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TORTE SALATE PER OGNI OCCASIONE

QuichePreparare una torta salata è semplice e poco impegnativo, il risultato però è sempre molto soddisfacente.

Le torte salate sono versatili, gustose, sfiziose e possono essere anche uno scaltro trucco per far mangiare le verdure ai bambini, nascondendole sapientemente tra gli ingredienti.

Sono anche una preparazione molto comoda, possono essere un gustoso piatto unico ed essere portate in spiaggia durante questo periodo dell’anno, ma sono perfette anche per il pranzo in ufficio o per un pic nic.

L’idea di racchiudere un saporito ripieno in una pasta ha origini antiche. Solitamente veniva utilizzata quella di pane, in passato però non veniva preparata per essere poi mangiata, ma solo per permettere la cottura degli ingredienti e veniva anche utilizzata come piatto da portata. La cornice era infatti spesso bella da vedere, ma dura e poco saporita.

Con il tempo però, si è presa l’abitudine di considerare anche l’involucro come una parte commestibile e così sono iniziati gli esperimenti per trovare le ricette per impasti buoni da mangiare. Oggi solitamente si utilizza la pasta sfoglia, la pasta brisée o la pasta di pane.

PasqualinaCome si diceva, le torte salate sono molto versatili, e con la giusta fantasia in cucina, è facile portarle in tavola spesso senza rischiare di annoiare i commensali.

Ci sono naturalmente anche torte salate con ricette precise e che fanno parte della tradizione, come ad esempio la Quiche Lorraine, tipica della cucina francese e la Torta Pasqualina, una preparazione che solitamente si consuma nel periodo pasquale e che, oltre ad essere squisita, ha anche un significato simbolico. Secondo la tradizione infatti la farcitura di spinaci e ricotta dovrebbe essere avvolta da 33 sfoglie di pasta, proprio a simboleggiare gli anni di Cristo.

Anche il riso si può prestare per la preparazione di torte salate. Un esempio può essere il Tortino di riso con scamorza e GranCotto Naturals, che, accompagnato da un po’ di verdura, può diventare un ottimo piatto unico.

HAMBURGER, LE ORIGINI E IDEE PER RICETTE DA PROVARE!

hambuerger classicCarne macinata, spezie, bacon, formaggio, pomodoro, insalata, salse e pane, questi gli ingredienti più utilizzati per preparare un hamburger, un tipico piatto d’oltreoceano che ha però un’origine europea.

Le polpette di carne bovina erano comuni nella città e nel porto di Amburgo e si pensa che i numerosi tedeschi immigrati negli Stati Uniti nel XIX secolo abbiamo contribuito alla diffusione della ricetta.

L’hamburger è un prodotto tipico dei fast food, ma negli ultimi anni è diventata anche una preparazione gourmet. Si sono moltiplicati i locali che preparano panini farciti con ingredienti gustosi e fantasiosi.

Prepararli a casa è semplice e si possono sperimentare numerose varianti per scegliere poi la propria preferita.

hambuerger legumiLa carne solitamente è di manzo, ma può essere anche di vitello o di pollo ad esempio. In generale è importante che non sia troppo magra per non rischiare di trovarsi un hamburger troppo stopposo dopo la cottura. Può essere insaporita con spezie come pepe, paprika, curry o zenzero. Un trito di prezzemolo basilico, rosmarino e erba cipollina possono contribuire a rendere l’hamburger davvero speciale.

Il classico bacon si può sostituire con lo speck magari abbinato alla scamorza per un gusto affumicato. Per un sapore più fresco invece si può scegliere di farcire panino con qualche fetta di prosciutto crudo, mozzarella e magari un po’ di rucola.

hamburgerOttimi possono essere anche gli hamburger preparati con merluzzo impanato o con salmone. Sono squisite anche le varianti di legumi, preparati con ceci magari abbinati a qualche fetta di coppa resa croccante in padella, fagioli o lenticchie che si possono impastare con un po’ di cotechino per ottenere una svizzera più morbida e saporitissima.

Si può variare anche sul tipo di pane. Solitamente si sceglie il panino bun, un pane molto soffice spesso ricoperto di sesamo, ma possono essere molto soddisfacenti anche panini con una crosta più croccante o magari ai cereali.

La fantasia è come sempre un’ottima alleata in cucina e permette di portare in tavola preparazioni gustose e sempre nuove.

 

TUTTE LE QUALITÀ DEI PISTACCHI

pistacchiI pistacchi sono un frutto molto prezioso per le sue qualità nutrizionali, uno snack perfetto da consumare come spezza-fame tra un pasto e l’altro e sono anche un ingrediente facilmente abbinabile in cucina. Utile per preparare condimenti per la pasta, carne, pesce, crostacei, salumi, inoltre è perfetto per i dolci.

Buono, versatile in cucina e capace di fare anche molto bene alla salute. È infatti una buona fonte di ferro calcio, magnesio e potassio e delle vitamine del gruppo B, ma anche la vitamina A C E K.

panino salame pistacchioLa pianta può raggiungere anche i dodici metri ed è originaria del Medio Oriente. Anche oggi le maggiori coltivazioni si trovano proprio in Iran e Turchia.

In Italia la coltivazione del pistacchio è circoscritta alla zona dell’Etna, la produzione è limitata, ma il pistacchio di Bronte è rinomato per il suo gusto unico e particolare. Si riconosce facilmente anche per le sue dimensioni e per il caratteristico colore verde smeraldo. Chiamato in Sicilia l’Oro Verde, è un prodotto di eccellenza ed è tutelato dal marchio DOP. Una coltivazione che per Bronte rappresenta un’importante fonte di reddito.

pesto pistacchioAl pistacchio è anche dedicata una sagra ogni anno a fine settembre. In questa occasione vengono create ambientazioni tipiche dell’antica civiltà contadina e durante la Sagra è possibile assaggiare ed acquistare prodotti in cui il pistacchio è il rigoroso protagonista. Un evento che attira ogni anno migliaia di turisti provenienti anche dall’estero.

Tostato e salato si sgranocchia con piacere all’ora dell’aperitivo, ma, come si diceva, è un prodotto molto versatile in cucina. Ottimo per preparare un pesto unito a pecorino e olio per condire una saporita pasta da preparare in pochi minuti o per rendere speciale un panino. Tritato può diventare una panatura perfetta per carne e pesce. Può essere anche l’elemento croccante di una ricetta come le Praline di mortadella al pistacchio o anche nei Grissini di sfoglia mortadella e pistacchi. In pasticceria si utilizza per preparare gelati, creme, torroni e torte.

LENTICCHIE, BUONE E VERSATILI IN CUCINA

zuppa di lenticchieLe lenticchie sono un legume spesso relegato a ruolo di portafortuna a Capodanno, ma che grazie delle sue numerose virtù, dovrebbe essere un protagonista frequente della nostra tavola. Buone e molto versatili in cucina sono l’ideale per preparare ottime zuppe, sono squisite come contorno, perfette per preparare hamburger o polpette, da usare anche sotto forma di farina per preparare pratiche frittate. Abbinate al cotechino sono una grande classico, ma sono ottime anche insaporite da cubetti di speck o pancetta, o da cubetti di zucca.

contorno con lenticchieSono un legume noto per il suo elevato potere nutritivo. Una buona fonte di proteine e carboidrati complessi, ricche di ferro, fosforo e vitamine del gruppo B, ottima fonte di fibre e per questo indicate in caso di stitichezza. Grazie a tutte queste caratteristiche nutrizionali si sono guadagnate l’appellativo di carne dei poveri.

Esistono diverse qualità di lenticchia, quelle di Castelluccio di Norcia sono tra le più conosciute e pregiate. Sono piccole e delicate, non serve ammollo e hanno ottenuto la certificazione IGP.

Le lenticchie rosse, conosciute anche come “lenticchie egiziane”, sono veloci da cuocere usate molto nei paesi medio orientali, ideali per quando si ha poco tempo in cucina, in quanto si cuociono in pochi minuti e molto digeribili in particolare nella versione decorticata.

hamburger di lenticchieLa lenticchia verde di Altamura è chiamata anche lenticchie gigante a causa delle sue dimensioni è infatti più grande rispetto alle altre. È tornata in auge negli ultimi anni e ha ottenuto la certificazione IGP nel 2017.

La lenticchia di Rascino è coltivata nell’Altipiano omonimo ad un’altitudine di 1150 metri. Sono caratterizzate da una dimensione ridotta e un colore non uniforme che va dal rossiccio al marrone scuro. Prodotte in modo naturale senza l’uso di diserbanti, concimi o altre sostanze chimiche molto spesso da aziende a conduzione familiare o da privati per consumo proprio.

Le lenticchie di Onano sono anche in questo caso prodotte all’interno del comune omonimo che si trova nella provincia di Viterbo. I semi hanno origine in Siria e in paesi del Medio Oriente come Palestina, Giordania, Iran. Una volta giunte nel Mediterraneo hanno trovato un terreno molto favorevole per la loro diffusione.

STORIA E ORIGINI DEL PANE

PaneUn panino farcito è un perfetto spezzafame a metà mattina o nel pomeriggio. Può sostituire anche un pasto, facendo attenzione agli ingredienti che si utilizzano può diventare un buon piatto unico. È goloso e sfizioso, se preparato in porzioni ridotte può essere un perfetto finger food per aperitivi o buffet.

La farcitura è indubbiamente molto importante, ma anche il pane può fare la differenza, scegliere il tipo di pane giusto in base agli ingredienti è importante se si vuole ottenere un panino perfetto. Per preparare un panino davvero buono è necessario un po’ di attenzione ed impegno, con pochi e semplici trucchi però il risultato sarà un successo assicurato. 

PaniniMa qual è l’origine del pane? Ci sono testimonianze che risalgono all’epoca dell’homo erectus che fanno pensare che già a quei tempi fosse consumato un preparato simile al pane. Si preparava infatti quello che si può considerare un antenato del pane. Venivano macinati dei cereali fra due pietre, e il prodotto così ottenuto si mescolava con acqua e veniva cotto poi su una pietra rovente.

Furono poi gli Egizi a scoprire intorno al 3500 a.C. la fermentazione, iniziarono dunque a far riposare l’impasto e a cuocere l’impasto il giorno successivo, in questo modo risultava più soffice e fragrante.

Tipi di paneI Greci erano ottimi panificatori, ne producevano più di 70 diverse qualità e aggiungevano alla ricetta base anche latte, olio, erbe aromatiche o formaggio. Furono anche i primi a panificare di notte in modo che il pane fosse pronto per essere venduto la mattina presto.

Oggi i tipi di pane sono davvero numerosi, con sapori diversi a seconda delle farine utilizzate, particolarmente saporiti, quando tra gli ingredienti si aggiungono noci, pomodoro, formaggio o salumi e aumenta anche la produzione di pane senza glutine adatto ad intolleranti, celiaci o allergici.

Si può proprio dire che ce n’è per tutti i gusti!

IL MINESTRONE DELLA LONGEVITÀ

MinestroneIl minestrone sardo è famoso in tutto il mondo per la sua bontà, ma anche per le sue numerose qualità in grado di mantenerci in salute. Lo si può infatti considerare un elisir di lunga vita.

Un piatto semplice e ricco di vitamine e fibre. Aggiungendo alle numerose verdure un po’ di fregola, un tipo di pasta molto piccola semola di grano duro molto piccola della famiglia dei couscous e un po’ di carne diventa un sostanzioso e sanissimo piatto unico.

fregolaPietanza famosa anche perché legata ad una ricetta della famiglia Melis. Una famiglia sarda entrata per anni nel Guinnes dei Primati delle famiglie più longeve.

La scelta degli ingredienti ricopre un ruolo di grande importanza se si vuole ottenere un risultato finale gustoso e che faccia davvero bene. Verdure fresche e di stagione, cottura lenta e un po’ di carne o pancetta per arricchirlo di gusto e nutrienti.

 

 

 

Minestrone Sardo

Ingredienti

50 g di fave secche

50 g di fagioli secchi

50 g di ceci secchi

1 cipolla media gialla o bianca

2 carote

2 zucchine,

2 gambi di sedano

2 patate

½ cavolfiore

1 spicchio di aglio

200 ml di passata di pomodoro

1 mazzetto di prezzemolo fresco tritato,

4 -5 foglie di basilico fresco q.b

100 g di fregula sarda

100 g di dadini di pancetta

sale q.b.

pepe nero q.b.

olio extra vergine di oliva q. b.

MinestronePreparazione

Metti a bagno fave, fagioli e ceci in una grande ciotola di acqua per una notte, scola i legumi e sciacquali bene.
Soffriggi sedano carote cipolla e aglio tritato in una grande pentola. Aggiungi la passata di pomodoro le verdure a tocchetti e i dadini di pancetta. Ricopri con acqua e porta ad ebollizione, a questo punto abbassa il fuoco e prosegui la cottura lentamente
Aggiungi la pasta il sale e il pepe e fai cuocere per circa 10 minuti. Servi il minestrone caldo e aggiungi un po’ di olio crudo in ogni piatto.

 

LE CURIOSITÀ DEGLI ITALIANI NEL 2018 IN UN CLICK

CarbonaraIn questi giorni è consuetudine ripensare a come è stato l’anno che ci ha appena lasciato e a quali sono stati i momenti più importanti per ognuno. Ma per scoprire quali sono stati gli interessi degli italiani nel corso del 2018 viene in aiuto Google Trends. Osservando quali sono state le ricerche su internet si possono capire infatti gusti e preferenze.

Ad esempio, nella sezione ricette nel 2018 si è classificata al primo posto la Pastiera, un dolce napoletano che non può mancare a tavola nel periodo di Pasqua.  Una specie di crostata ripiena di una crema a base di ricotta, canditi e grano.

PastieraAl secondo posto c’è il tiramisù, ricetta che nel 2016 si era guadagnata addirittura il primo posto nella ricerca come si prepara. Un dolce semplice, alla portata di tutti anche di chi è più inesperto in cucina e che riesce a soddisfare i palati più esigenti.Pancake La carbonara invece si trova al terzo posto, un piatto della tradizione composto da pochi ingredienti e per il quale è importante fare una scelta che prediliga la qualità per ottenere un risultato davvero squisito. Guanciale, uova, formaggio e pasta scelti con cura assicurano un piatto davvero squisito. 

Il fai da te in cucina sembra essere molto apprezzato, al quarto posto infatti si trova la Colomba pasquale, inventata in Lombardia nel 1900, diventata però velocemente il dolce tipico in tutta Italia. Una preparazione decisamente impegnativa che ha incuriosito moltissimi italiani nel 2018.

Tra le ricerche Come fare al primo posto si trova: il back up, una domanda della sfera tecnologica dunque, al secondo però torna ad essere la cucina l’interesse più vivo degli italiani che si sono chiesti come preparare un pancake, un dolce tipico della tradizione americana e che comunemente si consuma a colazione accompagnato da miele, sciroppo d’acero, frutta fresca o marmellata. L’interesse per la cucina si conferma anche nei posti successivi della classifica, tra il sesto e il decimo posto si trovano infatti le zucchine, la maionese, il pesto, il caramello e la salsa di pomodoro.

COME RICONOSCERE I CARCIOFI FRESCHI

carciofiI carciofi sono una verdura nota già presso i Greci dai quali venivano chiamati kinara i Romani invece li chiamavano cynara. In questo periodo si trovano in abbondanza sui banchi dei mercati. È una verdura molto versatile perfetta per preparazioni adatte ad ogni menù. Fritti posso essere serviti come sfizioso aperitivo, ma possono essere l’ingrediente ideale anche di ottimi antipasti, primi piatti, zuppe, torte salate, se farciti possono essere un ottimo secondo, ma sono squisiti anche come un semplice contorno.

Sono una fonte preziosa di potassio, sali minerali, fibre e ferro.

Quando sono freschi e con il gambo si possono conservare in una brocca con un po’ di acqua come se fossero un bouquet di fiori, si mantengono bene anche in frigorifero fino ad una settimana.

Ma come riconoscere i carciofi freschi?

  • carciofi tagliatiPrima di tutto si devono osservare e toccare le foglie, i carciofi freschi sono stretti e duri.
  • L’aspetto è un indizio importante. Devono essere di colore verde lucido e senza macchie nere e marroni.
  • Un altro segnale che salta all’occhio e che può dare informazioni sulla freschezza del carciofo si può trovare osservando le punte esterne che devono essere di colore verde scuro, mentre quelle interne più chiare.
  • Il gambo del carciofo deve essere tenero al tatto e privo di ammaccature.
  • Si possono trovare informazioni sulla freschezza dei carciofi anche analizzando le foglie esterne: se piegandone uno oppone resistenza e si spezza significa che è fresco, se invece se si piega e ritorna a posto, vuol dire che non è un carciofo fresco.

Per acquistare carciofi di qualità è meglio preferire quelli di dimensioni ridotte, se sono troppo grandi possono risultare troppo duri con il rischio di rovinare il piatto che si desidera preparare.

Le ricette per prepararli sono davvero tante, sicuramente l’abbinamento con salumi  e formaggi è in grado di esaltarne al meglio i sapori.

pasta carciofiFusilli carciofi e speck

Ingredienti

320 g di fusilli

200 g di speck tagliato a fette spesse

100 g di formaggio grattugiato

1 spicchio d’aglio

Olio q.b.

Sale q.b.

Pepe q.b.

Prezzemolo q.b.

Preparazione

Elimina le foglie più esterne dei carciofi, tagliali a spicchi ed elimina la “barba” interna. Cuocili in padella con un filio d’olio e uno spicchio d’aglio. Intanto cuoci la pasta al dente in abbondante acqua salata. Quando saranno cotti, elimina l’aglio, frullali con il formaggio grattugiato e un po’ di acqua di cottura della pasta fino ad ottenere una crema. Aggiusta di sale e pepe. Taglia lo speck a cubetti e saltalo in padella, unisci la crema di carciofi e la pasta.

 

 

 

CONSIGLI PER UNA LASAGNA PERFETTA

lasagneL’origine delle lasagne come è facile immaginare è molto antica. Una preparazione che si può paragonare a quella conosciuta e apprezzata anche oggi si trova fin dai tempi dei Romani. Si chiamava laganon, e indicava un piatto preparato con una sfoglia di pasta sottile fatta con un impasto a base di farina di grano, non era composta da strati, ma era un pasticcio di carne e pasta mescolati.

Negli anni comunque la ricetta è mutata fino a diventare quella delizia capace di rendere indimenticabili i tradizionali pasti in famiglia.

È un piatto elaborato e spesso si commettono degli errori che possono influire sul risultato. Esistono però dei piccoli accorgimenti da utilizzare per essere sicuri di ottenere un piatto da leccarsi i baffi.

  • lasagne tegliaChi prepara la pasta in casa deve stenderla sottile (2-3 mm) e sbollentarla in acqua bollente per 4-5 minuti  prima di farcirla e cuocerla in forno. Chi sceglie le sfoglie secche, invece, può infornarle direttamente utilizzando però una besciamella e un ragù un po’ più liquidi.
  • È bene  evitare la carta forno, è perfetta per quando si preparano torte o pizza, ma le lasagne sono una preparazione troppo umida e il rischio è quello di ritrovarsi nel piatto una porzione mista a carta. Meglio quindi ungere abbondantemente la teglia con burro ragù e besciamella per evitare che si attacchi al fondo e permettere una corretta cottura della pasta.
  • Aggiungere un po’ di pancetta al ragù lo renderà più saporito.
  • Il condimento deve essere abbondante e deve coprire tutte le sfoglie per non rischiare di sfornare una lasagna con gli angoli troppo secchi
  • Meglio non lesinare con gli strati. Per essere una lasagna golosa deve averne 4 o 5.
  • Per non rischiare di ottenere una preparazione con gli strati superiori troppo secchi è una buona idea cuocerla per la prima metà del tempo coperta con della carta di alluminio e scoprirla solo durante la seconda metà della cottura. In questo modo le lasagne saranno croccanti fuori e morbide dentro.
  • Per ottenere una perfetta doratura della superficie è bene non esagerare con la besciamella, meglio terminare gli strati mescolando abbondante ragù con un paio di cucchiai di besciamella, un po’ di formaggio grattugiato e per una crosta croccante un cucchiaio scarso di pan grattato sulla superficie.
  • A fine cottura è bene lasciarle riposare almeno 15 minuti, ne gioverà il gusto e anche la consistenza.

LA PIADINA ROMAGNOLA IGP


piadina cotto e formaggioLa piadina è una preparazione tipica dell’Emilia Romagna e ha ottenuto il marchio IGP il 24 ottobre 2014, da allora per poter definire la propria una “vera” piadina è necessario che la preparazione segua precise regole.

Gli ingredienti sono pochi e semplici: farina di grano duro di tipo 0, strutto o olio d’oliva, acqua e agenti lievitanti.

Si può trovare in due diverse varianti: la classica, compatta, rigida, friabile e spessa. Con macchie ambrate di cottura di piccole dimensioni sulla superficie con una distribuzione omogenea. Caratterizzata da un diametro da 15 a 25 centimetri, uno spessore da 4 a 8 millimetri.

piadina crudo e mozzarellaLa Riminese invece è morbida, sottile con vesciche di cottura di grandi dimensioni sulla superficie, con una distribuzione non omogenea, dal diametro da 23 a 30 centimetri e spessore fino a 3 millimetri.

In entrambi i casi è vietata l’aggiunta di conservanti, aromi e/o altri additivi.

Le origini della piadina sono molto antiche, si trovano riferimenti a preparazioni molto simili anche nell’Eneide di Virgilio e, in generale, durante tutta l’epoca romana. Durante il Medioevo gli abitanti della Romagna la preparavano con i cereali poveri per non incorrere nella tassazione che subiva il grano – e quindi il pane – da parte dei proprietari terrieri.

piadina cotto funghi e brieGiovanni Pascoli amava la piadina, la mangiava preparata dalla sorella Maria, fu lui a coniare il termine piada italianizzando il dialetto piè.

Nel secondo dopoguerra, la Piadina Romagnola si diffuse sia nelle campagne sia nelle città e, da surrogato del pane, iniziò ad essere considerata una golosa alternativa, un piatto vero e proprio da gustare con la farcitura che si preferisce.

Prosciutto crudo, squacquerone e rucola è la farcitura della tradizione, ma con fantasia si può preparare ogni giorno in modo diverso per non stancarsi mai. È ottima anche con Prosciutto cotto brie e funghi, o dal sapore affumicato con scamorza e speck, o anche coppa verdure grigliate e caprino. Da provare anche in versione dolce, con marmellata o crema di cioccolata, banana e mandorle.

MILANO GOLOSA 2018 – LA TRADIZIONE DI DOMANI

MB-MILANOGOLOSA-EVENTOInizia sabato la settima edizione di Milano Golosa, una manifestazione enogastronomica dedicata alla produzione di nicchia della gastronomia italiana. Il tema di questa edizione è la tradizione di domani. Sono circa 200 gli artigiani del gusto che presenteranno i propri prodotti. Un’occasione imperdibile per tutti gli appassionati di enogastronomia con la possibilità di scoprire e assaggiare squisiti prodotti artigianali selezionati in seguito ad una attenta ricerca gastronomica .

Sono previsti anche masterclass organizzate con WineMi, la rete che raggruppa cinque enoteche storiche milanesi,  imperdibili appuntamenti, questi,  per tutti gli appassionati di vino.

Tre giornate ricche di appuntamenti  dedicati agli show cooking, a laboratori del gusto e un’occasione per scoprire il mondo delle osterie.  

paninoNella sala PaniniAmo si potrà assistere anche ad una avvincente sfida tra blogger, durante la quale le partecipanti si troveranno a creare una loro interpretazione della Gran Michetta Gran Biscotto, un panino certificato dall’Accademia del Panino Italiano. Evento con degustazione firmato Rovagnati, Main partner dell’evento. Appuntamento con il contest intitolato Gran Michetta Gran Biscotto – la Sfida del vero gusto italiano, sabato dalle 17.00 alle 18.00 e domenica e lunedì dalle 13.00 alle 14.00.

Milano Golosa sarà aperta al pubblico sabato 13 ottobre (dalle 12 alle 20:30), domenica 14 ottobre (dalle 10 alle 20:30) e lunedì 15 ottobre (dalle 9 alle 17). L’ingresso è a pagamento. Il programma è disponibile sul sito della manifestazione (www.milanogolosa.it).

IL FRICO, GOLOSA SPECIALITÀ FRIULANA DALLE ANTICHE ORIGINI

Frico friulanoIl frico è una preparazione tipicamente friulana, in particolare della Carnia, un territorio montano i cui comuni fanno parte della provincia di Udine.

Il nome originale era fricò con l’accento sull’ultima sillaba, nel ‘900 però la lingua italiana ha contaminato  il friulano stretto e ha spostato l’accento dalla o finale alla i.

Esistono due diverse versioni di frico, una più croccante composta solo da formaggio, solitamente Montasio, fritto in olio bollente tipicamente consumata in passato dai boscaioli e accompagnata da polenta fredda. Un pasto nutriente perfetto per chi faceva lavori pesanti al freddo delle montagne alpine. Probabilmente per prepararlo si utilizzava la crosta del formaggio, un modo per non sprecare importanti fonti di nutrimento.

Esiste poi una versione più morbida. In questo caso l’aspetto ricorda quello della frittata, ma non ci sono uova tra gli ingredienti. La ricetta tradizionale prevede l’utilizzo di Montasio a cubetti, patate, cipolle e burro o lardo. Ultimamente però nei ristoranti e anche alle sagre dedicate a questa specialità, è sempre più facile trovare anche la versione più delicata che non prevede l’utilizzo della cipolla. Nei ristoranti della zona è possibile trovare anche varianti che prevedono l’aggiunta di altri ingredienti come, ad esempio,  zucca o speck.

FricoIl frico è stato descritto per la prima volta intorno alla metà del XV secolo da Martino da Como, cuoco del Patriarca di Aquileia Lodovico Trevisan, nella sua opera De Arte Coquinaria.

La leggenda però vuole che quando Sant’Ermacora andò a predicare il vangelo ad Aquileia passò anche dai paesi della Carnia e quando il viandante chiese di essere ospitato da una famiglia del luogo gli fu offerta  solo una fettina di formaggio con un po’ di polenta. Il padrone di casa sembra che fosse dispiaciuto per la povertà del piatto. Così il santo viandante gli disse: “Provate a riporre un’altra volta il siero sul fuoco! E fatelo riscaldare: noi intanto pregheremo il Signore affinché ci esaudisca!”. Si narra che a questo punto, preoccupati per il risultato finale, aggiunsero acqua e aceto per ottenere un formaggio morbido e compensare la mancanza del caglio e che il santo benedì la caldaia. Si dice che il risultato fu eccezionale e che il frico nacque proprio in questo modo.

Un piatto semplice e gustoso facile da preparare anche a casa grattugiando le patate e facendole cuocere con Motasio e cipolla in una padella antiaderente unta con burro.

CONSIGLI PER PREPARARE UN’OTTIMA PIZZA ANCHE A CASA

Pizza Margheriita

 

Amata da tutti, grandi e piccoli, famosa in tutto il mondo e divenuta anche patrimonio dell’UnescoLa pizza è un piatto completo e goloso da gustare nelle pizzerie più buone, ma non così facile da preparare a casa. Innanzitutto il forno al legna fa sempre la differenza  se si vuole ottenere una cottura davvero perfetta e un sapore inconfondibile. Questa quasi inevitabile differenza  rende più difficile la preparazione casalinga, ma seguendo i giusti accorgimenti è possibile riuscire a cucinare delle pizze speciali anche a casa.  

 

 

 

  • Attenzione all’acqua che si utilizza. L’ideale è un’acqua mediamente dura, se nella propria casa fosse però molto dolce o troppo dura, meglio preferire l’acqua minerale in bottiglia.
  • impastare pizzaPer ottenere una pizza facilmente digeribile, meglio diminuire la quantità di lievito utilizzato, mai superare gli 8-10 g per 1 kilo di farina. È poi importante riservare il giusto tempo alla lievitazione, che deve essere lunga per riuscire a portare in tavola una pizza davvero soffice e digeribile.
  • Meglio ancora scegliere come base per l’impasto una farina forte, da 270 a 350 W, perfetta per i lievitati soprattutto quelli che necessitano di una importante quantità di acqua come la pizza.
  • Chi vuole aggiungere sapore all’impasto può sostituire circa il 20% alla farina bianca con un’altra farina, ad esempio integrale o ai cereali.
  • Anche la manualità ricopre un ruolo molto importante nella preparazione di una pizza. È necessario dunque lavorare gli ingredienti energicamente perché si amalgamino bene e per evitare i grumi, infine è preferibile stenderla con le mani e non con il mattarello. Naturalmente è necessaria anche po’ di esperienza che si può raggiungere dopo un po’ di esperimenti.
  • Prosciutto e funghiLa cottura in forno elettrico di casa è più lunga rispetto a quella nel forno a legna, per questo è preferibile cuocere l’impasto già condito con olio e pomodoro per i primo 5-6 minuti in seguito aggiungere la mozzarella e infornare nuovamente fino al completamento della cottura.
  • Il momento della farcitura è quello più creativo. Si possono provare quelle più tradizionali come prosciutto e funghi, ortolana, speck e brie o lanciarsi in abbinamenti più originali come ricotta e salame, stracchino e mortadella.

Piccoli e semplici accorgimenti da provare a mettere in pratica per gustare un’ottima pizza anche a casa propria.

PROSCIUTTO E MELONE, UN PIATTO APPROVATO ANCHE DAI PADRI DELLA MEDICINA

Prosciutto e melone 3L’estate volge al termine, ma ci regala anche un po’ di giornate calde da godere appieno. Il rientro dalle ferie, spesso richiede di tornare alle proprie vecchie abitudini anche a tavola, limitando magari un po’ i vizi vacanzieri. Si sente ancora la voglia di mangiare cibi semplici e freschi e soprattutto spesso manca la voglia di stare ai fornelli.

Prosciutto e melone è un piatto tipicamente estivo e che soddisfa tutte queste esigenze. Ipocalorico, semplice e velocissimo da preparare, fresco e ricco di salute. Perfetto come pasto veloce da portare in ufficio o come pranzo al sacco per le ultime giornate da passare al mare o al parco per chi è tornato in città.

Prosciutto e melone 1Un piatto molto utile per mantenersi in forma con gusto, perché ricco di vitamine e sali minerali tanto utili quando fa caldo, in modo  particolare il potassio e il magnesio utili per evitare di ritrovarsi senza energie e con la pressione troppo bassa, ma è anche una fonte di proteine, ferro e fosforo.

Una ricetta dalle origini antiche che rispecchia i consigli dati da Ippocrate un medico, geografo e aforista greco antico, considerato il padre della medicina e Galeno, anche lui un medico greco antico, i cui punti di vista hanno dominato la medicina occidentale per secoli. Entrambi infatti ritenevano che, per rimanere in salute, il corpo dovesse raggiungere un equilibrio tra i quattro elementi acqua, aria, terra e fuoco.  

Prosciuto e melone 2Secondo l’antica medicina ippocratica anche il cibo ha una sua caratteristica collegabile ai quattro elementi da tenere in considerazione quando si porta in tavola un piatto e il prosciutto e melone raggiunge perfettamente il ricercato equilibrio. Il melone ad esempio era considerato un cibo umido e freddo collegabile all’elemento acqua; il prosciutto, invece era considerato un cibo caldo e asciutto, perché durante la stagionatura subisce un processo che “scalda e asciuga” la sua natura in origine “fredda”. In questo senso dunque anche secondo i due famosi medici greci Prosciutto e melone è un piatto perfettamente bilanciato.

PRANZO IN SPIAGGIA: COME CAMBIANO I GUSTI DEGLI ITALIANI

CapreseFerragosto è una giornata da festeggiare con gli amici o con la famiglia. In molti scelgono di trascorrerla passando la giornata al mare. Per godersela fino in fondo in molto scelgono di organizzarsi e preparare una borsa frigo con il pranzo così da non dover rinunciare neanche ad un minuto di spiaggia, mare e sole per mangiare.

Secondo Coldiretti il trend dei pranzi in spiaggia degli italiani è profondamente cambiato. Sono sempre meno le persone che decidono di portare piatti di lunga digestione come lasagne, polpette o parmigiana. Il tipico pranzo in spiaggia che preparavano le nonne sembra attraversare una fase di declino. Oggi la maggioranza delle persone sceglie la via salutista e preferisce consumare fresche insalate e tanta frutta.

Insalata di pastaIn particolare il 27% degli italiani porta in spiaggia insalate di riso o di pollo o di mare, contro solo il 5% che continua a preferire le classiche lasagne. Il 19% degli italiani ama gustare un piatto fresco e semplice come la caprese, il 18% invece affida il suo pranzo ad una dissetante macedonia

Solo il 6% continua a prediligere la parmigiana di melanzane,  il 9% la frittata di verdure e un piccolissimo 3% le polpette. Bocconcini prosciutto e fichiUna tendenza che appare molto chiara, gli italiani hanno scelto la salute e si può fare facilmente, seppur senza rinunciare al piacere della tavola.

Con un po’ di fantasia è facile preparare piatti semplici e leggeri da portare in riva al mare. Oltre alla classica insalata di riso si può variare preparando una pasta fredda, ricca di verdure e insaporita da dadini di prosciutto. Il prosciutto crudo poi si abbina molto bene alla frutta, preparare dei bocconcini con spicchi di fichi a cui avvolgere le fette di prosciutto sarà facile e veloce, bisogna però preparane in abbondanza perché  il risultato è sicuramente “uno tira l’altro”.

SUPERFOOD ESTIVI PER SENTIRSI BENE E FAVORIRE LA TINTARELLA

insalata anguria e fetaPer stare bene durante la stagione calda è importante nutrirsi in modo adeguato. Il caldo spesso abbassa la pressione e fa calare la fame. Prima di tutto è necessario bere in abbondanza per reidratarsi e recuperare i sali minerali persi con la sudorazione. Almeno due litri di acqua al giorno sono il quantitativo minimo da assumere.

Ci sono poi tanti alimenti perfetti per il caldo estivo e che permettono di mantenersi in salute. Sono alimenti ricchi di nutrienti utili anche per preparare la pelle all’abbuffata di sole. Naturalmente è sempre importante proteggersi anche con le giuste creme solari, ma l’alimentazione può essere di grande aiuto

Anguria e centrioli, ad esempio, sono composti  per una grande percentuale di acqua (il 90% per l’anguria) e favoriscono la diuresi. I cetrioli inoltre sono una fonte di potassio, elemento molto utile in questo periodo dell’anno.

insalata carote e radicchioLe carote non possono mancare dalle tavole estive perché sono l’alimento più ricco di beta-carotene e vitamina A, per questo sono capaci di stimolare la melanina e di permettere dunque un’abbronzatura sana e duratura.  Ne sono un’ottima fonte anche il radicchio, che pur non essendo un’insalata tipica della stagione si può trovare facilmente tutto l’anno, il melone, le  albicocche, la lattuga e i pomodori.

prosciutto e meloneProsciutto e melone, il piatto immancabile dell’estate, fresco, leggero e veloce da preparare, permette di dissetarsi, grazie all’alta percentuale di acqua di cui è composto il melone e di assumere buone quantità di beta-carotene e vitamina A. Accompagnandolo con un’insalata di radicchio e carote si prepara un pranzo davvero perfetto per prepararsi alla spiaggia e ai raggi solari.

Le insalatone sono un altro piatto tipico dell’estate, inserire spesso l’avocado tra gli ingredienti è sicuramente una scelta vincente.  È buono e una fonte di grassi buoni, inoltre è ricco di vitamine D ed E.

Tutti alimenti facili da trovare durante l’estate e perfetti per preparare piatti semplici gustosi e ricchi di salute.

IDEE PER INSALATE DI RISO SEMPRE NUOVE

insalata riso feta e pomodoriniL’insalata di riso è una preparazione perfetta per questo periodo dell’anno. Ideale da portare in ufficio per un pranzo veloce nutriente e fresco, da gustare nelle calde serate estive, magari in compagnia di amici e anche per portarla in una borsa frigo in spiaggia e gustarla sotto l’ombrellone.

Le origini dell’insalata non sono molto chiare, ma sembrano legate a vari piatti tipici del mediterraneo. Un piatto unico che ricorda infatti la paella spagnola o il cous cous. Si pensa che venisse preparata, probabilmente dalla popolazione più povera, ma considerata un piatto non sufficiente elegante da essere riportato nei ricettari.

La tradizione, soprattutto quella della famiglia, ricopre un ruolo di grande importanza in questa ricetta. Non ne esiste una, ma tante quante sono le famiglie a prepararla. È il tipico piatto che ha i sapori dei ricordi. La ricetta di solito è quella della mamma o addirittura della nonna. È anche il tipico piatto svuota-frigo che può quindi avere ogni volta un sapore un po’ diverso.

riso venere e gamberiDi certo però se si vuole cambiare e si ha voglia di sperimentare nuovi sapori, le possibilità sono quasi infinite. Si può variare il cereale alla base, quindi sostituire il riso con orzo, farro, grano oppure preparare un mix di cereali, una scelta ricca di gusto e salute. Oppure utilizzare la propria fantasia per trovare nuovi abbinamenti tra gli ingredienti da utilizzare per i condimenti. In molti scelgono come base le preparazioni comunemente in commercio e la arricchiscono con cubetti di formaggio, dadini di prosciutto cotto e, in alcuni casi, uova sode. Ottima anche la versione a base di pesce, con mazzancolle e zucchine oppure dal sapore affumicato con speck e scamorza o anche una versione particolarmente fresca e saporita con feta, pomodorini e fagiolini.

LE INCERTE ORIGINI DELLE UOVA ALLA BENEDICT

Uova alla benedict asparagi e crudoLe uova alla Benedict sono un piatto solo apparentemente semplice da preparare e che solitamente si mangia la mattina per una colazione abbondante. Un tipico brunch newyorkese, un piatto da provare assolutamente se si visita la Grande Mela.

Si tratta di un muffin diviso a metà e tostato con una fetta di prosciutto o bacon arrostito e un uovo in camicia, il tutto insaporito da una squisita salsa olandese.

Le origini sono incerte, probabilmente si devono a Lemuel Benedict un broker di Wall Street che, nel 1894, per smaltire una sbornia in seguito ad una notte brava chiese al Waldorf Hotel  un «buttered toast, poached eggs, crisp bacon and a hooker of hollandaise». La ricetta piacque così tanto a Oscar Tschirky, il maitre dell’hotel, che decise di inserirlo nel menù.

Uova alla benedict con prosciuttoSecondo altre testimonianze la ricetta potrebbe essere legata al Delomonico’s Restaurant di proprietà della signora Legrande Benedict, la quale, stanca del solito menù chiese che le venisse preparata una colazione nuova e il risultato piacque così tanto allo chef Charles Ranhofer che lo inserì nel suo libro di ricette del 1894.

Una coppia di Edimburgo Mr & Mrs Benedict invece, ingaggiò addirittura uno studio legale di Londra per diffidare chiunque dall’utilizzo dei diritti commerciali, editoriali, pubblicitari e letterari delle “Eggs Benedict” perché sostenevano di poter dimostrarne proprietà intellettuale alla propria famiglia facendone risalire la paternità fin dal 1794.

Uova alla Benedict e baconAnche l’Artusi aveva inserito la ricetta nel suo famosissimo La scienza in cucina e l’arte ci mangiare bene:  “Scocciatele quando l’acqua bolle e fatele cadere da poca altezza .
Quando la chiara è ben rappresa quando la chiara è ben rappresa e il torno non è più tremolante, levatele con la mestola forata e conditele con sale, pepe, cacio e burro.
Se volete una salsa può servire quella di pomodoro, la salsa verde oppure una appositamente fatta che comporrete disfacendo un’acciuga nel burro caldo e aggiungendovi capperi spremuti dall’aceto e alquanto tritati; ma questa salsa non è per tutti gli stomachi.
Ho veduto servirle anche sopra uno strato, alto quanto un dito, di puré di patate, oppure sopra spinaci rifatti al burro”.  

Non è una ricetta così semplice da realizzare perché per preparare un buon uovo in camicia serve un po’ di manualità e pratica in cucina, ma è sicuramente un piatto perfetto per le lente mattine di vacanza, magari da gustare a letto.

CURIOSITÀ E IDEE PER USARE LE CILIEGIE IN CUCINA

ciliegieSeguire le stagioni e acquistare i prodotti tipici del periodo permette di mangiare bene, godere di cibi gustosi e anche di risparmiare. In questo periodo si possono fare scorpacciate di ottime ciliegie.

Bellissime, dolci, ma con una punta di asprigno. Una caratteristica che si ritrova più fortemente in alcune qualità come le Ferrovia o ancor di più le amarene,  meno invece in altre, come il durone nero di Vignola, quella di Marostica IGP o la Mora di Verona.

Leggermente lassative, fonte di vitamina C e A. Contengono inoltre acido folico, calcio, magnesio e potassio,  questi ultimi sono due elementi da assumere con frequenza proprio durante il periodo estivo quando ne aumenta il fabbisogno giornaliero a causa del caldo intenso.

Una pianta che in Giappone rappresenta fragilità, bellezza e rinascita, sensualità e femminilità. E secondo una credenza popolare la sua fioritura abbondante è da considerarsi di buon auspicio per i raccolti e per il futuro degli studenti. I frutti invece sono considerati sacri per le energie che si crede siano di grado di trasmettere all’organismo e inoltre, da quelle parti, il colore rosso del frutto viene paragonato al coraggio dei samurai.

ciliegioIn Italia invece, un tempo si faceva un divertente giochino utilizzando i noccioli delle ciliegie attraverso il quale, si diceva, si potesse predire il matrimonio di una ragazza. Dopo aver terminato di mangiare le ciliegie, si usava contare i noccioli dicendo: “quest’anno, l’anno prossimo, un giorno, mai”, una sorta di “m’ama, non m’ama”.

La tradizione inoltre ritiene che sia una buona idea piantare un ciliegio nel giardino della propria casa e che offrirne i frutti è segno di fratellanza e di amicizia.

Una pianta meravigliosa e dotata di grande fascino che produce frutti squisiti da mangiare in purezza, ma anche ottimi ingredienti per ricette dolci. I più arditi le apprezzeranno anche in preparazioni salate. Possono essere l’ingrediente per una insalata di riso viola, abbinate a erba cipollina, prosciutto cotto a cubetti e mozzarella. Oppure il cuore dolce di involtini di pollo arrotolati con prosciutto crudo. O anche la decorazione di semplici e saporite tartine su cui spalmare un velo di burro salato e una fettina sottile di prosciutto crudo.

IDEE E CONSIGLI PER SQUISITI PIATTI CON LA FRUTTA SECCA

Pesto PistacchiSiamo abituati a consumare frutta secca quasi esclusivamente durante il periodo di Natale, a fine pasto quando ormai siamo abbondantemente sazi o come ingrediente di torte ricche, un alimento dunque, utilizzato solo di rado.

La frutta secca è un alimento dalle numerose proprietà nutritive, per questo sarebbe bene consumarla con maggiore frequenza. Ricca di vitamina E, Omega 3 e Omega 6, acidi grassi importanti per mantenersi in salute e sono anche una importante fonte di fibre e sali minerali. Un po’ troppo ricca di calorie se si eccede nel consumo, ma per evitarlo può essere una buona idea utilizzarla nelle ricette di primi e secondi piatti piuttosto che il più tipico consumo a fine pasto, quando c’è un rischio maggiore di ingerire una quantità eccessiva di calorie al pasto.

È buona e molto versatile in cucina, durante l’estate, quando la voglia di stare ai fornelli scarseggia può essere un ingrediente valido per preparare deliziosi pesti e condimenti per primi piatti, buoni da leccarsi i baffi.

Pesto mandorle e pomodori secchiCondire gli spaghetti con un trito di pistacchi, buccia e succo di limone e olio, assicura un piatto delicato, ma molto sfizioso. Chi non ama il sapore asprigno del limone può utilizzare i pistacchi e unirli a menta e aglio per un condimento fresco e originale. Le mandorle pelate sono ottime abbinate alla rucola per un pesto stuzzicante, o unite a pomodori secchi, basilico, aglio e ricotta salata una pasta dal sapore intenso. Un primo piatto dal sapore autunnale, invece, si può ottenere in pochi minuti facendo imbiondire uno spicchio d’aglio in un po’ d’olio, aggiungere nocciole tritate, grana e un po’ di prezzemolo e si otterrà una pasta davvero golosa. Se si desidera invece un condimento cremoso e ricco di gusto si può ottenere in pochi minuti unendo ricotta, noci e speck. Con un po’ di fantasia e in poco tempo si possono inventare sughi sempre diversi velocissimi da preparare, buoni e che fanno davvero bene!

RICETTE E CURIOSITÀ SUI FINOCCHI

Finocchi crudiMaggio è l’ultimo mese in cui è possibile gustare il piacevole sapore dei finocchi. Poi bisognerà aspettare l’autunno per trovarli nuovamente freschi e saporiti.

È infatti un prodotto che sopporta bene le basse temperature invernali. Originario del Medio Oriente è arrivato nel Mediterraneo nel tardo Medioevo dove ha trovato clima e terreni perfetti per il suo sviluppo e la sua diffusione. In Italia si coltiva principalmente nelle zone centrali e meridionali dello Stivale.

È una pianta dalle riconosciute proprietà antiossidanti, depurative e digestive, al termine di pasti particolarmente pesanti si consiglia infatti di consumare una calda tisana di finocchio. Già gli antichi egizi ne conoscevano le qualità e lo utilizzavano proprio come digestivo. In India invece veniva utilizzato per produrre filtri afrodisiaci e contro i morsi del serpente.

finocchi al fornoIl termine infinocchiare, che si utilizza con il significato di prendere in giro qualcuno, è strettamente legato a questo ortaggio. I finocchi infatti hanno il potere di alterare la funzionalità delle papille gustative e dopo averli mangiato, tutto sembra più buono e più dolce.  Per questo un tempo gli osti che non brillavano per onestà erano soliti offrire spicchi di finocchio in pinzimonio agli avventori del proprio locale prima di dare loro del vino scadente o addirittura diventato aceto in modo da mitigarne il gusto e ingannare così il proprio cliente.

Crmble finocchi e BresaolaIn cucina è un ingrediente molto versatile, ottimo da consumare crudo in pinzimonio o in insalata, la tradizione siciliana ad esempio li serve con arance e olive nere. Squisito anche cotto al vapore, bollito o anche al forno. Unito ad altri ingredienti, può diventare un ottimo piatto e uscire così dalla sua solita categoria di contorno, ad esempio questo Crumble di bresaola Snello e finocchi, una ricetta saporita e originale perfetta quando si vuole servire un piatto nutriente e semplice da preparare, l’ideale per un picnic o una gita fuori porta.

LA STAGIONE DEGLI ASPARAGI

Asparagi e crudoLa primavera è ormai arrivata e con lei gli squisiti prodotti da poter assaporare in questo periodo dell’anno, quando sono particolarmente gustosi e approfittando del prezzo più basso. Le settimane di pioggia e umidità, seguite dai giorni di caldo e sole, hanno fatto sbocciare la produzione di asparagi in tutta Italia, l’abbondanza dunque permette di poterli acquistare a prezzi abbordabili.

Questo quindi è il momento giusto, per chi ama in modo particolare questi ortaggi, per portarli in tavola con più frequenza e togliersi la voglia.

AsparagiAi mercati si trovano diverse varietà, l’asparagina cioè gli asparagi più sottili sono particolarmente saporiti e perfetti per preparare frittate ottime. Gli asparagi più grossi e carnosi sono solitamente più facili da trovare e molto belli quando si vuole preparare un piatto che sia bello oltre che buono.
Ci sono poi gli asparagi bianchi, di questo colore perché vengono fatti crescere sotto terra, metodo che inibisce la produzione di clorofilla che conferisce il tipico colore verde. È una qualità caratterizzata da un sapore particolarmente delicato. Sono da provare anche gli asparagi selvatici dal sapore un po’ più pungente, perfetti per una frittata o da Asparagi con polloconservare in vasetto per allungarne almeno un po’ la stagione.

L’abbinamento degli asparagi con le uova è un classico, ma è un ortaggio che si abbina molto bene anche a formaggi e salumi. Arrotolandolo del prosciutto crudo o speck e farlo rosolare in forno qualche minuto a 190°, si può ottenere un antipasto davvero sfizioso o un secondo piatto leggero e goloso.

Ottimo condimento per paste o ingrediente prezioso per torte salate, accostarlo alle carni bianche permette di ottenere un piatto delicato, ma dalle grandi soddisfazioni.

Per un piatto gourmet con gli asparagi si possono utilizzare scaglie di tartufo o azzardare l’accostamento con le fragole e magari gamberetti per un’insalata fresca originale e nutriente.

DIECI REGOLE PER IL PANINO PERFETTO

Panini al prossciutto cottoIl panino è il tipico pranzo frugale, un insieme di ingredienti assemblati per riempire lo stomaco vuoto e riprendere subito la propria il vita frenetica o il proprio lavoro. Può essere però anche un momento particolarmente goloso della giornata se si dedica il giusto tempo e cura nella preparazione.

Negli ultimi anni si sta diffondendo infatti la proposta di panini gourmet nei locali, ma non è così difficile replicarli anche in casa, migliorando nettamente e con poco sforzo il proprio pranzo o spuntino.

  • Prima di tutto è importante prendersi il proprio tempo, la fretta non è mai una buona consigliera. Pur essendo, come si diceva, un pranzo frugale, prendersi qualche minuto in più può fare davvero la differenza.
  • Naturalmente uno degli elementi più importanti per la realizzazione di un sandwich è la scelta del pane. Non dipende solo dai propri gusti personali, per un ottimo risultato è necessario anche tenere in considerazione quali saranno gli ingredienti che si utilizzeranno per farcire il panino. Se si intende utilizzare molti ingredienti umidi e liquidi, come formaggi molli e salse, meglio sceglie un pane dalla mollica compatta per evitare che un panino troppo morbido di inumidisca e diventi fastidiosamente molliccio.  Al contrario una farcitura croccante si abbina bene ad un pane morbido.
  • Panini al salameÈ anche importante lo spessore del pane, se è troppo alto si rischia di fare fatica ad addentarlo e che gli ingredienti all’interno sguscino fuori mentre lo si morde.
  • Mai farcire a caso, ma architettare e scegliere sempre con cura ingredienti i cui sapori si abbinino bene tra loro.
  • È di grande importanza la posizione degli ingredienti quelli dal sapore più deciso, come sott’aceti o olive, sono da dosare bene e da inserire al centro per evitare che coprano tutti gli altri sapori, con questo accorgimento invece si potrà percepirne i sapori in modo piacevolmente amalgamato. Le salse invece vanno messe a contatto con il pane.
  • Imburrare le due fette di pane significa renderle idrorepellenti ed evitare quindi che il pane assorba troppo le salse e diventi mollicio.
  • Per un panino perfetto si deve tenere in considerazione anche la temperatura degli ingredienti, è bene che sia uniforme, scaldare dunque il panino, se farcito con carne trita, formaggio, pollo appena cotto. Meglio scegliere la temperatura ambiente se si usano invece ingredienti freddi come formaggi spalmabili, salmone affumicato, gamberetti.
  • PaniniLa temperatura è importante anche quando di scelgono i salumi, il prosciutto cotto può essere servito caldo, il crudo invece non si deve mai scaldare troppo, si rischia di rovinarlo, lo stesso vale per la coppa e il salame. La porchetta invece può essere utilizzata per farcire panini che necessitino anche di lunghe permanenze sopra la griglia, magari per far sciogliere un ottimo formaggio.
  • Le verdure crude è meglio utilizzarle quando si intende consumare il panino dopo poco dalla preparazione, se invece si imbottisce in anticipo meglio evitarle, si appassirebbero e diventerebbero sgradevoli e non più piacevolmente croccanti.
  • Anche la confezione in cui lo si racchiude per portarlo al lavoro, o in borsa per una gita, ha grande importanza. Pellicola se si tratta di un panino morbido, con la quale avvolgerlo stretto soprattutto in caso di farcitura abbondante. Carta da forno o carta argentata per una chiusura meno compatta e per preservarne la fragranza quando si tratta di un panino croccante.

BARBABIETOLA, VERSATILE IN CUCINA E RICCA DI QUALITÀ

barbabietoleLa barbabietola o rapa rossa è una radice che raramente arriva sulle nostre tavole, è molto più utilizzata invece nei pesi nordici, ma sarebbe da inserire nella propria dieta per le numerose qualità che la caratterizzano. È una radice ricca di sali minerali, vitamine e aminoacidi, fibre utili all’intestino e vitamine del gruppo B, utili a rafforzare il sistema immunitario. È ricca anche di acido folico, caratteristica che la rende perfetta per le donne incinta, assumerne la giusta quantità aiuta infatti la normale crescita del bambino.

Il suo colore intenso è utilizzato anche dall’industria alimentare per cambiare l’aspetto di alcuni alimenti in modo naturale, quando viene utilizzata appare tra gli ingredienti come E162.

Insalata babrbabietola fetaDella rapa rossa di solito si mangia solo la parte tondeggiante rossa, ma in realtà sono buonissime e molto salutari anche le foglie, si possono cucinare facilmente come se fossero degli spinaci. La radice invece di solito si consuma bollita e in insalata, da provare a cubetti con la feta, il sapore salato e acidulo del formaggio greco si abbina benissimo a quello dolciastro della barbabietola. È consigliabile condirla sempre con qualche goccia di limone per favorire l’assorbimento di ferro di cui è ricca.

Hummus ceci e barbabietolaMa le barbabietole si abbinano spesso anche alla patate, magari cotte al forno, o a cubetti piccoli come ingrediente dell’insalata russa. Il colore intenso può rendere davvero speciale un risotto, si possono utilizzare per preparare un coloratissimo hummus, unendolo ai ceci, da gustare poi con bastoncini di carote. Abbinate invece a pancetta  e ricotta diventano un ottimo ripieno per della pasta fresca.

Un alimento consigliabile a chi si sente sempre stanco, a chi ha l’influenza o soffre di stitichezza, ma in generale è adatta un po’ a tutti.

TANTE IDEE PER UNA CENA DI SAN VALENTINO RICCA DI GUSTO E AMORE

Insalata di pere noci gorgonzola e coppaOggi si festeggia San Valentino, la festa degli innamorati. Una ricorrenza celebrata in modo particolare in Europa, nelle Americhe e in Estremo Oriente. L’origine è molto antica a base religiosa e venne istituita da papa Gelasio I nel 496 d.C. sostituendo la precedente festa pagana delle Lupercalia che si svolgeva nello stesso periodo.

Sul santo, noto per il suo messaggio d’amore, si tramanda una leggenda secondo la quale il religioso avrebbe donato ad una ragazza di umili origini la somma necessaria a celebrare il proprio matrimonio senza la quale sarebbe stato impossibile per lei coronare il proprio sogno. Si pensa dunque che questo generoso gesto sia la ragione per la quale il vescovo Valentino è stato tramandato come  il protettore degli innamorati.

Involtini di vitello farcito con Gran BiscottoOggi come oggi, il lato religioso della festa si è perso ed è rimasta, però, la parte più romantica. In questa giornata gli innamorati di tutto il mondo festeggiano con regali, Valentine (biglietti usati per dichiarare il proprio amore) e serate speciali all’insegna dell’amore e del romanticismo.

La sera di San Valentino spesso si festeggia al ristorante, insieme a un numero esorbitante di coppie. Spesso è difficile riuscire a prenotare, ci si ritrova a casa all’ultimo momento senza essere riusciti a fare la spesa e a preparare niente di speciale per l’occasione.

Pappardelle con asparagi e Gran BiscottoUn’idea alternativa è quella di organizzarsi per tempo e preparare una cena, magari un po’ raffinata,  da godersi nell’intimità delle propria casa, preparando piatti speciali e aprendo una bottiglia di vino importante. L’insalata di pere noci gorgonzola e coppa o il Gran Biscotto Rovagnati con asparagi bianchi sono due originali ed eleganti antipasti con cui iniziare la cena. Le Pappardelle agli asparagi con Gran Biscotto è un primo piatto semplice e gustoso e per un impiattamento speciale si possono avvolgere le fette di prosciutto e ottenere delle romantiche rose. E per un secondo piatto davvero gustoso, sono perfetti gli Involtini di vitello farcito con Gran Biscotto, asparagi bianchi e salsa olandese.

Dedicando il giusto impegno sarà possibile servire in tavola piatti squisiti da gustare con il proprio grande amore.

PASTA E CECI, UN PIATTO NUTRIENTE E DALLE NUMEROSE VARIANTI

shutterstock_738218566I ceci sono un legume arrivato dall’oriente, diffuso prima in Egitto per nutrire gli schiavi e poi in tutto il mediterraneo.

Consumati in abbondanza già dai Romani che ne attribuivano anche proprietà afrodisiache.  Sono un alimento ottimo e molto nutriente. Ricchi di ferro e proteine, un ottimo alimento da abbinare alla pasta per ottenere un piatto unico gustoso e completo.

shutterstock_216995659Si possono servire come aperitivo, dopo averli ricoperti di spezie come paprika e curcuma e passati in forno per circa 30 minuti a 180°. Con la farina, si può preparare la farinata o delle frittate in forno o in padella, magari arricchite con verdure. Frullandoli e unendoli a limone e thaina si ottiene l’hummus, schiacciandoli si possono preparare polpette o hamburger vegetali.

La tradizione italiana vede i ceci utilizzati per un piatto unico squisito, la pasta e ceci. Ha numerose varianti ragionali oltre a quelle familiari, è infatti il tipico comfort food preparato e tramandato di madre in figlio. Si tratta di un piatto di origine contadina, perfetta per chi aveva bisogno di ritrovare le forze dopo una faticosa giornata tra i campi.

In Puglia si prepara con le fettuccine e dopo aver cotto la pasta se ne prende una parte, la si frigge e si unisce per completare il piatto. In Lazio, a fine cottura viene aggiunta l’acciuga soffritta a parte con uno spicchio d’aglio e pomodoro. Nella tradizione toscana si insaporisce con aglio e pomodoro, quella napoletana, invece è arricchita dalla pancetta e prevede la cottura della pasta insieme ai ceci.

shutterstock_720059803PASTA E CECI ALLA NAPOLETANA

400 g. di ceci secchi
250 g. di ditalini
100 g di pancetta a cubetti
1 carota
1 cipolla
1 gambo di sedano
2 rametti di rosmarino
Olio q.b
Sale q.b.
Bicarbonato q.b.

Preparazione

Lascia in ammollo i ceci per almeno 12 ore in abbondante acqua fredda con un pizzico di bicarbonato. Trita il sedano, la carota e la cipolla e soffriggili con un filo d’olio. Aggiungi i dadini di pancetta, quando sarà rosolata versa i ceci sciacquati insaporisci con il rosmarino e aggiungi l’acqua sufficiente a coprire  ceci. Cuoci per circa un’ora e mezza, e aggiungi il sale verso fine cottura. Frulla circa metà dei ceci fino ad ottenere una crema versala nella pentola. Cuoci la pasta insieme ai ceci e servi ben caldo.

 

 

 

CARCIOFI, UNA BONTÀ DA GUSTARE FINO ALLA PRIMAVERA

shutterstock_708518356È questo il periodo dell’anno migliore per acquistare i carciofi. Siamo nel pieno della loro stagione, il momento della raccolte va infatti da novembre ad aprile-maggio, per questo ora si trovano facilmente, sono buoni e non costano troppo.

I carciofi che sono più spesso presenti sui banchi di mercati e supermercati in Italia sono quelli sardi, la Sardegna infatti è la regione leader nella produzione di questa verdura, ma sono coltivati anche in Sicilia Lazio, Liguria e Campania. Le prime coltivazioni risalgono ai tempi dei Romani una verdura nota anche per le sue proprietà medicinali e che si diffuse nei secoli presso le civiltà dell’Italia meridionale e insulare.

shutterstock_589162625Sono trai vegetali più ricchi di fibre per questo sono davvero molto utili al buon funzionamento dell’intestino è inoltre una buona fonte di vitamina B, C e K.

I carciofi sono alla base di moltissime ricette della cucina popolare italiana tra cui la squisita vignarola.shutterstock_193034921 È una ricetta di origine contadina, l’origine del nome di questa ricetta fa riferimento al vignarolo, il fruttivendolo, forse perché in origine veniva preparata con gli avanzi delle vendite quotidiane. L’origine del piatto però è incerta, forse veniva preparata dai viticoltori della zona di Velletri, una zona ampiamente coltivata con i vigneti, intorno ai quali venivano coltivate fave e piselli che sono presenti nella ricetta. I viticoltori probabilmente preparavano questo piatto al ritorno dai campi con le verdure raccolte negli orticelli, tutte da cuocere in pochi minuti.

Una preparazione da cucinare in primavera con gli ultimi carciofi, le mammole, insieme a piselli fave e magari gustare con qualche fetta di pane secco. Viene servita come zuppa lasciandola un po’ liquida oppure lasciandola asciugare di più si può servire come antipasto o come ricco contorno.

Una ricetta tramandata di famiglia in famiglia e per questo ricca di varianti. In alcune famiglie viene insaporita con della pancetta e utilizzata per condire paste o risotti.

OBIETTIVO 2018: MENÙ GUSTOSI E RICCHI DI SALUTE

094551597_3105Il nuovo anno con i suoi buoni propositi e il rientro dalle vacanze sono i giorni che vengono scelti molto spesso dalle persone che intendono iniziare a prendersi maggiormente cura di se stessi e magari cercare di tornare in forma, dopo un po’ di giornate particolarmente impegnative dal punto di vista culinario. Lasciare passare i primi giorni di ambientamento al cambio di ritmi e di orari è una scelta migliore però, se non si vuole rischiare di fallire e non rispettare i propri propositi in pochi giorni.

Il rientro al lavoro ha sempre bisogno di un po’ di pazienza per recuperare le abitudini quotidiane perse durante le vacanze, quando è stato possibile prendersi i propri tempi, alzarsi più tardi e quando le occasioni per stare in compagnia e magari lasciarsi andare un po’ a tavola, sono state indubbiamente numerose. Per questa ragione, il week end che sta per iniziare è il momento migliore per organizzarsi e ripartire lunedì prossimo con le migliori intenzioni.

s0_350Prendersi cura del proprio corpo senza rinunciare al gusto è possibile e non troppo difficile se ci si organizza nel modo giusto. È importante dedicare il giusto tempo alla preparazione dei piatti.

Meglio evitare, infatti, bar, ristoranti e take away se si vuole nutrire il proprio corpo con alimenti più semplici e sani.

Sfruttando un ottimo prodotto di stagione come il radicchio si possono portare in tavola i Cavatelli con prosciutto cotto radicchio tardivo e noci un piatto squisito e veloce da preparare. La frutta secca è una risorsa molto importante per una dieta sana. Aggiungerla ai piatti alle insalate e a i dolci assicura gusto , porta una piacevole croccantezza e numerose vitamine, nel caso delle noci si arricchisce il piatto di preziosi omega 3 e omega 6. Gli Involtini di bresaola invece sono una soluzione davvero golosa per un pratico pranzo in ufficio.

113203141_9557Le Zucchine ripiene di quinoa con prosciutto cotto Snello sono invece un piatto unico ricco di proteine adatto ai celiaci perché la quinoa è uno pseudo-cereale senza glutine e lo è anche il prosciutto cotto Snello.

Tante idee per iniziare a cucinare piatti ricchi di sapore, ma anche adatti a tornare in forma. In questo periodo inoltre si può approfittare anche della vantaggiosa offerta dell’e-shop di Rovagnati, fino al 25 gennaio 2018 acquistando cinque prodotti della linea Snello la spedizione è gratuita.

COTECHINO DURANTE LE FESTE: TRADIZIONE E IDEE ORIGINALI

Cotechino e lenticchieDurante il cenone di capodanno non può mancare, è il re indiscusso, il vero protagonista, stiamo parlando del cotechino.

È una pietanza tipica dell’Emilia Romagna e in particolare di Modena, dove un tempo veniva preparato nel giorno di Santa Lucia e cucinato e gustato in occasione delle festività natalizie perché composto da parti del maiale che hanno bisogno di essere consumate velocemente in quanto deperiscono in fretta. L’ingrediente principale un tempo era la cotenna a cui si aggiungevano altre carni del maiale non adatte alla stagionatura e ricche di tessuto connettivo, è proprio grazie a quest’ultimo che la consistenza dell’insaccato risulta piacevolmente gelatinosa. Oggi si può preparare per tutto il periodo invernale, grazie alle produzioni industriali, ma certamente il periodo di Natale e Capodanno è quello in cui viene apprezzato maggiormente.  Nei classici menù delle feste è sempre presente e fa felici i palati di grandi e piccini.

Cotechino in crostaLa tradizione vuole che venga servito con le lenticchie, che si ritiene siano anche di buon auspicio per le finanze oltre ad essere buonissime abbinate alla particolare carne del cotechino. In alternativa viene spesso accompagnato anche da puré o polenta. Per consumarlo in modo più originale e inusuale, si può utilizzarlo per preparare un gustosissimo ragù o un risotto  i più esperti, poi, potrebbero cimentarsi nel preparare un cotechino in crosta o uno sfiziosissimo  finger food utilizzando le fette di cotechino come se fossero degli hamburger per farcire delle tartine aggiungendo anche insalata e pomodori.

Per le persone che durante le festa hanno voglia solo di riposare per recuperare fino in fondo le energie necessarie ad affrontare un nuovo anno, ma devono organizzare la cena per passare una fine dell’anno indimenticabile con gli amici, la tecnologia e Rovagnati vengono in grande aiuto. Sull’e-shop di Rovagnati infatti si possono trovare tantissimi ottimi prodotti, perfetti per preparare un menù di ricco e gustoso.

FestaUna volta ultimato il menù, per una serata dell’ultimo giorno dell’anno davvero tradizionale, non manca altro che aspettare la mezzanotte facendo il conto alla rovescia, brindare con ottime bollicine, gustare pandoro e panettone al momento del dolce, magari servita con golosissima crema al mascarpone, indossare qualcosa di nuovo, utilizzare un indumento rosso, assistere ad uno spettacolo di fuochi d’artificio e baciarsi sotto il vischio.

LE TRADIZIONI DI NATALE NEL MONDO

Tavolo NataleIl giorno di Natale è vicino e nelle nostre case si prepareranno e serviranno i tipici piatti della tradizione natalizia. Salumi italiani, pasta ripiena o al forno, lesso e tanti, tanti dolci nei prossimi giorni saranno serviti in abbondanza nelle case delle famiglie italiane. Ma Natale è una festività che si festeggia in tutto il mondo attorno ad un tavolo con le persone a cui si vuole più bene. Tanti sono i piatti tipici del periodo natalizio, preparati per festeggiare in famiglia.

La tradizione inglese non prevede festeggiamenti per la vigilia, i bimbi però appendono le proprie calze che verranno poi riempite da Babbo Natale e gustano il Mince Pie, una tortina di pasta frolla o sfoglia e ripiena di frutta secca, spezie e liquore. Il 25 dopo aver aperto i regali si pranza in famiglia con il tacchino arrosto e come dolci si serve il Christmas cake e il Christmas Pudding, un dolce morbido e molto speziato composto da 13 ingredienti che simboleggiano Gesù e i suoi discepoli e per preparare il quale è importante che ogni componente della famiglia mescoli l’impasto rigorosamente in senso antiorario. Due dolci immancabili così come lo sono il pandoro e il panettone da noi.Mince Pie Qui però il Natale non finisce con il pranzo, non può mancare il tradizionalissimo afternoon the, che in questa occasione viene servito alle 18.00 con dolcetti vari tra cui il Mince Pie della vigilia.  Un dolce che si trova anche nella tradizione statunitense qui però viene posizionato vicino al camino per dare modo anche a Babbo Natale di assaggiarlo.

In Francia il pranzo di Natale si chiama Reveillon e il menù varia parecchio da regione a regione, ma solitamente in tavola non possono mancare ostriche, salmone affumicato, foie gras, tanti formaggi e come  dolce il tradizionale buche de Noel, un rotolo dalla consistenza gelatinosa ricoperto di cioccolato fatto di gelato e macarones.

RisalamandeIn Spagna si servono antipasti a base di pesce e come portata principale invece piatti a base di carne o di pesce. il momento migliore arriva quando si servono i dolci e quando si possono gustare vari tipi di turròn, torroni più o meno duri a seconda della zona di provenienza e dolci di marzapane.

In Danimarca durante la cena della vigilia non possono mancare l’anatra farcita con mele e prugne, l’arrosto di maiale con pancetta e squisite patate caramellate. Il dolce tipico invece è il Risalamande, un dolce a base di riso, panna fresca, latte e zucchero, servito di solito con una marmellata di ciliegie.

In Brasile l’atmosfera è completamente diversa perché il Natale cade nel pieno della stagione estiva, ma anche qui si usa stare in famiglia. Di solito ci si riunisce per la vigilia e si aspetta la mezzanotte per cenare. Il menù prevede tacchino, maiale affumicato, farofa (un contorno fatto di farina di manioca, con tanto aglio, pancetta, burro e prezzemolo) e Salpicao, una sorta di insalata russa con pollo, prosciutto cotto, piselli, mela, carota, sedano, peperoni e maionese. Il pranzo il giorno successivo di solito è composto dagli avanzi della cena di Natale.

LA BRUSCHETTA PERFETTA

bruschetteLa bruschetta è un piatto di origini contadine, un tempo il pranzo tipico di chi che lavorava i campi. Il pane abbrustolito e insaporito in modo più tradizionale o creativo è oggi un tipico antipasto italiano.

bruschette peperoniÈ diffusa in tutta Italia con piccole varianti nel nome e negli ingredienti. In Toscana si chiama fattunta o panunto e si condisce con aglio, sale e ottimo olio toscano. In Piemonte si chiama soma d’aj e anche in questa regione l’aglio è l’ingrediente principe, si serve però racchiudendo come un panino una fetta di pomodoro condita con olio e sale. In Campania, dove si dice sia stata inventata e gustata per la prima volta viene servita da sempre con i pomodori coltivati in abbondanza da queste parti, adagiati appena raccolti sulle fette di pane, in Puglia invece si condisce con solo olio.

Preparare una bruschetta perfetta è semplice, ma seguire qualche piccola regola dà la sicurezza di preparare una vera delizia.

  • La scelta del giusto pane è importantissima, per una bruschetta da leccarsi i baffi è doveroso scegliere il pane casereccio o delle pagnotte con una mollica piuttosto soda, in questo modo la fetta di pane diventerà croccante fuori e morbida dentro.
  • Per essere sicuri di non bruciare la parte esterna, spesso si consiglia di inumidire la superficie con del latte, il rischio è di esagerare e ritrovarsi con un pane troppo bagnato, ma vale la pena provare. Si possono tostare in forno o in padella ma alla brace acquisteranno un aroma inconfondibile, basteranno circa due minuti per lato.
  • bruschette pomodori secchiLa bruschetta è una preparazione molto semplice, per questo, per ottenere un risultato davvero buono, è importante scegliere con grande cura tutti gli ingredienti, la materia prima di qualità farà davvero la differenza.
  • Infine per gustarla al meglio è necessario servirla appena preparata e ancora calda. Se condita con ingredienti umidi (pomodori, peperoni o melanzane ad esempio) potrebbe inumidirsi troppo rovinandone la croccantezza.

Le bruschette più tradizionali prevedono l’utilizzo di pomodoro, burro e acciughe, lardo, fegatini, ma la fantasia in cucina può portare a preparare vere squisitezze, da provare ad esempio la Bruschetta saporita con arrosto di pollo Snello, con prosciutto crudo e fichi, gorgonzola e noci, formaggio spalmabile, pomodori secchi sott’olio  e olive. Con una base di pane tostato e gli ingredienti giusti, in pochi minuti l’antipasto è pronto!

RICETTA E ORIGINI DELL’AMATRICIANA

Amatriciana_01Un piatto tipico delle trattorie romane, semplice, composto da pochi ingredienti, ma ricco di gusto e di storia.

L’amatriciana è un condimento che si usa tradizionalmente con gli spaghetti, i bucatini, tonnarelli o rigatoni. Prende il nome da Amatrice un piccola cittadina in provincia di Rieti.  È una ricetta  figlia di un’altra ricetta povera delle terre laziali, la pasta alla gricia che è una versione in bianco dell’amatriciana, una pasta condita semplicemente con guanciale e pecorino.

gricia_01L’aggiunta del pomodoro alla ricetta originale pare si debba a un cuoco romano, Francesco Leonardi, la prima testimonianza del suo utilizzo si trova infatti nel manuale di cucina L’Apicio Moderno del 1790. Questa versione prevede l’utilizzo di maccheroni, il guanciale di Amatrice, pomodori, cipolla e pecorino. Una nuova ricetta dell’antica gricia capace di dare grande popolarità al piatto, a tal punto che a Roma parecchi osti venivano chiamati matriciani per indicarne la professione. Francesco Leonardi la propose anche a un banchetto organizzato da Papa Pio VII nel 1816, in onore di Francesco I Imperatore d’Austria, dando così grande risalto ad una ricetta di origini popolari.

La ricetta dell’Amatriciana è stata da poco tutelata dal comune di Amatrice con un marchio di origine nel quale viene indicato l’utilizzo del pomodoro San Marzano e del pecorino di Amatrice proveniente dai Monti Sibillini o dai Monti della Laga. Niente cipolla o aglio appaiono nella ricetta ufficiale di Amatrice, è ravvivata però dalla presenza di peperoncino e pepe.

Ricetta Amatricianaspaghetti amatriciana_01

400 g di spaghetti

100 g di guanciale

75 g di pecorino

350 g di pomodoro San Marzano

1 Peperoncino

Olio q.b.

50 ml di vino bianco secco

Sale q.b.

Pepe q.b.

Preparazione

Cuoci gli spaghetti in abbondante acqua salata. Rosola il guanciale in una pentola con olio e peperoncino. Dopo qualche minuto fai sfumare il vino bianco. Togli il guanciale dalla padella e tieni da parte. Unisci il pomodoro ai grassi  nella padella, aggiusta di sale e cuoci per circa 10 minuti. Togli il peperoncino e aggiungi il guanciale. Cuoci altri 10 minuti e infine salta la pasta in padella con il sugo.

I SUPERFOOD PIÙ AMATI DAGLI ITALIANI

shutterstock_563494552Negli ultimi anni l’attenzione per la propria alimentazione è in grande crescita, sempre più spesso gli italiani scelgono di portare in tavola alimenti sani e capaci anche di migliorare la propria salute.

Secondo il Rapporto Coop 2017 “il 46% pensa infatti che i superfood siano un modo per trattare e prevenire le malattie e per un intervistato su tre la loro assunzione è addirittura alternativa alle medicine tradizionali”, inoltre “il 70% degli italiani, primi in Europa, dichiara di essere disposto a pagare di più per avere più qualità”

shutterstock_117589225Secondo questa ricerca al momento i supercibi ritenuti più salutari dagli italiani sono polvere di maca conosciuta anche come ginseng peruviano. È un energizzante naturale e può essere utilizzato sciolto nei frullati per ritrovare le energie in periodi particolarmente stressanti. I semi di chia sono ritenuti molto salutari dal 75% degli italiani, hanno in effetti un contenuto straordinariamente alto di omega-3, elemento di cui sono ricchi anche i semi di lino. Le bacche di acaj sono ritenute utilissime per la salute dal 69% degli italiani. Sono piccoli frutti molto simili nell’aspetto ai mirtilli  e vantano proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, sono capaci di tenere sotto controllo lo stress e di ridurre il colesterolo nel sangue.

Quando si parla di superfood non si può non citare la curcuma che ormai da qualche anno si trova sempre più spesso sulle tavole degli italiani utile per le sue proprietà infiammatorie, antidolorifiche e antiossidanti, oltre che a rivelarsi utile per rafforzare il sistema immunitario. La quinoa è uno pseudo-cereale sempre più amato dagli italiani, perfetta per arricchire zuppe o preparare sfiziose polpette è inoltre ricca di magnesio, contiene tutti gli amminoacidi essenziali ed è caratterizzata da un giusto equilibrio tra proteine e carboidrati.

shutterstock_499184158L’avocado è un frutto molto amato e altamente versatile in cucina, è capace di regolare i livelli di colesterolo nel sangue ed è un’importante fonte di vitamine. Da provare ridotto in crema, spalmato su croccanti bruschette con prosciutto crudo, pomodori e grana. Anche lo zenzero è molto apprezzato e utilizzato per insaporire piatti o preparare un’ottima tisana perfetta per combattere i malanni invernali. I semi di zucca perfetti per insaporire insalate crude e cotte sono ottime fonti di proteine, zinco ferro e omega -3.

shutterstock_336037358Negli ultimi anni il cavolo nero e il cavolo riccio, detti anche dinosaur kale e kale, immancabili ingredienti di molte preparazioni della tradizione italiana, erano stati un po’ dimenticati, ora però tornano ad essere amati ed utilizzati, riscoprendone il gusto deciso e la quantità di ferro e vitamina C. Il cavolo nero si può ad esempio frullare con formaggio spalmabile e noci per ottenere un pesto perfetto per condire la pasta, è un ingrediente alla base della ribollita toscana, ma è squisito anche come semplice contorno, magari saltato in padella con della pancetta.

STORIA, RICETTE DELL’AVOCADO, UN FRUTTO DALLE MILLE VIRTÙ

shutterstock_400051756L’avocado è un frutto coltivato nell’America centro-meriodionale già dagli Aztechi. Quando arrivò su queste terre Cristoforo Colombo, fu descritto dai conquistadores come un frutto “dalla polpa simile al burro e caratterizzato da un ottimo sapore”.

È un frutto buonissimo e ricco di importanti nutrienti. È un’ottima fonte di acido folico, per questo consigliabile per le donne incinta. È decisamente calorico, perché 100 g di avocado apportano circa 160 calorie è ricco anche di grassi buoni ed è in grado di impedire il deposito di colesterolo cosiddetto cattivo. È inoltre una buona fonte di fibre vitamine del gruppo B potassio, vitamina C-E e K.

shutterstock_519490978Scegliere un avocado al giusto livello di maturazione non è così semplice, ma è molto importante per un risultato ottimale delle ricette. Se fosse troppo duro non sarebbe buono e adatto a molte preparazioni, quando invece la polpa inizia a scurirsi significa che è ormai troppo maturo. Per capire quale avocado acquistare si deve imprimere una leggera pressione sul frutto, se è maturo risulterà morbido. Spesso in vendita si trovano però avocado ancora acerbi, in questo caso basta tenerli in un sacchetto di carta per 3-5 giorni a temperatura ambiente, magari con una mela e maturerà velocemente. Se invece lo si acquista già maturo si può conservare in frigorifero per un massimo di 5-6 giorni.

Sud America sud Africa Israele e Spagna sono i maggiori produttori di avocado, ultimamente però è stata incrementata la produzione anche in Italia per soddisfare la richiesta in rapida crescita. Negli utili anni infatti è un alimento che si trova sempre più spesso sulle nostre tavole anche grazie alla sua versatilità in cucina.

shutterstock_398786260Con l’avocado si può preparare il famosissimo guacamole una famosissima salsa messicana ottima da utilizzare per farcire gustosissimi tacos, si possono anche preparare degli squisiti involtini avvolgendoli nella pancetta e passandoli in forno per qualche minuto, sarà pronto quando la pancetta si sarà abbrustolita. Ottima anche un’insalata con ceci, feta e semi si sesamo. Avendo una consistenza piuttosto morbida si può ridurre in crema e utilizzarlo per condire la pasta aggiungendo pomodori o pomodorini secchi e pinoli. Versando al centro un uovo si otterrà in pochi minuti in forno un secondo piatto di grande effetto.

RICETTA E ORIGINI DELLA PASTA ALLA GENOVESE

shutterstock_123014041Gustosa, saporita, un tipico piatto della domenica a Napoli e dintorni. La pasta alla genovese vanta origini antiche e si trova spesso sulle tavole nei giorni di festa in tutta la Campania.

Si prepara cuocendo un pezzo di carne detto “o tucc”, cotta con verdure e tante cipolle. La ricetta originale prevede che si usi il peso della cipolla pari a quello della carne, oggi di solito si utilizzano al massimo due cipolle e magari si compensa abbondando un po’ di più con carote e sedano.

shutterstock_295234154Non si conosce con sicurezza il motivo per cui questa ricetta si chiama genovese pur essendo un piatto completamente sconosciuto in territorio ligure e al contrario così comune in quello campano.

Secondo alcuni ha preso il nome dall’origine dei cuochi che per primi prepararono questo succulento sugo. Si dice infatti che durante il periodo aragonese nel porto di Napoli ci fossero numerose trattorie gestite da genovesi  che servivano proprio questa pietanza con grande successo soprattutto tra i pescatori abituati a nutrirsi quasi unicamente di pesce e che mostravano di apprezzare un piatto a base di carne.

shutterstock_439391158Esiste un’altra leggenda sull’origine del nome di questo piatto secondo la quale prese il nome dall’appellativo usato per il cuoco che lo realizzò detto proprio “o’genovese”.

Per preparare una pasta alla genovese a regola d’arte è importante scegliere il giusto pezzo di carne meglio il manzo piuttosto che il vitello perché più saporito e deve, inoltre, essere adatta a sopportare le lunghe cotture per un eccellente risultato finale infatti, deve cuocere molto lentamente e durante la cottura, che deve durare almeno tre ore, le cipolle si trasformeranno in un’ottima purea. La pasta ideale capace di esaltare questo sugo sono gli ziti spezzati. Tra gli ingredienti  della ricetta originale si trova anche il lardo, usato come saporito grasso da condimento.

La carne poi, secondo la tradizione, viene tagliata a fette e servita come secondo piatto accompagnata da piselli o puré di patate.

IDEE E CONSIGLI PER RIUTILIZZARE IL BOLLITO

shutterstock_53527576Quanto è buono il risotto preparato con un vero brodo di carne o di verdure! Il sapore cambia profondamente, il brodo è un ingrediente in grado di fare davvero la differenza in cucina. Quando poi fa freddo e magari non si è in perfetta salute il brodo diventa un comfort food nutriente e perfetto per ritrovare le energie senza appesantirsi.

Ma come riciclare la carne e le verdure utilizzate? Di solito dopo aver lasciato tutti i loro preziosi succhi a favore del brodo, la carne spesso diventa stopposa e le verdure stracotte. Non sono dunque più così piacevoli da mangiare, è un peccato però buttarle e non sfruttarle come ingredienti di piatti che possono diventare anche molto sfiziosi.

shutterstock_392406940La carne ad esempio si può tritare, unire a uova, ricotta, formaggio grattugiato, pane, prosciutto cotto o mortadella e preparare così delle ottime polpette da friggere in padella o cuocere in forno, con una ricetta simile si possono preparare anche polpettoni per la domenica in famiglia.  Una volta tritata può essere utilizzata anche per il ripieno dei tortellini fatti in casa o per cucinare zucchine o peperoni ripieni.  Si può inoltre tagliare a fettine sottili e trasformarla in un veloce vitello tonnato.

shutterstock_296870405Anche quando si sceglie di preparare un delicato brodo di verdure è una buona idea riutilizzare le verdure. Mangiate come contorno sono sicuramente poco saporite, ma unite a uova, panna, formaggio grattugiato e pan grattato si possono ottenere ottimi  flan oppure, con lo stesso impasto, preparare una torta salata versando il composto in una teglia ricoperta da carta forno.  Si possono anche tritare e usarle per insaporire un’ottima frittata di verdure. Oppure unite a delle lenticchie frullate possono diventare squisite polpette di legumi. Tante idee per sfruttare al massimo tutto ciò che si utilizza in cucina ed evitare così inutili sprechi.

 

CALDE ZUPPE PER I PRIMI FREDDI

shutterstock_269502911Il freddo si porta con sé anche il desiderio di piatti caldi e saporiti. Un modo per coccolarsi dopo una giornata magari fredda e umida. Le zuppe sono le regine di questo periodo dell’anno. Veri e propri comfort food, capace di favorire il giusto relax e ritrovare le energie.

La tradizione italiana offre tante ricette squisite da provare per arricchire la propria cena o i pranzi di tanto sapore. La minestra  di patate ad esempio è una preparazione tipica campana , facilissima da cucinare, servono pochissimi ingredienti. Con un paio di patate, della pasta e un cucchiaio di pomodoro si ottiene una golosissima e nutriente minestra ancora più buona se mangiata riscaldata il giorno dopo.

Lashutterstock_525710119 zucca è un ingrediente ottimo e tipico di questa stagione, con il quale si possono preparare deliziose vellutate oppure si può utilizzare per rendere speciale la zuppa di lenticchie, legume con cui si abbina benissimo.

È il periodo giusto per gustarsi caldi e nutrienti piatti di pasta e fagioli e pasta e ceci, per renderle davvero indimenticabili è consigliabile aggiungere dei cubetti di pancetta o speck e qualche pezzo di crosta di Parmigiano o Grana, un trucco “ delle nonne” che donerà un tocco di sapore che renderà la minestra una vera prelibatezza .

shutterstock_613773029Sempre secondo le “le nonne” la verza è un vero toccasana per proteggersi dai malanni di stagione, portandola a tavola con frequenza ne gioverà quindi il piacere di gustare delle vere bontà e si aiuterà l’organismo a restare in salute. Preparare una minestra di verza è  semplice, chi ama le zuppe morbide e non brodose può aggiungere una patata negli ingredienti.

Nella cucina tradizionale laziale, inoltre, compare la ricetta di una minestra semplice e saporita, un piatto semplice e povero, ma capace sempre di dare grandi soddisfazioni. Con uova brodo e formaggio grattugiato in pochi minuti si può preparare un’ottima stracciatella, un piatto nutriente e che spesso viene utilizzato come antipasto per i pranzi e le cene legati alle festività.

CASTAGNE E CASTAGNE MATTE, IMMANCABILI A TAVOLA E… NELLA GIACCA

shutterstock_520121803Autunno: periodo di castagne e castagnate. In queste settimane è tradizione andare nei boschi in compagnia di amici o della famiglia a raccogliere i frutti, racchiusi in pungenti ricci, che cadono spontaneamente dai castagni. Una rilassante passeggiata nel verde alla fine della quale si potrà fare una bella scorpacciata di castagne.

Prima di tutto è importante però imparare a distinguere le castagne che si possono consumare tranquillamente dalle cosiddette castagne matte. Queste ultime infatti sono i frutti degli ippocastani si riconoscono perché più grandi e tondeggianti, inoltre sono contenute ognuna in un suo riccio e non in gruppi. Non si devono mai mangiare perché tossiche per l’uomo.

shutterstock_499610089La leggenda vuole però che siano protettive nei confronti del raffreddore. Si dice che si debba tenere una castagna matta nella giacca invernale per assicurarsi buona salute durante i mesi freddi. Una superstizione che nasce dall’abitudine dei contadini che un tempo le davano da mangiare ai cavalli per curare asma e raffreddore e ne avevano sempre in tasca qualcuna da poter offrire ai propri cavalli quando mostravano segni di influenza.

Le castagne sono frutti ricchi di fibre, minerali e acido folico, utili in caso di anemia e stanchezza e sono inoltre ricche di potassio e vitamine soprattutto del gruppo B.

shutterstock_500561737Sono molto versatili in cucina, ottime mangiate arrosto o bollite, si ricavano marmellate e farine, si possono anche seccare per conservarle a lungo. Sono un  ingrediente capace di rendere speciali primi e secondi piatti. Si abbinano benissimo ad esempio alla zucca con la quale si può preparare un’ottima vellutata resa poi perfetta da qualche foglia di prosciutto crudo croccante. Oppure ai funghi, uniti a quali si possono ottenere ottimi arrosti. Sono tante e squisite anche le torte che le vedono protagoniste.

Assolutamente da provare la cottura in microonde per servirle in tavola in pochi minuti. Dopo averle tagliate e lasciate a mollo per almeno 10 minuti si cuociono per solo 5 minuti direttamente sul piatto del microonde e poi lasciarle riposare in un sacchetto di carta al chiuso per altri 5 minuti.

AUTUNNO: LA STAGIONE DEI FUNGHI

shutterstock_673785046Quale modo migliore per celebrare l’autunno se non preparando ottimi piatti ricchi di prodotti tipici della stagione. Le piogge tipiche del periodo e la temperatura mite permettono al sottobosco di produrre funghi in quantità.

Tra i più noti ed utilizzati in cucina c’è il prelibato porcino. Non è possibile coltivarlo e questa particolare caratteristica lo rende pregiato. È importante (come per tutti i funghi) privarlo di ogni residuo di terra, utilizzando un coltellino per la base ed è meglio evitare di passarlo sotto l’acqua corrente o addirittura immergerli. È invece preferibile tamponarli con un canovaccio bagnato e strizzato o con della carta cucina inumidita.

shutterstock_225672808I finferli sono molto versatili e adatti a preparare primi e secondi piatti. Sono conosciuti anche come gallinacci, galletti o gialletti, hanno un sapore delicato e una consistenza soda e carnosa. Per eliminare bene i residui di terra è consigliabile utilizzare un coltellino e pulire con cura le lamelle.

Gli champignon sono i più noti e facili da coltivare. Sono molto chiari, per essere sicuri di comprarli freschi si devono controllare le cappelle che devono essere sode e dal colore uniforme, meglio preferire quelli non troppo grandi perché più saporiti. Solitamente utilizzati come contorno, magari trifolati, sono buoni da magiare anche crudi aggiunti magari ad una insalata mista.

shutterstock_534789109I pioppini poi sono davvero sfiziosi con la loro consistenza soda e carnosa. Si chiamano così proprio perché crescono sui tronchi di pioppi, ma anche di olmi e salici si possono anche coltivare. Sono tipicamente preparati sott’olio, ma sono ottimi anche per dare un tocco di sapore in più a piatti  a  base di carni delicate come vitello tacchino o pollo.

I funghi si adattano perfettamente a tantissime preparazioni per antipasti sono ottimi nei risotti con la pasta, la polenta, la carne, sulla pizza e anche semplicemente come contorno. Una delle numerose ricette della tradizione prevede l’accostamento dei funghi con la pasta all’uovo (tagliatelle, pappardelle, spaghetti alla chitarra) per prepararla davvero a regola d’arte si consigli a di tenere da parte 2-3 cucchiai di funghi per frullarli e ottenere una crema, per un tocco di sapore in più l’ideale è aggiungere della pancetta a cubetti, ne esalterà i sapori e renderà il piatto davvero unico.

CONSIGLI SU COME TAGLIARE I SALUMI

shutterstock_137320091Per esaltare il gusto di un salume è di primaria importanza  riuscire ad ottenere il giusto taglio, una fetta troppo grossa può rendere difficile la masticazione e quindi può rovinare l’esperienza dell’assaggio.  I veri amanti dei salumi spesso trovano spazio nella propria casa per un’affettatrice grazie alla quale provare il grande piacere di assaporare sempre salumi appena affettati.

Se si parla di salumi crudi o cotti come la mortadella, il prosciutto cotto, il crudo, la bresaola e il culatello, per assaporarli al meglio l’ideale è tagliarli molto sottili al fine di ottenere la piacevole sensazione di sciogliersi in bocca velocemente, non troppo sottili però, altrimenti si rischierebbe di non riuscire ad ottenere una fetta intera. Ci vuole un po’ di pratica. È importante inoltre, rispettare la struttura del salume e seguire in modo trasversale la direzione delle fibre muscolari del pezzo. Per regolare con precisione il taglio della fetta è necessario utilizzare la manopola che si trova solitamente sul lato dell’affettatrice, con qualche tentativo si dovrebbe trovare lo spessore più giusto .

shutterstock_419440456Un altro elemento da tenere in considerazione quando si taglia un salume è la lama che si utilizza, è importante infatti che non sia surriscaldata perché potrebbe alterare il sapore del salume, meglio quindi aspettare qualche secondo tra un taglio e l’altro per essere sicuri di un risultato ottimale.

shutterstock_483866977Il salame invece deve essere tagliato tenendo conto della dimensione e della stagionatura per non rischiare di trovarsi con fette sbriciolate o un taglio che non riesce ad arrivare fino fondo senza riuscire ad ottenere fette intere. Alcuni salami richiedono un taglio dritto come il salame Milano, altri invece un taglio obliquo, in ogni caso, mai troppo spessa, è consigliabile che non superi la dimensione di un grano di pepe.

Ci sono poi alcuni prodotti particolarmente pregiati e di lunga stagionatura che richiedono un taglio al coltello e per i quali utilizzare l’affettatrice sarebbe un’eresia, in questo modo infatti le proprietà organolettiche vengono mantenute intatte e si riesce ad esaltarne alla perfezione l’aroma.

Con un po’ di pratica, tanta attenzione e seguendo queste semplici regole in poco tempo si riusciranno facilmente ad ottenere ottimi risultati con la propria affettatrice.