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LA RISCOPERTA DELLE TRADIZIONI PASQUALI

Agnello (1)Mancano poche ore a Pasqua, molte famiglie sono già alle prese con i preparativi per festeggiare insieme a tavola.

Preparare in casa il menù dall’antipasto al dolce, come si faceva un tempo, è un trend in grande crescita, per riscoprire i piatti della tradizione, ritrovare i sapori di un tempo e portare in tavola piatti ancor più genuini. Secondo un’ indagine indagine Coldiretti/Ixè, il 59% delle famiglie italiane ha deciso di cimentarsi anche nella preparazione dei dolci pasquali, seppur non siano sempre così semplici da preparare.

Agnello (2)Che siano fatte in casa o acquistate, sulle tavole degli italiani saranno immancabili le colombe e le uova di cioccolata, scelte dal 70% delle famiglie.

Sulle tavole ci saranno piatti di lunga preparazione, che si gustano solo in poche occasioni proprio perché molto impegnativi da cucinare, ma anche le semplici uova. Sono un simbolo irrinunciabile di questa festa. Quelle di cioccolato, tanto amate da grandi e piccini, ma anche quelle sode da consumare con gli asparagi o magari durante il pic nic di Pasquetta. Le case inoltre, saranno rallegrate dai colori vivaci delle uova dipinte, magari con l’aiuto dei bambini.

Tenendo in considerazione anche quelle che verranno usate per le preparazioni casalinghe di ricette tradizionali e quelle utilizzate per i prodotti industriali, saranno circa 400 milioni le uova consumate durante tutto il periodo pasquale.

UovaUn alimento che fa parte delle tradizioni del periodo, ma che negli ultimi anni si è rivelato molto apprezzato dagli italiani. Nel 2018 le uova fresche hanno subito un balzo record del 14% di vendite. Il consumo di uova infatti è in crescita, anche grazie alla riscoperta delle preziose proprietà nutrizionali. Hanno infatti un importante contenuto proteico e una limitata quantità di calorie, un uovo medio ne contiene circa 78, sono perfette quindi anche per chi ha necessità di tenere sotto controllo il proprio peso.

Non tutti gli italiani però passeranno i prossimi giorni seduti a tavola. Complice forse le temperature miti date dal periodo e le numerose feste, particolarmente ravvicinate, sono tanti gli italiani che hanno scelto di partire. Il 40% ha scelto come destinazione il mare e il 27% invece le città d’arte.

COME RICICLARE LE UOVA DI CIOCCOLATA

Uova di PasquaNel periodo successivo ai pranzi pasquali, che si abbiano dei figli o meno, ci si ritrova la casa piena di cioccolata che, per quanto buona, non sempre è facile da finire. Il tempo stringe perché è un alimento che non ama il caldo e l’umidità e l’avvicinarsi della bella stagione che segue la Pasqua, impone un consumo piuttosto veloce degli avanzi.

Se il cioccolato viene esposto alle alte temperature, il burro di cacao si scioglie e provoca quella che viene chiamata la ‘fioritura’ del burro. Si riconosce perché si ricopre di macchie chiare, esteticamente fastidiose, ma che non compromettono in alcun modo il gusto del cioccolato.

Vietato conservarlo in frigorifero perché è un luogo troppo freddo e umido, inoltre ricco di odori forti capaci di rovinare l’aroma della cioccolata.

L’ideale dunque è consumarlo velocemente. Ecco qualche semplice idea che eviterà di ritrovarselo nella dispensa dopo l’estate.

 

Barrette di cioccolataBarrette al cioccolato

Ingredienti

125 g di riso soffiato

600 g di cioccolato

Preparazione

Sciogli il cioccolato a bagno maria e ricopri con una parte di cioccolato un foglio di carta forno appoggiata su una teglia. Unisci il riso soffiato al cioccolato rimasto e stendi il composto sul foglio di carta forno ricoperta di cioccolata. Metti la teglia in frigorifero per almeno 4-5 ore. Quando si sarà raffreddato e ben indurito taglialo a quadretti.

 

Fonduta di cioccolato

Ingredienti

2 banane

1 cestino di fragole

2 kiwi

2 mandariniFonduta cioccolato

200 g di cioccolata (fondente, al latte o bianca)

100 ml di panna fresca

Preparazione

Sciogli il cioccolato a bagno maria, aggiungi la panna e amalgama bene evitando la formazione di grumi. Servi versando la fonduta nell’apposito pentolino sotto al quale posizionare una piccola candela per mantenere la fonduta fluida. Intingi la frutta nel cioccolato tenendola con un bastoncino o una forchetta.

Liquore al cioccolato

Ingredienti

100 g di cioccolata fondente

300 ml di panna fresca

700 ml di latte

250 g di zuccheroliquore cioccolato

150 ml di alcol puro

Preparazione

Unisci il latte, la panna, lo zucchero e il cacao in una pentola e fai sobbollire il liquido ottenuto per circa dieci minuti senza smettere di mescolare per evitare la formazione di grumi. Aggiungi il cioccolato e, quando si sarà sciolto, spegni il fuoco. Quando si sarà raffreddato aggiungi l’alcol e amalgama bene. Filtra il liquore con un colino a maglie strette e versalo nelle bottiglie. Lascialo riposare per circa un mese prima di consumarlo.

RICETTA E ORIGINI DELLA TORTA PASQUALINA

Pasqualina_preparazioneCome è facile intuire dal suo nome, la Torta Pasqualina è una ricetta tipica di questo periodo dell’anno, quello legato appunto alle feste di Pasqua. Semplice da preparare, utilizzando una sfoglia pronta, un po’ più complicata se si vuole preparare una pasqualina originale e partire da zero, cimentandosi con la preparazione anche della pasta sfoglia. È una specialità ligure, ma famosa ben oltre i confini della regione di cui è originaria.

Vanta origini antiche viene infatti preparata proprio in occasione della Pasqua già nel XVI secolo, in questo periodo infatti fu citata dal letterario Ortensio Lando nel suo “Catalogo delli inventori delle cose che si mangiano et si bevono” chiamandola però gattafura, il suo nome antico. Si dice si chiamasse così perché così ghiotta che le gatte la furavano, cioè rubavano.

La Pasqualina originale prevede una sfoglia composta da 33 sottilissimi strati, un numero scelto non a caso, ma proprio per simboleggiare gli anni di Gesù Cristo. Si preparava utilizzando solo acqua, farina, sale e olio extravergine di oliva rigorosamente ligure. Oggi come oggi si prepara una sfoglia con molti meno strati.

La farcitura invece prevede l’utilizzo della prescinseua, un particolare formaggio morbido con consistenza a metà tra lo yogurt e la ricotta, molto difficile da trovare fuori dalla Liguria, per questo spesso viene sostituito dalla ricotta. Si utilizzano inoltre le bietole, spesso sostituite da carciofi, maggiorana e uova intere, un simbolo di vita e rinascita, il ritorno della primavera e della sconfitta della vita sulla morte.

Pasqualina_fettaIngredienti

1 kg di farina

4 cucchiai di olio per la pasta

Acqua q.b.

1 kg di bietole

½ Cipolla

500 g di ricotta

1 bicchiere di latte

4 uova

100 g di formaggio grattugiato

Maggiorana q.b.

Olio q.b.

Sale q.b.

Preparazione

Impasta la farina, 4 cucchiai di olio, l’acqua e un pizzico di sale. Dividila in 10 piccole palle e lasciala riposare. Intanto fai appassire le bietole in una pentola con poca acqua e ripassale in padella con la cipolla tritata. Unisci la maggiorana, il formaggio grattugiato, la ricotta, il latte e aggiusta di sale. Stendi le 10 palle di pasta in sfoglie molto sottili. Ungi una teglia e ricoprila con una sfoglia, e ripeti gli strati successivi. Versa all’interno l’amalgama di ricotta e verdure. Fai 4 buchi e rompi all’interno le uova intere, ricopri con le rimanenti sfoglie. Cuoci a 180° per circa 45 minuti.

COLOMBA E UOVA DI CIOCCOLATA IN DISPENSA? UN SALAME SPECIALE PER SFRUTTARLE AL MEGLIO!

In questo periodo nelle dispense di casa abbondano gli avanzi di uova di cioccolata e colombe pasquali. Due specialità tipiche della Pasqua, ma che abbondano sulle nostre tavole a tal punto che, a volte, si fatica ad esaurirne le scorte.

shutterstock_260205749La colomba è una preparazione di origini Lombarde e più precisamente milanese. Nasce dall’intuizione di un industriale che aveva la necessità di utilizzare impasto e macchinari usati per preparare i panettoni nel periodo natalizio, anche in altri mesi dell’anno. La forma invece sembra che si riferisca alla tradizione cristiana, secondo la quale questo volatile è simbolo di pace. La ricetta tradizionale prevede dunque in impasto simile a quello del panettone, arricchito da buccia d’arancia candita e ricoperta da una generosa glassatura oltre alle mandorle che donano una piacevole croccantezza.

Le uova di cioccolata invece, sono una tradizione che risale al 1800, quando a Torino divennero un raffinato sostituto dello scambio di uova di gallina che, fino a quel momento, rappresentava la fine del digiuno in Quaresima. Durante questo periodo infatti, la tradizione vuole che le uova di gallina non vengano consumate bensì accumulate, per essere poi utilizzate nelle settimane dopo Pasqua.

Per riciclare questi due dessert tipici della Pasqua, esiste una ricetta davvero golosa: il salame di cioccolata in una versione un po’ speciale perché si utilizza la colomba al posto dei biscotti per un risultato ancora più ricco.

shutterstock_346156301Ricetta                                                       

Ingredienti

200g di cioccolato fondente

150g di burro

200g colomba

2 uova

100g zucchero

50g mandorle

Fondi il burro e il cioccolato a bagnomaria. Mentre si raffredda, monta le uova e lo zucchero e uniscile al cioccolato. Taglia la colomba a dadini, trita le mandorle e uniscile al composto. Lavora bene il composto con un cucchiaio e avvolgi l’impasto con pellicola trasparente creando la forma del salame, infine riponilo in frigo per almeno due ore. Servi il salame di cioccolata  tagliato a fette.

 

A PASQUETTA UN PICNIC PER TUTTI! SENZA GLUTINE E SENZA LATTOSIO, CON L’AIUTO DI ROVAGNATI!

shutterstock_521251162Si avvicina il giorno di Pasquetta quindi anche il primo picnic di stagione. La prima occasione del 2017, tempo permettendo, di gustare sfiziosi finger food, in compagnia degli amici più cari.

È importante che le preparazioni per un pranzo all’aperto siano facilmente trasportabili in un cestino o in una borsa termica. Sono preferibili quelle che non hanno bisogno di essere scaldati e quelli da mangiare con le mani. Se si preparano, invece, insalate di riso o di pasta è importante ricordarsi di portare delle stoviglie, preferibilmente di plastica, perché più resistenti e leggere, quindi comode per essere trasportate.

Rovagnati è un ottimo alleato se si vuole preparare un menù adatto a tutti, anche a eventuali amici celiaci o intolleranti al lattosio, è molto facile, infatti, trovare salumi del conosciuto marchio italiano che ne siano privi.

shutterstock_123380389Per il cestino del lunedì di Pasqua la tradizione vuole che si prepari la classica torta Pasqualina, magari arricchita da cubetti di speck per personalizzarla e renderla ancora più gustosa. Utilizzando poi la sfoglia senza glutine si può andare facilmente incontro a eventuali commensali celiaci e scegliendo la ricotta senza lattosio, fare felici anche gli intolleranti .
Scegliendo con cura la giusta farina di ceci senza glutine, invece, è facile preparare una farinata buonissima!

shutterstock_134422928In una borsa per un pranzo all’aperto non possono mancare dei sandwich, magari per i bambini, che solitamente preferiscono mangiare cibi semplici e composti di pochi ingredienti. Con le vaschette della linea i Firmati di Rovagnati sarà semplice preparare dei panini buonissimi per accontentare i palati più delicati.

Un’altra preparazione tipica di questo periodo di festa sono le uova abbinate agli asparagi. Preparare delle frittate, magari cotte al forno, è una soluzione facile, gustosa e veloce per arricchire il menu di Pasquetta. E per un tocco di originalità si possono preparare delle sfiziosissime polpette di agnello, oppure, invece della solita insalata di riso, si può preparare un cous cous di mais con melanzane zucchine, feta e dadini di prosciutto cotto.

L’ABBACCHIO ALLA ROMANA, PER UNA PASQUA DAI SAPORI LAZIALI

shutterstock_541147540Sulla tipica cucina laziale influisce fortemente la tradizione pastorizia. Da migliaia di anni, in questa regione viene praticato l’allevamento delle pecore, sicura fonte di carne e latte, ma anche di lana utile per la produzione e conseguente commercializzazione dei tessuti.  Non a caso l’etimologia della parola pecora ha origine da pecunia, denaro che a sua volta deriva dal latino ‘pecus’ cioè bestiame che veniva spesso scambiato come fosse una moneta. Si intuisce facilmente perché le pecore fossero animali molto importanti per le società che basavano la propria economia principalmente sulla pastorizia.

In questa regione l’agnello viene chiamato abbacchio senza fare caso ad una distinzione che in realtà ci sarebbe. In entrambi i casi ci si riferisce ad un animale molto giovane cresciuto allo stato brado o semibrado, ma, per essere precisi, l’abbacchio è un cucciolo di pecora alimentato ancora solo a latte rigorosamente materno con un peso intorno ai 4-6 chili. L’agnello invece è l’animale nei primi mesi di vita, ma già svezzato il cui peso varia tra i 7 e 13 chili.

Si tratta di un tipo di carne che non ha goduto di grande successo fin da subito, inizialmente infatti era destinato principalmente alle tavole dei meno abbienti. Oggi invece, tradizionalmente, arricchisce le tavole degli italiani nei giorni di festa.

 

shutterstock_410923582Ricetta

Per 4 persone

1 kg e 500 g di agnello a pezzi

3/4 acciughe sotto sale

½ bicchiere di vino bianco secco

2 cucchiai di aceto di vino bianco

2 spicchi d’aglio

olio q.b.

salvia q.b.

rosmarino q. b.

sale q. b.

farina q.b.

Preparazione

Fai marinare per circa mezz’ora la carne con gli odori, il sale e il pepe, dopo averla leggermente infarinata. Al termine, inforna a 190° per 50 minuti circa.  A metà cottura, irrora la carne con il vino bianco. Prepara a parte la salsa pestando al mortaio le acciughe dissalate con olio, aceto, mezzo spicchio d’aglio e un rametto di rosmarino, fino ad ottenere una salsa liscia. Poco prima che la carne sia cotta, aggiungi la salsa d’acciughe e finisci la cottura in forno.

PASQUA 2016: L’UOVO DI CIOCCOLATO È SOSTENIBILE E ALLEATO DEL BENESSERE

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Uovo di PasquaGrazie al suo sapore dolcissimo e all’innegabile fascino della sorpresa, a Pasqua l’uovo di cioccolato rappresenta sempre il dono più gradito da adulti e bambini. 31,5 milioni, secondo le stime del Codacons, le uova che nel 2016 entreranno nelle case della Penisola in occasione delle feste pasquali, il 3% in più rispetto allo scorso anno. E sono in crescita gli italiani che scelgono quelle artigianali, acquistandole nelle pasticcerie e nei laboratori sparsi da nord a sud del nostro Paese. Che, accanto ai gusti tradizionali – al latte, fondente, gianduia o nocciolato – propongono creazioni inedite, ‘salutiste’ o solidali, sperimentando nuove combinazioni di ingredienti per accontentare un pubblico sempre più esigente. Continua a leggere

DOLCE PASQUALE E SIMBOLO DI PERUGIA: LA CIARAMICOLA UMBRA

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Ciaramicola peruginaA Perugia, il pranzo della domenica di Pasqua si chiude con la Ciaramicola, una soffice ciambella lievitata di un bel colore rosso carico, ricoperta da una candida meringa e da una pioggia di confettini di zucchero. È un dolce dalle origini lontane, che in passato le ragazze prossime al matrimonio portavano in dono ai propri fidanzati, come augurio di una unione lunga e feconda, simboleggiata dalla moltitudine di confetti variopinti. Continua a leggere

LA PROCESSIONE DEL VENERDÌ SANTO PIÙ ANTICA D’ITALIA: A CHIETI TRA SUGGESTIONI E SAPORI INTENSI

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Chieti_Cattedrale di San Giustino

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Chieti_Processione del Cristo Morto

www.maurofebbo.it

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Parco della Majella

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La sera del Venerdì Santo, Chieti fa da sfondo alla processione del Cristo Morto più antica d’Italia, un rito toccante e suggestivo che si ripete, quasi ininterrottamente, dall’842 d.C. Ogni anno sono tanti i turisti che arrivano nella cittadina per assistere alla storica rievocazione della Passione, ma anche per trascorrere qualche giorno tra le bellezze dell’Abruzzo e assaporare le tradizioni gastronomiche locali. Come la “colazione salata” di Pasqua. Si consuma a metà mattina, prima del pranzo, ed è a base di fiadoni, uova sode e salumi locali. Continua a leggere

RISO, FARRO E TANTE SPEZIE: LA TORTA DI PASQUA DI VERSILIA E GARFAGNANA

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Tra le tante pizze e sfoglie salate protagoniste della Pasqua da nord a sud della Penisola, accanto alla torta pasqualina genovese e a quella al formaggio umbra, alla crescia marchigiana e al casatiello napoletano, ce n’è una meno famosa ma altrettanto buona. Si chiama torta putta di riso e farro ed è una specialità diffusa nell’intera provincia di Lucca, dalle campagne della Garfagnana fino a Pietrasanta, Viareggio e alle altre località della Versilia. ‘Putta’, in dialetto toscano, significata ‘pepata’: viene, infatti, aromatizzata con tanto pepe nero, noce moscata, chiodi di garofano e cannella, che le danno un sapore speziato molto forte, tra il piccante e il dolce. Continua a leggere

I 20 PIATTI TIPICI REGIONALI DELLA PASQUA ITALIANA

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Easter table setting with spring flowers and cutleryDa Nord a Sud del Belpaese, il protagonista della tavola di Pasqua è sicuramente l’agnello, diffuso quasi ovunque, ma ci sono anche tante pizze e torte salate che vengono consumate a colazione o come antipasto, accanto alle uova sode – che per la loro forma circolare, senza inizio né fine, simboleggiano la Resurrezione – e ai salumi.

E poi ortaggi di stagione, come le puntarelle laziali o le ‘castraure’ venete, la pasta fatta in casa dell’Emilia o i ricchi sformati siciliani: la domenica di resurrezione in ogni località della Penisola c’è una ricetta speciale che non può mancare in questo giorno di festa. Continua a leggere

QUATTRO MORBIDE SFOGLIE FARCITE COL SAVÒR: LA COLOMBA PASQUALE DI PAVULLO

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Colomba di pavullo - Dolci Emilia RomagnaNelle pasticcerie e nelle cucine di Pavullo nel Frignano, sulle colline di Modena, tra il Mercoledì e il Giovedì Santo comincia la preparazione della Colomba, il delizioso dolce di Pasqua tipico di questo borgo dell’Appennino Emiliano. Il nome non deve trarre in inganno, perché con la celebre colomba di Milano quella di Pavullo condivide soltanto la forma: è, infatti, una golosa torta di origine contadina, formata da quattro sfoglie di pasta lievitata e farcita con il Savòr, una composta di mosto cotto d’uva e frutta. Spennellata con un uovo battuto e ricoperta da granelli di zucchero, viene cotta in forno e gustata fredda, tagliata a fette sottili, al termine del ricco pranzo modenese della domenica di Resurrezione, a base di lasagne verdi (o tagliatelle) con besciamella e ragù, agnello arrostito con i piselli o, in alternativa, coniglio alla cacciatora. Continua a leggere

‘U TAGANU, IL SONTUOSO TIMBALLO DI RIGATONI DELLA PASQUA ARAGONESE

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www.donnamoderna.com

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Il protagonista del pranzo di Pasqua ad Aragona, piccolo comune dell’entroterra agrigentino, è il TegameTaganu o Teganu in dialetto –, un sontuoso timballo di rigatoni conditi con macinato misto di manzo e maiale, salsa di pomodoro, uova battute e tuma a fettine. Nelle abitazioni aragonesi cucinarlo è un rito che si svolge, da secoli, durante il pomeriggio del Sabato Santo e coinvolge la famiglia al completo, rappresentando una sorta di preludio della festa: il marito, i figli, i nonni, tutti aiutano la padrona di casa a preparare il ragù, a lessare la pasta, a ‘comporre’ il pasticcio e infornarlo per almeno due o tre ore, per gustare il giorno successivo un’autentica pietanza da re, che con il suo profumo intenso invade le stradine e le piazze dell’intero borgo. Continua a leggere

LA PASQUA 2015 DEGLI ITALIANI? TRADIZIONE E DIETA MEDITERRANEA

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Tavola di PasquaCarciofi, asparagi, insalata per accompagnare sfoglie ripiene e torte salate, oltre naturalmente all’immancabile tagliere di affettati, formaggi e uova sode. A Pasqua gli italiani porteranno in tavola piatti della tradizione e ingredienti del territorio. Lo conferma il Polli Cooking Lab, l’Osservatorio sulle tendenze alimentari promosso dall’omonima azienda toscana che, attraverso un sondaggio condotto su un campione di 130 esperti – nutrizionisti, chef, food blogger – ha individuato le tendenze gastronomiche delle prossime festività pasquali. Continua a leggere

LA PINZA, IL DOLCE ANTIPASTO DELLA PASQUA TRIESTINA

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Pinza triestinaFarina, uova, latte, zucchero, burro, un bicchierino di rhum e buccia di limone grattugiata per profumare: sono i semplici ingredienti della Pinza, un antico dolce pasquale che arriva dalle cucine del Friuli Venezia Giulia e simboleggia la spugna con il quale il centurione diede da bere l’aceto a Gesù crocifisso. Diffusa a Trieste e Gorizia, ha la forma di grossa pagnotta, un invitante colore dorato e una consistenza particolarmente soffice; è un “boccone” – questo il significato del termine “Pinza”, dal longobardo bizzo, “morso” – che rimane soffice e buonissimo per giorni. Continua a leggere

BUONA TAVOLA E RITI SUGGESTIVI: LA SETTIMANA SANTA DI TARANTO

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Taranto Castello AragoneseTaranto_MassafraTaranto Ponte San Francesco da Paola

Dal pomeriggio del Giovedì fino all’alba del Sabato Santo, il centro storico di Taranto diventa un palcoscenico a cielo aperto in cui le confraternite locali portano in scena i suggestivi Riti della Passione di Cristo. Una tradizione antichissima, quella della Settimana Santa tarantina, che ogni anno richiama numerosi turisti, desiderosi di assistere a rappresentazioni dal fascino lontano, approfittando della breve vacanza per visitare una città ricca di storia e assaggiare i sapori pieni e generosi di questa terra. Continua a leggere

LEGGERO COME UN SOFFIO: IL FIADONE DI PASQUA ABRUZZESE

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www.abruzzoservito.it

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Una sfoglia sottile che racchiude un morbido ripieno di formaggio, uova e spezie. Il Fiadone è una specialità della cucina dell’Abruzzo, che le famiglie del posto si scambiano come dono durante la Settimana Santa, per poi mangiarlo a Pasqua e il Lunedì in Albis. Diffusissimo nell’intera regione, in questo periodo dell’anno fa la sua comparsa nei forni e nelle gastronomie sparse tra Teramo, Pescara, Chieti, L’Aquila e gli incantevoli borghi abruzzesi.

È una ricetta nobile, citata per la prima volta nel Libro novo nel qual s’insegna a far d’ogni sorte di vivande (1557) di Cristofaro da Messisbugo, cuoco alla corte degli Estensi di Ferrara, che arrivò in Abruzzo per necessità e finì per scomparire nella sua città natale: nella preparazione indicata dallo scalco – il maggiordomo del Rinascimento –, infatti, era richiesto l’uso dello zafferano, una spezia che già all’epoca era radicata nella cultura aquilana. Continua a leggere

ALLO ZAFFERANO, SENZA GLUTINE, HOME-MADE: LA COLOMBA DELLA PASQUA 2015

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Materie prime a chilometro zero e legate al territorio, ma anche farciture ‘inedite’ come crema alla liquirizia o allo zafferano, noci pecan e albicocche caramellate. Nelle colombe della Pasqua 2015 l’innovazione sposerà la più squisita tradizione artigianale italiana. Ad affermarlo è l’Osservatorio Sigep, promosso dal Salone Internazionale di gelateria, pasticceria e panificazione artigianali di Rimini Fiera, che ha individuato le ‘nuove frontiere’ del dolce pasquale per eccellenza visitando alcuni tra i più famosi laboratori di pasticceria del Belpaese. Continua a leggere

CUZZUPE, SGUTE, RIGANELLE, ‘NCINETTI: I DOLCI DI PASQUA CALABRESI

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Tra il Mercoledì e il Venerdì Santo, in tutta la Calabria, come in ogni paese italiano, si dà inizio alla preparazione dei dolci che occuperanno un posto d’onore sulla tavola del giorno di Pasqua. Continua a leggere

LA TORTA AL FORMAGGIO UMBRA ANCHE CONOSCIUTA COME PIZZA DI PASQUA

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Pizza di PasquaLa mattina di Pasqua, per le stradine dei borghi umbri si spande un profumo a cui non si può resistere, quello della torta al formaggio, un pane morbido e saporitissimo, che nella forma ricorda il panettone natalizio milanese. Dal colore giallo intenso, dovuto all’abbondante presenza delle uova, questa specialità viene preparata da sempre nella bella regione e chiamata con nomi diversi – torta a Perugia, pizza a Terni, crescia a Gubbio. Fa parte anche della tradizione gastronomica delle vicine Marche, dove è nota come pizza di Pasqua. Continua a leggere

OLIVE ASCOLANE, MA ANCHE CRESCIA, PICONI E CIARIMBOLI. LO STREET FOOD DELLE MARCHE

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Sono famose nel mondo per le olive ascolane, gli irresistibili bocconcini che i turisti amano gustare mentre passeggiano, nel caratteristico e comodo cartoccio. Ma le Marche hanno una variegata tradizione in fatto di cibi di strada: Continua a leggere

COSA METTERE NEL CESTINO DEL PICNIC A PASQUETTA

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cestino da picnic La gita fuori porta del lunedì in Albis è un “rito” irrinunciabile per molti italiani. E con essa il picnic. Una breve “fuga dalla città”, alla ricerca di un angolo verde dove trascorrere una giornata di relax e allegria in compagnia degli amici, Continua a leggere

RICOTTA, PROTAGONISTA DELLA PASQUA

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ricottaConsiderata per secoli cibo dei poveri, perché prodotta dai pastori, negli ultimi decenni la ricotta è diventata la regina della cucina e nel tempo la vera protagonista della Pasqua. Continua a leggere

L’UOVO DI CIOCCOLATO

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Al latte o fondente, nocciolato o mandorlato, bianco o gianduia, l’uovo di cioccolato è per eccellenza il dolce della Pasqua. Il suo fascino è legato soprattutto al momento dello “scarto”, attesissimo in particolare dai più piccoli, che si divertono a immaginare quale sorpresa troveranno all’interno. Continua a leggere

250Sono i grammi di salumi che ogni italiano, in media, consuma nel periodo di Pasqua

 

 

 

 

 

 

 

Salumi di PasquaUna volta i salumi si consumavano solo a Pasqua o in poche feste importanti, anche familiari, come i sacramenti. Oggi sono disponibili tutto l’anno ma è rimasta la tradizione di mangiarli durante la Settimana Santa. Una consuetudine alimentare che affonda le radici nel Medioevo ed è legata alla macellazione del maiale che avveniva tra il 13 dicembre, festa di Santa Lucia, e il 14 gennaio, quando la Chiesa Cattolica celebra Sant’Antonio.

A seconda delle regioni italiane nei giorni della Settimana Santa si consumano salame o coppa, capocollo o soppressate, pancetta arrotolata, salsiccia dolce o piccante, culatello, la ‘nduja calabrese, ma anche prosciutto crudo e cotto. Generalmente si servono come antipasto, prima o dopo il secondo piatto. In alcune regioni si accompagnano con la ricotta salata e le uova sode, come nella “fellata” napoletana, il piatto di affettati che si consuma il giorno di Pasqua.

La varietà di salumi che si portano a tavola affettati è influenzata dal territorio e così a Milano e più in generale in Lombardia si usa il salame milano e la Spianata, mentre a Napoli è d’obbligo quello “napoletano” classico o quello di Mugnano del Cardinale a cui si affiancano Capocollo e Sopressata. In Toscana la Finocchiona, nel Lazio la Ventricina, nelle province di Parma e Piacenza il salame Strolghino e la Coppa, in Calabria la salsiccia.

Secondo Assica (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi aderente a Confindustria), nonostante il momento critico dei consumi dei salumi, gli italiani rispetteranno le tradizioni alimentari legate alle festività con un consumo previsto di circa 13.000 tonnellate di salumi, tra salami, coppe e capocolli per un valore di circa 30 milioni di euro. Tale quantità è data non solo da quelli da affettare ma soprattutto da quelli impiegati nelle preparazioni di torte e pizze salate come il famoso “casatiello” napoletano, pani e panini ai salumi, o nel ripieno della pasta all’uovo, come tortelli, ravioli e cannelloni.

Oggi a Pasqua si consumano salumi stagionati o comunque al giusto punto di conservazione, diversamente dai secoli scorsi quando il giorno della Risurrezione era propiziatorio per aprire ed assaggiare i salami freschi ottenuti dalla macellazione fatta tra dicembre e gennaio, in particolare quelli più deperibili, “insaccati” nel duodeno. Potevano essere conservati più a lungo, invece, i salami e i salumi preparati con il grosso intestino e molti mesi per quelli preparati con l’ultimo tratto, denominato gentile (o “culare”). In modo analogo, avveniva per le coppe o capicolli: avevano una stagionatura più breve delle spalle e dei prosciutti, pronti dopo molte stagioni e quindi denominati prodotti stagionati. Da non dimenticare che vi erano anche prodotti salumieri di più o meno rapido consumo, come le salsicce, i cotechini e gli zamponi, utilizzati entro la primavera successiva la macellazione.

Il salame e i salumi più in generale per diversi secoli hanno rappresentano una preziosa quanto gradita merce di scambio. Con uno o più salami che si ottenevano dalla macellazione del maiale, conservati gelosamente, generalmente si pagavano prestazioni professionali di medici, farmacisti, avvocati o notai.

 

 

LE DOLCI BONTÀ DI PASQUA

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Gli ingredienti semplici e golosi della tradizione pasticcera italiana e le forme legate ai segni della Passione e Resurrezione di Cristo l’agnello, che incarna il suo sacrificio sulla croce, la colomba, simbolo di pace, e l’uovo, da sempre associato alla vita che rinasce: sono le caratteristiche dei dolci di Pasqua nella Penisola, che non possono mancare per concludere degnamente il pranzo di questo giorno di festa. Continua a leggere

IL “SAPORE” DI SORRENTO NELLA SETTIMANA SANTA

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sorrentoSorrento centrocostiera sorrentina

Tra il Giovedì e il Venerdì Santo, la Costiera Sorrentina diventa teatro di alcune tra le più suggestive rappresentazioni della Passione di Cristo portate in scena nel nostro Paese. Nel corso della Settimana Santa, trascorrere qualche giorno nell’incantevole tratto di costa campana rappresenta l’occasione giusta per assistere a rituali carichi di storia e fascino, oltre che, naturalmente, per concedersi un po’ di relax tra scenari mozzafiato e le tante prelibatezze gastronomiche offerte da questa splendida terra. Continua a leggere

PASQUA: I 10 PIATTI DELLA TRADIZIONE ITALIANA

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Pasta fatta in casa, ortaggi e verdure di stagione, torte salate, salumi e formaggi nazionali, uova sode e naturalmente l’agnello: sono i cibi che caratterizzano il pranzo della domenica di Pasqua. Un giorno di festa che – in barba al famoso detto “Pasqua con chi vuoi” – la gran parte degli italiani preferisce trascorrere in famiglia o con le persone care, attorno alla tavola apparecchiata con stoviglie e decorazioni che richiamano i colori della primavera. Continua a leggere

IL CASATIELLO DI MARISA LAURITO

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casatielloIl casatiello è una torta rustica che a Napoli si prepara a Pasqua. Nella ricetta trovate le dosi precise, ma potete imbottirlo anche con tutti gli avanzi di formaggi e salumi del frigo regolando l’equilibrio tra la pasta e l’imbottitura. Io ne ho un ricordo fantastico perché è squisito e perché è legato a una storia… Continua a leggere

TRENTATRÉ SOTTILISSIME SFOGLIE

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Torta PasqualinaLa Torta Pasqualina è una prelibatezza nata oltre sei secoli fa nelle cucine genovesi, ormai apprezzata, seppur con qualche variante, in tutta la Penisola: è formata da 33 sfoglie, in ricordo degli anni di Gesù, tirate molto sottilmente Continua a leggere

I PANI DELL’UMBRIA

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Con le noci, con il formaggio, con lo strutto, “sciocco” e persino con il mosto d’uva. Il pane dell’Umbria vanta una lunga tradizione. Sin dalle primissime ore del mattino le stradine di Perugia, Terni, Spoleto, Assisi, Foligno, Todi, Bastia, Foligno, Orvieto sono invase dal profumo di filoncini e prodotti da forno. Continua a leggere