Archivi tag: polenta

Vinitaly

VINITALY 2016, IL FUTURO DEL VINO ITALIANO TRA ETICHETTE STORICHE E INNOVAZIONE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Vinitaly

Credits: Foto Ennevi-Veronafiere

Mezzo secolo di storia del nostro Paese raccontata attraverso il vino. Da domenica 10 a mercoledì 13 aprile a Verona torna Vinitaly, il Salone internazionale del vino e dei distillati di Veronafiere, che quest’anno spegne le sue prime cinquanta candeline. Un traguardo importante celebrato con un’edizione dai grandi numeri: un’area espositiva di oltre 100mila metri quadrati – la più estesa di sempre – e ben 4.100 aziende coinvolte, che ne fanno che la prima fiera del settore vitivinicolo a livello mondiale. Continua a leggere

LA PIZZA DI FARINELLA, UN’ANTICA TORTA RUSTICA NAPOLETANA PER IL MARTEDÌ GRASSO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

blog.giallozafferano.it/ricetteditina

blog.giallozafferano.it/ricetteditina

Martedì “Grasso”: non c’è un’espressione più ‘indovinata’ di questa per descrivere il Carnevale napoletano. Nel giorno che precede il Mercoledì delle Ceneri, infatti, sulle tavole del capoluogo partenopeo, tra lasagne, salsicce e altri salumi, dolci come le chiacchiere e il sanguinaccio – la famosa crema al cioccolato, un tempo preparata con il sangue del maiale (oggi vietato) – sta ritornando anche la pizza di farinella, più conosciuta come migliaccio salato. È un’antica torta rustica di origine contadina, diffusa non solo a Napoli ma anche nel resto della Campania, a base di farina gialla, che viene cotta sul fuoco come una comune polenta, insaporita con cicoli di maiale (ciccioli), salame, formaggio grattugiato, sistemata in una teglia unta con lo strutto e passata in forno. Uno di quei piatti ormai scomparsi da ristoranti e trattorie, ma che ‘resistono’ ancora nelle case, grazie alle nonne che ne tramandano la ricetta alle figlie e alle nipoti per non farne perdere la memoria. Versione rustica del migliaccio dolce, uno dei più antichi dolci pasquali, soprannominato la “pastiera dei poveri”. Continua a leggere

“CUCINA LA CRISI”: RICETTE POVERE MA RICCHE DI TRADIZIONE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

zucca in saorLa zucca in saòr alla veneziana, cotta al vapore e condita con una salsa di aceto, cipolle stufate, pinoli e uva passa; i bigoli, grossi spaghetti impastati a mano, con il ricco ragù di anatra; il sostanzioso codeghin coi fasoi, ideale per la stagione fredda, e la torta di pane e mele o torta moia, un dolce umile ma goloso fatto con ingredienti di recupero. Sono soltanto alcune delle “Ricette dei nonni” veneti che, fino a luglio 2016, saranno protagoniste di “Cucina la crisi”, progetto promosso dall’UNPLI (Unione Nazionale delle Pro Loco Italiane) Veneto in collaborazione con la Regione e le Associazioni dei consumatori. Continua a leggere

LA POLENTA PASTICCIATA, UNA SUCCULENTA RICETTA PER I MESI FREDDI

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Nelle giornate fredde, quando cresce la voglia qualcosa di succulento e sostanzioso, non c’è niente di meglio che portare in tavola uno dei piatti più buoni della tradizione regionale italiana: la polenta pasticciata. Una ricetta ‘che fa subito autunno’, ideale da cucinare per il pranzo della domenica in famiglia o per una cena con gli amici. Va preparata sistemando la polenta a fette – precedentemente cotta in un tegame con acqua o latte e lasciata raffreddare – in una teglia imburrata e alternandola con il ripieno (ragù e funghi secchi, fontina, ma anche fegatini di pollo o gamberetti, a seconda della zona), poi facendo gratinare il tutto in forno per una mezz’oretta con una spolverata di formaggio grattugiato. Il risultato è in grado di ‘rimettere al mondo’ chiunque. Continua a leggere

I FRASCARELLI, UN’ANTICA RICETTA MARCHIGIANA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Un antichissimo piatto che ci fa viaggiare nel tempo, portandoci in un’epoca in cui le risorse erano limitate e le padrone di casa trovavano spesso soluzioni ingegnose per placare, con pochi ingredienti, l’appetito dei numerosi componenti della famiglia. I frascarelli sono una ricetta della campagna marchigiana, diffusa in particolare nel maceratese: una sorta di polenta ottenuta non dalla farina di mais ma da quella di grano tenero, che le dona un sapore delicato e una consistenza densa e cremosa. Una pietanza che in passato, secondo una credenza popolare, era considerata un valido aiuto per stimolare la produzione del latte nelle puerpere, che ne mangiavano perciò in abbondanza. Continua a leggere

IN VAL BREMBANA PER LE “ERBE DEL CASARO” E I FORMAGGI

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Valle BrembanaChiesa del quattrocento in Costa Serinaval brembana_fiume brembo

Lo Strachitunt, un antichissimo formaggio considerato l’antenato del Gorgonzola; il pane impastato con il paruch, un’erba spontanea conosciuta anche come ‘spinacio selvatico’, e i dolci con il burro di Malga. Il tutto accompagnato da un buon bicchiere di Valcalepio DOC, bianco, rosso o passito. A queste e alle altre numerose specialità della Val Brembana è dedicata “Erbe del casaro”, la rassegna enogastronomica itinerante che attraversa i borghi più belli della valle bergamasca. Continua a leggere

IL SEGRETO DEL BAGÒSS, IL FORMAGGIO DI BAGOLINO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

www.ricette20.it

www.ricette20.it

Un sapore intenso, quasi piccante, dovuto alla lunga stagionatura, unito a un profumo forte e persistente, in cui si mescolano sentori di fieno e spezie. Il Bagòss è un formaggio dal carattere deciso, che non lascia indifferente: il suo segreto è lo zafferano che dona alla pasta il caratteristico colore giallo paglierino e la rende particolarmente aromatica. Viene prodotto da tempi lontani a Bagolino, delizioso borgo medievale in provincia di Brescia, nella Valle del fiume Caffaro, circondata dalle vette alpine. Continua a leggere

IL CARNEVALE DI SAURIS TRA RITO E GUSTO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

SaurisSauris, Lago, Diga e dintorni -94Lago di Sauris

Come ogni anno, da diversi secoli, a Sauris, un borgo di appena 429 abitanti delle Dolomiti Friulane, il Carnevale ha preso il via sabato con la Notte delle Lanterne, un antico rito che si sviluppa lungo il suggestivo percorso che si snoda tra i boschi della Carnia. Portato qui da un piccolo gruppo di persone proveniente dalla vicina Austria, che si insediò nella valle tra il XIII e il XIV secolo, ogni anno attira centinaia di turisti. Continua a leggere

PAN DI SORC, LA PAGNOTTA SPEZIATA DEL FRIULI

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Una crosta scura e croccante che racchiude una mollica gialla e compatta, che profuma di polenta, di fichi secchi e di finocchietto selvatico. Il pan di sorc – termine dialettale che indica il mais – è una specialità che a Gemona del Friuli, nella provincia di Udine, viene preparata da lungo tempo. Da quando, all’epoca della dominazione austro-ungarica – siamo nella seconda metà dell’Ottocento –, tanti friulani si spostavano dalla loro terra nella capitale Vienna, in cerca di lavoro, e nel far ritorno a casa ne importavano le usanze, anche gastronomiche. Continua a leggere

FRASCATULA, LA POLENTA DI SICILIA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

PolentaNella ricca e vastissima cucina siciliana, tra bucatini con le sarde e pasta alla norma, arancine e caponata, pescestocco alla messinese e pescespada alla ghiotta, fa capolino una pietanza povera e oramai quasi dimenticata, ma che non ha nulla da invidiare ai piatti più sontuosi e conosciuti. È la frascatula, una densa polenta di mais o granturco, diffusa nell’intera isola, preparata versando a pioggia la farina in acqua bollente, facendola cuocere per una decina di minuti e poi insaporendola con verdure o altri ingredienti che variano a seconda della zona. Continua a leggere

IL FEGATO ALLA VENEZIANA, SIMBOLO DELLA CUCINA VENETA NEL MONDO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Fegato alla venezianaUn saporito intingolo di cipolle bianche, tagliate a fettine sottilissime e lasciate appassire in olio extravergine d’oliva e burro, che “accoglie” fegato di vitello a pezzetti, da cuocere per quattro o cinque minuti – non uno di più, altrimenti si corre il rischio che diventi duro. Continua a leggere

IL FRIGGIONE, UNA ISTITUZIONE DELLA CUCINA BOLOGNESE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Un saporito contorno di cipolle bianche tagliate finemente, soffritte a fuoco dolcissimo in un po’ di strutto e cotte a lungo con l’aggiunta di pomodori pelati freschi, fino a raggiungere la consistenza di una crema. È il friggione, una vera istituzione della cucina bolognese, tanto che la sua ricetta, ritrovata in un manoscritto del 1886 di proprietà della signora Maria Manfredi Baschieri, dieci anni fa è stata depositata alla Camera di Commercio di Bologna, dove è conservata insieme a quella dei celebri tortellini e delle tagliatelle al ragù. Continua a leggere

“CANTINE APERTE” PER IL RITORNO DELLA VENDEMMIA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

cantine aperte_logoSettembre è il mese ideale per trascorrere un week-end tra vigneti e cantine, per vivere l’esperienza della vendemmia, un rito che conserva inalterato un fascino d’altri tempi, tra i colori caldi delle prime giornate autunnali e le viti cariche di grappoli giunti alla piena maturazione. Continua a leggere

LO SPECK, UNO DEI SALUMI ITALIANI PIÙ APPREZZATI ALL’ESTERO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Speck“Poco sale, poco fumo e molta aria”. In Alto Adige lo Speck viene prodotto così, seguendo queste tre semplici ma fondamentali regole che, nei secoli, ne hanno determinato la fortuna ben oltre i confini regionali. Diffuso e apprezzato sulle tavole dell’intera Penisola, è considerato uno degli “ambasciatori” della gastronomia altoatesina nel mondo, insieme alla Mela dell’Alto Adige IGP e al Formaggio dello Stelvio DOP (vaccino e a pasta semidura): tra i salumi italiani più esportati all’estero, ogni giorno arriva sulle tavole di Germania, Austria e Stati Uniti e sta conquistando gradualmente nuovi mercati (dal Belgio alla Slovenia, dalla Repubblica Ceca fino alla Polonia, alla Francia e al Giappone). Continua a leggere

IL PANNERONE DI LODI, UN FORMAGGIO “DOLCEAMARO”

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Su una fetta di pane casareccio o sui crostoni di polenta: il Pannerone di Lodi in Lombardia viene gustato semplicemente così. Questo formaggio a pasta morbida, ottenuto esclusivamente da latte vaccino intero, ricco di panna – panèra in dialetto lodigiano vuol dire infatti “crema di latte” –, vanta caratteristiche uniche nel panorama caseario italiano: dolce e amabile ad un primo assaggio, nasconde in realtà un fondo quasi amaro, che ricorda il sapore della mandorla. Continua a leggere

IL LARDO DI COLONNATA, ANCHE MICHELANGELO NE ERA GHIOTTO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Lardo di ColonnataMerenda ante litteram, per soldati e cavatori, il lardo è il grasso alimentare di gran lunga più utilizzato nella storia. Quello di Colonnata è tra i più pregiati. Oggi è un prodotto molto diffuso in cucina, da consumare al taglio, con un po’ di pane, preferibilmente caldo, o come ingrediente di primi, secondi, contorni e anche dessert. È di qualche giorno fa, infatti, la notizia della creazione del gelato al lardo di Colonnata, presentato in occasione della tappa veronese del Gelato Festival.

Il Lardo di Colonnata negli ultimi anni ha avuto il merito di far riscoprire e utilizzare in cucina questo prodotto della lavorazione del maiale quasi scomparso, demonizzato dall’inizio degli anni ’80 dalle campagne contro il colesterolo, dopo esser stato per secoli protagonista indiscusso di mille ricette. Continua a leggere