UNA PIZZA “BIANCA” ALL’OMBRA DEL COLOSSEO

6 anno fa di in Street food Tagged: , , , , , ,

Far tappa nella Città eterna senza assaggiarla è un vero torto per il palato. La pizza bianca è uno dei cibi simbolo della Capitale e un classico Street Food, segnalato in tutte le guide e i ricettari del mondo. I romani la mangiano in qualsiasi momento della giornata, preferibilmente con la Mortadella, “la Mortazza”, ma è anche uno dei cibi più venduti in Italia. Ideale per uno spuntino, per accompagnare un pasto (infatti è servita in molti ristoranti al posto del pane), come take away.

I turisti ne vanno letteralmente pazzi: possono gustarla in piedi, magari mentre sono in coda per l’ingresso al Colosseo o per uno dei tanti siti archeologi ma durante una pausa rilassante nel verde di Villa Borghese.

La pizza bianca romana è costituita da un impasto di farina, acqua, sale, lievito di birra e può contenere anche malto d’orzo, un dolcificante naturale che grazie ai suoi zuccheri aiuta il lavoro del lievito. Il panetto, steso su una teglia e cosparso con olio extravergine di oliva – che conferisce alla focaccia l’inconfondibile caratteristica di friabilità – va infornato dopo una lievitazione di circa due ore. Al termine della cottura questa delizia va mangiata al naturale o farcita con i più svariati ingredienti. Per godere appieno della sua morbidezza è consigliabile consumarla calda o entro poche ore da quando è stata sfornata.

Un po’ di storia

Le origini del famoso cibo di strada sono sicuramente molto lontane, seppure non databili con precisione: i panettieri della Roma antica, infatti, avevano l’esigenza di individuare la temperatura giusta del forno a legna per cuocere il pane senza bruciarlo e pensarono a questo semplice ed economico impasto, pronto per essere infornato senza l’utilizzo di teglie. Nata quindi come una sorta di “esperimento”, la pizza bianca conquistò tutti, diventando nei secoli uno dei prodotti più amati dai romani e non solo. Oggi è prodotta da tutti i panificatori della Capitale e da numerosi fornai nella zona dei Castelli.

Tanti modi per prepararla

Complici i tanti programmi televisivi dedicati alla cucina, che spesso riprendono ricette del passato con l’aggiunta di un tocco creativo, la pizza bianca negli ultimi anni è stata riscoperta e proposta in molteplici varianti, talvolta con l’utilizzo di farine diverse da quella di grano tenero.

La farcitura classica è con la mortadella, a cui i più golosi possono aggiungere provola o formaggio fresco a proprio piacimento. Un’altra versione “storica”, realizzata qualche tempo fa anche dal pizzaiolo romano Gabriele Bonci a La Prova del Cuoco, è quella con fichi e prosciutto crudo – un connubio perfetto in cui il frutto particolarmente zuccherino incontra un alimento dal sapore deciso.

Il web ha contribuito ad accrescere la fama della pizza bianca, grazie ai food blogger che ogni giorno inventano nuovi piatti: ecco così la variante con farina buratto – più grezza rispetto a quella di frumento – mista a farina di farro bianca e integrale, spolverizzata di timo, sale nero di Cipro e ripiena di pomodorini Confit – la singolare ricetta è riportata da Laura Ottaviantonio sul suo blog Il gambero russo ed è ripresa ancora da un’idea di Bonci.

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One Response to “UNA PIZZA “BIANCA” ALL’OMBRA DEL COLOSSEO”


[…] frutti, da utilizzare sia crudi che cotti. Non solo torte e marmellate, quindi, ma anche la famosa pizza bianca romana, dove sono abbinati al prosciutto crudo, antipasti a base di salumi e formaggi, paste e risotti, […]

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