenire l’osteoporosi, per sportivi, bambini e chiunque necessiti di un alimento completo e ricostituente. Ideale per preparazioni in cucina, grazie alla sua consistenza particolarmente densa e cremosa.

Il latte di miglio

Il latte di miglio, ancora poco diffuso, possiede molte proprietà benefiche: è rivitalizzante e nutriente, povero di grassi, ricco invece di proteine, ovviamente vegetali, di minerali e di vitamine del gruppo B. Non contiene glutine.

Il latte di riso

Ideale per una dieta ipocalorica è il latte di riso, largamente diffuso ed in assoluto il latte vegetale che contiene meno grassi. La sua ricchezza di zuccheri semplici gli conferisce un gusto molto gradevole e una scorta di energia subito disponibile, caratteristiche che lo rendono indicato anche per i bambini.

Il latte di avena

Importantissimo per il suo alto contenuto di acido folico e la totale assenza di colesterolo è il latte di avena. E’ un alimento energetico, indispensabile per il il turn-over cellulare e fondamentale per le donne in gravidanza. Possiede inoltre qualità tonificanti e rigeneratrici, molto apprezzate dagli sportivi.

almonds drink isolatedIl latte di grano Kamut

Autentico elisir di salute è il latte di grano kamut. Da consumare freddo o caldo, è povero di grassi e vanta un discreto apporto proteico. Viene addizionato con olio di semi di girasole che serve a renderlo più gradevole al palato. Dai chicchi di grano khorasan (kamut) con cui si produce, eredita l’elevato contenuto di sali minerali, soprattutto fosforo e magnesio, che lo rendono consigliabile in periodi di affaticamento o convalescenza. A differenza di altre tipologie però contiene glutine, quindi non è adatto per i celiaci.

Il latte di mandorle

Decisamente più dolce, dal sapore goloso e dal potere dissetante, è il latte di mandorle, una bevanda molto diffusa nel Sud Italia. Ottima fonte di antiossidanti e minerali, contiene un’elevata quantità di grassi “buoni” (polinsaturi) e vitamine, che proteggono il sistema cardiovascolare. Essendo però molto calorico ed energetico, va consumato con moderazione!

Il latte d’orzo

Efficace sollievo per i raffreddamenti della stagione fredda, è il latte d’orzo, una bevanda altamente digeribile e rinfrescante, ricca di vitamine e minerali. Il suo basso indice glicemico lo rende indicato per chi soffre di diabete tipo II e per ridurre il colesterolo cattivo.

Il latte di cocco

Dal gusto un po’ esotico e dal profumo intenso, è il latte di cocco. Non si tratta del liquido contenuto all’interno delle noci di cocco, bensì di una bevanda ottenuta dalla polpa di questo frutto insieme all’acqua. Molto dolce e naturalmente ricco di zuccheri, non contiene lattosio e fornisce un buon apporto di acido laurico, un acido grasso saturo con proprietà antisettiche ed antinfettive.

Il latte di canapa

Ed è dai semi dell’omonima pianta che si produce il latte di canapa. Ricco di acidi grassi essenziali (omega-3), è indicato anche per i bambini, perché rispetto ad altri tipi di latte vegetale contiene una buona percentuale di proteine e di grassi. Occorre però fare sempre attenzione ad acquistare quello senza zuccheri aggiunti e di provenienza biologica.

Il latte di arachidi

Consistente e denso poi c’è il latte di arachidi, l’ideale per la colazione, la merenda o per preparare creme salate e dolci. Le molte proprietà nutrizionali delle arachidi si conservano anche nel latte, che risulta quindi nutriente e sostanzioso, nonchè ricco di aminoacidi indispensabili e di antiossidanti.

Junge Frau trinkt MilchIl latte di noci, nocciole e anacardi

Infine i latti di noci, nocciole e anacardi che rispetto a quello di mandorle non sono facili da trovare in commercio, ma si possono preparare in casa. Come i semi oleosi da cui si ricavano, queste varietà di latte vegetale sono molto nutrienti ed energetiche, oltre che ricche di preziosissimi acidi grassi insaturi. Tra i tre il più leggero è il latte di anacardi.

Nonostante le indubbie proprietà benefiche, l’assenza di alcuni importanti nutrienti implica, nel caso di assunzione esclusiva di latte vegetale, la necessità di introdurli mediante altri cibi, tra cui tofu, legumi, verdure, frutta secca e uova o di optare per bevande vegetali addizionate. Inoltre, rispetto al latte animale l’apporto di calcio e vitamina D è ovviamente inferiore, ma basterà integrare la dieta con altri alimenti che ne sono ricchi.

Tutti i tipi di latte vegetale possono essere più o meno facilmente preparati in casa, utilizzati per una colazione tradizionale e come alternativa al latte vaccino nella preparazione dei cibi e dei dolci. Come per il latte vaccino, il consumo dovrebbe essere moderato (125-250 cc al giorno). Per conservarli possono essere riposti in frigo ed agitati prima dell’uso, ottenendo oltre ad un notevole risparmio economico, un prodotto sicuramente più genuino. E’ sempre preferibile consumarli al naturale, cercando di limitare i prodotti con aggiunta di sostanze aromatizzanti.

L’UOVO DI CIOCCOLATO

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Al latte o fondente, nocciolato o mandorlato, bianco o gianduia, l’uovo di cioccolato è per eccellenza il dolce della Pasqua. Il suo fascino è legato soprattutto al momento dello “scarto”, attesissimo in particolare dai più piccoli, che si divertono a immaginare quale sorpresa troveranno all’interno. Continua a leggere

LE DOLCI BONTÀ DI PASQUA

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Gli ingredienti semplici e golosi della tradizione pasticcera italiana e le forme legate ai segni della Passione e Resurrezione di Cristo l’agnello, che incarna il suo sacrificio sulla croce, la colomba, simbolo di pace, e l’uovo, da sempre associato alla vita che rinasce: sono le caratteristiche dei dolci di Pasqua nella Penisola, che non possono mancare per concludere degnamente il pranzo di questo giorno di festa. Continua a leggere

1virgola5Sono i kg di frutta secca consumati all’anno da un italiano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nuts and dried fruits mixed assortment of delicaciesLa frutta secca fa bene e bisognerebbe mangiarne almeno 30-40 grammi al giorno. Eppure i consumi pro capite in Italia, che è tra i primi produttori mondiali, sono inferiori alla media europea.

Con circa mezzo chilo l’anno, le mandorle sono la frutta secca preferita dagli italiani, segue l’uva passita, i pistacchi e le noci, poi albicocche, fichi e prugne. Secondo uno studio durato oltre trent’anni, tra i più lunghi e ampi del suo genere mai condotti, pubblicato di recente sul New England Journal of Medicine, la frutta secca, disidratata o a guscio, è il vero elisir di lunga vita!

Le persone che consumano abitualmente frutta secca ogni giorno hanno il 20% in meno di probabilità contrarre malattie di qualsiasi genere, principalmente quelle cardiache e circolatorie. Dunque la frutta secca fa bene. Se ne parlerà a Bologna il 14 gennaio 2014 nell’ambito di Marca, la fiera del Private label con il convegno “Frutta Secca è benessere” promosso da Nucis Italia, l’associazione dei produttori di Frutta secca, rappresentanza italiana della fondazione INC – International Nut and Dried Fruit Council, istituita con la finalità di divulgare le qualità benefiche connesse al consumo di frutta secca ed essiccata.

“Negli ultimi anni – fanno sapere da Nucis Italia – la frutta secca ha modificato il suo vissuto presso il consumatore italiano: da prodotto alto calorico e con una connotazione prettamente natalizia è transitato verso una categoria salutistica. Questa metamorfosi è stata possibile grazie ai numerosi studi clinici realizzati a livello mondiale che hanno rivelato le tante virtù dei semi oleosi (cioè noci, nocciole, mandorle, pinoli, etc…) e della frutta disidratata morbida per la nostra salute, se consumata nella giusta dose, ovvero circa 30/40g al giorno”.

La frutta secca, diversamente da quanto si pensi, è molto presente nell’alimentazione quotidiana. Il 32% della produzione è utilizzata negli aperitivi, in cui, ad esempio, mandorle e pistacchi, ma anche anacardi, sono immancabili; il 28% è impiegata in cucina, tra produzione industriale e uso domestico;  il 21% è consumo stagionale, praticamente quello natalizio: un periodo in cui la frutta secca è immancabile sulle tavole delle feste; il 12% della frutta secca prodotta è destinata all’industria della salute e il 4% agli snack (Conad).