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A FANO IL CARNEVALE PIÙ ANTICO E “DOLCE” D’ITALIA

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Carnevale di FanoCon i suoi oltre 650 anni di storia, il Carnevale di Fano è il più antico d’Italia. Una manifestazione che ogni anno richiama migliaia di turisti, che arrivano qui per assistere al passaggio delle maschere, agli spettacoli delle bande musicali e dei gruppi folkloristici, ma soprattutto al ‘dolcissimo’ rituale che rende il Carnevale fanese un evento unico: il “Getto”, il lancio di caramelle e confetti sulla folla dai carri allegorici che sfilano per le strade della cittadina marchigiana. Continua a leggere

LUCI D’ARTISTA E RICETTE PRELIBATE PER IL NATALE A TORINO

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TorinoPiazza San Carlo, TorinoGalleria Subalpina, Torino

Durante il periodo natalizio Torino si trasforma in un grande museo a cielo aperto rischiarato dalle “Luci d’artista”, 20 opere d’arte luminose firmate da artisti italiani, che fino al 10 gennaio 2016 faranno brillare le principali piazze e strade del capoluogo piemontese. Un appuntamento – quest’anno alla 18esima edizione – che richiama numerosi turisti dal resto della Penisola e dall’estero, che arrivano per vedere per la prima volta la città o per riscoprirla sotto una ‘luce’ diversa e molto suggestiva. Continua a leggere

IL CARNEVALE ESTIVO DI ACQUASPARTA, TRA LE MASCHERE E I SAPORI DEL BOSCO

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www.facebook.com/carnevale.acquasparta

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Carri allegorici e personaggi in costume che sfilano tra le stradine umbre in pieno agosto: ad Acquasparta, un piccolo borgo della provincia di Terni, il Carnevale si festeggia anche in estate. Dal 5 al 14 agosto la cittadina fa da cornice ad un lungo evento dedicato in particolare ai bambini, con le maschere ispirate ai personaggi del mondo dei fumetti e dei cartoon, ma che per i loro genitori può diventare l’occasione per un viaggio tra le bellezze e le specialità della bella regione.

La cucina ternana si caratterizza, come del resto quella di tutta l’Umbria, per i profumi del bosco, i sapori importanti della cacciagione, per i formaggi, la norcineria e per l’olio extravergine, l’oro verde, piacevolmente piccante, che dà il meglio di sé a crudo, sulle insalate, sugli arrosti di carne, sul pesce arrostito ma soprattutto sul pane bruscato sulla fiamma viva. Continua a leggere

MAGNALONGA PICENA, UNA PASSEGGIATA DEL GUSTO TRA I COLLI MARCHIGIANI

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filariPasseggiare nel verde dei colli marchigiani, immersi tra campagne e vigneti, e ritemprarsi dalla fatica assaggiando le specialità della cucina regionale. È pensata per gli amanti delle lunghe camminate e della buona tavola “Magnalonga Picena”, una cena itinerante alla scoperta di uno degli angoli più belli delle Marche, dei suoi paesaggi e dei piatti tipici preparati dagli chef locali. Un itinerario da ‘assaporare’ lentamente, percorrendo il tragitto lungo 8 chilometri, che si snoda tra i casali e le masserie della zona. Continua a leggere

PRIMO MAGGIO A BEVAGNA PER ASSAGGIARE I “CIBI DEL MONDO”

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Bevagna: le antiche mura cittadineBevagna - Piazza SilvestriBevagna: l'antico lavatoio sul Clitunno

Esplorare i sapori dell’America, dell’Europa, dell’Asia senza lasciare i confini della Penisola. Per farlo basterà trascorrere il weekend della Festa del Lavoro a Bevagna, incantevole borgo della provincia di Perugia che dal 1° al 3 maggio farà da cornice alla prima edizione di “Cibi del mondo”, appuntamento enogastronomico promosso dal Comune di Bevagna in collaborazione con la Regione Umbria, l’Università di Perugia e Confesercenti Foligno. Continua a leggere

NATALE A GUBBIO, TRA LA MAGIA DELL’ALBERO E I SAPORI DELL’UMBRIA

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Gubbio, la Loggia dei Tiratori con l'albero di Natale di nottePanorama GubbioGubbio_Palazzo dei Consoli

Si è acceso domenica 7 dicembre, sulle pendici del Monte Ingino, il maestoso Albero di Natale che domina Gubbio con i suoi 350 metri di larghezza e 650 di altezza e con centinaia di luci colorate. Sono numerosissimi i turisti che in questo periodo dell’anno si concedono qualche giorno di vacanza nella cittadina in provincia di Perugia, per ammirare il suggestivo albero, ma anche per immergersi nella calda atmosfera natalizia dell’Umbria, tra i pittoreschi scenari medievali e i presepi – viventi e non – allestiti tra piazze e stradine. Continua a leggere

I PROFUMI E I SAPORI DELLA FIERA DEL TARTUFO BIANCO D’ALBA

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Serralunga d'AlbaVigneti delle LangheLanghe

Tra i tartufi è quello più ricercato e, ovviamente, tra i più cari. Anche se quest’anno, a causa delle piogge abbondanti, è cresciuto in grandi quantità che ne hanno fatto calare il prezzo sensibilmente, da 300-500 € all’etto a circa 200 €. Il tartufo bianco di Alba fino al 16 novembre sarà protagonista dell’84° edizione della Fiera Internazionale. L’occasione per programmare un weekend nelle Langhe. Continua a leggere

IL FRUTTO DI MARE FATTO “SANTO”

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capesantaÈ uno dei molluschi più ricercati al mondo. E l’estate è il periodo in cui si trova più facilmente sui mercati e dunque diventa anche più accessibile. È la capasanta, uno squisito ma anche prezioso e pregiato frutto di mare per rendere speciale una fresca cena estiva o per dare quel tocco in più alla tavola. Continua a leggere

SUI COLLI BERICI PER RISI E BISI, BACCALÀ E SCORZONE

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barbarano vicentino grancona castello provincia di vicenza venetoBasilica Palladiana

La primavera è il periodo migliore per mangiare degli ottimi “risi e bisi”, celebre primo a base di riso, piselli e pezzetti di carne d’oca. E quale luogo migliore per farlo se non i Colli Berici? Qui c’è la tradizione di consumarli il 25 aprile, festa di San Marco, Continua a leggere

VINCISGRASSI, LE LASAGNE DI MACERATA

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Sottilissime sfoglie di pasta, simili a quelle delle lasagne, farcite con un sostanzioso ragù fatto con diversi tipi di carne e frattaglie, talvolta impreziosite dal tartufo, completate da abbondante parmigiano e cotte in forno. I vincisgrassi sono tra i piatti più rappresentativi della cucina marchigiana: Continua a leggere

TARTUFO, L’ORO DEI BOSCHI

Il suo consumo è testimoniato da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia del I secolo d.C.: il tartufo era conosciuto e apprezzato già in epoca romana. Secondo il poeta latino Giovenale il preziosissimo fungo avrebbe avuto addirittura un’origine “divina”, essendo nato da un fulmine scagliato da Giove, il padre degli dei, contro una quercia. Chiamato dagli antichi “tuber terrae”, ottenne il nome attuale soltanto nel 1600, quando gli abitanti del centro Italia lo denominarono “tartufo” per la sua somiglianza con il famoso marmo – il tufo, appunto.

 

[vc_text_separator title=”Un vanto del made in Italy” title_align=”separator_align_left” width=”1/1″ el_position=”first last”]

delicacy mushroom black truffle  -  rare and expensive vegetableEstremamente rari, i tartufi sono un’eccellenza del made in Italy nel mondo: il nostro Paese può vantarne sei varietà, diffusi in Piemonte e in alcune regioni dell’Italia centro-settentrionale – Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo, Marche, Molise e Umbria.

A differenza dei funghi “epigei”, che crescono sopra il terreno, i tartufi si sviluppano sottoterra – sono “ipogei” – e ciò impedisce la diffusione delle spore, necessarie per la riproduzione, nell’ambiente boschivo. La natura ha trovato così un modo ingegnoso per la continuazione della specie: il penetrante odore emesso da questi funghi, infatti, attira volpi, cinghiali e altri animali selvatici, che cibandosi di essi contribuiscono allo spargimento delle spore.

Il Tartufo Nero Pregiato, tipico dei comuni di Norcia e Spoleto, ha un prezzo che oscilla tra i 100 e i 300 euro all’etto, a seconda della vendita all’ingrosso o al dettaglio. Può essere consumato sia cotto, ad esempio con gli arrosti, che crudo, condito con olio e sale come tocco finale sulla pasta fresca. Altre varietà di tartufo, meno celebri delle altre due, sono lo Scorzone, che cresce nei boschi umbri e molisani, il Nero Liscio, il Bianchetto e l’Invernale.

tartufo biancoC’è poi, naturalmente, il celebre Tartufo Bianco di Alba (Cuneo) – altre varietà del “tuber magnatum” crescono sulle colline dell’astigiano, sull’Appennino tosco-emiliano e nell’alta Umbria. Dato il prezzo decisamente elevato – dai 300 ai 500 euro all’etto – il tartufo bianco si utilizza “con parsimonia”: per gustarlo al meglio e lasciare inalterato il caratteristico odore va consumato a crudo, dopo essere stato pulito con uno spazzolino per eliminare gli eccessi di terra e lavato sotto l’acqua corrente; tagliato a scaglie sottili può essere utilizzato per impreziosire risotti, primi piatti e secondi di carne, ma anche un semplice uovo al tegamino e la classica fonduta piemontese.

Il tartufo di Alba è protetto dal Centro Nazionale Studi del Tartufo, nato nel 1996 per diffondere la conoscenza del tartufo come prodotto di nicchia. All’oro bianco di Alba è dedicata poi la storica Fiera Internazionale del Tartufo Bianco, quest’anno in programma nel comune piemontese dal 12 ottobre al 17 novembre.