Archivi tag: uva

UVA, UN BUON RIMEDIO CONTRO LO STRESS DA RIENTRO DALLE VACANZE

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Uva da tavola

Una ricerca di qualche anno fa dimostrava che mangiare uva a fine estate, in concomitanza con il rientro dalle vacanze, aiutasse l’organismo a riadattarsi ai ritmi quotidiani grazie alla melatonina presente nella buccia di quella nera, un ormone – nel corpo umano prodotto dall’ipofisi – che agisce come un tranquillizzante naturale, combattendo l’insonnia che spesso si accompagna alla ripresa degli impegni di lavoro (Fonte: Coldiretti/Italfruit). Del resto, le proprietà antidepressive dell’uva erano state accertate già dagli antichi, che ne bevevano il succo per combattere astenia e cattivo umore. Questo dolcissimo frutto disponibile al mercato fino a ottobre può esserci d’aiuto, quindi, per rendere meno ‘traumatico’ il ritorno alla vita di tutti i giorni! Continua a leggere

A BRINDISI TORNA IL NEGROAMARO WINE FESTIVAL

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negroamaro wine festival

Cinque giorni per degustare uno dei vini più pregiati del Belpaese, nell’affascinante cornice della “Porta d’Oriente”. Dal 5 al 9 giugno torna a Brindisi il “Negroamaro Wine Festival”, la kermesse enogastronomica dedicata al rosso ottenuto dalle uve delle assolate terre salentine, che porta in scena anche il meglio dell’enogastronomia della Penisola. Un evento che lo scorso anno ha richiamato oltre 200mila visitatori e che nel 2015, per la quinta edizione, si arricchisce di nuovi espositori e location inedite. Continua a leggere

LE TERRE DEL VERMENTINO

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VermentinoNel weekend del 23 e 24 maggio a Castelnuovo Magra, in provincia di La Spezia, torna “Benvenuto Vermentino”, un evento che porta in scena le oltre 100 etichette prodotte con le uve del famoso vitigno coltivato in quattro territori di rara bellezza: il Golfo dei Poeti e i Colli di Luni della Liguria, con i filari che scendono fino al mare; la Costa degli Etruschi in Toscana, con i suoi borghi dalle origini lontane; il Sulcis-Iglesiente della Sardegna, una regione del sud-ovest dell’isola dove cultura e tradizione si mescolano con scenari dalla bellezza mozzafiato; la Corsica, con le sue scogliere frastagliate. Continua a leggere

INSALATA CON FRUTTA: UN PIATTO DI TENDENZA

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Lattuga, qualche fogliolina di rucola o radicchio, mais, pezzetti di formaggio e striscioline di prosciutto crudo o bresaola. Una “normale” insalatona che può diventare davvero speciale unendo mele, noci o acini d’uva. Continua a leggere

“CANTINE APERTE” PER IL RITORNO DELLA VENDEMMIA

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cantine aperte_logoSettembre è il mese ideale per trascorrere un week-end tra vigneti e cantine, per vivere l’esperienza della vendemmia, un rito che conserva inalterato un fascino d’altri tempi, tra i colori caldi delle prime giornate autunnali e le viti cariche di grappoli giunti alla piena maturazione. Continua a leggere

LA DOLCEZZA DELLA SCHIACCIATA CON L’UVA ALLA TOSCANA

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A fine estate, nei banchi dei fornai di Firenze fa la sua comparsa una specialità tanto semplice quanto irresistibile, la schiacciata con l’uva. È una focaccia impastata con zucchero e uva nera da vino, che viene preparata tra settembre e fine ottobre, ovvero nel periodo della vendemmiaContinua a leggere

2,7Sono i milioni di forme di Grana Padano prodotte nei primi sei mesi del 2014

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Formaggio grana con coltelloIl Grana Padano è il formaggio preferito dagli italiani che nei primi sei mesi del 2014 ha fatto segnare un nuovo record. Da gennaio a giugno, infatti, ne sono state realizzate 2.726.713 forme (+4,1% rispetto al 2013 – fonte Assolatte). “I mesi più produttivi sono stati marzo, aprile e maggio” – si legge in una nota di Assolatte, l’associazione delle imprese lattiero-casearie – “In questi tre mesi le produzioni hanno superato anche quelle del 2012”. Un dato che fa sperare in un anno d’oro per questo formaggio che ha una storia secolare: il 2014 dovrebbe chiudersi con oltre 5 milioni di forme prodotte, un numero ben superiore alle 4,5 uscite dalle aziende del Consorzio nello scorso anno.

Gli italiani, dunque, si confermano grandi consumatori di Grana Padano, di gran lunga preferito al Parmigiano Reggiano. Il formaggio che vanta una storia millenaria viene mangiato principalmente al taglio, come antipasto, secondo o dessert (servito con pere, uva passita, composte, gelatine e miele) ma anche largamente utilizzato in cucina nella preparazione di primi, secondi, contorni e dolci. Proprio un dolce, “un crumble con tartufo nero, gelato al Grana e scaglie, mele gala crude e un cremoso di mele” realizzato da Denny Imbroisi, sous chef del Jules Verne di Parigi, sarà il testimonial del Grana Padano a Identità Golose New York in programma dal 9 al 12 ottobre 2014.

Una storia millenaria

Il Grana Padano nasce su intuizione dei monaci benedettini dell’Abbazia di Chiaravalle fondata da San Bernando nell’attuale zona del Parco Agricolo Sud nel comune di Milano tra il quartiere Vigentino e il quartiere Rogoredo come soluzione all’eccedenza di latte prodotto in abbondanza dagli allevamenti che in quelle zone trovavano il pascolo ideale. I monaci Cistercensi misero a punto la ricetta di un formaggio a pasta dura ma granulosa (da cui il nome Grana) che stagionando, conservava i principi nutritivi del latte ma allo stesso tempo acquistava un sapore inconfondibile, dolce e saporito allo stesso tempo. Niente di meglio per avere alimenti a base di latte disponibili tutto l’anno ed in particolar modo nel lungo periodo invernale.

Il Grana Padano, la cui produzione si diffuse in poco tempo a contadini e casari della zona Padana (a cui deve l’altra parte del nome), è tra i formaggi più apprezzati del tempo. Considerato inizialmente un formaggio pregiato, diviene il protagonista degli sfarzosi banchetti rinascimentali di principi e duchi che ostentavano le forme di Grana Padano verso i propri ospiti. Contemporaneamente, proprio per volere dei monaci, diviene anche il principale alimento di sostentamento di contadini e degli abitanti meno abbienti della pianura durante le carestie, che frequentemente affliggevano il territorio.

“Il progressivo diffondersi di tale apprezzato formaggio causò l’affermarsi di alcune varietà di GRANA (Grana Lodigiano, Emiliano, Lombardo, Veneto ecc.), che furono tuttavia poi unificate nel termine “PADANO” quando – a seguito dell’istituzione delle denominazioni di origine dei formaggi, avvenuta con la legge n° 125 del 10 aprile 1954, anno di nascita del Consorzio di Tutela – fu chiesto il riconoscimento della denominazione d’origine GRANA PADANO”.

Forme, tranci e grattugiato

L’ideale è acquistarlo sempre fresco, tagliato al momento dalle caratteristiche forme cilindriche che hanno un peso tra i 24 e i 40 kg, un diametro tra i 35 e i 45 cm e uno scalzo (l’altezza) tra i 18 e 25 cm. Oggi, però, lo si trova disponibile anche a tranci o grattugiato fresco, in comode buste a chiusura ermetica. Da assaggiare quello prodotto da Rovagnati, disponibile sia a forme intere, sia a tranci che grattugiato.

L’azienda, come ogni produttore, è associata al Consorzio di Tutela del Grana Padano, indicatore di garanzia della qualità e della genuinità. Valori che affondano le radici in un rigido disciplinare e nell’utilizzo di latte proveniente esclusivamente dalla zona di produzione e di grattugiatura del Grana Padano DOP, dalle province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbania, Vercelli, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova a sinistra del Po’, Milano, Monza, Pavia, Sondrio, Varese, Trento, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza, Bologna a destra del Reno, Ferrara, Forlì Cesena, Piacenza, Ravenna, Rimini. Con riferimento alla produzione del latte, la zona di origine si estende anche all’intero territorio dei comuni di Anterivo, Lauregno, Proves, Senale-S. Felice e Trodena nella provincia autonoma di Bolzano.

SUN BLACK, TUTTE LE PROPRIETÀ DEL POMODORO NERO

sun black 1Un pomo di piccola o media grandezza dalla buccia scura, ma della stessa consistenza dei suoi cugini “rossi”: è così che si mostra il Sun Black, il pomodoro nero da poco entrato in commercio. Il suo aspetto, forse non troppo appetibile, nasconde tantissime qualità: non è infatti geneticamente modificato ed il nuovo colore gli dona proprietà anti-age, avendo un alto contenuto di antociani, sostanze presenti anche nel vino rosso, che proteggono contro la fragilità capillare, l’invecchiamento cellulare, i processi infiammatori e le modificazioni cancerogene.

Messo in commercio proprio in questi giorni il Sun Black nasce da semi ottenuti attraverso la tecnica dell’incrocio tra varietà di pomodoro con caratteristiche contrastanti, che producono antociani nella buccia e nelle foglie, coniugando ai benefici dei pomodori le proprietà salutari della frutta a buccia nera. Ha infatti le qualità nutraceutiche di frutti come le more, l’uva nera e i mirtilli, più costosi dei comuni pomodori e difficili da reperire in quantità consistenti tutto l’anno.

L’ambizioso progetto di ricerca, denominato “Tomantho”, finanziato dal ministero dell’Università e della ricerca scientifica, è stato coordinato dall’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, insieme alle Università Tuscia di Viterbo e agli atenei di Modena, Reggio Emilia e Pisa e si è basato essenzialmente sulla “creazione” di un prodotto dal forte potere antiossidante. Anche se è da considerarsi  “un ritorno al passato” più che una novità, poiché gli antociani erano contenuti un tempo nei pomodori selvatici.

La registrazione del marchio comunitario SunBlack è avvenuta di fatto nel 2009, ma il passo decisivo per permettere la commercializzazione del pomodoro nero nel nostro paese è appena avvenuto. Si tratta della sottoscrizione del contratto di licenza avvenuta da parte del rettore Pierdomenico Perata, coordinatore del progetto Tomantho, grazie a cui ha avuto origine Sun Black.

L’azienda L’Ortofruttifero sarà l’unica che potrà commercializzare il pomodoro non Ogm per i prossimi cinque anni in esclusiva europea, disponibile dallo corso mese sotto forma di piantine da orto, con un circuito vendita costituito prevalentemente dalla grande distribuzione.

Il SunBlack, popolarmente chiamato “Obama”(come il Presidente!), ha un gusto un po’ più acidulo dei pomodori comuni ed è adatto ad una cottura veloce o ad essere mangiato crudo, ad esempio come ingrediente per una pasta fredda.

UN BRINDISI AL BENESSERE!

Quante volte avremo sentito i nostri nonni dire: “… il vino fa buon sangue!”. Se la consapevolezza delle proprietà benefiche del vino era diffusa già ai tempi di Ippocrate, è però solo nel 1979 che sono stati dimostrati per la prima volta gli effetti positivi sulle coronarie Continua a leggere