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HAMBURGER, LE ORIGINI E IDEE PER RICETTE DA PROVARE!

hambuerger classicCarne macinata, spezie, bacon, formaggio, pomodoro, insalata, salse e pane, questi gli ingredienti più utilizzati per preparare un hamburger, un tipico piatto d’oltreoceano che ha però un’origine europea.

Le polpette di carne bovina erano comuni nella città e nel porto di Amburgo e si pensa che i numerosi tedeschi immigrati negli Stati Uniti nel XIX secolo abbiamo contribuito alla diffusione della ricetta.

L’hamburger è un prodotto tipico dei fast food, ma negli ultimi anni è diventata anche una preparazione gourmet. Si sono moltiplicati i locali che preparano panini farciti con ingredienti gustosi e fantasiosi.

Prepararli a casa è semplice e si possono sperimentare numerose varianti per scegliere poi la propria preferita.

hambuerger legumiLa carne solitamente è di manzo, ma può essere anche di vitello o di pollo ad esempio. In generale è importante che non sia troppo magra per non rischiare di trovarsi un hamburger troppo stopposo dopo la cottura. Può essere insaporita con spezie come pepe, paprika, curry o zenzero. Un trito di prezzemolo basilico, rosmarino e erba cipollina possono contribuire a rendere l’hamburger davvero speciale.

Il classico bacon si può sostituire con lo speck magari abbinato alla scamorza per un gusto affumicato. Per un sapore più fresco invece si può scegliere di farcire panino con qualche fetta di prosciutto crudo, mozzarella e magari un po’ di rucola.

hamburgerOttimi possono essere anche gli hamburger preparati con merluzzo impanato o con salmone. Sono squisite anche le varianti di legumi, preparati con ceci magari abbinati a qualche fetta di coppa resa croccante in padella, fagioli o lenticchie che si possono impastare con un po’ di cotechino per ottenere una svizzera più morbida e saporitissima.

Si può variare anche sul tipo di pane. Solitamente si sceglie il panino bun, un pane molto soffice spesso ricoperto di sesamo, ma possono essere molto soddisfacenti anche panini con una crosta più croccante o magari ai cereali.

La fantasia è come sempre un’ottima alleata in cucina e permette di portare in tavola preparazioni gustose e sempre nuove.

 

LA PIADINA ROMAGNOLA IGP


piadina cotto e formaggioLa piadina è una preparazione tipica dell’Emilia Romagna e ha ottenuto il marchio IGP il 24 ottobre 2014, da allora per poter definire la propria una “vera” piadina è necessario che la preparazione segua precise regole.

Gli ingredienti sono pochi e semplici: farina di grano duro di tipo 0, strutto o olio d’oliva, acqua e agenti lievitanti.

Si può trovare in due diverse varianti: la classica, compatta, rigida, friabile e spessa. Con macchie ambrate di cottura di piccole dimensioni sulla superficie con una distribuzione omogenea. Caratterizzata da un diametro da 15 a 25 centimetri, uno spessore da 4 a 8 millimetri.

piadina crudo e mozzarellaLa Riminese invece è morbida, sottile con vesciche di cottura di grandi dimensioni sulla superficie, con una distribuzione non omogenea, dal diametro da 23 a 30 centimetri e spessore fino a 3 millimetri.

In entrambi i casi è vietata l’aggiunta di conservanti, aromi e/o altri additivi.

Le origini della piadina sono molto antiche, si trovano riferimenti a preparazioni molto simili anche nell’Eneide di Virgilio e, in generale, durante tutta l’epoca romana. Durante il Medioevo gli abitanti della Romagna la preparavano con i cereali poveri per non incorrere nella tassazione che subiva il grano – e quindi il pane – da parte dei proprietari terrieri.

piadina cotto funghi e brieGiovanni Pascoli amava la piadina, la mangiava preparata dalla sorella Maria, fu lui a coniare il termine piada italianizzando il dialetto piè.

Nel secondo dopoguerra, la Piadina Romagnola si diffuse sia nelle campagne sia nelle città e, da surrogato del pane, iniziò ad essere considerata una golosa alternativa, un piatto vero e proprio da gustare con la farcitura che si preferisce.

Prosciutto crudo, squacquerone e rucola è la farcitura della tradizione, ma con fantasia si può preparare ogni giorno in modo diverso per non stancarsi mai. È ottima anche con Prosciutto cotto brie e funghi, o dal sapore affumicato con scamorza e speck, o anche coppa verdure grigliate e caprino. Da provare anche in versione dolce, con marmellata o crema di cioccolata, banana e mandorle.

PROSCIUTTO E MELONE, UN PIATTO APPROVATO ANCHE DAI PADRI DELLA MEDICINA

Prosciutto e melone 3L’estate volge al termine, ma ci regala anche un po’ di giornate calde da godere appieno. Il rientro dalle ferie, spesso richiede di tornare alle proprie vecchie abitudini anche a tavola, limitando magari un po’ i vizi vacanzieri. Si sente ancora la voglia di mangiare cibi semplici e freschi e soprattutto spesso manca la voglia di stare ai fornelli.

Prosciutto e melone è un piatto tipicamente estivo e che soddisfa tutte queste esigenze. Ipocalorico, semplice e velocissimo da preparare, fresco e ricco di salute. Perfetto come pasto veloce da portare in ufficio o come pranzo al sacco per le ultime giornate da passare al mare o al parco per chi è tornato in città.

Prosciutto e melone 1Un piatto molto utile per mantenersi in forma con gusto, perché ricco di vitamine e sali minerali tanto utili quando fa caldo, in modo  particolare il potassio e il magnesio utili per evitare di ritrovarsi senza energie e con la pressione troppo bassa, ma è anche una fonte di proteine, ferro e fosforo.

Una ricetta dalle origini antiche che rispecchia i consigli dati da Ippocrate un medico, geografo e aforista greco antico, considerato il padre della medicina e Galeno, anche lui un medico greco antico, i cui punti di vista hanno dominato la medicina occidentale per secoli. Entrambi infatti ritenevano che, per rimanere in salute, il corpo dovesse raggiungere un equilibrio tra i quattro elementi acqua, aria, terra e fuoco.  

Prosciuto e melone 2Secondo l’antica medicina ippocratica anche il cibo ha una sua caratteristica collegabile ai quattro elementi da tenere in considerazione quando si porta in tavola un piatto e il prosciutto e melone raggiunge perfettamente il ricercato equilibrio. Il melone ad esempio era considerato un cibo umido e freddo collegabile all’elemento acqua; il prosciutto, invece era considerato un cibo caldo e asciutto, perché durante la stagionatura subisce un processo che “scalda e asciuga” la sua natura in origine “fredda”. In questo senso dunque anche secondo i due famosi medici greci Prosciutto e melone è un piatto perfettamente bilanciato.

PRANZO IN SPIAGGIA: COME CAMBIANO I GUSTI DEGLI ITALIANI

CapreseFerragosto è una giornata da festeggiare con gli amici o con la famiglia. In molti scelgono di trascorrerla passando la giornata al mare. Per godersela fino in fondo in molto scelgono di organizzarsi e preparare una borsa frigo con il pranzo così da non dover rinunciare neanche ad un minuto di spiaggia, mare e sole per mangiare.

Secondo Coldiretti il trend dei pranzi in spiaggia degli italiani è profondamente cambiato. Sono sempre meno le persone che decidono di portare piatti di lunga digestione come lasagne, polpette o parmigiana. Il tipico pranzo in spiaggia che preparavano le nonne sembra attraversare una fase di declino. Oggi la maggioranza delle persone sceglie la via salutista e preferisce consumare fresche insalate e tanta frutta.

Insalata di pastaIn particolare il 27% degli italiani porta in spiaggia insalate di riso o di pollo o di mare, contro solo il 5% che continua a preferire le classiche lasagne. Il 19% degli italiani ama gustare un piatto fresco e semplice come la caprese, il 18% invece affida il suo pranzo ad una dissetante macedonia

Solo il 6% continua a prediligere la parmigiana di melanzane,  il 9% la frittata di verdure e un piccolissimo 3% le polpette. Bocconcini prosciutto e fichiUna tendenza che appare molto chiara, gli italiani hanno scelto la salute e si può fare facilmente, seppur senza rinunciare al piacere della tavola.

Con un po’ di fantasia è facile preparare piatti semplici e leggeri da portare in riva al mare. Oltre alla classica insalata di riso si può variare preparando una pasta fredda, ricca di verdure e insaporita da dadini di prosciutto. Il prosciutto crudo poi si abbina molto bene alla frutta, preparare dei bocconcini con spicchi di fichi a cui avvolgere le fette di prosciutto sarà facile e veloce, bisogna però preparane in abbondanza perché  il risultato è sicuramente “uno tira l’altro”.

SUPERFOOD ESTIVI PER SENTIRSI BENE E FAVORIRE LA TINTARELLA

insalata anguria e fetaPer stare bene durante la stagione calda è importante nutrirsi in modo adeguato. Il caldo spesso abbassa la pressione e fa calare la fame. Prima di tutto è necessario bere in abbondanza per reidratarsi e recuperare i sali minerali persi con la sudorazione. Almeno due litri di acqua al giorno sono il quantitativo minimo da assumere.

Ci sono poi tanti alimenti perfetti per il caldo estivo e che permettono di mantenersi in salute. Sono alimenti ricchi di nutrienti utili anche per preparare la pelle all’abbuffata di sole. Naturalmente è sempre importante proteggersi anche con le giuste creme solari, ma l’alimentazione può essere di grande aiuto

Anguria e centrioli, ad esempio, sono composti  per una grande percentuale di acqua (il 90% per l’anguria) e favoriscono la diuresi. I cetrioli inoltre sono una fonte di potassio, elemento molto utile in questo periodo dell’anno.

insalata carote e radicchioLe carote non possono mancare dalle tavole estive perché sono l’alimento più ricco di beta-carotene e vitamina A, per questo sono capaci di stimolare la melanina e di permettere dunque un’abbronzatura sana e duratura.  Ne sono un’ottima fonte anche il radicchio, che pur non essendo un’insalata tipica della stagione si può trovare facilmente tutto l’anno, il melone, le  albicocche, la lattuga e i pomodori.

prosciutto e meloneProsciutto e melone, il piatto immancabile dell’estate, fresco, leggero e veloce da preparare, permette di dissetarsi, grazie all’alta percentuale di acqua di cui è composto il melone e di assumere buone quantità di beta-carotene e vitamina A. Accompagnandolo con un’insalata di radicchio e carote si prepara un pranzo davvero perfetto per prepararsi alla spiaggia e ai raggi solari.

Le insalatone sono un altro piatto tipico dell’estate, inserire spesso l’avocado tra gli ingredienti è sicuramente una scelta vincente.  È buono e una fonte di grassi buoni, inoltre è ricco di vitamine D ed E.

Tutti alimenti facili da trovare durante l’estate e perfetti per preparare piatti semplici gustosi e ricchi di salute.

CURIOSITÀ E IDEE PER USARE LE CILIEGIE IN CUCINA

ciliegieSeguire le stagioni e acquistare i prodotti tipici del periodo permette di mangiare bene, godere di cibi gustosi e anche di risparmiare. In questo periodo si possono fare scorpacciate di ottime ciliegie.

Bellissime, dolci, ma con una punta di asprigno. Una caratteristica che si ritrova più fortemente in alcune qualità come le Ferrovia o ancor di più le amarene,  meno invece in altre, come il durone nero di Vignola, quella di Marostica IGP o la Mora di Verona.

Leggermente lassative, fonte di vitamina C e A. Contengono inoltre acido folico, calcio, magnesio e potassio,  questi ultimi sono due elementi da assumere con frequenza proprio durante il periodo estivo quando ne aumenta il fabbisogno giornaliero a causa del caldo intenso.

Una pianta che in Giappone rappresenta fragilità, bellezza e rinascita, sensualità e femminilità. E secondo una credenza popolare la sua fioritura abbondante è da considerarsi di buon auspicio per i raccolti e per il futuro degli studenti. I frutti invece sono considerati sacri per le energie che si crede siano di grado di trasmettere all’organismo e inoltre, da quelle parti, il colore rosso del frutto viene paragonato al coraggio dei samurai.

ciliegioIn Italia invece, un tempo si faceva un divertente giochino utilizzando i noccioli delle ciliegie attraverso il quale, si diceva, si potesse predire il matrimonio di una ragazza. Dopo aver terminato di mangiare le ciliegie, si usava contare i noccioli dicendo: “quest’anno, l’anno prossimo, un giorno, mai”, una sorta di “m’ama, non m’ama”.

La tradizione inoltre ritiene che sia una buona idea piantare un ciliegio nel giardino della propria casa e che offrirne i frutti è segno di fratellanza e di amicizia.

Una pianta meravigliosa e dotata di grande fascino che produce frutti squisiti da mangiare in purezza, ma anche ottimi ingredienti per ricette dolci. I più arditi le apprezzeranno anche in preparazioni salate. Possono essere l’ingrediente per una insalata di riso viola, abbinate a erba cipollina, prosciutto cotto a cubetti e mozzarella. Oppure il cuore dolce di involtini di pollo arrotolati con prosciutto crudo. O anche la decorazione di semplici e saporite tartine su cui spalmare un velo di burro salato e una fettina sottile di prosciutto crudo.

LA STAGIONE DEGLI ASPARAGI

Asparagi e crudoLa primavera è ormai arrivata e con lei gli squisiti prodotti da poter assaporare in questo periodo dell’anno, quando sono particolarmente gustosi e approfittando del prezzo più basso. Le settimane di pioggia e umidità, seguite dai giorni di caldo e sole, hanno fatto sbocciare la produzione di asparagi in tutta Italia, l’abbondanza dunque permette di poterli acquistare a prezzi abbordabili.

Questo quindi è il momento giusto, per chi ama in modo particolare questi ortaggi, per portarli in tavola con più frequenza e togliersi la voglia.

AsparagiAi mercati si trovano diverse varietà, l’asparagina cioè gli asparagi più sottili sono particolarmente saporiti e perfetti per preparare frittate ottime. Gli asparagi più grossi e carnosi sono solitamente più facili da trovare e molto belli quando si vuole preparare un piatto che sia bello oltre che buono.
Ci sono poi gli asparagi bianchi, di questo colore perché vengono fatti crescere sotto terra, metodo che inibisce la produzione di clorofilla che conferisce il tipico colore verde. È una qualità caratterizzata da un sapore particolarmente delicato. Sono da provare anche gli asparagi selvatici dal sapore un po’ più pungente, perfetti per una frittata o da Asparagi con polloconservare in vasetto per allungarne almeno un po’ la stagione.

L’abbinamento degli asparagi con le uova è un classico, ma è un ortaggio che si abbina molto bene anche a formaggi e salumi. Arrotolandolo del prosciutto crudo o speck e farlo rosolare in forno qualche minuto a 190°, si può ottenere un antipasto davvero sfizioso o un secondo piatto leggero e goloso.

Ottimo condimento per paste o ingrediente prezioso per torte salate, accostarlo alle carni bianche permette di ottenere un piatto delicato, ma dalle grandi soddisfazioni.

Per un piatto gourmet con gli asparagi si possono utilizzare scaglie di tartufo o azzardare l’accostamento con le fragole e magari gamberetti per un’insalata fresca originale e nutriente.

I SUPERFOOD PIÙ AMATI DAGLI ITALIANI

shutterstock_563494552Negli ultimi anni l’attenzione per la propria alimentazione è in grande crescita, sempre più spesso gli italiani scelgono di portare in tavola alimenti sani e capaci anche di migliorare la propria salute.

Secondo il Rapporto Coop 2017 “il 46% pensa infatti che i superfood siano un modo per trattare e prevenire le malattie e per un intervistato su tre la loro assunzione è addirittura alternativa alle medicine tradizionali”, inoltre “il 70% degli italiani, primi in Europa, dichiara di essere disposto a pagare di più per avere più qualità”

shutterstock_117589225Secondo questa ricerca al momento i supercibi ritenuti più salutari dagli italiani sono polvere di maca conosciuta anche come ginseng peruviano. È un energizzante naturale e può essere utilizzato sciolto nei frullati per ritrovare le energie in periodi particolarmente stressanti. I semi di chia sono ritenuti molto salutari dal 75% degli italiani, hanno in effetti un contenuto straordinariamente alto di omega-3, elemento di cui sono ricchi anche i semi di lino. Le bacche di acaj sono ritenute utilissime per la salute dal 69% degli italiani. Sono piccoli frutti molto simili nell’aspetto ai mirtilli  e vantano proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, sono capaci di tenere sotto controllo lo stress e di ridurre il colesterolo nel sangue.

Quando si parla di superfood non si può non citare la curcuma che ormai da qualche anno si trova sempre più spesso sulle tavole degli italiani utile per le sue proprietà infiammatorie, antidolorifiche e antiossidanti, oltre che a rivelarsi utile per rafforzare il sistema immunitario. La quinoa è uno pseudo-cereale sempre più amato dagli italiani, perfetta per arricchire zuppe o preparare sfiziose polpette è inoltre ricca di magnesio, contiene tutti gli amminoacidi essenziali ed è caratterizzata da un giusto equilibrio tra proteine e carboidrati.

shutterstock_499184158L’avocado è un frutto molto amato e altamente versatile in cucina, è capace di regolare i livelli di colesterolo nel sangue ed è un’importante fonte di vitamine. Da provare ridotto in crema, spalmato su croccanti bruschette con prosciutto crudo, pomodori e grana. Anche lo zenzero è molto apprezzato e utilizzato per insaporire piatti o preparare un’ottima tisana perfetta per combattere i malanni invernali. I semi di zucca perfetti per insaporire insalate crude e cotte sono ottime fonti di proteine, zinco ferro e omega -3.

shutterstock_336037358Negli ultimi anni il cavolo nero e il cavolo riccio, detti anche dinosaur kale e kale, immancabili ingredienti di molte preparazioni della tradizione italiana, erano stati un po’ dimenticati, ora però tornano ad essere amati ed utilizzati, riscoprendone il gusto deciso e la quantità di ferro e vitamina C. Il cavolo nero si può ad esempio frullare con formaggio spalmabile e noci per ottenere un pesto perfetto per condire la pasta, è un ingrediente alla base della ribollita toscana, ma è squisito anche come semplice contorno, magari saltato in padella con della pancetta.

CASTAGNE E CASTAGNE MATTE, IMMANCABILI A TAVOLA E… NELLA GIACCA

shutterstock_520121803Autunno: periodo di castagne e castagnate. In queste settimane è tradizione andare nei boschi in compagnia di amici o della famiglia a raccogliere i frutti, racchiusi in pungenti ricci, che cadono spontaneamente dai castagni. Una rilassante passeggiata nel verde alla fine della quale si potrà fare una bella scorpacciata di castagne.

Prima di tutto è importante però imparare a distinguere le castagne che si possono consumare tranquillamente dalle cosiddette castagne matte. Queste ultime infatti sono i frutti degli ippocastani si riconoscono perché più grandi e tondeggianti, inoltre sono contenute ognuna in un suo riccio e non in gruppi. Non si devono mai mangiare perché tossiche per l’uomo.

shutterstock_499610089La leggenda vuole però che siano protettive nei confronti del raffreddore. Si dice che si debba tenere una castagna matta nella giacca invernale per assicurarsi buona salute durante i mesi freddi. Una superstizione che nasce dall’abitudine dei contadini che un tempo le davano da mangiare ai cavalli per curare asma e raffreddore e ne avevano sempre in tasca qualcuna da poter offrire ai propri cavalli quando mostravano segni di influenza.

Le castagne sono frutti ricchi di fibre, minerali e acido folico, utili in caso di anemia e stanchezza e sono inoltre ricche di potassio e vitamine soprattutto del gruppo B.

shutterstock_500561737Sono molto versatili in cucina, ottime mangiate arrosto o bollite, si ricavano marmellate e farine, si possono anche seccare per conservarle a lungo. Sono un  ingrediente capace di rendere speciali primi e secondi piatti. Si abbinano benissimo ad esempio alla zucca con la quale si può preparare un’ottima vellutata resa poi perfetta da qualche foglia di prosciutto crudo croccante. Oppure ai funghi, uniti a quali si possono ottenere ottimi arrosti. Sono tante e squisite anche le torte che le vedono protagoniste.

Assolutamente da provare la cottura in microonde per servirle in tavola in pochi minuti. Dopo averle tagliate e lasciate a mollo per almeno 10 minuti si cuociono per solo 5 minuti direttamente sul piatto del microonde e poi lasciarle riposare in un sacchetto di carta al chiuso per altri 5 minuti.

LA DOLCE STAGIONE DEI FICHI

shutterstock_457845166Queste sono le settimane migliori in cui acquistare i dolcissimi fichi, raggiunti a maturazione si trovano in abbondanza nei mercati.

La pianta è originaria del Asia, ma si è insediata nel Mediterraneo molti secoli fa e trova nelle zone più calde il suo ambiente ideale. Sono piante infatti che sopportano bene le alte temperature e la siccità e, al contrario, patiscono il freddo e soprattutto la grandine. Vista l’estate calda appena trascorsa c’è da aspettarsi un’annata di frutti davvero deliziosi.

shutterstock_316081946Sono buoni, ma anche molto salutari, grazie all’abbondanza di calcio, potassio ferro e vitamina B6 di cui sono composti. Molto utili in caso di stitichezza apportano circa 50 per 100 g, sono però molto più calorici quelli secchi, togliendo infatti l’acqua i frutti diventano dei concentrati di energia e per 100 g di prodotto si superano le 200 calorie.

shutterstock_226197190La pianta di fichi un tempo era considerata sacra e, secondo la tradizione mitologica romana, era legata alle origini di Roma. Secondo il mito infatti la cesta che conteneva Romolo e Remo fu affidata alla corrente del Tevere che era da poco straripato a causa di abbondanti piogge, si arenò sotto un fico selvatico e fu proprio qui che la lupa allattò i figli di Marte e della vestale.

Golosissimi e utilissimi in cucina per preparare ricette dolci e anche salate. Si abbinano molto bene a formaggi erborinati come roquefort e gorgonzola e al prosciutto crudo, ingredienti ideali per preparare ottime tartine, perfette per un golosissimo aperitivo. shutterstock_495832234Se si amano i piatti originali è assolutamente da provare il risotto con i fichi, una versione più attuale di quello alle fragole. La pizza e fichi non è solo un modo di dire, ma una specialità da gustare! Si possono inoltre usare per impreziosire delle semplici insalate,  sono capaci di rendere speciali delle semplici scaloppine e ideali anche da gustare con la bresaola. E naturalmente sono l’ingrediente perfetto per marmellate, dolci, crostate e gelati.

VINO ROSSO, FORMAGGI E SALUMI DA ABBINARE… AL PESCE!

shutterstock_307723376L’abbinamento pesce e salumi sicuramente è inconsueto, così come quello che prevede l’accostamento del vino rosso o addirittura del formaggio al pesce. Accostamenti di sapori utilizzati solo raramente, ma non vietati dai grandi Chef. Negli ultimi anni ad esempio molti sommelier hanno aperto le porte a certi vini rossi da bere con alcune preparazioni di pesce. I rossi giovani, magari serviti freschi, possono esaltare alla perfezione piatti come il caciucco, un rosso brioso invece, è perfetto con l’anguilla e, in generale, tutti pesci grassi come tonno e salmone, magari cucinati alla griglia o serviti crudi.

Al contrario mshutterstock_39596101eglio evitare l’ardito accostamento con crostacei o fritti, perché piatti dal sapore già troppo forte, in questo caso molto meglio vini bianchi secchi o le bollicine dello spumante.

Alcuni dei vini adatti ad essere serviti freschi e accompagnare i piatti di pesce sono il Bardolino, il Marzemino, il Chianti giovane, il Grignolino del Monferrato, la Barbera, la Bonarda, la Croatina dell’Oltrepò Pavese anche il Lambrusco.

shutterstock_312869534L’unione tra il pesce e latticini fa indubbiamente storcere il naso, ma se si pensa al golosissimo abbinamento pane, burro e alici, tutti i dubbi potrebbero scomparire in un attimo. I più curiosi devono provare però una pizzaiola con pomodoro e mozzarella e pesce spada al posto della consueta bistecca. È importante anche in questo caso scegliere i pesci giusti con i formaggi più adatti. Ottime anche le cozze al gorgonzola, un gusto un po’ ardito , ma golosissimo!

Anche i salumi si possono abbinare al pesce, le cappesante avvolte nella pancetta sono un grande classico,  una squisitezza proposta con tale frequenza che è entrata già da tempo a far parte della “normalità”. Ma sono da provare anche gli involtini di filetti di merluzzo avvolti nella pancetta o anche nello speck, un secondo velocissimo, molto saporito e che stupirà gli ospiti. La sogliola invece è ottima con il prosciutto crudo per degli involtini “uno tira l’altro”.

Tutte idee perfette si si vuole preparare un pranzo o una cena capace di lasciare tutti senza parole!

PESCHE PROTAGONISTE DI NUOVI SAPORI

shutterstock_606422045Le pesche sono frutti ottimi e molto utilizzati in cucina. Si scelgono principalmente per preparare ottimi dessert, cotte, magari abbinate agli amaretti, come si usa fare in Piemonte oppure sciroppate o utilizzate come ingredienti di macedonie o torte.  Sono inoltre perfette per la preparazione di ottime confetture.

Un frutto molto versatile da provare in abbinamento ad ingredienti salati, chi è stufo di gustare d’estate il tradizionale prosciutto con il melone, un abbinamento classico ed intramontabile, dovrebbe provare un accostamento di sapori più nuovo e originale con le pesche e ringiovanire così un ottimo e fresco pranzo estivo. Per continuare a ricercare sapori nuovi si può provare anche l’abbinamento con lo speck, un altro salume che viene molto valorizzato dall’abbinamento con questo frutto tipicamente estivo. La versatilità delle pesche le rende perfette anche per cocktail come sangria e bellini.

shutterstock_481509421La pianta è originaria della Cina, dove simboleggiava l’immortalità, si è diffusa, nei secoli, in tutto il mondo passando dall’Egitto, la Persia, il Mediterraneo, fino agli Stati Uniti che oggi sono i maggiori produttori di questo ottimo frutto. In Italia invece le regioni che producono più pesche sono Emilia Romagna, Liguria, Veneto, Piemonte e Campania. Si trovano facilmente sui banchi frutta da maggio a settembre ed è proprio ora che si può gustare la tardiva di Leonforte una località del centro della Sicilia, una qualità dalla polpa molto dolce e che si presta ad essere utilizzata per marmellate e per essere sciroppate.

Le pesche sono state da sempre utilizzate nella medicina cinese e anche quella occidentale che riconosce al frutto qualità depurative, digestive e sembra siano addirittura utili alla circolazione e contro il mal di testa. Un frutto ottimo da tutti i punti di vista, di cui fare scorpacciate prima che la stagione finisca e scompaia dai banchi dei fruttivendoli.

MELONI DOLCI PROFUMATI E OTTIMI IN ABBINAMENTI ORIGINALI

shutterstock_660140092 (1)Sono le ultime settimane utili per poter godere di tutto il gusto dei meloni. Si può ancora scegliere tra le diverse varietà estive, il retato, caratterizzato da un profumo intenso, di forma ovale o più tondeggiante e che prende il suo nome dalla buccia a rete dal colore grigio-marroncino e con righe verdi lunghe. Si trova ancora anche il Cantalupo molto profumato, con la polpa arancione e la buccia liscia o rugosa. La qualità liscia è sempre più apprezzata, fino a pochi anni fa era considerato pregiato e proveniva solo da coltivazioni di piccoli agricoltori, ora è più facile da trovare e il pubblico mostra di apprezzarne la dolcezza intensa. shutterstock_447640609Il nome sembra che derivi da una piccola cittadina in provincia di Rieti dove sarebbe stato portato da missionari cattolici asiatici e dove il melone sarebbe stato coltivato per la prima volta in Italia.

Durante l’inverno invece si possono gustare i meloni dalla buccia verde o gialla e la polpa bianca, qualità molto dolci, ma con poco profumo.

I meloni sono considerati frutti, ma in realtà fanno parte della famiglia delle cucurbitacee proprio come le zucchine e i cetrioli, tecnicamente quindi sarebbero delle verdure.

Quando si conservano i meloni in frigorifero è preferibile tenerli separati dagli altri alimenti perché il suo forte profumo potrebbe rovinare gli altri alimenti presenti. Inoltre è importante non tenerlo ad una temperatura inferiore ai 5 gradi altrimenti al momento di servirlo in tavola si rischia che abbia perso la sua tipica consistenza soda.s0_350

È ottimo da assaporare in purezza, ma si utilizza anche per numerose ricette dolci e anche salate. Protagonista degli antipasti estivi accompagnato da ottimo prosciutto crudo, è un ingrediente capace di rendere speciale un’insalata di riso, ma è da provare anche la Pasta fredda Prosciutto Crudo Snello e melone. Si abbina molto bene anche con la feta per un’insalata saporita con qualche fettina di cipolla di tropea o anche qualche cubetto di anguria.

CONSIGLI PER UNA PERFETTA GRIGLIATA DI FERRAGOSTO

shutterstock_413326225Ferragosto, le vacanze, il mare, la montagna, gli amici: sono i momenti e le persone ideali per organizzare un’ottima grigliata estiva.

Per renderla davvero buona e piacevole è importante  seguire un po’ di regole. L’esperienza sicuramente è importante, ma è anche importante iniziare fin dalle prime volte con il piede giusto seguendo dei consigli di base.

Il menù può essere vario:

  • Non solo carne o pesce, sulla griglia si può tostare perfettamente il pane per le bruschette, che si possono poi insaporire con aglio olio e prezzemolo o con pomodorini o formaggio spalmabile o ottimo prosciutto crudo.
  • Le verdure che di solito si preparano per le grigliate sono zucchine melanzane e peperoni, ma per variare e non annoiarsi vengono ottimi anche i cavolini di bruxelles, le cipolle, le carote, i funghi, i finocchi, immancabili poi le pannocchie che alla griglia sono davvero squisite!

shutterstock_596259173Che sia di carne o di pesce è importante curare la preparazione della carbonella.

  • È fortemente sconsigliato accenderla con liquidi infiammabili perché darebbero un odore fastidioso alla brace e si trasferirebbe anche nel cibo che si è scelto di grigliare. Meglio invece accendere della legna e aggiungere solo in seguito un po’ di carbonella. Operazione da fare in anticipo rispetto al momento della cottura, per evitare di cucinare con la fiamma viva, cosa che lascerebbe nei cibi un fastidioso sapore amaro.

Per una grigliata di carne ottima è importante anche riservare il giusto trattamento alle bistecche prima della cottura

  • È buona norma lasciare la carne fuori dal frigo per alcune ore prima di cuocerla, partendo infatti da una temperatura più alta si cuoce prima, evitando così di perdere importanti succhi, con il vantaggio di poter assaporare una bistecca più morbida.

shutterstock_452355661Per una grigliata speciale non solo bistecche, hamburger o pesci, ma con un po’ di impegno e fantasia si possono preparare spiedini davvero gustosi o anche le tradizionali e squisite bombette pugliesi. Per renderla invece una grigliata golosa ci si può sbizzarrire con le salse. Non solo maionese e ketchup, ci si può sbizzarrire provando a preparare una salsa barbecue in casa, o una buonissima salsa con le foglie delle carote o il prezzemolo o anche un fresco tzatziki.

COLAZIONE ALL’EMILIANA

Se ci si trova in Emilia Romagna e si vuole fare una colazione con il sapore delle tradizioni antiche il Bensone riuscirà a soddisfare facilmente queste esigenze. Si tratta di un dolce tipico di Modena, ma che si trova un po’ in tutta l’Emilia. È un dolce di origini antiche a base di farina, uova, burro, latte e miele. Nel XIII secolo veniva offerto a fabbri e orafi in ocshutterstock_486256474casione della festa del patrono degli artigiani. Si può trovare in tutta l’Emilia con nomi diversi, brazadela o ciambella dura  ad esempio. A volte lo si trova farcito di marmellata.

Chi ama i pancake deve assaggiare questa versione emiliana del tipico dolce da breakfast americano. Sono le cantarelle, si preparano sciogliendo in acqua farina gialla e bianca e si cuociono sulla piastra. La tradizione vuole che si servano condite con un filo di olio d’oliva e zucchero, ma se la scelta sembra un po’ troppo ardita sono perfette anche con la marmellata.

Per una colazione davvero nutriente si può scegliere una fetta di torta in cantina, una preparazione perfetta anche per il dessert. shutterstock_408901225Si dice che per mangiarla la domenica si debba iniziare a prepararla il martedì. Bisogna infatti cucinare una ciambella che deve riposare un paio di giorni perché diventi rafferma, il terzo giorno si taglia a fettine sottili con le quali si fodera una teglia , si farcisce con della crema, si ricopre con altre fettine di ciambella. A questo punto prima di consumarla è necessario farla riposare qualche giorno con dei pesi che la schiaccino in un luogo fresco e asciutto… come una cantina appunto.

Chi invece non ama la colazione dolce non può certo rinunciare al piacere di iniziare la giornata con un’inimitabile piadina, magari farcita con crudo squacquerone e rucola, un classico che non stanca mai.

I PANSOTI UN PIATTO POVERO DELLA TRADIZIONE LIGURE

shutterstock_343022504La cucina ligure riflette la morfologia della regione, mescola sapientemente elementi di mare e altri di terra. È una cucina semplice, di origine contadina, ma influenzata da altri luoghi e popoli con i quali la regione è entrata in contatto nei secoli, quando in Italia e in Europa si riversavano spezie e nuovi alimenti, provenienti da altre città italiane o anche continenti lontani come le Americhe, l’Asia o il Medioriente.

I Pansoti sono un chiaro esempio di cucina povera e di origini contadine tipica della zona. Sono dei ravioli di magro ripieni di un miscuglio di erbe fresche che crescono spontanee sulle colline detto: “preboggion” il cui ingrediente principale è la borragine. Sono erbe difficilmente reperibili al supermercato, ma facili da trovare facendo una passeggiata in campagna. Questo dimostrerebbe l’origine povera del piatto, che si potrebbe definire quasi raffazzonato.

Per cercare di riprodurre l’antica ricetta in modo più semplice, con ingredienti più facilmente recuperabili, solitamente si utilizzano le erbette o gli spinaci oppure, per cercare di avvicinarsi maggiormente al gusto originale, un misto di erbe composte da cicoria, catalogna, cicorino, rucola, scarola, lattuga e verza. La parte vegetale viene mescolata con la “prescinseua”, un formaggio fresco dal sapore acidulo. Anche questo ingrediente non è facile da trovare nei supermercati o fuori dalla Liguria e viene spesso sostituito da un mix di ricotta e yogurt.

shutterstock_51197011Il nome della tipica pasta fresca ligure deriva da un termine dialettale “pansa” ovvero pancia, e descrive perfettamente la forma questo tipo di pasta ripiena che è infatti molto panciuta. La prima volta che questo piatto è stato presentato in modo ufficiale era il 1961 al festival gastronomico di Nervi, ha quindi un ‘origine piuttosto recente.

Il tipico condimento utilizzato per i pansoti liguri è la salsa di noci, un sugo freddo composto da gherigli di noce, pinoli, aglio, olio e pane secco inumidito nel latte, il tutto frullato fino ad ottenere una deliziosa crema. Un abbinamento perfetto e davvero goloso! Per chi invece vuole provare una versione che si allontana un po’ dalla tradizione trovando nuovi e interessanti accostamenti di sapori è perfetta questa ricetta del Pansoto ligure con Prosciutto Crudo e rucola 

CON ROVAGNATI PREPARARE UN MENÙ SENZA GLUTINE È FACILE E GUSTOSO!

shutterstock_171031328La sensazione è che negli ultimi anni si senta parlare sempre più spesso di Celiachia e, sempre con più frequenza,  in famiglia o tra gli amici si trovano persone con speciali esigenze alimentari da soddisfare.

Questo probabilmente accade perché negli ultimi anni è aumentato parecchio il numero dei diagnosticati. Stando ai dati del Ministero della Salute del 31 dicembre 2015, i celiaci sono aumentati di 11.000 unità in un anno, ma essendo una malattia spesso difficile da scovare a causa di un quadro clinico molto variabile che può creare confusioni e ritardi nella diagnosi, si stima che ci siano ancora 600.000 persone affette da celiachia, ma che ancora non lo sanno.

Ed è così che ci si trova spesso a dover pensare ad un menu adatto anche a chi ha questo tipo di intolleranza permanente. In un primo momento può sembrare complicato, ma in fondo lo è meno di quanto non si pensi e può essere anche molto stuzzicante. Ne troveranno vantaggio tutti, anche chi non ha bisogno di seguire questa particolare dieta, perché è una golosa occasione per assaggiare gusti e sapori nuovi.

Oltre ad evitare di cucinare piatti che contengano i cereali vietati (il glutine è una componente proteica presente ad esempio, nel frumento, orzo, farro, segale e kamut) è importante riuscire ad evitarlo anche quando è “nascosto”. Molti prodotti insospettabili, infatti, possono contenere questo particolare ingrediente. Qui si possono trovare le linee guida base per iniziare ad orientarsi tra prodotti naturalmente privi di glutine, quelli proibiti e quelli a rischio e sulla cui confezione è necessario che ci sia la scritta “Senza Glutine” o la spiga barrata dell’AIC (associazione Italiana Celiachia) a garanzia dell’assenza della proteina incriminata.

Rovagnati, ad esempio viene in aiuto di chi vuole evitare il glutine perché, grazie all’ampia scelta che offre, è facile trovare specialità che ne siano prive.

shutterstock_514126672Per preparare un menu gluten free è utile sapere ad esempio che il prosciutto crudo è naturalmente privo di glutine, il tradizionale prosciutto e melone, quindi, è una soluzione facile per un antipasto buono e adatto al celiaco. Sono sfiziosissime anche queste Praline di mortadella leggera Snello al pistacchio e si preparano in pochi minuti. Un’insalata di riso alla mortadella, ad esempio, può essere il primo piatto perfetto per quando fa caldo. Per una serata speciale, invece, ci si può lanciare anche in un’elegante Panna cotta al Prosciutto Cotto con gelatina e salsa di vino Ciliegiolo. Le possibilità però sono ancora tantissime, polpette di quinoa, frittate, carne, pesce e se si utilizzano le paste di riso, mais o di legumi le possibilità diventano infinite basta solo liberare la propria fantasia!

 

WEEK END A ROMA PER UNA GOLOSA PASSEGGIATA TRA LE AUTO DI AUTOANTIQUA

AutoAntiquaDopo il grande successo dell’edizione dell’anno scorso, torna anche quest’anno AUTOANTIQUA una manifestazione rivolta ad appassionati, ma anche ai ragazzi e a tutta la famiglia. Piazza Cola di Rienzo, nel cuore di Roma, il 28 maggio sarà invasa da tutto il fascino delle auto d’epoca per una meravigliosa mostra a cielo aperto.

La zona si trasformerà in isola pedonale, sarà quindi possibile fare una piacevole passeggiata ammirando l’esposizione gratuita, animata dai deejay di Radio Dimensione Suono che porteranno tanta buona musica e l’allegria adatta ai giorni di festa. La giornata inizia alle 10.30 e il divertimento proseguirà fino alle 20.00.

Un’occasione per godersi nuovamente lo splendido quartiere Prati e approfittare delle promozioni e sconti speciali dei negozianti aderenti.

Da non perdere, inoltre, la possibilità di assaggiare, presso il Caffè Portofino, la saporitissima Mortadella Gigantina e il pregiato Prosciutto Crudo di Parma Rovagnati, oltre ad un ottimo Provolone Mandarone.

PRANZI FRESCHI E STUZZICANTI ANCHE A SETTEMBRE

shutterstock_54884431Settembre ci sta regalando ancora un po’ di giorni con cielo limpido e tanto caldo. Sui banchi del mercato inizia ad apparire la frutta e la verdura più tipicamente autunnali, ma manca ancora la voglia di mangiare calde zuppe o preparazioni golosamente invernali.

Si può però sfruttare tutto il gusto dei frutti tipici di questo periodo, per preparare antipasti o pranzi freschi, stuzzicanti ed originali.

È il periodo ad esempio delle prugne, un frutto dalle molteplici proprietà. Da consumare fresche o anche secche, in questa versione si trova un concentrato particolarmente benefico di tutti i nutrienti tipici di questo frutto. Per un aperitivo originale e sfizioso si possono servire ripiene di noci e avvolte ad una fettina di pancetta . Basterà lasciare questi involtini pochi minuti in forno, per renderli davvero irresistibili!

shutterstock_228369412L’autunno che si sta avvicinando è anche la stagione della bellissima e buonissima melagrana che si  abbina perfettamente alla mortadella. Dei crostini con mousse di mortadella e chicchi di melagrana faranno iniziare in modo fresco e stuzzicante un pasto con amici e vi permetteranno di fare il pieno di vitaminaC, tanto utile per prepararsi all’inverno. Se volete provare una versione ricca gusto, ma povera di grassi, provate ad utilizzare la Mortadella Snello Rovagnati, preparata con i tagli più magri della coscia di suino e rifilata a mano per liberarla da ogni residuo di grasso.

shutterstock_155766302Settembre è anche il mese dei fichi. La tradizione li vede abbinati al prosciutto crudo, ma per provare un panino diverso dal solito, se ne può scegliere uno ai cereali, imburrarlo leggermente e farcirlo con salame, fichi secchi e indivia. Oppure, osate, provandoli freschi abbinati a prosciutto cotto, grana e aceto balsamico, una vera delizia!

Infine, chi ama un pasto leggero come prosciutto crudo e melone, in questo periodo dell’anno potrebbe sostituire il frutto estivo con l’ananas, magari scaldata qualche minuto sulla piastra e insaporita con cucchiaino di semi di sesamo.

LA GASTRONOMIA CREATIVA DI PARMA DIVENTA PATRIMONIO DELL’UNESCO

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Parma_Parco DucaleRiflessi autunnali in citt (Parma)Colline parmensi

Le paste ripiene e i salumi, da quelli celebri come il Crudo, la Coppa e il Salame Felino, ai meno noti, come la Spalla di San Secondo, che era gradita a Giuseppe Verdi. E poi il pregiato Fungo porcino di Borgotaro, il pomodoro, la polenta, i vini come il Barbera e il Bonarda. E naturalmente il Parmigiano Reggiano, simbolo del made in Italy nel mondo. Parma è uno scrigno unico di sapori e una delle capitali internazionali del mangiare bene: per questo l’Unesco l’ha proclamata “Città creativa per gastronomia”, riconoscendo il valore del suo immenso patrimonio culinario, frutto della felice posizione geografica – tra la pianura del Po e i colli appenninici –, ma anche del lavoro di norcini, casari, agricoltori che qui hanno saputo far nascere specialità famose ben oltre i confini della Penisola. Continua a leggere

A VERONA PER I “BANCHETTI DI SANTA LUCIA”, TRA ARTIGIANATO E SAPORI INTENSI

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Mercatini di Santa Lucia Verona

viaggi.corriere.it

Da secoli, nei giorni che precedono la Festa di Santa Lucia, Verona ospita i Banchéti de Santa Lussia, i suggestivi mercatini allestiti nella zona che circonda l’Arena, tra Via Roma, Piazza Bra e Piazza Cittadella. Una storica manifestazione che dal 10 al 13 dicembre richiama nel capoluogo veneto centinaia di venditori – quest’anno saranno 268 – provenienti da tutta Italia, che espongono decorazioni natalizie fatte a mano, prodotti di artigianato e giocattoli, insieme a salumi e formaggi, oli e vini pregiati, miele, dolci e altre eccellenze enogastronomiche della nostra Penisola. Continua a leggere

CARNE, UOVA E PROSCIUTTO: INDISPENSABILI PER UN’ALIMENTAZIONE EQUILIBRATA

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Banco della macelleriaLegumi, frutta e verdura, olio extravergine di oliva e cereali. Ma anche carne, pesce, uova e salumi, come il prosciutto crudo e cotto. Gli alimenti di origine animale non possono mancare in un regime alimentare equilibrato. Della loro importanza si è parlato qualche giorno fa a Expo, nel corso di un incontro dal titolo “Dieta Mediterranea. Proteine animali e alimenti vegetali per una nutrizione completa e sostenibile”, organizzato dalla Società Umanitaria di Milano. L’iniziativa ha ricevuto l’appoggio di “Carni Sostenibili”, il progetto nato dall’unione delle tre principali associazioni di categoria italiane – ASSICA, ASSOCARNI e UnaItalia –, per la diffusione di un’informazione corretta sui prodotti animali e sul modo migliore di consumarli. Continua a leggere

LA PESCA, IL FRUTTO ESTIVO PIÙ AMATO DAGLI ITALIANI

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Pesche biancheÈ il frutto estivo più amato dagli italiani: la pesca piace per il buon profumo, perché è bella da guardare e piacevole da toccare (Fonte: Istea – Istituto di ecofisiologia delle piante arboree da frutto). Ha, insomma, un impatto positivo su olfatto, vista e tatto. Continua a leggere

IL PROSCIUTTO DI SAN DANIELE, UN CRUDO UNICO AL MONDO

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Prosciutto di San DanieleSu un grissino artigianale, con il melone cantalupo, in uno dei più classici antipasti italiani, o in purezza, magari consumato appena tagliato, il Prosciutto di San Daniele è da sempre uno dei salumi più apprezzati. Genuino e nutriente deve il suo nome all’omonimo borgo in provincia di Udine dove viene prodotto da tempi lontanissimi. Tra le specialità italiane più esportate all’estero, ogni anno arriva sulle tavole di Francia, Stati Uniti, Germania, Svizzera, Belgio, Gran Bretagna e Australia. Continua a leggere

LA FOCACCIA “CRESCENTE” DI BOLOGNA

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Saporita, soffice, profumatissima, non ha nulla da invidiare a piadine, tigelle, gnocchi fritti e agli altri street food della ricchissima tradizione gastronomica dell’Emilia Romagna. La “Crescente” è un’antica focaccia di origine bolognese: impastata con farina, acqua, strutto – che le dona una morbidezza impareggiabile –, viene impreziosita con pezzetti di prosciutto crudo e pancetta. È chiamata anche “crescente con i ciccioli”, perché la cotenna del prosciutto, dopo essere stata cotta in forno, diventa particolarmente croccante somigliando proprio alla specialità ottenuta dalla lavorazione del grasso di maiale. Continua a leggere

LE FETTUCCINE ALLA PAPALINA, LA PASTA DI PIO XII

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Fettuccine alla papalinaFettuccine tirate a mano, uova sbattute, prosciutto crudo, burro, cipolla e abbondante Parmigiano Reggiano grattugiato. Sono gli ingredienti della “Pasta alla papalina”, un’istituzione della cucina romana, diffusissima e apprezzata nell’intera Penisola. Accanto ad altri celebri e sostanziosi primi della tradizione laziale, come gli spaghetti alla carbonara, i tonnarelli cacio e pepe, i bucatini all’amatriciana e i rigatoni con la pajata (l’intestino del vitellino da latte), questa specialità è tra i principali “cavalli di battaglia” delle tipiche osterie di Trastevere, Testaccio, Sant’Angelo e degli altri Rioni della Capitale, che la servono insieme ad un buon bicchiere di vino dei Castelli. Continua a leggere

AVOCADO, IL FRUTTO ESOTICO CHE PROTEGGE IL CUORE

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AvocadoSempre più spesso fa capolino sui banchi di frutta del supermercato, tra arance, mele, mandarini e altri prodotti ‘di casa nostra’. Sconosciuto nella Penisola fino a non molti anni fa, l’avocado sta conquistando le tavole del Belpaese e un numero crescente di italiani, che lo aggiungono a insalate o si cimentano con la preparazione di piatti esotici. Continua a leggere

STROLGHINO DI CULATELLO, IL SALAME DALL’ANIMO DELICATO

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Strolghino di culatelloHa un animo gentile, una consistenza morbida e un sapore dolce e delicato, che lo fanno apprezzare anche da quanti non amano i gusti troppo decisi, il Salame Strolghino, una specialità della feconda tradizione norcina emiliana, che ha origine tra Parma e Piacenza. È considerato il fratello minore del Culatello: si ricava, infatti, dalla sua rifilatura, con le parti più magre e pregiate del maiale. Continua a leggere

IL SALTIMBOCCA ALLA ROMANA

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Bracioline di vitella di latte, condite leggermente con sale e pepe, sopra ognuna delle quali si pone mezza foglia di salvia (una intera sarebbe di troppo) e sulla salvia una fettina di prosciutto grasso e magro. Per tenere unite insieme queste tre cose s’infilzano con uno stecchino da denti e si cuociono col burro alla sauté; ma vanno lasciate poco sul fuoco dalla parte del prosciutto perché questo non indurisca”. Continua a leggere

PROSCIUTTO DI NORCIA, IL CRUDO GENTILE

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È una storia lunga almeno 800 anni, quella del prosciutto di Norcia. In Umbria produrlo è un’arte che si tramanda da padre in figlio da tempi lontani, da quando, nel XIII secolo, qui si sviluppò la figura del “norcino”, un termine ormai impiegato abitualmente e le cui origini sono legate proprio a questa terra. Continua a leggere

INSALATA CON FRUTTA: UN PIATTO DI TENDENZA

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Lattuga, qualche fogliolina di rucola o radicchio, mais, pezzetti di formaggio e striscioline di prosciutto crudo o bresaola. Una “normale” insalatona che può diventare davvero speciale unendo mele, noci o acini d’uva. Continua a leggere

IL PANE FRITTO ALLA ROMANA, LA TRADIZIONE DEL PANDORATO

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klikk.no

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Le fette de pagnotte un po’ rifatte / vanno tajate inerte, no a sfojetta / come er’ pane che chiameno a cassetta. / Quelle nun ponno mai rimane intatte. / E mo ve spiego come vanno fatte: / S’hanno da mette in una terinetta / a mollo a no sbattuto d’ova e latte / e ce se fanno stà na mezzoretta. / Quanno ch’er Pane è bene imbeverato, / s’indora fritto all’ojo o a tutto buro / p’avé diritto ar nome ‘Pandorato’. / Certo chi soffre de colesterina / e nun se vò aggravà, rinunci puro, / e vadi a letto con la minestrina”. Continua a leggere

FUNGHI PORCINI, IL PROFUMO DEI BOSCHI IN TAVOLA

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Trasformano una semplice bruschetta o un’insalata in pietanze da chef e sono protagonisti di raffinati carpacci, primi piatti e contorni da leccarsi i baffi. I porcini sono tra le più gustose meraviglie che la natura ci regala nei mesi autunnali e in cucina possono essere impiegati in tanti modi, sia crudi che cotti. Dotati di un gambo spesso e dell’inconfondibile “cappello” – che in alcuni casi può raggiungere i 30 centimetri di larghezza –, si caratterizzano per la polpa carnosa, saporitissima, impregnata di tutti i profumi del bosco. Iniziano a spuntare tra settembre e ottobre, con l’arrivo delle prime piogge, sotto a faggi, querce e castagni. Continua a leggere

IL SALAME “NOBILE” DI FELINO

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Immancabile alla mensa delle più importanti dinastie che regnarono sul Ducato di Parma e Piacenza, dai Farnese (1545-1731) ai Borbone (1748-1860), e amato dalla Duchessa Maria Luigia d’Austria, il Salame di Felino è tra i salumi più pregiati della ricchissima tradizione norcina dell’Emilia. Continua a leggere

I FICHI, UN TOCCO DI DOLCEZZA A OGNI PIATTO

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fichiI più buoni sono i tardivi, che raggiungono la maturazione tra fine agosto e settembre, come il Brogiotto Nero, dalla buccia nerastra e polpa dolcissima, il Dottato, con la buccia verde e adatto all’essiccazione, l’Albachiara o Abate, dalla polpa chiara e delicata, e il Rigato o Panachè (come è chiamato in Liguria), una singolare tipologia dalla buccia striata. I fichi sono tra i protagonisti della cucina italiana dell’estate. Continua a leggere

PROSCIUTTO E MELONE

E’ uno dei piatti estivi per eccellenza, che coniuga le proteine del prosciutto crudo alle vitamine del melone. Fresco, genuino è anche tra i piatti unici più consigliati nelle diete, per il suo basso apporto calorico. Prosciutto e melone sarà il piatto dell’estate 2014. Dopo essere quasi scomparso dalle tavole perché era divenuto inflazionato, lo si ritrovava ovunque per quasi un ventennio: dai pranzi nunziali, alle cene tra amici, alle tavole calde come ai buffet di cene di lavoro. Oggi sta riconquistando velocemente posizioni nella classifica dei piatti estivi.

melone e prosciuttoIl prosciutto crudo deve essere di qualità, possibilmente acquistato fresco, così come il melone, rigorosamente cantalupo. Il nome deriva dal luogo dov’è stato coltivato e prodotto per la prima volta: il castello di Cantalupo, appunto, una località della bassa Sabina, in provincia di Rieti, dov’è stato portato da missionari asiatici. Oggi è coltivato in diverse regioni italiane ed è tra i frutti estivi più diffusi. Protagonista di macedonie, frullati e centrifughe è fresco e dissetante.

Abbinamento criticato negli ultimi anni per l’accostamento tra il sale del prosciutto e l’acqua abbondante contenuta nel melone. Ma, se gli ingredienti sono genuini, il risultato è garantito, senza alcun rischio per la salute. La versione più diffusa di questo piatto unico è servita abbinando due o più fette di prosciutto crudo con una o due di melone. Ma lo si può gustare anche in involtini, in cestini ricavati in una metà di melone,  con il riso, in insalata, oppure, tagliando entrambi gli ingredienti a cubetti di 2 cm serviti assieme all’insalata, a piccoli quadratini di pane tostato, o a del sedano.

Piatto da provare con il Prosciutto crudo di Parma Gran riserva di Rovagnati. Un prosciutto crudo pregiato che ha il segreto della genuinità nell’equilibrio tra la qualità della coscia di origine; la stagionatura, e il microclima nel quale essa avviene; la salatura, che non solo ne determina il gusto dolce o più saporito ma, legata all’umidità, è parte integrante e fondamentale della stagionatura.

Molto spesso prosciutto e melone è servito anche con mozzarella, preferibilmente di bufala. Più recentemente lo si trova sottoforma di spiedini sistemati sul dorso di una metà del melone stesso.

GRISSINI TORINESI, PIÙ DI UN SEMPLICE STUZZICHINO

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Grissini e prosciutto crudoLeggeri e fragranti, sono protagonisti di aperitivi e happy hour, avvolti dalla classica fetta di prosciutto crudo o accompagnati da altri salumi.

Ma i grissini torinesi non possono essere definiti un semplice stuzzichino: nel capoluogo piemontese vengono consumati in ogni momento della giornata, dalla colazione, inzuppati nel cappuccino o “tuffati” nella marmellata, ai pasti principali, spezzettati nelle minestre o nel brodo, per arrivare al dessert, immersi nella golosa crema gianduia. E naturalmente non possono mancare nell’antipasto, uniti ai formaggi locali come il tomino o la toma, il taleggio o il Murazzano. Continua a leggere

IL PROSCIUTTO, UNA SPECIALITÀ DALLE ORIGINI ANTICHE

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Crudo o cotto, è uno dei simboli della gastronomia italiana nel mondo. Accompagnato semplicemente dal pane o ingrediente principale di golosi manicaretti, a tavola il prosciutto ha sempre un ruolo da protagonista. Continua a leggere