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POMODORI, OTTIMI E IMMANCABILI IN CUCINA

shutterstock_454912390In questo periodo dell’anno ci sono ancora gli ultimi e dolcissimi pomodori negli orti. Se non si ha la fortuna di averne uno, acquistarli in questo periodo significa pagarli meno rispetto all’inverno e comprare un prodotto di qualità maggiore.

Per chi ha voglia di provare a far crescere un piccolo orto in balcone, il pomodoro è una pianta capace di dare molte soddisfazioni perché, anche se piantata in vaso, riesce a dare ottimi frutti.shutterstock_282933632 È consigliabile preferire le piante innestate perché più semplici da gestire. Inoltre, è importante annaffiarli regolarmente e piuttosto abbondantemente quando fa caldo, è infatti una pianta che teme la siccità.

Il pomodoro è arrivato in Europa dalle Americhe, portato dagli Spagnoli nel XVI secolo. Inizialmente era una pianta utilizzata solo come ornamento perché considerata velenosa a causa della presenza della solanina, una sostanza a quei tempi considerata molto dannosa per l’uomo e quindi evitata in cucina.

Buonissimi e anche molto salutari, i pomodori sono infatti ricchi di vitamina C, un’importante fonte di licopene, un potente antiossidante, ma anche una fonte di betacarotene e di importanti fibre vegetali.

Che sia per smaltirne l’abbondanza dell’orto o per godere della bontà del frutto in questo periodo, i pomodori si possono utilizzare per preparare numerosissime ricette. shutterstock_244114837È il periodo giusto per preparare le conserve per avere a disposizione una passata di ottima qualità per tutto l’inverno, oppure cucinare dei dolcissimi pomodorini confit, cuocendoli in forno per un’ora e mezza a 120°, dopo averli tagliati e insaporiti con olio, sale e origano, buonissimi da mangiare da soli come antipasto oppure da unire alla passata per un sugo strepitoso.

Sono ottimi anche i pomodori ripieni. La fantasia non ha limiti, si possono farcire con riso, prosciutto e formaggio, oppure con una crema di tonno, con cous cous e verdure o anche mozzarella e olive o formaggio spalmabile e erba cipollina. Sono un ingrediente fondamentale per la parmigiana, il ragù, la pizza, l’amatriciana e ancora tantissime ricette della tradizione italiana.

FRUTTA E VERDURA FRESCHE, SE NON C’È SPAZIO SI COLTIVANO IN VERTICALE

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Ha tutto un altro sapore preparare piatti o portare in tavola ortaggi o frutta appena colti come pomodori, melanzane, insalate o agrumi. Con gli orti verticali è una pratica possibile anche per chi vive in una grande città. Oltre lo spazio sul balcone, ci vuole solo un po’ di pazienza e un po’ di tempo da dedicare quotidianamente alle proprie culture. Continua a leggere

NAPOLEONE SE LO FACEVA PREPARARE AL TERMINE DI OGNI VITTORIA: IL POLLO ALLA MARENGO

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È una ricetta piemontese che ci riporta indietro nel tempo, fino al 14 giugno del 1800, quando il cuoco personale di Napoleone, lo svizzero François Dunand, fu chiamato a preparagli qualcosa da mangiare per festeggiare la vittoria nella Battaglia di Marengo, che vide le truppe francesi e quelle austriache sfidarsi per il controllo dell’Italia Settentrionale. Dunand mandò i suoi aiutanti a rubare nelle cascine qualche ingrediente per la cena e così, con un paio di galline, un po’ d’olio e di farina, preparò quello che sarebbe diventato uno dei piatti più famosi della tradizione italiana: il pollo alla Marengo. Il piatto piacque a tal punto al futuro imperatore che da allora se lo fece cucinare al termine di ogni battaglia vinta. Continua a leggere

UNA GOLOSA BOSCAIOLA PER DARE IL BENVENUTO ALL’AUTUNNO

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natalialimentari.it

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Come dare il benvenuto all’autunno appena arrivato? Cucinando una prelibata “boscaiola” con i funghi porcini che troviamo in tutti i mercati, o che magari abbiamo raccolto con le nostre mani durante una passeggiata fuori città. Continua a leggere

I BUCATINI ALLA CARUSO, OMAGGIO DEL TENORE ALLA SUA NAPOLI

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revistagosto.com.br

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Una ricetta semplice e buonissima che arriva da Napoli e fa sentire ancora nell’aria il profumo della bella stagione. Per preparare i Bucatini alla Caruso bisogna approfittare delle ultime settimane d’estate, quando al mercato si trovano ancora carnosi peperoni e zucchine piccole e tenere, protagonisti di questo piatto che secondo la tradizione fu ideato proprio dal grande tenore partenopeo. Continua a leggere

LE CONFETTURE DI ORTAGGI PER ABBINAMENTI “DA CHEF”

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Confetture e conserve di ortaggiLa prima è stata la conserva di cipolle, preparata con la dolce Rossa di Tropea, da abbinare ai formaggi a media o lunga stagionatura. Poi sono arrivate quelle con i pomodori, i peperoni, le zucchine, le melanzane. Le confetture di ortaggi, sconosciute fino a qualche anno fa, piacciono sempre di più: sono in aumento coloro che si divertono a sperimentare unendo zucchero e verdure, per creare composte diverse dal solito e tenere sempre in dispensa qualcosa di raffinato e particolare. Spesso vengono servite nei numerosi agriturismi sparsi per la Penisola, con i salumi e i caci prodotti in azienda o sul pane appena sfornato. Continua a leggere

6,6 su sfondo biancoSono i milioni di kg di carciofini sott’olio consumati dagli italiani

 

 

 

 

 

 

 

 

Cuore di carciofiCarciofini e funghi sott’olio non mancano mai nella dispensa degli italiani. Come in quella di ristoranti, pizzerie e gastronomie. Tanto che se ne consumano rispettivamente 6,6 e 5 milioni di kg! (fonte IRI febbraio 2015). Se si sommano però le diverse varietà di funghi (champignon + porcini + chiodini + altre varietà) i consumi si equivalgono. La “fortuna” dei sott’olio è che rappresentano la soluzione più rapida (ma spesso anche gustosa) per un contorno genuino e, usati come condimento o ingrediente di paste insalate, risolvono il problema del pranzo o della cena. Assieme a melanzane, cipolline, peperoni, cetriolini o pomodori, verdure e ortaggi sott’olio, infatti, sono protagonisti di antipasti e contorni, primi piatti, anche freddi, come le deliziose insalate di riso e di pasta, pizze e panini così come dei tramezzini, lo spuntino più diffuso nel Paese. Basti pensare che proprio carciofini e funghi sono Considerati i jolly della cucina e della gastronomia. Un tempo considerati “sacri” nelle famiglie contadine, che li preparavano per poter gustare i prodotti della terra anche fuori stagione, oggi sono secondi solo al pomodoro nell’industria delle conserve e sono immancabili sugli scaffali di supermercati come piccole salumerie. Si trovano praticamente ovunque. Negli ultimi anni si è riscoperto il gusto di prepararli a casa, come facevano i nostri nonni.

Tante specialità

Ogni territorio, ogni paese e in alcuni casi quartiere ha la sua tradizione conserviera. E così in Calabria, ad esempio, non si contano le diverse ricette di pomodori secchi sottolio. In Campania alle tradizionali conserve di carciofini e funghi champignon di recente si sono affiancati i friarielli, una particolare varietà di broccoli, e le melanzane. La “Giardiniera”, madre di tutte le conserve sott’olio, la si deve all’intuizione delle famiglie contadine piemontesi. Originariamente sott’aceto e chiamata anche antipasto “piemontese”, è attribuita, infatti, ai contadini delle Langhe e del Monferrato che la producevano per poter gustare il loro tipico antipasto, costituito da verdure e ortaggi tagliati a tocchetti, anche durante l’inverno. Le cipolline sono tipiche della gastronomia dell’Emilia-Romagna. In Toscana sono, invece, molto diffusi gli ortaggi ripieni conservati nell’olio, come i piccoli peperoncini rossi e verdi. La Sicilia vanta una storica tradizione sulle olive.

IL POLPO “ALLA CATALANA”: UNA SPECIALITÀ SARDA

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Una ricetta fresca e profumatissima, che ci porta sulle coste nordoccidentali della Sardegna, ad Alghero (Sassari), splendida località di mare che ogni estate è frequentata da numerosi turisti italiani e stranieri. Il Polpo alla Catalana è una specialità isolana che racchiude i colori e i sapori della stagione calda: un’insalata a base di polpo lesso, peperoni a crudo, pomodorini pachino, cipolle di Tropea, carote e basilico, che viene condita con una salsina di olio extravergine d’oliva, prezzemolo, sale e pepe. Sebbene non abbia origini spagnole, l’influsso dei catalani – che dominarono la città per oltre 400 anni – in questa pietanza è evidente nell’impiego dei peperoni, utilizzati di frequente nella cucina iberica, che accompagnano il polipo, tra gli ingredienti privilegiati della gastronomia sarda.   Continua a leggere

L’AUTENTICA CRUDAIOLA BARESE

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Quando le temperature si fanno torride aumenta la voglia di piatti leggeri ma sfiziosi, da preparare a fornelli spenti e senza troppa fatica. Come la crudaiola barese, un semplicissimo sughetto a crudo – come si intuisce dal nome – a base di pomodorini rossi, uno spicchio d’aglio, basilico fresco, una spolverata di ricotta dura e abbondante olio extravergine d’oliva, che accompagna le orecchiette, tipiche della Puglia, o altri formati di pasta corta, come i cavatelli, le penne o i rigatoni. Continua a leggere

LA PEPERONATA, PIÙ DI UN SEMPLICE CONTORNO

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PeperonataI peperoni, saporiti e carnosi, sono quanto di più buono la natura ci regala nei mesi caldi; uniti ai pomodori lasciati maturare al sole, a uno spicchio d’aglio, a una cipolla affettata e a dell’ottimo olio extravergine di oliva danno origine a un vero capolavoro della tavola dell’estate: la peperonata. Continua a leggere

LE UOVA AMPLIFICANO L’EFFETTO BENEFICO DEGLI ORTAGGI

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Insalata e uovo sodoLattuga e pomodorini, patate e fagiolini, oppure peperoni e cetrioli: fresche insalate che con l’aggiunta delle uova sode si trasformano in piatti unici ideali sulla tavola della primavera e dell’estate. Forse non tutti sanno però, che l’uovo, oltre a rendere più sostanziosi questi semplici piatti, ha anche un’altra proprietà, quella di “amplificare” l’effetto benefico degli ortaggi. Continua a leggere

NELL’AGGHIATA TRAPANISA TUTTI I SAPORI DELLA SICILIA

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www.buonissimo.org

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Una profumatissima ricetta che ci porta nella calda terra siciliana, facendoci pregustare il sapore dell’estate. L’agghiata trapanisa, una salsa cruda a base di aglio – da cui il nome –, basilico, mandorle e pomodori freschi, è tra le più famose specialità dell’isola, preparata da tempi lontani dalle famiglie di Erice, Castelvetrano, Marsala, San Vito lo Capo e degli altri splendidi comuni della provincia di Trapani. Con l’arrivo della bella stagione diventa immancabile nel menu di ristorantini e trattorie, frequentati dai tanti turisti italiani e stranieri che ogni anno scelgono questa zona della Sicilia come meta delle loro vacanze. Continua a leggere

IL TONNO CON I 5 “SUPERFOOD” PER FARE IL PIENO DI BENESSERE

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conserva di tonnoGli italiani amano mangiarlo insieme ai pomodori, nella classica insalata condita con sale e un filo d’olio extravergine d’oliva, immancabile sulla tavola della primavera e dell’estate. Ma le conserve di tonno, tra gli alimenti più presenti nelle case della Penisola, possono essere abbinate anche a ingredienti inediti, per realizzare piatti dal gusto sorprendente e soprattutto dalle proprietà preziose per il nostro organismo.

A suggerirlo è il Presidente della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione Pietro Migliaccio: il nutrizionista propone cinque “ricette della salute” elaborate insieme allo chef Renato Bernardi, volto noto del programma I fatti vostri di Raidue, famoso perché nei suoi piatti coniuga da sempre gusto e benessere. Continua a leggere

I 5 COLORI DELLA SALUTE

Il rosso di pomodori, fragole, ravanelli; il giallo/arancio di agrumi, kaki e zucca; il verde di asparagi, broccoli, zucchine e spinaci; il blu/viola di melanzane e uva; il bianco di cavolfiori, finocchi, mele. Questi cinque colori, con cui la natura ha rivestito frutta e verdura, sono i protagonisti del progetto “Nutritevi dei colori della vita” dell’Unaproa (Unione nazionale tra le organizzazioni di produttori ortofrutticoli, agrumari e di frutta a gusci), nato tre anni fa per incentivare il consumo di prodotti ortofrutticoli nel nostro Paese. Nei giorni scorsi è partita la seconda edizione che si svilupperà nel triennio 2015-2017.

I 5 colori della saluteQuesto originale progetto di educazione alimentare parte dall’idea, condivisa da dietologi e nutrizionisti a livello mondiale, che polifenoli e flavonoidi, oltre a conferire una tonalità specifica a ogni frutto, lo rendano anche particolarmente salutare: il rosso di fragole, anguria, ciliegie e pomodori, ad esempio, si “traduce” in un’elevata quantità di vitamina C, che favorisce l’assorbimento del ferro e rafforza il sistema immunitario; gli alimenti arancioni, invece, sono ricchi di betacarotene (vitamina A), un potente antiossidante che protegge la vista e la bellezza della pelle. E ancora, tutti gli ortaggi verdi, soprattutto quelli a foglia (bietole, broccoli, spinaci, indivia, rughetta, lattuga) contengono magnesio e acido folico, che combattono stanchezza e affaticamento, mentre il blu/viola delle prugne, dell’uva e dei frutti di bosco, regala al corpo vitamina A, vitamina C e potassio, importante per il corretto funzionamento del sistema nervoso; nel gruppo di cibi bianchi (mele, pere, cipolle, aglio, cavolfiori) troviamo, infine, buone dosi di fibre e potassio.

Seguire la dieta dei cinque colori e variare spesso, insomma, significa assicurare all’organismo tutti i nutrienti di cui ha bisogno. Eppure, nonostante sia la patria della Dieta Mediterranea, la nostra Penisola presenta consumi di frutta e verdura ancora troppo scarsi: secondo il presidente di Unaproa, Ambrogio De Ponti, “bisognerebbe riflettere sul fatto che se solo si passasse dai 360 grammi di consumo giornaliero di ortofrutta ai 600 grammi – la quantità raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ndrsi arriverebbe ad una drastica riduzione delle malattie cardiovascolari, di tumori e di varie patologie connesse ad una alimentazione scorretta”. Un’affermazione avvalorata dal prof. Carlo La Vecchia dell’Università di Milano: “Per un recente studio EPIC – European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition, presente in dieci paesi nel mondo, ndrcoloro che consumavano 600 grammi di frutta e verdura al giorno rispetto a coloro che ne consumavano 250 avevano una riduzione del rischio di morte del 15% per malattie cardiovascolari, del 27% per malattie respiratorie e del 40% per malattie dell’apparato digerente”. Imparare a riconoscere i prodotti ortofrutticoli, comprenderne il valore nutrizionale e la stagionalità diventa allora di fondamentale importanza per uno stile di vita sano.

Cofinanziata dall’Unione Europea e dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, “Nutritevi dei colori della vita” si rivolge a un pubblico eterogeneo, dai bambini agli adulti, con campagne di comunicazione nei supermercati, nelle mense aziendali e scolastiche e con un sito ricco di informazioni sulle proprietà di frutta e ortaggi. Per apprezzare al meglio i prodotti che madre natura ci offre, il portale propone anche una serie di ricette sfiziose: perfette in questa stagione, ad esempio, le lasagne vegetariane con radicchio, zucca e noce moscata; i golosi involtini di verza ripieni di patate lesse, uova e pangrattato, stufati in forno con burro e grana grattugiato, o la pasta condita con indivia belga, ravanelli, zucchine, funghi e pomodori saltati in padella.

LE ZUPPE DI CARCIOFI PER DEPURARSI CON GUSTO

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minestra di carciofiDopo le feste, terminati pranzi e cenoni a base di tortellini, paste ripiene, fritti e ricchi secondi di carne, è tempo di riprendere una dieta più sana ed equilibrata. L’organismo ha bisogno di smaltire tossine e calorie – accumulate durante settimane di eccessi – con piatti leggeri e salutari, ma al tempo stesso gustosi, per non rendere troppo ‘duro’ il ritorno alla normalità. Continua a leggere

IL FRIGGIONE, UNA ISTITUZIONE DELLA CUCINA BOLOGNESE

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Un saporito contorno di cipolle bianche tagliate finemente, soffritte a fuoco dolcissimo in un po’ di strutto e cotte a lungo con l’aggiunta di pomodori pelati freschi, fino a raggiungere la consistenza di una crema. È il friggione, una vera istituzione della cucina bolognese, tanto che la sua ricetta, ritrovata in un manoscritto del 1886 di proprietà della signora Maria Manfredi Baschieri, dieci anni fa è stata depositata alla Camera di Commercio di Bologna, dove è conservata insieme a quella dei celebri tortellini e delle tagliatelle al ragù. Continua a leggere

I POMODORI PELATI FATTI IN CASA, IL RITORNO ALLE TRADIZIONI

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Per decenni fare i pelati in casa è stata tra le pratiche più diffuse nelle famiglie italiane, che per necessità producevano questa conserva da consumare, come gustoso condimento, durante l’inverno. Ma per molti era anche un’occasione per trascorrere in allegria alcuni giorni insieme e ritrovarsi. Continua a leggere

CONDIGLIONE O CONDIJUN, L’INSALATA ALLA LIGURE

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CondiglioneLattuga, peperoni, pomodori, cetrioli, uova sode e olive taggiasche, con il tocco “esclusivo” del mosciame di tonno, una specialità della Liguria, o della preziosa bottarga di muggine. Sono gli ingredienti principali del Condiglione, una coloratissima e ricca “insalatona” che unisce elementi di terra e di mare ed è perfetta nella bella stagione, per una cena con gli amici o un picnic all’aria aperta.

È una pietanza che profuma d’estate, grazie agli ortaggi e al basilico fresco, ma allo stesso tempo ha un gusto importante conferito dal pesce essiccato. Continua a leggere

GLI “SPAGHETTI ‘NCOL RANCETTO”

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bucatini all'amatricianaIl suo nome deriva da “rancido”, ma l’impareggiabile sapore rinnega assolutamente l’origine del termine: si tratta degli Spaghetti col rancetto, piatto tipico della cucina umbra. Continua a leggere

I POMODORI COL RISO, UN CLASSICO DELLA CUCINA LAZIALE

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Pomodori al forno ripieni di risoUna ricetta “essenziale” ma saporita, perfetta per la stagione calda, quando si ha voglia di cibi freschi e sfiziosi, che non richiedano troppa fatica ai fornelli. I pomodori col riso sono una specialità della cucina del Lazio da gustare come leggero piatto unico. La ricetta originale prevede, infatti, l’aggiunta delle patate, che rendono la pietanza più sostanziosa e completa, ideale per una cena d’estate. Nei ristoranti sono invece serviti spesso come antipasto, senza le patate. Continua a leggere

AGRICATERING: DONNE IN CAMPO CON RICETTE A KM ZERO

Cucinare i piatti della tradizione con ortaggi, cereali, legumi appena raccolti e poi portarli alle feste, ai ricevimenti o nelle case di quanti, per una ricorrenza speciale o semplicemente per un pranzo, una cena o un brunch, intendono “coccolare” gli ospiti con i migliori prodotti coltivati nelle campagne italiane.

Agricatering_Donne in campoÈ ciò che fanno le agricoltrici di Donne in Campo con l’Agricatering, una forma di catering “verde” e sostenibile, che intende valorizzare e far conoscere a un numero sempre maggiore di persone le produzioni locali di eccellenza, anche quelle “di nicchia” o trascurate dalla grande distribuzione.

Il progetto è stato lanciato a settembre 2012 dalla sezione toscana dell’associazione – nata nel 1999 da una costola della Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) –, che in questi due anni ha organizzato una trentina di eventi, sia istituzionali che privati, preparando pietanze a chilometro zero nella cucina della cooperativa sociale “La Ficaia” di Lucca (una struttura formata da giovani disagiati che lavorano nei settori della bio-agricoltura e dell’allevamento non intensivo).

Pasta e fagioli col delicato fagiolo Schiaccione di Pietrasanta, torte di verdure con Pomodori Canestrini di Lucca, costoluti e profumati, polenta con il Mais Maranino (un’antica varietà con i chicchi dal colore arancione tendente al rosso, particolarmente gustosi), sono alcune delle ricette proposte dall’Agricatering toscano, accompagnate dal pregiato Farro della Garfagnana IGP, dal miele di Camaiore, dall’olio extravergine delle colline senesi, dai vini doc e persino da preparazioni a base di fiori.

Ed ora, visto il successo riscontrato, le Donne in Campo sono pronte a lanciare il progetto su scala nazionale – come hanno annunciato l’11 giugno nel corso dell’Assemblea elettiva dell’associazione che si è tenuta a Roma – e ogni sede offrirà i propri menu a km zero, con piatti caratteristici del luogo. Da nord a sud del Paese sarà così possibile scegliere per i propri buffet prodotti di stagione freschissimi, incentivando, al tempo stesso, l’operato di questo nutrito gruppo di imprenditrici agricole, che credono fortemente nel valore della terra e si adoperano per trasmetterlo alle nuove generazioni, promuovendo un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e metodi di produzione eco-compatibili.

Quella delle Donne in Campo è un’iniziativa unica nel suo genere per le dimensioni – l’organizzazione conta infatti 200 iscritte nella sola Toscana e sedi in tutta Italia, dal Trentino al Lazio, dall’Abruzzo alla Sicilia –, ma non è la sola di questo tipo in Italia. Anzi, l’Agricatering sta diventando una vera e propria tendenza tra gli italiani attenti all’alimentazione sostenibile e amanti della tavola genuina, e sono in crescita agriturismi e piccole aziende agricole che si adoperano per cucinare i piatti “di una volta” con i prodotti dei loro orti e consegnarli a domicilio. Tra le strutture che propongono il servizio ricordiamo “I Giardini di Arat” di Bagnaia (una frazione di Viterbo), un agriturismo nel cuore della Tuscia, il “Podere Midolla”, nelle campagne di Carmignano (Prato), e la “Tenuta Macetona” di Celle Sul Rigo (Siena), immersa nello splendido paesaggio della Montagna del Cetona, al confine tra Toscana, Umbria e Lazio.

LA MORMORA TRICOLORE DI ROCCO MOLITERNI

fish fillet with vegetables

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È bene avere un comportamento lineare e sottotraccia, se no, si sa, la gente mormora. La mormora cerca di averlo e ci riesce talmente bene, a non far parlare di sé, che molti abbagliati dal clamore che circonda branzini, orate e dentici quasi ne ignorano l’esistenza, pur avendo lei carni di ottima qualità. Continua a leggere

DAL BALCONE ALLA TAVOLA

Orto_balconeCosa c’è di meglio che cucinare con ortaggi e verdure 100% bio del proprio orto? La salsa di pomodoro, il pesto o una bella insalata sono molto più buoni e genuini se fatti con ortaggi e odori (basilico, prezzemolo, timo, salvia) coltivati con le proprie mani. Anche chi vive in città può farlo, coltivando pomodori, zucchine e insalata sul balcone. Non è difficile, basta un po’ di impegno.

Disponete di un terrazzo, un balcone o semplicemente di una finestra con una ringhiera di discreta capienza? Il primo passo per realizzare il vostro piccolo orto home-made è fatto! Non serve infatti un giardino per potersi sbizzarrire nella coltivazione di ogni tipo di frutta e verdura, purchè vi siano i giusti requisiti per garantire successo alla “produzione”.

– Importantissima è la scelta dei vasi, piccoli per le spezie e le piante aromatiche e più grandi per ortaggi e verdure, che vanno preparati con della ghiaia o argilla sul fondo, aggiungendo un po’ di sabbia al terriccio. orta
– Anche se per annaffiare basta un comune annaffiatoio, è importante che le piantine non siano irrigate a pioggia. Meglio versare l’acqua direttamente sul terreno e preferibilmente dopo il tramonto.
Sì al concime, ma senza esagerare, una dose eccessiva potrebbe bruciare le radici. Anche i fondi del caffè sono un ottimo concime naturale.
– Condizione fondamentale è avere luce  a sufficienza per almeno 4 ore al giorno. L’esposizione migliore è a est (dove batte il sole al mattino) o a ovest (batte al pomeriggio).

Orto domesticoLa primavera è il periodo più intenso per i neofiti impegnati a scegliere semi, germogli e terriccio, che gli consentiranno di mettere su con soddisfazione il proprio orticello. Via libera con le piante aromatiche, gli ortaggi (lattuga, zucchine, melanzane, peperoni, pomodorini, sedano) e i frutti di bosco (fragole, more, lamponi). Così potremo garantirci un po’di primavera anche sul nostro balconcino, nel grigio della città, dove timidi spunteranno i primi teneri frutti, che pian piano ci accompagneranno verso l’estate. Tra le coltivazioni più semplici e quindi alla portata di tutti, ci sono proprio i profumati basilico e prezzemolo, carota, rosmarino, salvia, patata, aglio e cipolla. Per chi dispone di uno spazio più grande, le piante che garantiscono risultati migliori sono cavoli, verza, broccoli, broccoletti e rape, in particolare però nel periodo autunnale.

Ormai non è solo una moda, l’orto “domestico” è diventato una vera e propria necessità, per la crisi, per lo spirito e per la qualità del cibo che serviamo in tavola ogni giorno. Come paragonare una marmellata fatta con i frutti coltivati sulla nostra ringhiera, con quella fatta con prodotti da supermercato o ancor peggio già confezionata in vasetto? Per ovviare poi al problema inquinamento è utile utilizzare delle coperture di tessuto/non-tessuto, che terranno lontane le polveri sottili e consentiranno comunque il passaggio di luce ed acqua.

L’orto sul balcone oggi si sta diffondendo sempre più anche nelle attività scolastiche, perché avvicina i bambini alla conoscenza dei cibi che mangiano ed alla scelta di un’alimentazione genuina, a base di frutta e verdura, non sempre accettata di buon grado.