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IDEE PER UNA PAUSA PRANZO ESTIVA SEMPLICE E GUSTOSA

Il mondo dell’ufficio si divide principalmente in due gruppi: chi si porta il pranzo da casa e chi invece esce tutti i giorni preferendo i piatti offerti dai bar e ristoranti che si trovano nei pressi del luogo di lavoro.

s0_350(4)Il termine di origini milanesi, passato poi alla lingua italiana e che si usa solitamente per indicare il pranzo confezionato a casa e consumato in ufficio è schiscetta. Chi la sceglie lo fa per risparmiare o anche per perseguire uno stile di vita sano preferendo il cibo casalingo alle preparazioni del bar sulle quali inevitabilmente si ha meno il controllo sulla scelta degli ingredienti.  In questo periodo dell’anno inoltre c’è il tentativo di rimettersi in forma per prepararsi alla prova costume.

C’è chi mangia un panino velocemente davanti al PC chi invece si ritaglia del tempo in ufficio per rilassarsi e godersi un semplice pranzo. Spesso la Lunch box  è composta da avanzi della serata precedente, ma con poca fatica si possono preparare anche piccole squisitezze per rallegrare la propria giornata. Con ingredienti di qualità e un pizzico di fantasia anche un panino può diventare davvero sfizioso, come il Sandwich al prosciutto cotto Gran Biscotto e salsa verde . Quando fa caldo le insalate sono particolarmente piacevoli e potrebbe essere perfetta per la pausa pranzo questa s0_350(8)Insalata di cous cous con Ventricina, pomodorini confit e cetrioli fresca grazie a i cetrioli e i pomodorini, ma anche dal gusto deciso grazie alla Ventricina Rovagnati.

Una nuova e interessante alternativa la propone SoLunch. L’idea è quella di mettere in contatto chi all’ora di pranzo è a casa da solo, come ad esempio studenti o chi lavora da casa, e chi si trova nei paraggi. Una soluzione per mangiare in compagnia, godere della cucina casalinga e, per chi ospita, di arrotondare un pochino. Il SoChef pubblica una foto del piatto che intende preparare, l’orario in cui è disponibile e il numero di persone con cui vuole condividere la pausa, il SoDiner prenota la propria presenza  e si aspetta di mangiare proprio quello che mangerebbe a  casa con molta semplicità. Un’occasione carina per socializzare e mangiare un piatto casalingo senza doversi organizzare con la propria schiscetta.

A SCUOLA SI INSEGNA IL VALORE DEL CIBO CON LA GOOD FOOD BAG DI LEGAMBIENTE

www.viviconstile.org

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Portare a casa la doggy bag quando si pranza o si cena al ristorante, per evitare di sprecare pasta, carne, verdure che rimangono nel piatto, è un gesto che sta lentamente entrando a far parte dei costumi degli italiani; talvolta sono gli stessi locali a consegnarla ai clienti senza aspettare la loro richiesta, per evitare imbarazzi. Ma cosa succede alle grandi quantità di alimenti che ogni giorno avanzano nelle mense scolastiche? Dalle scuole proviene una larga fetta degli sprechi nel nostro Paese, con una percentuale di cibo che finisce tra i rifiuti che si aggira attorno al 13% (dati Cittadinanzattiva, XII Rapporto nazionale “Sicurezza, qualità, accessibilità a scuola”). Una cifra enorme, se si pensa che i pasti distribuiti ogni mese agli studenti, da nord a sud della Penisola, sono 49 milioni.

Da qualche mese un’iniziativa di Legambiente sta cercando di ridurre il fenomeno e sensibilizzare i più piccoli al valore del cibo: è la “Good Food Bag”, una doggy bag che consente a bambini e ragazzi di portare via ciò che non riescono a consumare a mensa, mangiandolo poi a casa con la propria famiglia. Il sacchetto anti-spreco firmato dall’organizzazione è di plastica lavabile, riutilizzabile e riciclabile ed è fatto per contenere pane, prodotti da forno, frutta non sbucciata, merendine e budini, insieme a cibi già cucinati ma ancora chiusi nelle vaschette. Morbido e richiudibile, riesce a reggere fino all’equivalente di due litri di latte in cartone. È pensato principalmente per le scuole, ma può essere richiesto anche da ristoranti e bar, mense aziendali, amministrazioni pubbliche e semplici consumatori, sui siti www.legambiente.it e www.viviconstile.org.

Nel mondo, secondo i dati della FAO, un terzo del cibo prodotto finisce nella spazzatura – spiega Laura Primerano di Fondazione Legambiente Innovazione –. In Italia, secondo le stime di Last Minute Market, ogni famiglia getta nella spazzatura almeno un chilo di cibo al mese. La Good Food Bag nasce proprio per contrastare questo spreco di cibo e per fare in modo che portarsi a casa il cibo avanzato sia un motivo di orgoglio”.

Mensa scolasticaL’altro scopo del progetto, infatti – oltre a far diminuire la quantità di pane, pasta, frutta e altri alimenti sprecati – è quello di far comprendere ai giovanissimi che recuperare gli avanzi è un gesto necessario e intelligente. Necessario nei confronti dell’ambiente – perché riducendo gli sprechi cala anche la quantità di rifiuti – e di quanti non hanno cibo a sufficienza per vivere (oltre sei 6 milioni di persone in Italia, 795 milioni nel mondo). Intelligente per la propria famiglia, dal momento il cibo buttato via viene pagato due volte, prima come alimento da acquistare, poi come rifiuto da smaltire.

Per questo l’organizzazione unisce alla distribuzione delle bag una campagna di educazione allo spreco, invitando coloro che utilizzano lo speciale sacchetto a entrare a far parte della community “Noi usiamo la Good Food Bag” su Viviconstile.org, il portale che riunisce i cittadini che adottano comportamenti ‘virtuosi’ come riciclare gli avanzi, coltivare un piccolo orto sul balcone di casa, condividere l’auto, bere l’acqua del rubinetto o fare la raccolta differenziata. E su Legambiente.it dà alcuni consigli pratici ai dodici milioni di persone che ogni giorno, in Italia, pranzano fuori casa, come quello di “evitare porzioni eccessive rispetto al proprio appetito” e, se non si mangia in mensa, portare al lavoro o a scuola una schiscetta ‘sostenibile’, “magari preparata a casa con gli avanzi della sera prima”.

LIGHT ED ECOSOSTENIBILE: LA SCHISCETTA DA SPIAGGIA DIVENTA “SCHICHIC”

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Picnic in spiaggiaPiatti unici con ortaggi di stagione da mixare con formaggi o pesce; insalate classiche con pasta o riso o ‘alternative’ con quinoa, amaranto o miglio; colorate macedonie o frullati per rinfrescarsi con gusto. Sono i cibi che gli italiani stanno mettendo dentro la loro schiscetta da spiaggia, la “schichic”, come l’ha ribattezzata il Polli Cooking Lab, l’Osservatorio dell’omonima azienda di Pistoia, che ha fotografato le scelte gastronomiche dei nostri connazionali al mare in questa estate 2015. Continua a leggere

LA PAUSA PRANZO DEGLI ITALIANI? LEGGERA, HOME MADE E SOSTENIBILE

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Lunch boxPanini e tramezzini con farciture ipercaloriche, tranci di pizza mangiati in piedi e in maniera frettolosa, pietanze da tavola calda? No, grazie. Per la pausa pranzo, gli italiani si scoprono attenti alla leggerezza e al risparmio. Continua a leggere

I POMODORI RIPIENI PER LA SCHISCETTA DI JEANNE PEREGO

schiscetta POMODORI RIPIENI

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Pranzare, cenare o fare uno spuntino sul posto di lavoro può e deve essere sempre un momento di piacere, di conforto psicologico prima ancora che fisico”. E’ questa la filosofia che ha spinto Jeanne Perego, tra le più note foodblogger italiane con il suo InsalataMente, a scrivere un libro sulla schiscetta. Continua a leggere