UNA CORROBORANTE MINESTRA PER L’INVERNO: IL RISO E SCAROLE ALLA CALABRESE

1 anno fa di in Le ricette della nonna, Mangiare sano Tagged: , , , , , , , , ,

Riso e scaroleNelle serate invernali non c’è niente di meglio di una minestra fumante per ritemprare il corpo e lo spirito dalle fatiche della giornata. Come quella di riso e scarole della Calabria, un’antica pietanza originaria della zone più interne della regione, dove si coltivano ortaggi e legumi che diventano protagonisti di zuppe sostanziose e nutrienti. Per prepararla, basta sbollentare la scarola in acqua per qualche minuto, insaporirla in un tegame a parte con olio extravergine di oliva, aglio e un pizzico di peperoncino piccante calabrese – che ne bilancia la dolcezza – e poi aggiungere il riso, cuocendo il tutto con l’acqua utilizzata in precedenza per lessare la verdura oppure con brodo vegetale o di carne, per un risultato più gustoso. Per renderla ancora più buona, c’è chi unisce pure qualche acciuga e completa la pietanza con una spolverata di pepe nero – in alternativa al peperoncino – o di pecorino grattugiato.

La minestra calabrese è una ricetta della tradizione contadina, fatta con ingredienti poveri ma ‘ricchi’ di virtù benefiche, che in questo periodo dell’anno aiutano l’organismo a depurarsi dopo i prolungati eccessi delle feste natalizie e lo proteggono da influenze e malanni stagionali. La scarola – la Cichorium endivia latifolium, da non confondere con la endivia crispum o ‘riccia’, che si mangia cruda in insalata –, infatti, è costituita da un’elevatissima quantità d’acqua e racchiude una buona quantità di potassio, un minerale che favorisce l’eliminazione dei liquidi in eccesso; il riso è una fonte di fibre e sali minerali, svolgendo un’azione ‘disintossicante’, mentre il peperoncino, oltre a contenere la capsaicina, una sostanza che facilita la digestione, rafforza il sistema immunitario grazie alla presenza della vitamina C. Un piatto, insomma, che è un autentico – ed economico – toccasana, ideale per una cena leggera e corroborante, da accompagnare con un buon bicchiere di vino rosso.

 

In Campania, Puglia e Sicilia

La Calabria non è l’unica regione dove la scarola viene impiegata nelle minestre. Un classico della cucina napoletana è la zuppa di scarole con i fagioli, preparata con i cannellini, teneri e delicati, e servita con fette di pane casareccio tostate. Un’altra versione è quella pugliese, diffusa in particolare nel Salento, arricchita dai ceci neri di Zollino – un piccolo comune del leccese rinomato per la coltivazione di questi legumi – e dalle friselle, il pane biscottato a forma di ciambella tipico del Sud Italia. Simile alla calabrese, infine, è la ricetta siciliana, che si mangia con gli spaghetti spezzati e con l’aggiunta di pezzetti di caciocavallo ragusano.

 

La ricetta
Ingredienti per 4 persone

300 gr di riso
Un cespo di scarola
2 spicchi d’aglio
Olio extravergine di oliva
Peperoncino piccante calabrese
Brodo di carne o vegetale
Sale q.b.
Formaggio grattugiato

Procedimento

Sbollentate la scarola in acqua salata per pochi minuti. In un tegame a parte, fate rosolare l’aglio con l’olio, unite il peperoncino e la scarola, allungate con il brodo e portate a bollore, poi versate il riso e fatelo cuocere, aggiungendo altro brodo se necessario. Servite la minestra fumante, con parmigiano o pecorino grattugiato.

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