Archivi tag: olio extravergine di oliva

I CIBI CHE AIUTANO A PREVENIRE L’ICTUS: PESCE, FRUTTA E ORTAGGI A FOGLIA VERDE

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Insalata mista

Seguire, fin dall’infanzia, una dieta ricca di pesce, ortaggi a foglia verde e frutta come mele, pere e agrumi rappresenta una valida arma di difesa contro il rischio di essere colpiti da un ictus da adulti e nella terza età. Ad affermarlo è A.L.I.Ce Italia Onlus, l’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale, che dedica il mese di aprile alla prevenzione di questa malattia che nel nostro Paese colpisce ogni anno 200mila persone, con una serie di eventi, screening gratuiti e seminari in diverse località della Penisola. L’obiettivo della campagna è di “ridurre l’incidenza dell’ictus cerebrale e migliorare la qualità della vita delle persone colpite – come dichiara in una nota il vicepresidente dell’Associazione Francesco Gaballo – attraverso la diffusione della conoscenza della patologia e dei suoi principali fattori di rischio”. Continua a leggere

TASTE, A FIRENZE TRA PRODOTTI TIPICI E SAPORI INEDITI

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Crediti: Francesco Guazzelli

Crediti: Francesco Guazzelli

Dal 12 al 14 marzo alla Stazione Leopolda di Firenze va in scena il meglio dell’enogastronomia italiana, con “Taste”, il salone del gusto promosso da Pitti Immagine, dedicato al cibo e ai vini di eccellenza della Penisola e alle novità del settore food. Una vetrina del made in Italy che quest’anno, per l’undicesima edizione, darà spazio a 340 aziende, venti in più rispetto al 2015: sono imprese di famiglia e realtà locali piccole o medie, che propongono prodotti legati al territorio, tradizionali o innovativi, con un’attenzione particolare alla qualità e a metodi di lavorazione sostenibili. La tre giorni rappresenta anche un’occasione per visitare i luoghi più belli di Firenze, che durante l’evento si animano di degustazioni, cene a tema, spettacoli e dibattiti che si affiancano all’esposizione alla Leopolda. Continua a leggere

UN FILO DI OLIO EXTRAVERGINE PER COMBATTERE IL DIABETE

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Cucinare o condire i cibi con olio extravergine di oliva aiuta i pazienti diabetici a contenere i picchi della glicemia dopo i pasti, riducendo il rischio di complicanze cardiovascolari. Dalla Società Italiana di Diabetologia (SID) arriva una nuova, importante scoperta sui benefici dell’alimento cardine della Dieta Mediterranea: già apprezzato per le sue numerose proprietà – tra cui la presenza di vitamina E, dalla funzione antiossidante, degli acidi grassi Omega 3 e Omega 6 che abbassano il colesterolo e dell’oleuropeina, che migliora l’elasticità delle arterie –, l’oro verde contiene anche polifenoli in grado di tenere sotto controllo l’aumento degli zuccheri legato all’assunzione dei carboidrati. Continua a leggere

IL PROFUMATO BAGNONE DELLA TUSCIA VITERBESE

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www.latuscia.com

www.latuscia.com

Una ricetta antica che ci porta a Vallerano, comune della Tuscia viterbese circondato dai Monti Cimini, nell’Appennino laziale. Qui, in passato, durante le lunghe giornate trascorse nei campi a raccogliere le olive – da cui si ricava il pregiato Olio extravergine della Tuscia, tutelato dal marchio DOP –, i contadini portavano con sé il Bagnone, un saporito guazzetto di baccalà che mangiavano con il pane raffermo. Piatto semplice ma nutriente per la presenza del baccalà, che fino a qualche decennio fa – al contrario di oggi – era considerato un cibo povero e non mancava mai sulla tavola delle famiglie più umili. Continua a leggere

WEEKEND A SAN GIMIGNANO, PER UN SAN VALENTINO TRA STORIA E GUSTO

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San GimignanoSan GimignanoSan Gimignano_Torri

La chiamano la Manhattan del Medioevo, per le quattordici imponenti torri – la più alta raggiunge i 54 metri – che si elevano sopra i suoi palazzi e dominano la campagna circostante, regalandole un fascino unico al mondo. San Gimignano, nel cuore della Val d’Elsa, considerata tra i borghi più belli della Toscana è anche conosciuta in tutto il mondo come patria del mangiar bene e sano. È rinomata innanzitutto per la coltivazione dello zafferano, tutelato dal marchio DOP, che nei ristoranti e negli agriturismi del posto viene impiegato per arricchire le ricette della tradizione, come i crostini con i fegatini di pollo, oppure i risotti, gli spezzatini di carne, persino i dolci come creme e zuccotti. Per l’olio extravergine, intenso e fruttato, immancabile sulla fettunta – la bruschetta nel dialetto toscano –, sulla panzanella e sulle classiche zuppe della cucina regionale, dalla ribollita col cavolo nero alla zuppa frantoiana con fagioli cannellini e patate. E per la Vernaccia, un vino (in origine bianco, oggi anche rosso e rosato) di cui si ha notizia sin dalla fine del 1200, che nasce esclusivamente nel territorio sangimignanese. Continua a leggere

ITINERARI DI ARTE, NATURA E GUSTO “ALLA SCOPERTA DI UNA SICILIA” FUORI STAGIONE

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Selinunte_Parco archeologicoCaltabellotta_SiciliaSciacca

Passeggiare tra gli agrumeti del trapanese, assaggiando le Arance di Ribera appena raccolte dagli alberi; visitare il Museo del Gattopardo di Santa Margherita del Belice, città natale di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, e gustare le squisite olive di Nocellara in salamoia; o, ancora, rilassarsi alle terme di Sciacca e poi fermarsi nei ristorantini del litorale a mangiare la pasta con le sarde. Sono solo alcuni dei percorsi offerti dalla Valle del Belice, attraversata dal fiume omonimo, che bagna le province di Agrigento e Trapani: una delle zone più affascinanti della Sicilia Occidentale, in cui il ricchissimo patrimonio storico incontra luoghi di rara bellezza e prodotti enogastronomici di eccellenza. Continua a leggere

SULLE TRACCE DELL’OLIO DOP LAZIALE, TRA NATURA, ARTE E GUSTO

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olio di oliva extravergineCon ben quattro DOP, il Lazio è una delle grandi terre dell’olio italiano. Per promuovere questa sua peculiarità e far conoscere il proprio olio, la Regione in collaborazione con Unioncamere e Arsial (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio) sta promuovendo il progetto “Lazio Terre dell’Olio”. Il pretesto di assaggiare gli extravergini laziali, che rappresentano uno dei segreti della cucina regionale, può essere l’occasione di concedersi un week-end del gusto in uno dei luoghi dove si coltivano e si producono le DOP: il territorio farnesiano con le incantevoli stradine medievali e la Sabina reatina e romana, con le costruzioni medievali arroccate sulle colline. E poi le città di Cisterna di Latina, famosa come la “patria dei butteri”, i mandriani a cavallo che nel XIX secolo pascolavano le greggi tra la Maremma e la campagna laziale, e di Tarquinia, fondata dagli etruschi. È in queste località poco frequentate e lontane dal turismo di massa che nascono il Canino, il Colline Pontine, il Sabina e il Tuscia, i quattro extravergini della regione, vanto della gastronomia laziale e dell’intera Penisola. Continua a leggere

2016, UN ANNO DI BENESSERE CON I “CIBI FUNZIONALI”

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Cibi funzionaliLa soia, il tè verde, l’avena, ma anche ortaggi e frutti che consumiamo abitualmente, come i broccoli, perfetti per disintossicarsi dopo le feste, lessati e conditi con olio e sale, le mele, buonissime anche al forno, al vapore o come ingrediente di dolci e crostate, e le noci, ideali come snack, per arricchire insalate e per condire la pasta. Nel 2016 sulle nostre tavole privilegeremo i “cibi funzionali”, ricchi di molecole dotate di proprietà benefiche, che proteggono l’organismo dall’insorgenza di patologie specifiche. Ad affermarlo la rivista britannica New Nutrition Business che, tra le principali tendenze food dell’anno appena iniziato, ha individuato un’attenzione crescente verso un’alimentazione sana ed equilibrata. Continua a leggere

GRANI E MELOGRANI, A ORIOLO DEI FICHI LA BIODIVERSITÀ ROMAGNOLA

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Torre Oriolo dei FichiPiazza del Popolo in Faenza, Italycampagna romagna

Il Senatore Cappelli, l’Ardito e il Gentil Rosso, tre antiche varietà di grano ormai quasi scomparse, e il Melograno Grosso di Faenza, che può raggiungere i due chili di peso. E poi il pregiato Olio di Brisighella, fruttato e aromatico, e il vino rosso Centesimino, dal sapore intenso ed equilibrato. Sono le eccellenze che nascono nelle campagne attorno a Oriolo dei Fichi, un piccolo nucleo abitato a pochi chilometri da Faenza, dove gli agricoltori locali stanno attuando da alcuni anni un importante progetto di valorizzazione della biodiversità, recuperando coltivazioni a lungo dimenticate, per la creazione di una filiera alimentare sostenibile. Continua a leggere

IL CONCIATO ROMANO, UNO DEI FORMAGGI PIÙ ANTICHI D’ITALIA

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agricoltura.regione.campania.it

agricoltura.regione.campania.it

Castel di Sasso, nell’Alto Casertano, è un borgo collinare di 1200 anime che fa parte della Comunità del Monte Maggiore, immerso in un paesaggio naturalistico che ha conservato una bellezza e una tranquillità d’altri tempi. Qui nasce quello che è considerato uno dei caci più antichi d’Italia: il Conciato romano, un formaggio tondo di piccole dimensioni, dalla pasta dura e dal gusto indimenticabile. ‘Romano’ perché viene prodotto con una tecnica ereditata dagli antichi – ne parlavano, infatti, già Cicerone e Marziale –, che consiste nel farlo stagionare in anfore di terracotta, dopo averlo ‘conciato’, ovvero condito con una miscela di olio d’oliva, aceto, peperoncino e piperna, un’erbetta di origine ischitana. Dopo la permanenza negli orci, il Conciato si impregna di sentori di erbe e fieno, per poi ‘resuscitare’ – come avviene per il pecorino di fossa – con un odore pungente e un sapore intensissimo, quasi piccante. Continua a leggere

IL PINZIMONIO, UNA RICETTA “DI TENDENZA”

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Olio extravergine di oliva, sale e pepe. Per intingerci ortaggi o verdure crude come carote, sedano, cetrioli o finocchi tagliati a listarelle, ma anche per condire pesce alla brace, una bruschetta o salumi. È il Pinzimonio. Molti italiani lo preparano e lo mangiano senza sapere neanche bene come si chiami e cosa sia. È una delle salse più diffuse e utilizzate nel nostro Paese e più semplici da preparare. Anche questo pochi lo sanno. Nel periodo estivo è il protagonista indiscusso degli happy hour e degli aperitivi, ma è presente sulla tavola tutto l’anno. Le varianti più diffuse sono con il succo di limone o con l’aceto, così come l’impiego a cui è generalmente associato è la classica “crudité” di verdure (in Pinzimonio, appunto)! Il segreto del suo successo sta nel fatto che è un piatto che permette di socializzare, dal momento che tutti attingono contemporaneamente dalla piccola ciotola in cui viene posto il condimento. Continua a leggere

PANETTONE TUTTO L’ANNO

panettoneUn tempo si mangiava solo nel periodo natalizio. Da qualche anno il Panettone, il più classico dei dolci invernali, lo si trovava in pasticcerie e in alcuni forni più rinomati fino alla primavera inoltrata. Poi si è iniziato a vedere in estate con il gelato: una leccornia.

La tenacia di Davide Paolini, il critico gastronomico de Il Sole 24 Ore, più conosciuto come il Gastronauta, con la complicità di alcuni dei più noti (e bravi) pasticcieri italiani, ha rotto il muro della tradizione proponendo il Panettone tutto l’anno. Un’idea che è diventata anche un evento che ha l’obiettivo di portare il famoso dolce milanese in tavola per tutti i 12 mesi. Così il  27 e il 28 giugno , a Milano, (in via Monte Rosa 91, sede del gruppo Sole 24 ore)  arriveranno i panettoni d’estate di oltre 40 fra i più prestigiosi pasticcieri, panettieri e pizzaioli provenienti da tutta Italia (ben 8 sono veneti). Panettoni, ovviamente, artigianali, la vera novità rispetto al passato. Fresco, spesso di giornata, ormai il panettone sta sostituendo brioche, cornetti o torte nelle colazioni. Panettone non solo dolce. Sempre più diffuso quello “gastronomico” da farcire con salumi, formaggi, verdure e salse per realizzare i famosi Pan canasta, ormai immancabili negli aperitivi o ai buffet.

Quando si parla di Panettone non bisogna pensare solo al classico con uvetta e canditi che tradizionalmente mangiamo tra Natale e capodanno. Ormai le varietà non si contano più. Nate dall’estro dei maestri pasticcieri, generalmente sono caratterizzati dall’utilizzo di ingredienti tipici locali. Come la Focaccia della Pasticceria Tosi di Salsomaggiore Terme al lievito madre rigenerato quotidianamente, inzuppata leggermente al maraschino e arricchita con nobile frutta candita di albicocca, ananas e scorze d’arancio. Oppure il Panettone 100% olio all’Olio extravergine di oliva, della pasticceria Filippi di Zanè (Vi). O il King dei fratelli Fiasconaro, storici gelatieri e pasticcieri di Castelbuono (Pa), appena premiato con le 3 stelle del Superior Taste Award, uno dei più ambiti riconoscimenti internazionali. Oppure uno dei panettoni che sta ottenendo i maggiori consensi, il Pan di Bufala della casertana Anna Chiavazzo.

Panettone fresco en ambiente rstico.Un panettone di forte identità, soprattutto territoriale, che si presta bene a preparazioni sia dolci che salate. Grazie alla collaborazione con il Consorzio di Tutela, il Giardino di Ginevra ha realizzato uno speciale panettone, in cui il burro è stato integralmente sostituito dalla panna fresca di bufala. Per esaltare al massimo gli aromi, nella ricetta del Pan(n) di Bufala è stata eliminata la frutta candita ed è stata notevolmente ridotta la percentuale di zucchero. Se ne è ottenuto un impasto profumato, soffice e bilanciato, che ha consentito di realizzare un panettone particolarmente adatto ad essere servito sia in mise dolce che salata, per dar vita ad abbinamenti sorprendenti e delicati, con i tanti prodotti di qualità che il territorio campano è capace di esprimere.

Ma a Milano all’evento promosso da Paolini, saranno oltre 40 i panettoni preparati per l’occasione da altrettanti pasticcieri e fornai. Spazio anche alle novità. Come la creazione del panettone con stampante 3D a cura di Gioacchino Acampora, chief designer dell’Atelier Castagna. O educational aperti a tutti per imparare a fare il panettone in casa con la pasta madre a cura di Rolando e Francesca Morandin. Durante l’evento saranno presenti desk per la degustazione e vendita dei panettoni artigianali e corner di assaggio di prodotti correlati come vini, liquori, caffè. Nel corso delle due giornate si alterneranno laboratori tematici, iniziative dedicate ai bambini e altre iniziative speciali.

Nella cornice di Expo Milano 2015 la manifestazione raccoglie i migliori produttori italiani con l’obiettivo di diffondere la cultura del panettone, massima espressione della gastronomia milanese, ad un pubblico nazionale ed internazionale anche fuori dal periodo natalizio”, afferma l’ideatore Davide Paolini. 

LA PEPERONATA, PIÙ DI UN SEMPLICE CONTORNO

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PeperonataI peperoni, saporiti e carnosi, sono quanto di più buono la natura ci regala nei mesi caldi; uniti ai pomodori lasciati maturare al sole, a uno spicchio d’aglio, a una cipolla affettata e a dell’ottimo olio extravergine di oliva danno origine a un vero capolavoro della tavola dell’estate: la peperonata. Continua a leggere

DIETA MEDITERRANEA CON NOCI E MANDORLE PER UNA MEMORIA PIÙ GIOVANE

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La Dieta Mediterranea ‘rinforzata’ dalla frutta secca e dall’uso quotidiano dell’olio extravergine d’oliva aiuta a mantenere una memoria acuta e lucida a ogni età. Continua a leggere

MEDITERRANEA: LA DIETA POPOLARE

Da qualche tempo è diventata una delle tendenze gourmet internazionali, che ha conquistato anche gli chef stellati. Ma la Dieta Mediterranea è, da sempre, un regime alimentare popolare, fatto di cibi e pietanze alla portata di tutti, facilmente reperibili in tutti i Paesi del Mediterraneo: cereali, olio d’oliva, frutta, ortaggi e verdure, latticini, pesce. Continua a leggere

ABRUZZO IN EATALY, SOLIDARIETÀ ENOGASTRONOMICA PER LA RICOSTRUZIONE DELL’AQUILA

L'Aquila ricostruzione post-terremotoL’aglio rosso di Sulmona, una varietà unica al mondo, ricca di oli essenziali, dall’aroma penetrante e dal sapore forte, coltivata nella selvaggia Valle Peligna, a cinquecento metri sul livello del mare; le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio – un borgo dell’aquilano di appena 120 abitanti –, Presidio Slow Food, dal diametro di pochi millimetri e dal gusto inconfondibile, talmente piccole da non necessitare di ammollo prima della cottura; e ancora, il pecorino di Farindola (Pescara), un cacio pregiato ottenuto da latte ovino e caglio suino, secondo un antichissimo metodo in uso sin dall’epoca romana.

Sono alcune delle eccellenze gastronomiche della terra d’Abruzzo, di recente apparse sugli scaffali di Eataly, negli store divenuti un punto di riferimento per quanti vogliono portare in tavola il meglio dell’enogastronomia del Belpaese a prezzi competitivi e far crescere le piccole aziende agroalimentari del territorio che lavorano con procedimenti sostenibili e responsabili. Con un obiettivo nobile e importante: contribuire alla rinascita del centro storico dell’Aquila, che porta ancora su di sé i segni del terremoto dell’aprile 2009. Acquistando un prodotto abruzzese in uno degli undici store Eataly sparsi nella Penisola, infatti, il 25 percento del ricavato sarà devoluto per la ricostruzione della città.

aglio rossolenticchie di santo stefanoConfetti di Sulmona

Una cinquantina i prodotti in vendita, tra cui i celebri confetti di Sulmona con la pregiata mandorla pizzuta d’Avola siciliana, qui lavorati sin dal XV secolo e oggi esportati in tutto il mondo, e l’olio “gentile” di Chieti, un extravergine dalle qualità organolettiche sopraffine, armonico e fruttato, ideale da assaporare a crudo, sul pesce, le insalate, i carpacci o le carni grigliate.

www.ansa.it

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A Oscar Farinetti, l’idea di creare uno spazio “solidale” in cui dare, attraverso i cibi e le bevande di alta qualità abruzzesi, una spinta alla ricostruzione è venuta a luglio, quando, visitando il capoluogo abruzzese accompagnato da Raffaele Cavallo, segretario regionale di Slow Food Abruzzo, ne è rimasto profondamente colpito: “È la prima volta che facciamo una cosa così”, ha dichiarato a fine ottobre, alla conferenza stampa di inaugurazione del corner dedicato ai prodotti abruzzesi, nello store di Roma a cui era presente anche il sindaco della città Massimo Cialente.

La facciamo per L’Aquila e l’Abruzzo convinti che il valore del rispetto può passare dal senso del dovere alla sfera del piacere. Nel nostro piccolo vogliamo dare una mano non tanto in termini economici ma per dare il via ad un circolo virtuoso: oltre quindi ad attirare le persone con la bontà dei prodotti abruzzesi collocati negli appositi corner in ogni punto vendita, le sensibilizziamo anche sul fatto che a cinque anni dal sisma il centro storico de L’Aquila non è ancora stato restaurato. Ci vuole innanzitutto un cambio di marcia della coscienza civica”.

MANGIARE POCO MA “BUONO”

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pretty woman is cooking on the kitchenIl proverbio storico che ripetevano soventemente i nostri nonni, che di crisi economiche ne avevano vissute almeno tre, durante e dopo la prima e la seconda guerra mondiale e la grande depressione del 1929, è quanto mai attuale: “mangiare poco ma buono”. Continua a leggere

LA “FUGASSA” GENOVESE

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fugassa genoveseLeggerissima e fragrante, con il profumo che ricorda quello del pane appena sfornato e il sapore unico delle cose più semplici.

La fugassa – che in dialetto ligure vuol dire “cotta sul focolare” – è un’autentica istituzione genovese: una focaccia bianca, alta uno o due centimetri, “pizzicata” in superficie e ricoperta soltanto da una miscela di acqua e olio extravergine d’oliva, che la rende lucida e invitante, e da qualche granello di sale grosso. Continua a leggere

CAESAR SALAD, UN’INSALATA “ITALIANA”

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A dispetto del nome e del Paese in cui ha avuto origine, è un piatto “italianissimo”. La Caesar Salad – celebre insalata che unisce ingredienti made in Italy come il Parmigiano Reggiano, la lattuga romana e l’olio extravergine d’oliva ed altri tipicamente americani, come la Salsa Worcester – fu ideata da Cesare Cardini, un cuoco originario della zona del Lago Maggiore che, come molti altri nostri connazionali, durante il primo dopoguerra emigrò oltreoceano in cerca di fortuna. Continua a leggere

GLI “SPAGHETTI ‘NCOL RANCETTO”

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bucatini all'amatricianaIl suo nome deriva da “rancido”, ma l’impareggiabile sapore rinnega assolutamente l’origine del termine: si tratta degli Spaghetti col rancetto, piatto tipico della cucina umbra. Continua a leggere

LA BRUSCHETTA, DA PIATTO POVERO AD ANTIPASTO GOURMET

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bruschetta olio e aglioLe origini del pane “bruscato”, ovvero abbrustolito sulla brace – che rilascia sulla mollica un sapore che i forni odierni non possono riprodurre – sono da ricercare, come per molti altri piatti celebri, nelle abitazioni dei contadini, che, per dare “nuova linfa” a pagnotte e filoni raffermi, li scottavano sulla legna ardente del forno o del camino, rigorosamente presenti in ogni casa, anche le più povere, strofinandoli con un po’ di aglio, aggiungendo pomodoro, ma anche pezzettini di lardo, o nei casi migliori cospargendoli con un filo di prezioso olio e un po’ di sale. Chissà se quei contadini che per primi hanno fatto le bruschette immaginavano che un gesto così semplice, sorto dalla necessità di sfamarsi con ciò che c’era in dispensa e di non sprecare un alimento prezioso come il pane, avrebbe dato vita a uno dei capolavori più riusciti della cucina italiana. Continua a leggere

IL PANE CARASAU, UNO DEI PIÙ ANTICHI DEL MONDO

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Famoso quanto quello di Altamura o quello “cafone” napoletano, il Pane Carasau è uno dei più conosciuti e apprezzati pani del Belpaese. Protagonista indiscusso dell’alimentazione sarda, rappresenta la base di ricette della tradizione come il pane frattau e il pane guttiau, ma anche di un’ottima lasagna o di pasticci a base di verdure e ortaggi. Molto rivalutato negli ultimi anni è servito anche negli aperitivi o consumato come snack, da grandi e bambini, con salumi e formaggi. Continua a leggere

I SAPORI E I COLORI DELL’ITALIA NELL’INSALATA CHE HA CONQUISTATO IL MONDO

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insalata capreseLa mozzarella di bufala, corposa e avvolgente, i pomodori, con il loro gusto gradevolmente acidulo, il basilico, fresco e profumato: tre sapori mediterranei che insieme hanno dato vita a una delle “unioni” più riuscite della gastronomia partenopea, la Caprese.

Un piatto unico che, soprattutto grazie ai colori che riprendono quelli della nostra bandiera, ha ampiamente travalicato i confini di quel piccolo angolo di paradiso che è l’isola di Capri e dell’intera Campania, diventando un simbolo della cucina italiana nel mondo, il più richiesto dai turisti in vacanza nel nostro Paese e immancabile nei menu dei ristoranti made in Italy disseminati tra l’Europa e gli Stati Uniti, fino alla Cina e al Giappone. Continua a leggere

LE “BUONE” MERENDE DA DARE AI BAMBINI IN ESTATE

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merenda estiva bambiniLe mattinate o i pomeriggi al parco con amici e cuginetti, i campi estivi con decine di attività sportive e ludiche, le gite al mare o in piscina tra nuoto e giochi “senza tregua”: l’estate dei più piccini può essere davvero impegnativa! Continua a leggere

L’INSALATA DI ENRICO CRIPPA

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insalata crippa

L’idea dell’insalata è nata prima della prima stella. Capitava abbastanza spesso che venisse al ristorante qualche cliente, soprattutto eleganti signorine, che dopo aver letto il menu chiedeva, al posto di qualche piatto, una semplice insalata. Continua a leggere

NUNA, IL NAVIGATORE NUTRIZIONALE

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nuna_app_dieta mediterraneaCon tutti i cibi e gli alimenti di largo consumo acquistati al supermercato che entrano in cucina non è sempre facile seguire bene la Dieta Mediterranea, il modello nutrizionale più consigliato da dietologi e specialisti dell’alimentazione. Oggi ad aiutarci c’è un’App, NUNA (acronimo di Nutritional Navigator) realizzata dal team di Nunacode Srl, start-up fondata da Alessandro Casini, professore associato di Gastroenterologia e Nutrizione Umana presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università di Firenze, e da Alessandro Tozzi, dirigente in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Asl 11 di Empoli. Continua a leggere

IL CIBO SI METTE IN MOSTRA

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Luoghi in cui conoscere le vicende dei alimenti che hanno segnato la storia del genere umano o dedicati alle eccellenze gastronomiche italiane; o ancora, come avviene soprattutto negli USA – dove c’è persino quello del “cibo bruciato” –, posti curiosi e insoliti per regalarsi qualche ora di divertimento. Sono i musei del cibo, dove gli alimenti si mettono in mostra, raccontandosi ai visitatori attraverso illustrazioni, oggetti e, in qualche caso, mediante assaggi e degustazioni, per soddisfare – oltre alla vista – anche il palato. Continua a leggere

“RISCOPRIAMO GLI ALIMENTI TRADIZIONALI”

La globalizzazione dei consumi minaccia la condizione di equilibrio dell’alimentazione presso la popolazione. Contro questo rischio, sempre maggiore, i nutrizionisti italiani riuniti a Milano in occasione di NutriMI, il VIII Forum di Nutrizione pratica, lanciano l’appello alla rivalutazione degli alimenti della tradizione.

Le difficoltà all’adattamento dietetico e la perdita di identità gastronomica rischiano di rappresentare una confusa serie di proposte culinarie che generano inadeguatezza nelle scelte dietetiche”, ha affermato Vittorio Sironi, Direttore del Centro Studi sulla Storia del Pensiero Biomedico all’Università degli Studi Milano-Bicocca, intervenuto alla prima Sessione del congresso. La nutrizione ha sempre condizionato in maniera profonda la durata e la qualità della vita. Oggi l’effetto è ancora più significativo e risulta condizionato dall’integrazione di diverse culture alimentari. Una pluralità potenzialmente vantaggiosa, ma che “se non gestita in maniera ideale, può rappresentare un limite”, conclude l’esperto.

Il messaggio è chiaro: riscoprire gli alimenti tradizionali e quelli caratterizzanti l’identità alimentare italiana. La pasta, innanzitutto, e il pane. Ma anche il riso e i cereali. E poi i prodotti della terra tipici della Dieta Mediterranea: i legumi, le verdure e gli ortaggi, il pesce azzurro. Tra i grassi è meglio preferire quelli vegetali come l’olio extravergine di oliva. E la frutta. Le proteine oltre a venire dalla carne possono essere apportare anche con le uova, per troppi decenni demonizzate e, ovviamente, dal pesce.

nutrimi pastanutrimi leguminutrimi olio extravergine di oliva

Alimentazione tradizionale significa anche recuperare i piatti più classici come la pasta al pomodoro, quella con i legumi (fagioli, piselli, ceci, lenticchie e fave) o gli ortaggi, come le patate o i cavoli. E ancora verdure lesse o in insalata, come zucchinecarotefinocchibroccoli.

nutrimi - pasta al pomodoronutrimi - frutta e verduranutrimi patate

Incoraggiare il consumo di prodotti e alimenti della tradizione significa anche sostenere le filiere corte e dunque consumo responsabile e sostenibile, un altro tema forte emerso dagli esperti riuniti a Milano.

I PANI DELL’UMBRIA

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Con le noci, con il formaggio, con lo strutto, “sciocco” e persino con il mosto d’uva. Il pane dell’Umbria vanta una lunga tradizione. Sin dalle primissime ore del mattino le stradine di Perugia, Terni, Spoleto, Assisi, Foligno, Todi, Bastia, Foligno, Orvieto sono invase dal profumo di filoncini e prodotti da forno. Continua a leggere

IL PESTO ALLA GENOVESE PIÙ BUONO DEL MONDO

alfonsina trucco campionato pestoAlfonsina Trucco, una signora di 87 anni di Trefontane, una frazione di Montoggio, nell’entroterra genovese, è stata eletta Campionessa del Mondo nel V Campionato Mondiale di Pesto al Mortaio. Lo ha decretato una giura composta da 30 esperti scegliendola tra 100 finalisti.

Al secondo posto Angelo Vanagolli, al terzo Candida Grosso. Gli altri finalisti sono Federico Bonzi, Bruno Canepa, Paolo Brovia, Luca Bernava, Mirco Chiavarini, Massimiliano Cresta e Fabrizio Migliorini. Tra loro tre tecnici informatici, un ingegnere e un fisico nucleare.

La signora ha sbaragliato gli altri concorrenti preparando il suo pesto alla genovese in un antico mortaio di famiglia in cui lo lavora da oltre 70 anni. Tra i partecipanti che si sono contesi il titolo, alla presenza di oltre 2000 persone e guidati dalla voce di Bruno Pizzul, ben 23 stranieri provenienti dalla California, dalla Finlandia, dall’Irlanda e finanche dal Libano, dai cui cedri si ricava il miglior legno per i pestelli.

campionato pesto

Come ha dichiarato alla fine della competizione, per Alfonsina vincere il Pestello d’oroè stata una passeggiata, niente di più di quello che fa da quando era adolescente, in famiglia la domenica e da oltre 50 anni nel ristorante di famiglia, dove – dopo esser uscita dall’ufficio postale nel quale ha lavorato fino alla pensione – si recava proprio per preparare la famosa salsa genovese, ovviamente la specialità della casa. Il segreto del suo pesto? “Il mortaio– afferma lei, aggiungendo che “grazie a quello ho dovuto pestellare solo 5 minuti rispetto agli altri concorrenti”.

I partecipanti hanno avuto 40 minuti per preparare il pesto. Come nella migliore tradizione hanno seguito tutti la regola della tradizione che prevede un lungo e delicato “massaggio” circolare degli ingredienti in dotazione: pinoli italiani, aglio di Vessalico, Parmigiano reggiano DOP, Fiore sardo DOP, Sale marino delle saline di Trapani e l’olio extravergine di oliva DOP della Riviera Ligure.

SINDROME METABOLICA: SI CURA CON LA DIETA MEDITERRANEA

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Si parla molto di sana alimentazione eppure la Sindrome metabolica resta la malattia più diffusa dei nostri tempi. Si caratterizza per la presenza di uno o più effetti di una cattiva alimentazione: obesità, elevata glicemia a digiuno, ipertensione, bassi livelli di colesterolo HDL, alta concentrazione di trigliceridi nel sangue. Si guarisce con la Dieta Mediterranea che, però, deve essere seguita correttamente. Continua a leggere

INTERVISTA A LUIGI CARICATO, GIORNALISTA, SCRITTORE E OLEOLOGO

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Libero olio in libero stato copertinaL’olio da olive, in principio, non era un bene per tutti, ma per pochi: per chi poteva permetterselo. Così Luigi Caricato nel suo ultimo libro Libero olio in libero Stato (edizioni Zona Franca, 2013). Continua a leggere

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Sono i kg di olio consumati durante l’anno da ogni italiano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

olio

L’olio extravergine di oliva, essendo uno dei pilastri della Dieta Mediterranea, non manca mai sulle tavole degli italiani che, con 12 kg all’anno, ne sono i primi consumatori mondiali. È utilizzato nella preparazione di primi, secondi e persino di dolci, ma il suo impiego principale è come condimento. Impareggiabile come merenda, ma anche come spuntino, con la classica fetta di pane e un pizzico di sale.

Anche se venduto a litro, le quantità di olio sono misurate in kg perché l’olio ha un peso specifico più basso, 915-918 Kg/m3 a 15°C. Un litro di olio di oliva corrisponde mediamente a 0,916 kg: ciò vuol dire che 1 kg di olio di oliva corrisponde a 1,091 litri. Dunque un italiano medio ne consuma poco più di 13 litri l’anno.

Una quantità giusta anche se Ancel Keys, il papà della Dieta Mediterranea, avrebbe detto sicuramente che sono pochi. Nel suo libro Mangiar bene e star bene, infatti, sostiene di “Preferire gli oli vegetali ai grassi solidi” e soprattutto di consumare “tanto olio di oliva”.

L’EXTRAVERGINE DELLE MERAVIGLIE

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olio d'olivaÈ l’elemento caratterizzante della Dieta Mediterranea ed è riduttivo definirlo un semplice “condimento”: l’olio extravergine d’oliva, già noto per i numerosi benefici che è in grado di apportare all’organismo, continua a sorprenderci con nuove virtù.

La quantità di Omega 3 e Omega 6 contenuta al suo interno lo rendono simile, infatti, al latte materno. La scoperta è stata realizzata dall’Istituto di Genetica Vegetale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e comunicata dal ricercatore Saverio Pandolfi nel corso della presentazione della Maratona dell’Olio.

Omega 3 e Omega 6 sono acidi grassi polinsaturi che abbassano i livelli di colesterolo, rendendo più fluido il sangue e riducendo il rischio di trombosi. Queste proprietà salutari, tuttavia, restano intatte soltanto quando l’olio è ottenuto da un corretto procedimento all’interno del frantoio – ricordiamo che l’extravergine si ricava dalla macinazione meccanica delle olive, senza l’utilizzo di alcun componente chimico.

Se il gusto intenso dell’extravergine si assapora al meglio a crudo – non solo sulle insalate o sul pane fragrante, ma anche come ultimo tocco per completare zuppe e minestre –, l’olio d’oliva resiste bene anche alle temperature elevate ed è sicuramente da preferire ad altri condimenti – come burro e olio di semi –, sia nelle preparazioni dolci che in quelle salate. Senza dimenticare i sott’olio, verdure di stagione, ortaggi e pesce che ci riportano alla cucina genuina di una volta.

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[vc_text_separator title=”Un antinfiammatorio naturale” title_align=”separator_align_center” width=”1/1″ el_position=”first last”]

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Le proprietà benefiche dell’olio non finiscono qui: il prezioso alimento racchiude l’oleocantale, un antinfiammatorio naturale somigliante all’ibuprofene, principio attivo alla base di numerosi farmaci. L’extravergine di alta qualità provoca il classico pizzicorio alla gola, caratteristica da attribuire proprio alla presenza dell’oleocantale.

Altre sostanze importanti sono l’oleuropeina, che conferisce elasticità alle arterie e combatte l’insorgere dell’aterosclerosi, i polifenoli e la vitamina E, dall’azione antiossidante, che ritardano l’invecchiamento cellulare.

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[vc_text_separator title=”La Maratona dell’olio” title_align=”separator_align_center” width=”1/1″ el_position=”first last”]

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Punta proprio alla valorizzazione dell’extravergine, vanto del nostro Paese nel mondo, la Maratona dell’Olio, in programma ad Alviano (Terni) dal 15 al 17 novembre prossimo. Un progetto di respiro internazionale – i dodici comuni umbri coinvolti sono gemellati con altrettante città europee – che intende anche rilanciare l’olivicoltura, proponendo ai visitatori italiani e stranieri l’adozione di un oliveto. Per diffondere anche all’estero la cultura dell’olio di qualità.

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MEDITERRANEA, UNA DIETA CONTRO IL DIABETE

La Dieta Mediterranea e più in generale le diete povere di carboidrati possono proteggere dal diabete di tipo 2. La notizia, che rafforza ulteriormente la validità del regime alimentare messo a punto da Ancel Keys, arriva direttamente dal Dipartimento di Epidemiologia dell’IRCCS – Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, diretto da Carlo La Vecchia, in base ai primi risultati di una ricerca ancora in corso condotta su 22.295 cittadini greci partecipanti allo studio European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition, diretto da Antonia Trichopoulou.

Fra queste persone, seguite attivamente per 11 anni, le informazioni raccolte sui consumi e le abitudini alimentari, hanno permesso ai ricercatori di definire la correlazione tra la Dieta Mediterranea e il diabete di tipo 2. Chi segue la Dieta Mediterranea o comunque diete povere di carboidrati presenta un rischio di diabete ridotto del 12%. Probabilità che diminuisce ancor di più – fino al 20% – se coniugata a un’alimentazione a basso contenuto glicemico.

Di tutti gli alimenti che costituiscono la Dieta Mediterranea ce n’è uno più di tutti, l’olio extravergine di oliva, che secondo i ricercatori gioca un ruolo fondamentale.

“Una peculiarità della dieta mediterranea – aggiunge Federica Turati, dell’IRCCS Istituto Mario Negri – e una possibile spiegazione del suo effetto protettivo è l’uso dell’olio extravergine di oliva, ricco di grassi monoinsaturi e povero di grassi saturi”.Dieta Mediterranea

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Per stabilire la correlazione tra regime dietetico e l’aumento del diabete, i ricercatori hanno individuato un punteggio da 0 a 10 che ha consentito di stimare l’aderenza alla Dieta Mediterranea (DM) di ogni soggetto partecipante allo studio e un punteggio che misura i carboidrati disponibili nella dieta in termini di carico glicemico (GL). Gli individui che hanno raggiunto un punteggio di Dieta Mediterranea maggiore di 6, cioè seguita abitualmente, avevano un rischio di diabete ridotto del 12% rispetto a chi aveva un punteggio minore di 4, e coloro che erano nel livello più alto di GL avevano un rischio aumentato del 21% rispetto

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a chi era nel livello più basso.

Il lungo progetto di ricerca ha stabilito, inoltre, che una dieta che coniuga alla Dieta Mediterranea il consumo di alimenti a basso contenuto glicemico riduce il rischio di diabete del 20%. “Il ruolo della dieta mediterranea nel controllo del peso – afferma Marta Rossi, dell’Istituto Mario Negri e dell’Università di Milano, primo autore del lavoro – è ancora controverso, e, in molti studi condotti nei Paesi mediterranei, l’aderenza alla dieta mediterranea non era associata alla variazione di peso. Ciò suggerisce che la protezione conferita dalla dieta mediterranea contro il diabete non avviene tramite

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il controllo del peso, ma attraverso altri fattori dietetici che caratterizzano la dieta mediterranea”.

Altro aspetto da tenere in grande considerazione è la quantità ma anche la qualità dei carboidrati nella dieta, come sostiene Carlo La Vecchia. “Una dieta con un alto carico glicemico porta a rapidi aumenti di glucosio e conseguenti aumenti dei livelli di insulina nel sangue. L’aumentata richiesta di insulina porta a lungo andare ad un progressivo declino funzionale delle cellule ß del pancreas, e, come conseguenza, ad un’alterata tolleranza al glucosio e una maggiore resistenza all’insulina, fattore predittivo del diabete”.

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